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	<title>Mondofinanzablog.com &#187; statistiche produzione</title>
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	<description>Il mondo della finanza a 360 gradi</description>
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		<title>Confindustria delusa dal Governo</title>
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		<pubDate>Thu, 26 May 2011 22:10:04 +0000</pubDate>
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</script><p>Gli imprenditori italiani sono delusi dal governo di Silvio Berlusconi perchè non ha in cima alla sua agenda la crescita ma &#8220;pensa ad altro&#8221;. A due giorni dai ballottaggi di Milano e Napoli, la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia dice che il paese per svilupparsi ha bisogno di liberalizzazioni e meno Stato e che invece &#8220;<em>sta succedendo proprio il contrario</em>&#8220;.<br />
&#8220;<em>Non possiamo nascondere la nostra delusione. Occorrono interventi più incisivi soprattutto sulle infrastrutture e sul fisco</em>&#8220;, ha detto la Marcegaglia, giunta alla sua ultima assemblea.<br />
&#8220;<em>Il mito da sfatare è che l&#8217;Italia vada in fondo bene e che dunque gli imprenditori devono piantarla di lamentarsi&#8230; La verità è che l&#8217;agenda nazionale non riesce a fare della crescita il suo primo argomento all&#8217;ordine del giorno perchè la politica pensa ad altro</em>&#8220;.<br />
<span id="more-7110"></span><br />
<strong>Lo sgambetto della Marcegaglia</strong><br />
Marcegaglia, a capo di oltre 145.000 imprenditori che danno occupazione a 5,5 milioni di persone, non risparmia un accenno al cruciale appuntamento politico di domenica e lunedì che potrebbe determinare la fine della leadership incontrastata di Berlusconi in Italia.<br />
Osserva che &#8220;<em>se le difficoltà della maggioranza sono evidenti nel giudizio popolare, non per questo possiamo tacere che l&#8217;opposizione, tra spinte antagoniste e frammentazioni, è ancora incapace di esprimere un disegno riformista</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Il ruolo di Luca Cordero di Montezemolo</strong><br />
Ecco allora che dalle fila degli imprenditori potrebbe arrivare una terza opzione, forse la più volte ventilata e mai confermata discesa in campo dell&#8217;ex presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo.<br />
&#8220;<em>In un momento così noi saremo pronti a batterci per l&#8217;Italia, anche fuori dalle nostre imprese, con tutta la nostra energia, con tutta la nostra passione, con tutto il nostro coraggio</em>&#8220;.<br />
Il rischio di un paese senza sviluppo economico e crescita è che &#8220;<em>alzi la testa il populismo e vengano messi in discussione i fondamenti stessi della democrazia</em>&#8220;, ha avvertito Marcegaglia alla presenza del capo dello Stato Giorgio Napolitano.</p>
<p>Fonte: Reuters</p>
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		<title>Giappone: economia debole e stime sullo sviluppo ritoccate in ribasso</title>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2011 08:51:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il governo del Giappone ha confermato la sua valutazione d&#8217;insieme secondo cui l&#8217;economia è ancora debole in seguito al terremoto di marzo e ha ridotto il suo giudizio sulle spese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2011/05/Giappone-economia-debole-e-stime-sullo-sviluppo-ritoccate-in-ribasso.jpg?9f281a" alt="Giappone-economia-debole-e-stime-sullo-sviluppo-ritoccate-in-ribasso" class="left"/>Il governo del Giappone ha confermato la sua valutazione d&#8217;insieme secondo cui l&#8217;economia è ancora debole in seguito al terremoto di marzo e ha ridotto il suo giudizio sulle spese capitali, nel suo rapporto mensile pubblicato oggi. Il governo ha citato problemi di approvvigionamento alla base della prima riduzione della sua valutazione sulle spese capitali dal dicembre 2009. Ha inoltre evidenziato rischi per la ripresa economica derivanti da eventuali carenze di energia, la lenta ricostruzione delle reti di fornitori e i prezzi elevati del petrolio. Il ministro dell&#8217;Economia Kaoru Yosano inoltre, prima del rapporto, ha detto di aspettarsi una crescita economica del Giappone in rallentamento allo 0,6-0,7% in questo anno fiscale, chiarendo la sua precedente stima. La previsione di Yosano è più ottimistica di quella di diversi analisti, molti dei quali hanno tagliato le loro previsioni dopo che i dati della settimana scorsa hanno mostrato una contrazione sorprendentemente profonda nel trimestre gennaio-marzo.<br />
<span id="more-7085"></span><br />
<strong>I dati sull&#8217;economia giapponese</strong><br />
In reazione ai dati, che hanno mostrato un calo del Pil dello 0,9%, lo stesso Yosano aveva dichiarato che l&#8217;economia dovrebbe crescere quasi dell&#8217;1% nel 2011/12, ma oggi ha chiarito la sua posizione.<br />
&#8220;<em>Quello che volevo dire è che la crescita dovrebbe rallentare di quasi l&#8217;1%. (Rispetto alle attuali previsioni) E&#8217; probabile che rallenterà a circa lo 0,6%-0,7%</em>&#8221; ha detto in una conferenza stampa oggi. </p>
<p>Fonte: Reuters</p>
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		<title>Industria: aumenta il fatturato dell&#8217;ultimo trimestre</title>
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		<pubDate>Fri, 20 May 2011 10:20:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A marzo il fatturato dell&#8217;industria e&#8217; aumentato del 2,0% rispetto al mese precedente, con incrementi pari all&#8217;1,8% sul mercato interno e al 2,3% su quello estero. Lo comunica l&#8217;Istat sottolineando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2011/05/Industria-aumenta-il-fatturato-dellultimo-trimestre.jpg?9f281a" alt="Industria-aumenta-il-fatturato-dellultimo-trimestre" class="left"/>A marzo il fatturato dell&#8217;industria e&#8217; aumentato del 2,0% rispetto al mese precedente, con incrementi pari all&#8217;1,8% sul mercato interno e al 2,3% su quello estero. Lo comunica l&#8217;Istat sottolineando come nella media degli ultimi tre mesi (gennaio-marzo), l&#8217;indice sia cresciuto del 3,0% rispetto al trimestre precedente.<br />
Su base annua, corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi di marzo 2011 sono 22 contro i 23 di marzo 2010) il fatturato cresce del 12,2%.</p>
<p><strong>Le variazioni trimestrali</strong><br />
Su base trimestale &#8211; aggiunge l&#8217;Istat &#8211; la variazione degli ordinativi totali e&#8217; pari a +8,1%, per effetto di una crescita del 3,7% degli ordinativi interni e del 15,5% di quelli esteri; nella media del primo trimestre gli ordinativi totali sono aumentati del 6,3 % rispetto al trimestre precedente. Nel confronto con il mese di marzo 2010, gli ordinativi grezzi registrano una crescita del 21,2%.<br />
<span id="more-7063"></span><br />
<strong>Gli indici destagionalizzati</strong><br />
Gli indici destagionalizzati del fatturato segnano aumenti congiunturali del 7,1% per l&#8217;energia, del 3,2% per i beni intermedi, dell&#8217;1,6% per i beni di consumo; all&#8217;interno di questi ultimi, i durevoli diminuiscono dello 0,9%, mentre i non durevoli aumentano del 2,1%. I beni strumentali registrano un calo dell&#8217;1,6%.</p>
<p><strong>I settori più attivi</strong><br />
I settori di attivita&#8217; economica per i quali si registrano, rispetto a marzo 2010, gli incrementi maggiori del fatturato totale sono quelli della fabbricazione di prodotti chimici (+28,2%), della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+23,9%) e della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (+21,5%). Per gli ordinativi, gli aumenti tendenziali maggiori si osservano per la fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (+43,3%) e per la metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (+41,3%).</p>
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		<title>L&#8217;Italia cresce meno degli altri Paesi europei: unico spunto l&#8217;agricoltura</title>
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		<pubDate>Fri, 13 May 2011 08:58:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Pil è cresciuto dello 0,1% nei primi 3 mesi dell&#8217;anno rispetto all&#8217;ultimo trimestre 2010. E&#8217; la stima preliminare dell&#8217;Istat. Il Regno Unito è cresciuto dello 0,5%, gli Usa dello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2011/05/LItalia-cresce-meno-degli-altri-Paesi-europei-unico-spunto-lagricoltura.jpg?9f281a" alt="LItalia-cresce-meno-degli-altri-Paesi-europei-unico-spunto-lagricoltura" class="left"/>Il Pil è cresciuto dello 0,1% nei primi 3 mesi dell&#8217;anno rispetto all&#8217;ultimo trimestre 2010. E&#8217; la stima preliminare dell&#8217;Istat. Il Regno Unito è cresciuto dello 0,5%, gli Usa dello 0,4%, la Germania dell&#8217;1,5%, la Francia dell&#8217;1% e la Spagna dello 0,3%. Il Pil è cresciuto dell&#8217;1% il primo trimestre di quest&#8217;anno rispetto al primo trimestre del 2010.<br />
La crescita acquisita per il 2011, cioé quella che si avrebbe in caso di crescita pari a zero, è del +0,5%. Lo comunica l&#8217;Istat. Il Governo, nel Def recentemente varato, ha indicato una crescita per l&#8217;intero 2011 dell&#8217;1,1%.<br />
<span id="more-7020"></span><br />
<strong>Agricoltura in crescita</strong><br />
La crescita dello 0,1% registrata dal Pil nel primo trimestre dell&#8217;anno dipende da un aumento del valore aggiunto dell&#8217;agricoltura. Lo spiega l&#8217;Istat aggiungendo che si è registrata una &#8220;sostanziale stazionarieta&#8221; dell&#8217;industria e dei servizi.</p>
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		<title>Produzione industriale di marzo in rialzo per l&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Tue, 10 May 2011 12:12:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Produzione industriale in rialzo, ma meno delle attese, in Italia in marzo. Lo indicano i dati diffusi stamane dall&#8217;Istat. L&#8217;indice destagionalizzato della produzione industriale è salito dello 0,4% su mese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2011/05/Produzione-industriale-di-marzo-in-rialzo-per-lItalia.jpg?9f281a" alt="Produzione-industriale-di-marzo-in-rialzo-per-lItalia" class="left"/>Produzione industriale in rialzo, ma meno delle attese, in Italia in marzo. Lo indicano i dati diffusi stamane dall&#8217;Istat. L&#8217;indice destagionalizzato della produzione industriale è salito dello 0,4% su mese rispetto al +1,5% di febbraio, dato rivisto dal precedente +1,4%. Su base tendenziale la produzione industriale, corretta per i giorni lavorativi, ha fatto segnare un incremento del 3,1% dal +2,4% di febbraio, rivisto da +2,3%.<br />
&#8220;<em>Il dato è inferiore alle attese, ma comunque in territorio positivo, anche se c&#8217;è da considerare che si arriva da numeri molto positivi di febbraio, peraltro rivisti al rialzo. L&#8217;ultima survey sulla fiducia delle imprese aveva registrato una modesta contrazione, mentre indicazioni più positive sono arrivate dagli ordinativi industriali</em>&#8221; spiega l&#8217;economista di Aletti Gestielle Laura Cavallaro.<br />
Le previsioni degli economisti raccolte da Reuters indicavano un rialzo dello 0,5% su mese e del 3,3% su anno.<br />
<span id="more-6995"></span><br />
<strong>Il dettaglio dei dati</strong><br />
Nel comunicato d&#8217;accompagnamento dei dati, Istat spiega che, su base congiunturale, l&#8217;energia ha fatto segnare un incremento dell&#8217;1,5% in marzo, seguita dal +1,2% dei beni strumentali, dallo 0,5% dei bene intermedi e del -0,6% dei beni di consumo.</p>
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		<title>Non chiediamo aiuti ma riforme: così la Marcegaglia a Bergamo</title>
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		<pubDate>Mon, 09 May 2011 07:36:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Non siamo interessati a chiedere aiuto al governo. Il nostro è un senso di solitudine dettato dal fatto che sono sempre le riforme che vengono chieste, ma non vengono mai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Non siamo interessati a chiedere aiuto al governo. Il nostro è un senso di solitudine dettato dal fatto che sono sempre le riforme che vengono chieste, ma non vengono mai fatte</em>&#8220;. Lo chiarisce il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, in conferenza stampa a chiusura delle assise di Bergamo.<br />
Il numero uno di viale dell&#8217;Astronomia, in particolare, fa riferimento a riforma fiscale, ricerca, semplificazione e liberalizzazione. &#8220;<em>Poi</em> &#8211; assicura &#8211; <em>vogliamo assumerci maggiori responsabilità a tutela delle imprese ma anche in un&#8217;ottica più generale</em>&#8220;.</p>
<p><strong>La replica a Berlusconi</strong><br />
Al presidente del Consiglio che domanda a Confindustria un maggior impegno per recuperare competitività e per sostenere lo sviluppo del Paese, Marcegaglia replica: &#8220;<em>Pensiamo di farlo tutti i giorni, visto che contribuiamo al 70% alla crescita del pil</em>&#8221;. &#8221;<em>Nonostante la crisi</em> &#8211; evidenzia Marcegaglia &#8211; <em>siamo ancora la quinta potenza nel mondo. La nostra parte la facciamo ma, in un momento così difficile, diciamo anche che siamo disponibili a fare di più</em>&#8220;.<br />
<span id="more-6986"></span><br />
<strong>La privatizzazione dell&#8217;ICE</strong><br />
Dalle assise di Confindustria di Bergamo, annuncia poi Marcegaglia, viene lanciata l&#8217;idea di &#8220;<em>chiedere la privatizzazione dell&#8217;Ice, per la cui gestione noi ci candidiamo</em>&#8220;. Un punto, quello relativo agli strumenti di internazionalizzazione rispetto al quale gli imprenditori hanno manifestato &#8220;<em>insoddisfazione</em>&#8221; attraverso una &#8220;<em>votazione bulgara</em>&#8220;.</p>
<p><strong>L&#8217;accordo interfederale del 2009</strong><br />
In tema di relazioni industriali, &#8220;<em>è prevalso in modo nettissimo la volontà di andare avanti sulla strada indicata dall&#8217;accordo interfederale del 2009</em>&#8220;. &#8220;<em>Il percorso intrapreso con l&#8217;accordo del 2009 va avanti</em> &#8211; spiega il numero uno di Viale dell&#8217;Astronomia -<em>. Non ci sono ripensamenti</em>&#8220;. &#8220;<em>Questo non significa dire, come ha detto ieri la Camusso, che siamo interessati a dividere i sindacati: tutto il contrario. Noi cerchiamo sempre accordo</em>&#8220;, assicura Marcegaglia, ma &#8220;<em>questa strada della ricerca di maggiore produttività attraverso le relazioni sindacali è netta e chiara</em>&#8220;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La stabilità economica non è sinonimo di crescita: così Confindustria sul piano di risanamento del Governo</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Apr 2011 07:58:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#8217; condivisibile che &#8220;senza stabilità della finanza pubblica non è possibile lo sviluppo economico&#8220;, ma &#8220;é vera anche la relazione inversa: senza crescita è molto difficile conseguire la stabilità finanziaria&#8220;. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; condivisibile che &#8220;<em>senza stabilità della finanza pubblica non è possibile lo sviluppo economico</em>&#8220;, ma &#8220;<em>é vera anche la relazione inversa: senza crescita è molto difficile conseguire la stabilità finanziaria</em>&#8220;. E&#8217; la posizione di Confindustria su Def e Pnr varati dal Governo, espressa dal dg Giampaolo Galli in audizione al Senato, che giudica il Pnr &#8220;<em>deludente per quanto attiene alle azioni concrete</em>&#8221; per crescita e competitività. &#8220;<em>Serve uno scatto di orgoglio per affrontare le urgenze del Paese</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Il risanamento</strong><br />
L&#8217;impegno di risanamento indicato dal governo nel Def è &#8220;<em>estremamente ambizioso</em>&#8220;, con manovre il biennio 2013-2014 da &#8220;circa 39 miliardi, cifra ben superiore a quella di 25 miliardi approvata la scorsa estate&#8221;.<br />
<span id="more-6861"></span><br />
<strong>Uno sforzo ambizioso</strong><br />
Per Confindustria, indica il Dg Giampaolo Galli in audizione al Senato, &#8220;<em>questi dati delineano uno sforzo di gran lunga superiore a quello compiuto negli anni &#8217;90 per rispettare i parametri di Maastricht e partecipare fin dall&#8217;inizio alla moneta unica europea</em>&#8221; &#8220;<em>Lo sforzo di risanamento indicato dal Governo è estremamente ambizioso</em>&#8220;, ha indicato Giampaolo Galli nell&#8217;audizione congiunta su Def e Pnr delle Commissioni Bilancio e Finanze di Camera e Senato. &#8220;<em>Per conseguire questi obiettivi</em> &#8211; rileva Confindustria &#8211; <em>il Governo, oltre a confermare gli impegni già assunti, ne assume di ulteriori, prevedendo di varare una manovra di 2,3 punti di Pil per il biennio 2013-2014</em>&#8220;. L&#8217;impegno, secondo Via dell&#8217;Astronomia, &#8220;<em>é ancora più gravoso oggi, in un contesto reso difficile dalle conseguenze della crisi finanziaria globale e dalla perdita di competitività accumulata nel nostro Paese</em>&#8220;. </p>
<p><strong>Ancora troppe tasse</strong><br />
Considerando &#8220;<em>l&#8217;elevato livello della pressione fiscale</em>&#8221; che non lascia margini di intervento su questo fronte, &#8220;<em>per avere successo, un simile sforzo richiede che si ridisegnino i meccanismi di spesa e lo stesso perimetro dello Stato nell&#8217;economia e nella società</em>&#8220;. Senza questi cambiamenti &#8211; dice Confindustria &#8211; i tagli alla pesa potrebbero rivelarsi difficili da sostenere e rischiano di tradursi nel rinvio di spese necessarie o in forme occulte di debito pubblico, come il &#8220;<em>debito verso fornitori</em>&#8220;. </p>
<p><strong>I tagli</strong><br />
Preoccupano &#8220;<em>il taglio agli investimenti pubblici</em>&#8221; che deriva &#8220;<em>in misura importante</em>&#8221; dalla compressione della spesa primaria. &#8220;<em>Scenderebbero a 27 miliardi già nel 2012, erano 38 miliardi nel 2009. Si tratta di una diminuzione consistente che avrà effetti di lungo periodo sull&#8217;infrastrutturazione del Paese ed è in contrasto con le raccomandazioni dell&#8217;Unione Europea, che chiede di effettuare il risanamento senza penalizzare la spesa in infrastrutture</em>&#8220;.</p>
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		<title>Prezzi alla produzione di gennaio ai massimi dal settembre 2008</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Mar 2011 22:10:13 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Economia e Lavoro]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2011/03/Prezzi-alla-produzione-di-gennaio-ai-massimi-dal-settembre-2008.jpg?9f281a" alt="Prezzi-alla-produzione-di-gennaio-ai-massimi-dal-settembre-2008" class="left"/>I prezzi alla produzione sono saliti nel mese di gennaio dell&#8217;1,1% su mese e del 5,1% su anno, segnando la crescita tendenziale più alta da settembre 2008. Lo rende noto l&#8217;Istat, aggiungendo che nel mese di dicembre i prezzi alla produzione erano saliti dello 0,6% su mese e del 4,5% su base annuale. I prodotti venduti sul mercato interno registrano un aumento dell&#8217;1,1% rispetto a dicembre 2010 e del 5,2% su gennaio 2010. Al netto del comparto energetico, gli aumenti sono pari a 0,9 e 4%. Il contributo maggiore alla crescita tendenziale dell&#8217;indice dei beni venduti sul mercato interno viene dai prodotti intermedi (+2,4 punti percentuali).<br />
<span id="more-6571"></span><br />
I più elevati tassi di crescita tendenziali dei prezzi alla produzione dei prodotti venduti sul mercato interno riguardano i settori della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+16,5%) e i prodotti in metallo (+9,8%).</p>
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		<title>Le commesse estere trainano la ripresa: il fatturato italiano dipende dall&#8217;estero</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Feb 2011 22:10:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isayblog4</dc:creator>
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		<category><![CDATA[crisi economica Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[Il fatturato dell&#8217;industria italiana nella media dell&#8217;intero 2010 è aumentato del 10,1% (dato grezzo) rispetto all&#8217;anno precedente. Lo rileva l&#8217;Istat, sottolineando che la risalita arriva dopo il crollo del 2009 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2011/02/Le-commesse-estere-trainano-la-ripresa-il-fatturato-italiano-dipende-dallestero.jpg?9f281a" alt="Le-commesse-estere-trainano-la-ripresa-il-fatturato-italiano-dipende-dallestero" class="left"/>Il fatturato dell&#8217;industria italiana nella media dell&#8217;intero 2010 è aumentato del 10,1% (dato grezzo) rispetto all&#8217;anno precedente. Lo rileva l&#8217;Istat, sottolineando che la risalita arriva dopo il crollo del 2009 (-18,7%) e aggiungendo che si tratta della variazione tendenziale maggiore dal 2001. A fare da traino è il mercato estero (+16%). Il fatturato dell&#8217;industria italiana a dicembre 2010 ha registrato un calo dello 0,3% (dato destagionalizzato) rispetto a novembre, mentre è cresciuto dell&#8217;11,8% (dato grezzo) rispetto a dicembre 2009, grazie ai risultati ottenuti all&#8217;estero (+17%).<br />
<span id="more-6495"></span><br />
<strong>Ordini al massimo dal 2001</strong><br />
Gli ordinativi dell&#8217;industria italiana nella media dell&#8217;intero 2010 sono cresciuti del 13,9% (dato grezzo) rispetto all&#8217;anno precedente. Lo rileva l&#8217;Istat, sottolineando che il balzo segue la caduta registrata nel 2009 (-22,4%) e aggiungendo che si tratta del maggior rialzo annuo dal 2001. A spingere gli ordini è il mercato estero (+21,2%).<br />
Gli ordinativi dell&#8217;industria italiana a dicembre 2010 hanno registrato un aumento del 5,4% (dato destagionalizzato) rispetto a novembre e sono cresciuti del 17,4% (dato grezzo) rispetto a dicembre 2009.</p>
<p><strong>Il fatturato dell&#8217;auto a dicembre 2010</strong><br />
A dicembre 2010, su base annua, il fatturato degli autoveicoli è sceso del 3,9%, mentre gli ordinativi sono calati dell&#8217;11,2%. Lo comunica l&#8217;Istat in base a dati grezzi.</p>
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		<title>Mercato dell&#8217;auto: in Europa a gennaio scende ancora. Fiat perde il 20 per cento</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Feb 2011 08:07:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isayblog4</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[statistiche consumi]]></category>
		<category><![CDATA[statistiche produzione]]></category>

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		<description><![CDATA[Vendite di auto in calo in Europa nel primo mese del 2011. A gennaio, nei 27 Paesi Ue + quelli Efta le nuove immatricolazioni, secondo i dati diffusi dall&#8217;Acea, sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2011/02/Mercato-dellauto-in-Europa-a-gennaio-scende-ancora.-Fiat-perde-il-20-per-cento.jpg?9f281a" alt="Mercato-dellauto-in-Europa-a-gennaio-scende-ancora.-Fiat-perde-il-20-per-cento" class="left"/>Vendite di auto in calo in Europa nel primo mese del 2011. A gennaio, nei 27 Paesi Ue + quelli Efta le nuove immatricolazioni, secondo i dati diffusi dall&#8217;Acea, sono scese dell&#8217;1,1% rispetto a gennaio 2010, attestandosi a 1.072.548 unità. In questo scenario, Fiat Group ha subito un crollo delle vendite del 20,1%, immatricolando 80.018 nuove vetture. La quota del Lingotto scende invece al 7,5%, contro il 9,2% segnato a gennaio 2010.</p>
<p><strong>Le case automobilistiche</strong><br />
Tra i principali marchi esteri, il progresso maggiore lo ha messo a segno Bmw (+23,8% a 46.861 unita&#8217;). Bene anche le altre tedesche di lusso Mercedes (+12,4% a 40.419 unita&#8217;) e Audi (+3,6% a 47.916 unita&#8217;), mentre tra i generalisti Volkswagen e&#8217; cresciuta del 5,2% (a 129.139 unita&#8217;) e Opel del 5,6% (a 72.543 unita&#8217;). <span id="more-6478"></span>In calo, invece, Peugeot (-2,3% a 79.667), Citroen (-5% a 65.805), Renault (-8,9% a 89.657), Ford (-9,4% a 85.295), Toyota (-10,5% a 50.624). Nella &#8216;five ten&#8217; dei principali gruppi, sempre in testa in Europa il gruppo Volkswagen, con una quota del 22,1% (+6% le vendite), seguito da PSA Peugeot Citroen al 13,6% (-3,6%), dal gruppo Renault al 10,3% (-4,8%), da Ford all&#8217;8% (-9,4%) e dal gruppo Gm al 7,9% (+4,5%)</p>
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