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	<title>Mondofinanzablog.com &#187; rischi crisi economica Italia</title>
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	<description>Il mondo della finanza a 360 gradi</description>
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		<title>Rapporto consumi Confcommercio: le famiglie stringono la cinghia</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 11:33:54 +0000</pubDate>
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<span id="more-1768"></span><br />
<strong>DEBOLI SEGNALI POSITIVI</strong><br />
Non si può, inoltre, ignorare, rileva Confcommercio, &#8220;<em>che un modesto, ma positivo segnale a favore delle famiglie, è rappresentato dal fatto che, pur in presenza di un peggioramento di ben due punti del tasso di disoccupazione, e quindi di qualche timore sulla tenuta dei redditi da lavoro, la drastica riduzione dell&#8217; inflazione, che nel 2009 potrebbe scendere sotto l&#8217; 1%, dovrebbe determinare un lieve incremento del potere d&#8217; acquisto delle famiglie in termini reali</em>&#8220;.</p>
<p><strong>UNA RIPRESA LONTANA E INCERTA</strong><br />
Al 2010, sottolinea ancora Confcommercio, &#8220;<em>sono affidate le tenui speranze di un assestamento dell&#8217;attivita&#8217; economica e quindi dell&#8217;avvio di una fase di ripresa, anche se debole</em>&#8220;. Il Centro Studi prevede infatti che dopo un calo del 3,9% nel 2009 il pil registri una crescita dello 0,1% nel 2010. Ma, rileva la Confederazione, &#8220;<em>tutto sarà ovviamente condizionato dall&#8217; evoluzione dei rimanenti trimestri del 2009, nel corso dei quali dovrebbero pienamente dispiegare i propri effetti le politiche di stimolo e di sostegno adottate dai Governi di tutte le economie avanzate</em>&#8220;.</p>
<p>Dal rapporto emerge poi che &#8220;<em>nel 2010 avremo un prodotto lordo pro-capite inferiore a quello del 2001: in pratica avremo perso dieci anni di crescita economica e, per quanto essa si correli al benessere, avremo subito, mediamente, una consistente riduzione dei livelli di utilità generati dal consumo su base personale o familiare</em>&#8220;.</p>
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		<title>Confindustria: la crisi in Italia non cesserà prima del 2013</title>
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		<pubDate>Thu, 21 May 2009 11:47:22 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Economia e Lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Senza le riforme, al passo corto che l&#8217; economia italiana ha mostrato negli ultimi dieci anni, il ritorno sui livelli produttivi pre-crisi non avverrebbe prima del 2013. Un arco di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/05/confindustria-la-crisi-in-italia-non-cessera-prima-del-2013.jpg?9f281a" alt="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/05/confindustria-la-crisi-in-italia-non-cessera-prima-del-2013.jpg" class="left"/>&#8220;<em>Senza le riforme, al passo corto che l&#8217; economia italiana ha mostrato negli ultimi dieci anni, il ritorno sui livelli produttivi pre-crisi non avverrebbe prima del 2013. Un arco di tempo troppo lungo per non avere conseguenze negative sulla vita dei lavoratori e delle imprese e sulla stessa coesione sociale</em>&#8220;. Questo<strong> l&#8217; allarme lanciato dalla presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, nel corso della relazione all&#8217; assemblea annuale a Roma al Parco della Musica</strong>.</p>
<p><strong>IL PREMIER FACCIA LE RIFORME</strong><br />
La presidente Marcegaglia si è anche appellata direttamente al Premier, Silvio Berlusconi, che è seduto in aula insieme al presidente della Camera Gianfranco Fini ed a Giorgio Fossa: &#8220;<em>Il consenso che lei ha saputo conquistarsi è un patrimonio politico straordinario. Lo metta a frutto. Usi quel patrimonio per le riforme che sono necessarie. Lo faccia adesso</em>&#8220;.<br />
&#8220;<em>La crisi</em> &#8211; ha aggiunto &#8211; <em>non può essere l&#8217; alibi per non fare le riforme di cui abbiamo bisogno</em>&#8220;.<br />
<span id="more-1477"></span><br />
<strong>PRESENTI ILLUSTRI</strong><br />
Sempre nella stessa fila di poltrone sono seduti il vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi, il ministro dell&#8217;Economia, Giulio Tremonti, il ministro dell&#8217; Interno, Roberto Maroni; il ministro della Giustizia, Angelino Alfano; il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi; il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli. Sempre in prima fila sono presenti Luca Cordero di Montezemolo, Luigi Abete, Antonio D&#8217;Amato ed il vicepresidente della Commissione europea, Antonio Tajani.<br />
In sala sono poi presenti i rappresentanti dell&#8217; opposizione: il segretario del Pd, Dario Franceschini, è seduto in terza fila accanto a Pier Ferdinando Casini, leader dell&#8217; Udc, e Fabrizio Cicchitto capogruppo del Pdl alla Camera. In sala ci sono poi Pier Luigi Bersani, Cesare Damiano e Mario Baccini. Ad ascoltare Emma Marcegaglia e poi l&#8217; intervento del premier ci sono anche i tre leader sindacali: Guglielmo Epifani (Cgil), Luigi Angeletti (Uil) e Raffaele Bonanni (Cisl). Infine sono presenti anche Gianni Alemanno, sindaco di Roma e Piero Marrazzo, presidente della Regione Lazio.</p>
<p><strong>L&#8217; ARRIVO DI BERLUSCONI</strong><br />
Entrando in sala il presidente del Consiglio è stato accolto da un applauso e prima di prendere posto si è soffermato qualche minuto a stringere le mani di alcuni ospiti presenti tra cui il presidente della Camera Gianfranco Fini, diversi ministri e rappresentanti del mondo economico come Luca Cordero di Montezemolo e Luigi Abete.</p>
<p><strong>UN APPELLO ALLE BANCHE: CI STIAMO GIOCANDO IL FUTURO DEL PAESE</strong><br />
&#8220;<em>Le imprese sono schiacciate tra la riduzione degli ordini e la difficolta&#8217; di incasso dei pagamenti. Non bisogna far venir meno l&#8217;ossigeno del credito bancario</em>&#8221; ha detto la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. &#8220;<em>Chiedo a tutte le banche che vivono con il territorio di non abbandonare le imprese in questi momenti cosi&#8217; difficili. Ci stiamo giocando il futuro del Paese. Da imprenditori pretendiamo che i banchieri tornino a fare il loro mestiere: sostenere l&#8217;economia che investe</em>&#8221;.</p>
<p><strong>ALZARE L&#8217; ETA&#8217; DELLE PENSIONI</strong><br />
&#8220;<em>Siamo il Paese con la spesa sociale più squilibrata a favore delle pensioni, per le quali spendiamo quasi il 16% del Pil, contro il 9,5% dei Paesi avanzati. L&#8217;unica via sostenibile per difendere le prestazioni previdenziali e reperire le risorse per crescere è ritardare il ritiro dal lavoro</em>&#8221; ha poi detto Emma Marcegaglia, aggiungendo che &#8220;<em>senza maggiore crescita, anche pensioni basse non potranno essere pagate</em>&#8220;.</p>
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		<title>FMI: nel 2010 il debito dell&#8217; Italia arriverà al 121%</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 06:31:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[WASHINGTON &#8211; Il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) rivede nuovamente al rialzo il costo della crisi finanziaria: le svalutazioni, entro il 2010 &#8211; afferma nel Global Financial Stability Report &#8211; &#8220;potrebbero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/04/fmi-nel-2010-il-debito-dell-italia-arrivera-al-121.jpg?9f281a" alt="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/04/fmi-nel-2010-il-debito-dell-italia-arrivera-al-121.jpg" class="left"/>WASHINGTON &#8211; Il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) rivede nuovamente al rialzo il costo della crisi finanziaria: le svalutazioni, entro il 2010 &#8211; afferma nel Global Financial Stability Report &#8211; &#8220;<em>potrebbero raggiungere<strong> i 4.000 miliardi di dollari</strong>, di cui due terzi facenti capo alle banche</em>&#8220;.<br />
Del totale fanno parte, per la prima volta, <strong>gli asset originati in tutti i mercati e non solo in quello americano</strong>, per il quale <strong>la stima delle potenziali perdite è stata portata a 2.700 miliardi, dai 2.200 miliardi di gennaio 2009 e i 1.400 miliardi di ottobre</strong>.<br />
&#8220;<em>Il sistema finanziario globale</em> &#8211; aggiunge l&#8217;Fmi &#8211; <em>resta sotto un severo stress a fronte di una crisi che riguarda famiglie, aziende e banche sia nelle economie avanzate che in quelle emergenti</em>&#8220;. &#8220;<em>Il processo di deleveraging</em> &#8211; aggiunge -<em> sarà lento e doloroso nonostante le misure prese</em>&#8220;.<br />
<span id="more-1147"></span><br />
<strong>SERVONO AZIONI FORTI</strong><br />
&#8220;<em>La sfida principale</em>&#8221; della crisi in atto è quella &#8220;<em>di spezzare la spirale al ribasso fra il sistema finanziario e l&#8217;economia globale</em>&#8220;.<br />
Lo afferma il Fondo Monetario Internazionale che, pur constatando &#8220;<em>le iniziative senza precedenti prese nei paesi avanzati nello spezzare</em>&#8221; il circolo vizioso venutosi a creare, <strong>invita a &#8220;<em>ulteriori azioni forti per riportare fiducia e allentare le incertezze che stanno minando le prospettive di una ripresa economica</strong></em>&#8220;. </p>
<p>Un invito che arriva con un&#8217; avvertenza: &#8220;<em>C&#8217; é il rischio che i Governi siano riluttanti ad allocare abbastanza risorse per risolvere il problema</em>&#8220;, visto che l&#8217; opinione pubblica sta assumendo un atteggiamento &#8220;<em>disilluso su quello che percepisce, in alcuni casi, come abuso dei fondi dei contribuenti</em>&#8220;.</p>
<p><strong>DEBITO ITALIA AL 121% NEL 2010</strong><br />
A causa della crisi finanziaria, <strong>il debito pubblico italiano salirà nel 2010 al 121% con un incremento di 15 punti percentuali dal 106% del 2008</strong>. E&#8217; questa la previsione del Fondo Monetario Internazionale (Fmi) nel Global Financial Stanbility Report, nel quale precisa che <strong>i costi per la stabilizzazione finanziaria sono risultati pari allo 0,9% del pil</strong>. I dati sul debito &#8211; spiega il Fmi illustrando una tabella del capitolo uno del Rapporto &#8211; sono tratti dal World Economic Outlook dell&#8217; aprile 2009, mentre le stime sui costi provengono dal dipartimento degli Affari fiscali del Fmi.</p>
<p>Il deterioramento dei conti pubblici non è comunque un fenomeno limitato: <strong>in Germania il debito 2010 si attesterà all&#8217; 87% con un aumento di 19 punti percentuali. In Giappone l&#8217; incremento sarà di 30 punti percentuali al 227%, mentre negli Usa il balzo sarà di 27 punti al 98%. In Francia, l&#8217;aumento sarà di 13 punti percentuali all&#8217; 80%</strong>.</p>
<p><strong>STRETTA CREDITO PROFONDA E DURATURA</strong><br />
&#8220;<em>Il sistema finanziario globale resta sotto un severo stress, mentre la crisi si allarga includendo famiglie, aziende e banche sia delle economie avanzate sia di quelle emergenti</em>&#8220;. Il &#8220;<em>credit crunch globale</em>&#8221; sarà probabilmente &#8220;<em>profondo e duraturo</em>&#8220;. Il Fondo Monetario Internazionale spiega che la stretta del credito &#8220;<em>potrebbe portare a una pronunciata contrazione del credito stesso negli Usa e in Europa prima che la ripresa inizi</em>&#8220;. Le prospettive per &#8220;<em>la stabilità finanziaria globale è deteriorata ulteriormente, con i rischi per i paesi emergentì saliti</em>&#8221; in modo repentino. Fra questi ultimi &#8220;<em>le economie europee sono state le più duramente colpite</em>&#8220;.</p>
<p><strong>LA NAZIONALIZZAZIONE A TEMPO DELLE BANCHE</strong><br />
Assicurare liquidità alle banche, identificare e affrontare il problema degli asset tossici e ricapitalizzare le istituzioni creditizie deboli ma fondamentalmente sane. Il Fondo Monetario Internazionale, nel Global Financial Stability Report, torna a ribadire la propria ricetta contro la crisi del sistema finanziario. E sottolinea che <strong>per stabilizzare il sistema bancario e ridurre l&#8217;incertezza sono necessari 3 elementi: un ruolo più attivo dei supervisori nel determinare le istituzioni che possono sopravvivere e le appropriate azioni correttive necessarie a garantirne la sopravvivenza; trasparenza nei bilanci; e chiarezza da parte dei supervisori del tipo di capitale richiesto.</strong> </p>
<p>&#8220;<em>Le condizioni per iniezioni di capitale pubbliche dovrebbero essere stringenti</em>&#8220;, spiega il Fmi, secondo il quale la &#8220;<em>ristrutturazione di un&#8217;istituzione</em>&#8221; potrebbe anche richiedere una <strong>nazionalizzazione temporanea</strong>. </p>
<p>&#8220;<em>L&#8217; attuale incapacità di attrarre capitali privati suggerisce che la crisi é profonda e che i governi devono compiere un passo in più, anche se questo significa assumere la maggioranza o l&#8217;interezza di un&#8217; istituzione. Un controllo temporaneo da parte del governo potrebbe essere necessario</em> &#8211; afferma il Fondo -<em> ma solo con l &#8216;intenzione di ristrutturare l&#8217;istituto per farlo tornare in mani private il prima possibile</em>&#8220;.</p>
<p><strong>LA CRISI ARRIVA NELL&#8217; EUROPA DELL&#8217; EST</strong><br />
L&#8217; Europa dell&#8217; Est duramente colpita dalla crisi rischia di contagiare tutto il Vecchio Continente: le forti interconnessioni finanziarie esistenti fra le due aree aumentano il pericolo di un &#8220;<em>un ciclo vizioso avverso</em>&#8221; all&#8217; interno di tutta l&#8217; Europa. E&#8217; l&#8217; avvertimento lanciato dal Global Financial stability report, secondo il quale &#8220;i collegamenti&#8221; fra Est e Ovest &#8220;<em>creano un ciclo di azioni e reazioni che potrebbero esacerbare la crisi</em>&#8220;. La maggior parte delle economie emergenti europee &#8211; spiega l&#8217; Fmi &#8211; sono infatti dipendenti dalle banche del Vecchio Continente occidentale che, di fatto, possiedono molti degli istituti di credito dell&#8217; Europa dell&#8217; Est. </p>
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		<title>I consumi continuano a scendere: commercio al dettaglio -4%</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 10:32:51 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/04/i-consumi-continuano-a-scendere-commercio-al-dettaglio-4.jpg?9f281a" alt="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/04/i-consumi-continuano-a-scendere-commercio-al-dettaglio-4.jpg" class="left"/>ROMA &#8211; <strong>La fase critica per i consumi non accenna a diminuire</strong>. Prosegue infatti la contrazione delle vendite, con una riduzione tendenziale del 4% in termini di quantità. Inoltre <strong>a marzo il clima di fiducia delle famiglie è tornato a scendere</strong>. Una situazione, quella italiana, fotografata dall&#8217; Indicatore dei Consumi Confcommercio, non dissimile a quanto accade nel resto d&#8217; Europa.  Nei 16 Paesi europei, infatti,  secondo Eurostat, il commercio al dettaglio ha registrato a febbraio <strong>un calo record del 4%.</strong><br />
Il dato risulta  significativamente peggiore rispetto a quanto registrato nello stesso periodo del 2008 (+1%).<br />
<span id="more-1011"></span><br />
&#8220;<em>A marzo il clima di fiducia delle famiglie è tornato a scendere</em> &#8211; spiega Confcommercio -, <em>dopo un bimestre caratterizzato da un moderato recupero. Particolarmente pesanti continuano a risultare gli effetti della riduzione della domanda interna ed estera sulla produzione industriale</em>&#8220;. La battuta d&#8217; arresto ha interessato soprattutto i beni e servizi per la cura della persona, che nei mesi precedenti era una delle poche voci positive. Ma si conferma anche lo stato di difficoltà per auto e abbigliamento. </p>
<p><strong>GLI INCENTIVI ECOLOGICI</strong><br />
La riduzione delle vendite di automobili e motocicli, che si inquadra nel -16,4% della domanda di beni e servizi per la mobilità, secondo Confcommercio dovrebbe tuttavia interrompersi a breve con l&#8217; effetto degli incentivi. </p>
<p><strong>MENO SOLDI PER MANGIARE</strong><br />
E&#8217; confermata inoltre la criticità (che dura ormai da oltre un anno) della domanda per i prodotti alimentari, ma cala anche quella di beni e servizi ricreativi così come di servizi di ristorazione e d&#8217; alloggio. Tiene invece (a stento) l&#8217; Ict. Preoccupate le associazioni dei consumatori, che tornano a chiedere misure a sostegno della domanda. </p>
<p><strong>LE SOCIAL CARD E I BONUS FAMIGLIA</strong><br />
Occorre andare &#8220;oltre le insufficienti e irrisorie risorse stanziate per social card e bonus famiglie&#8221;, chiedono Adusbef e Federconsumatori, che suggeriscono una defiscalizzazione del reddito fisso per lavoratori e pensionati di almeno 1.200 euro l&#8217;anno e una riduzione del 20% dei prezzi dei beni di largo consumo.<br />
Il Codacons chiede invece ai commercianti di &#8220;<em>abbassare immediatamente i prezzi di almeno il 10%</em>&#8220;. </p>
<p>Consumi in difficoltà anche nel resto d&#8217; Europa: a febbraio nella zona Euro il commercio al dettaglio ha registrato un calo record del 4% su base annua e dello 0,6% su base mensile, i risultati peggiori osservati finora da Eurostat, che ha cominciato a registrare questi dati stime nel 2000. Nel complesso dei 27 Paesi Ue il calo è stato del 3,4% in un anno. </p>
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		<title>Vivere low cost, Altroconsumo mette a disposizione una guida gratuita</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 22:10:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In tempi di crisi, vivere low cost è una nuova filosofia di consumo: dall&#8217; abbigliamento ai viaggi, dai prodotti alimentari ai trasporti, il segreto è trovare la soluzione che permetta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/03/vivere-low-cost-altroconsumo-mette-a-disposizione-una-guida-gratuita.jpg?9f281a" alt="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/03/vivere-low-cost-altroconsumo-mette-a-disposizione-una-guida-gratuita.jpg" class="left"/>In tempi di crisi, vivere low cost è una nuova filosofia di consumo: dall&#8217; abbigliamento ai viaggi, dai prodotti alimentari ai trasporti, il segreto è trovare la soluzione che permetta di risparmiare senza rinunciare alla qualità. Da qui l&#8217; idea di una &#8220;<strong><em>Guida al vivere low cost</em></strong>&#8220;, offerta, naturalmente gratis, da <strong>Altroconsumo</strong>.<br />
Si tratta di uno strumento per orientarsi nel mondo dei prezzi, per imparare a risparmiare sulla spesa di tutti i giorni grazie alle promozioni, ai mercati rionali, ai farmer&#8217;s market. Ma non è tutto: nella guida ci sono utili consigli anche su come vestirsi alla moda con un occhio al portafoglio, grazie agli Outlet e ai saldi. E per chi viaggia e lavora in movimento, qualche suggerimento su come approfittare degli sconti su voli e treni senza rinunciare alla comodità. Sempre in tema di viaggi ecco come cogliere le occasioni su internet e i last minute. E ancora, come cogliere le occasioni di shopping online.</p>
<p><strong>La guida può essere richiesta gratuitamente al numero verde 800.12.39.49, gratis anche dai cellulari.</strong> </p>
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		<title>Crisi auto: possibile cassa integrazione per 300mila lavoratori, Scajola annuncia il pacchetto salva-economia entro 10 giorni</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 22:42:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isayblog4</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e Lavoro]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/01/crisi-auto-possibile-cassa-integrazione-per-300mila-lavoratori-scajola-annuncia-il-pacchetto-salva-economia-entro-10-giorni.jpg?9f281a" alt="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/01/crisi-auto-possibile-cassa-integrazione-per-300mila-lavoratori-scajola-annuncia-il-pacchetto-salva-economia-entro-10-giorni.jpg" class="left"/>ROMA &#8211; La crisi del settore dell&#8217;auto mette a rischio 300mila lavoratori, per i quali si prospetta il rischio cassa integrazione. Per arginare la deriva occupazionale, il Governo ha incontrato le parti sociali a Palazzo Chigi, giungendo ad un accordo per approvare un provvedimento urgente per evitare che l&#8217;economia del Paese vada a fondo. Il pacchetto di misure anticrisi arriverà entro 10 giorni: è la promessa del ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola. Gli interventi sono ancora allo studio, cosi&#8217; come non sono state ancora definite le risorse necessarie, che pero&#8217;, per quanto &#8221;incisive&#8221;, ha precisato il ministro, dovranno essere &#8221;compatibili&#8221; con la situazione dei conti pubblici.<br />
<span id="more-6"></span><br />
<strong>LE MISURE ANTICRISI</strong><br />
Le misure anticrisi più probabili riguardano un piano di incentivi economici per il ricambio del parco autoveicoli. L&#8217;Italia è infatti uno dei Paesi europei con maggiori veicoli in circolazione euro 0, euro 1 ed euro 2 e, in osservanza della politica verde, il ministro potrebbe puntare alla riduzione delle emissioni e dei consumi.<br />
Non è inoltre da escludere, magari in un tempo successivo, un sostegno all&#8217;innovazione e alla ricerca nelle imprese, attraverso un nuovo bando sul modello di quello da 200 milioni gia&#8217; inserito in Industria 2015.</p>
<p><strong>I RISCHI DELLA CRISI</strong><br />
L&#8217;obiettivo del piano economico sarebbe quello di arginare una crisi che potrebbe avere ripercussioni su tutta l&#8217;industria italiana. Il ministro Scajola ha evidenziato che la crisi del comparto automobilistico potrebbe avere un impatto negativo di mezzo punto sul PIL 2009. E, soprattutto, con il rischio di mandare in cassa integrazione, nel peggiore dei casi, centinaia di migliaia di addetti dell&#8217;intera filiera automotive.<br />
Secondo le stime di Confindustria, nel primo trimestre dell&#8217;anno si potrebbe arrivare, nel caso di un picco negativo, ad un crollo degli ordinativi del 60%. Se questo si verificasse, significherebbe ricorrere alla cassa integrazione per 300.000 lavoratori, di cui 60.000 solo in Fiat. </p>
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