United-Continental è realtà: via libera alla fusione tra United Airlines e Continental
Via libera al gigante Usa dei cieli. L’antitrust americano ha dato l’ok alla maxi-fusione tra United Airlines, la compagnia aerea statunitense controllata da Ual, e Continental Airlines. Un’operazione da tre miliardi di dollari, tutta in titoli, che darà vita alla più grande compagnia aerea del mondo per volume di traffico, cui ora manca solo l’approvazione degli azionisti. Il voto è previsto per il mese prossimo e le due compagnie hanno fatto sapere che contano di chiudere il merger entro il primo ottobre. Il nuovo colosso aereo si chiamerà United Airlines, con base a Chicago, e potrà contare su 370 destinazioni in 59 Paesi, con un giro d’affari da 29 miliardi di dollari, una flotta di 700 aerei e 87 mila impiegati.
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“Ho grandissimo rispetto per il presidente della Repubblica come persona e per il suo ruolo istituzionale“. Lo ha detto l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, aggiungendo: “per la sua posizione istituzionale accetto quello che ha detto come un invito a trovare una soluzione” alla vicenda di Melfi. ”Fino a quando non ci lasciamo alle spalle vecchi schemi non ci sara’ mai spazio per vedere nuovi orizzonti”. Lo ha detto l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, nel suo intervento al Meeting di Rimini, facendo riferimento alla politica di relazioni industriali del Lingotto in Italia. Forse ”in Italia ci manca la voglia e abbiamo paura di cambiare” dice ancora paragonando l’avventura americana con Chrysler alla situazione italiana di Fiat.
Il presidente di Generali Cesare Geronzi interviene in difesa dei fondi libici nella polemica leghista contro la loro presenza in Unicredit. “In Capitalia non hanno mai intralciato la governance“, ha detto in una conferenza stampa al Meeting dell’Amicizia Geronzi che da ex numero uno di Capitalia ha favorito la vendita di quest’ultima a Unicredit. La Libyan Arab Foreign Bank aveva acquisito una partecipazione del 2,58% di Capitalia, poco prima del takeover di Unicredit. Recentemente la Libyan Investment Authority (LIA) ha acquisito il 2,075% della prima banca italiana che si somma al 4,613% già in mano alla Banca centrale libica.
“Oggi con le nuove leggi, è possibile fare deroghe al contratto nazionale“. E’ questo l’obbiettivo, spiega la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, nel confronto aperto con Fiat. “Ci siamo dati un obiettivo preciso: definire deroghe perché si possa applicare l’accordo di Pomigliano con deroghe nel quadro del contratto dei metalmeccanici e credo che sia assolutamente possibile farlo“. L’alternativa, ricorda la leader degli industriali, sarebbe quella “di un contratto ad hoc per l’auto. La trattativa è aperta“, ma Confindustria punta sulla prima soluzione ed ha fiducia sulla possibilità che si possa raggiungere. Emma Marcegaglia lo ha detto al meeting di Rimini, indicando che sono già state fissate le date per portare avanti il confronto con un tavolo con Federmeccanica e sindacati.
I recenti movimenti degli azionisti libici nel capitale di UniCredit fanno pensare a una scalata alla banca e per questo motivo il governo e la Consob dovrebbero fare delle verifiche. Lo dice in un’intervista a Reuters Flavio Tosi, sindaco di Verona, che esprime alcuni consiglieri nella Fondazione Cariverona, uno dei principali azionisti di UniCredit. “Sembra una scalata, per ora è l’impressione che si ha guardando ai fatti. E’ chiaro che alla ripresa dalle vacanze delle verifiche dovrebbero essere fatte da tutti gli organismi competetenti“, ha affermato Tosi.
Si presenteranno domani in fabbrica per riprendere il lavoro i tre operai della Fiat di Melfi, Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli, reintegrati lo scorso 9 agosto dal giudice del lavoro di Melfi. Erano stati licenziati perche’ accusati di aver ostacolato il lavoro dei colleghi durante un corteo interno, bloccando un carrello robotizzato che trasferisce componenti alle linee di montaggio. Per il giudice del lavoro i licenziamenti erano pero’ antisindacali ed e’ stato deciso il reintegro. La Fiat ha pero’ depositato il ricorso al giudice del lavoro e ha inviato un telegramma ai tre lavoratori con cui invita a non presentarsi in fabbrica oggi. I tre operai, sostenuti dalla Fiom Cgil di cui sono delegati sindacali e iscritti, hanno annunciato che andranno alla Fiat per riprendere la propria posizione lavorativa.
Secondo il trader Giuseppe Brindisi (
Facebook e Aol stanno discutendo di un’alleanza strategica per rafforzare il loro business della pubblicità online. Lo scrive il New York Post, citando fonti. La notizia è stata ripresa dall’agenzia italiana della Reuters. Le due società hanno avviato dei colloqui diversi mesi fa su una partnership che permetterebbe a Facebook di sfruttare Aol per vendere pubblicità online, scrive il quotidiano citando tre fonti diverse.
Skype sarl, società specializzata nella telefonia internet, ha presentato domanda alle autorità Usa per un’Ipo di Ads (American depositary shares) fino a 100 milioni di dollari. Goldman Sachs, JP Morgan e Morgan Stanley sono i lead underwriters dell’Ipo, si legge nel documento preliminare inviato dalla società di diritto lussemburghese alla Sec. Skype, che al 30 giugno contava 560 milioni di utenti registrati, non ha specificato quanti titoli intende vendere nè il prezzo atteso. La società vuole quotare le azioni sul Nasdaq.
Il produttore di BlackBerry Research in Motion è intenzionato a bloccare i siti porno ed a consentire alle spie delle agenzie di sicurezza indiane di controllare gli utenti. E’ quanto hanno scritto oggi alcuni quotidiani stranieri, dopo il divieto a sorpresa imposto ai servizi principali della società di telefonini nei Paesi del Golfo arabo. La segretezza dei dati su BlackBerry è finita nel mirino da domenica scorsa, quando gli Emirati arabi Uniti hanno annunciato un piano per vietare dall’11 ottobre BlackBerry messenger, email e web browser.



















