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Un giovane su quattro è senza lavoro in Italia

Un-giovane-su-quattro-è-senza-lavoro-in-ItaliaA luglio l’occupazione e’ diminuita di 172 mila unita’ rispetto a luglio 2009 (-0,7%). Lo rileva l’Istat sottolineando che rispetto a giugno si e’ registrato un calo di 18 mila unita’ (-0,1%). A luglio 2010 segnala l’Istat l’occupazione maschile risulta stabile rispetto a giugno ma registra un calo dello 0,8% (115.000 unita’ in meno) rispetto al luglio 2009. L’occupazione femminile diminuisce dello 0,2% rispetto a giugno e dello 0,6% (57.000 unita’ in meno) rispetto al luglio 2009. Il tasso di occupazione maschile risulta pari al 67,9%, invariato rispetto a giugno ma in calo di 0,8 punti rispetto al luglio 2009. Il tasso di occupazione femminile a luglio era al 46% in lieve calo rispetto a giugno e piu’ basso di 0,5 punti percentuali rispetto a luglio 2009.
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Produttività del lavoro in Italia in calo: -2,7 per cento

Produttività-del-lavoro-in-Italia-in-calo-27-per-centoLa produttività del lavoro italiano arranca: negli ultimi 30 anni è cresciuta ad una media annua dell’1,2% e già nell’ultimo decennio il suo valore è risultato negativo dello 0,5%. Ma nel periodo 2007-2009, pur in presenza di una sensibile caduta del monte ore lavorato, la produttività ha fatto registrare un vero e proprio crollo: -2,7 per cento in media d’anno. Lo rileva l’Istat che ha reso note le serie storiche riferite a diverse misure di produttività per gli anni 1980-2009. Dai dati Istat emerge inoltre il contributo rilevante alla produttività fornito dal capitale, soprattutto negli investimenti non Itc, e il fatto che tra tutti i settori produttivi, l’agricoltura sia l’unico che non ha mostrato andamenti negativi né nell’ultimo decennio, né nell’ultimo triennio.
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Fondo per le imprese in difficoltà: boom di richieste per i sussidi

Fondo-per-le-imprese-in-difficoltà-boom-di-richieste-per-i-sussidiBoom di richieste per il Fondo dedicato al salvataggio e alla ristrutturazione delle imprese in difficolta’, istituito dal Ministero dello Sviluppo Economico e gestito da Invitalia. Secondo quanto rileva una nota, solo dallo scorso 5 luglio e fino al 23 luglio, prima data utile per la presentazione delle domande, sono infatti pervenute alla sede di Invitalia in pochi giorni ”16 richieste, ossia quasi una al giorno, di accesso al Fondo da parte di medie e grandi aziende di ogni parte d’Italia, dalla Lombardia alla Basilicata, dall’Emilia Romagna alla Puglia”. L’80% delle domande riguarda progetti di ristrutturazione.
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Statistiche Istat: continua a calare il reddito delle famiglie italiane

Statistiche-Istat-continua-a-calare-il-reddito-delle-famiglie-italianeIl reddito delle famiglie italiane continua a scendere. Nel primo trimestre 2010 rispetto al corrispondente periodo del 2009 il reddito disponibile delle famiglie in valori correnti è diminuito del 2,6 % e la spesa delle famiglie si è ridotta dello 0,7%. Lo rileva l’Istat aggiungendo che nel primo trimestre 2010 la flessione del reddito disponibile delle famiglie è diminuito dello 0,2% in valori correnti rispetto al trimestre precedente, mentre è tornata a crescere la spesa delle famiglie per consumi finali in misura dello 0,5%.
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Crisi economica: una famiglia su tre risparmia sul cibo in Italia

Crisi-economica-una-famiglia-su-tre-risparmia-sul-cibo-in-ItaliaNel 2009 il valore della spesa mensile per la metà delle famiglie italiane non ha raggiunto i 2.020 euro. Lo rende noto l’Istat nell’indagine annuale sui consumi delle famiglie, precisando che rispetto al 2008 si è registrato un ribasso del 2,9%. Nel 2009 la spesa media mensile per famiglia è stata pari, in valori correnti a 2.442 euro, inferiore a quella dell’anno precedente dell’1,7%. Lo comunica l’Istat precisando che anche in termini reali la riduzione appare “alquanto significativa”, considerando che nel 2009 l’inflazione si è attestata allo 0,8%.
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I vantaggi della stabilità dei prezzi per l’economia e per il mercato unico europeo

I-vantaggi-della-stabilità-dei-prezzi-per-leconomia-e-per-il-mercato-unico-europeoLa stabilità dei prezzi influisce in senso positivo sul tenore di vita contribuendo a un numero di fattori economici che sono indice di sicurezza. Nella parte precedente abbiamo visto i motivi per cui inflazione e deflazione sono di norma ritenuti fenomeni indesiderabili. Esse infatti comportano costi e svantaggi notevoli. La stabilità dei prezzi consente di evitare questi costi e off re benefici importanti a tutti i cittadini in quanto contribuisce in diversi modi al raggiungimento di livelli elevati di benessere economico, ad esempio sotto forma di un alto tasso di occupazione.
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Inflazione e variazione dei prezzi: variabili nominali e reali

Inflazione-e-variazione-dei-prezzi-variabili-nominali-e-realiCome indicato in precedenza, l’inflazione riduce la quantità di beni acquistabili a fronte di un determinato importo o, in altri termini, provoca una perdita di valore oppure una riduzione del potere d’acquisto della moneta. Quest’ultima osservazione conduce a un altro principio economico importante, ovvero alla diff erenza fra variabili nominali e reali.
Le prime sono misurate a prezzi correnti e, modifi candosi di solito al variare del livello dei prezzi e di conseguenza dell’infl azione, non sono depurate degli effetti di quest’ultima. Le seconde, ad esempio il reddito o i salari in termini reali, sono invece al netto degli effetti dell’inflazione.
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Variazione complessiva dei prezzi: problemi di misurazione

Variazione-complessiva-dei-prezzi-problemi-di-misurazioneQualunque tentativo di attribuire un singolo valore numerico alla variazione complessiva dei prezzi si scontra con una serie di difficoltà derivanti da diversi motivi. La prima va ricercata nella progressiva perdita di rappresentatività di un dato paniere, dovuta al fatto che nel tempo i consumatori tendono a sostituire i beni più costosi con altri più economici. A titolo di esempio, un rincaro della benzina potrebbe indurre alcuni a utilizzare meno l’automobile e ad acquistare invece quantitativi superiori di altri beni. Pertanto, se le ponderazioni non vengono corrette, la variazione dell’indice potrebbe lievemente sovrastimare i “veri” aumenti dei prezzi.
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Come si misura l’inflazione: l’indice dei prezzi al consumo

Come-si-misura-linflazione-lindice-dei-prezzi-al-consumoCome si misura l’inflazione? In una data economia esistono milioni di prezzi singoli, i quali sono soggetti a variazioni continue che rispecchiano sostanzialmente il mutare della domanda e dell’off erta dei rispettivi beni o servizi e forniscono un’indicazione della loro “scarsità relativa”. Appare ovvio come non sia né fattibile né auspicabile tenere conto di questa miriade di prezzi; tuttavia non è nemmeno corretto prenderne in considerazione solo alcuni in quanto potrebbero non essere rappresentativi del livello generale.
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Euro e stabilità dei prezzi: inflazione, deflazione e movimento dei prezzi

Euro-e-stabilità-dei-prezzi-inflazione-deflazione-e-movimento-dei-prezziSentiamo tanto parlare di cose come l’andamento dei prezzi, l’inflazione, la deflazione, i movimenti dei mercati globali… ma quanto ne sappiamo davvero? Come l’andamento dei prezzi influenza la nostra vita quotidiana e perché con l’Europa unita e la moneta unica questi indici sono così importanti? Cercheremo di scoprirlo grazie a una guida scritta da Jean-Claude Trichet ed edita da Bankitalia.
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