I fondi aperti guidano il risparmio gestito

di Carlo Valuta Commenta

La convenienza degli asset flessibili per i risparmiatori.

Il comparto del risparmio gestito continua ad avere ottimi risultati, mese dopo mese. A novembre ha sfiorato quota 120 miliardi di euro.

Lo si evince dai dati trasmessi da Assogestioni, secondo i quali i flussi del mese scorso sono stati superiori ai nove miliardi, portando il totale degli undici mesi dell’anno in corso a quota 119,7 miliardi.

Parliamo di una raccolta pari quasi al doppio rispetto ai 62,5 miliardi raggiunti durante l’anno precedente. Per individuare un dato più alto bisogna tornare fino al 1998. In quell’anno la raccolta dei soli fondi comuni era stata pari 167 miliardi.

A condurre il retail sono proprio i fondi aperti che nel corso del mese hanno fatto segnare afflussi pari a 5,3 miliardi. Ciò porta il dato da inizio anno a 81,3  miliardi, a fronte dei 46,5 miliardi del 2013. Le gestioni di portafoglio hanno attirato 2,9 miliardi in novembre e 37,7 miliardi da gennaio (erano stati 15,9 miliardi in totale nell’anno precedente).

Grazie all’effetto raccolta e alle performance ottenute il patrimonio gestito è cresciuto toccando il record di 1.536 miliardi, di questi 675  miliardi si riferiscono ai fondi aperti e 844 miliardi alle gestioni di portafoglio.

Cosa conviene fare ai risparmiatori?

Per quanto riguarda i fondi aperti, gli investitori proseguono nel puntare su quelli flessibili. Tali settori, che danno carta bianca al gestore di spaziare tra le varie asset class, hanno fatto segnare in novembre un retail di 2,7 miliardi, ovvero 39,15 miliardi da gennaio. Tuttavia, nel mese di novembre  si conferma anche un ritorno d’interesse sui prodotti obbligazionari che con 1,9 miliardi sono stati la categoria che ha raccolto di più nel mese dopo i flessibili. Da inizio 2014  i fondi obbligazionari hanno attirato 26,6  miliardi. Debole invece la raccolta negli azionari che ancora non riescono a decollare veramente. In novembre hanno visto i flussi fermarsi a 439 milioni il che porta il totale da gennaio a 8,2 miliardi.

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