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	<title>Mondofinanzablog.com &#187; Italia debito pubblico 2009</title>
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	<description>Il mondo della finanza a 360 gradi</description>
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		<title>Crisi: Draghi sollecita lo stop a misure insostenibili per il bilancio pubblico</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 08:42:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Nuovi problemi sono all&#8217; orizzonte&#8220;. Così ha affermato il Governatore della Banca d&#8217; Italia, Mario Draghi, parlando alla riunione della società italiana degli economisti. Secondo Draghi, per uscire dalla crisi [...]]]></description>
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<p><strong>LE CONSEGUENZE DELLA CRISI</strong><br />
Draghi ha inoltre indicato, fra i problemi che si presenteranno in conseguenza della crisi, la maniera di &#8220;<em>alleviare le sofferenze nel mercato del lavoro e come aumentare un potenziale di crescita che rischia di essere durevolmente ridotto dagli effetti della crisi</em>&#8220;. Per questo, secondo il governatore della Banca d&#8217; Italia, &#8220;<em>di fronte a questi problemi la corretta analisi economica è più che mai necessaria per produrre quelle proposte, concrete, quantificate, motivate, che sono alla base di una politica economica efficace</em>&#8220;.<br />
<span id="more-2767"></span><br />
<strong>GLI ECONOMISTI COME MEDICI DEL BENESSERE</strong><br />
Draghi nel suo intervento ha quindi ricordato come gli economisti e la professione economica debba essere giudicata &#8220;<em>così come la bravura di un medico si giudica sulla sua capacità di curare una malattia anche quando non sia stato in grado di anticiparne il manifestarsi</em>&#8220;, &#8220;per le risposte che ha saputo finora dare alla crisi&#8221;. Per questo il bilancio per gli economisti nella professione economica &#8220;<em>é largamente positivo</em>&#8220;. Il governatore ha ricordato come il presidente della Fed Ben Bernanke sia egli stesso &#8220;<em>un grande studioso della grande depressione</em>&#8221; ed è stato lui a trovarsi a definire le risposte di politica monetaria nella crisi. Inoltre Draghi ha ricordato come il celebre economista Keynes &#8220;<em>non ha previsto la grande depressione ma nessuno dubita del merito del suo lavoro</em>&#8220;.</p>
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		<title>Spesa pubblica, Napolitano accusa: &#8220;Il debito è intollerabile&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 22:10:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Intervenire nella spesa pubblica, riportando sotto controllo il debito ormai intollerabile ma al tempo stesso modificando l&#8217; ordine delle voci e delle priorità. E&#8217; questa l&#8217; analisi della situazione economica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/10/spesa-pubblica-napolitano-accusa-il-debito-e-intollerabile1.jpg?9f281a" alt="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/10/spesa-pubblica-napolitano-accusa-il-debito-e-intollerabile1.jpg" class="left"/><strong>Intervenire nella spesa pubblica, riportando sotto controllo il debito ormai intollerabile ma al tempo stesso modificando l&#8217; ordine delle voci e delle priorità.</strong> E&#8217; questa l&#8217; analisi della situazione economica e finanziaria del nostro Paese che il presidente della Repubblica <strong>Giorgio Napolitano</strong> traccia intervenendo nell&#8217; aula magna dell&#8217;Università di Roma &#8216;La Sapienza&#8217; per presenziare all&#8217; evento &#8220;<em>Sapienza Ricerca: chi ricerca trova</em>&#8220;, che vede la premiazione delle ricerche di eccellenza nell&#8217; ateneo romano.</p>
<p><strong>UN INDEBITAMENTO OLTRE OGNI LIMITE</strong><br />
Il capo dello Stato, accolto al suo ingresso da un lungo applauso, indica che &#8220;<em>il volume della spesa pubblica ha largamente ecceduto i limiti di un indebitamento normale e tollerabile</em>&#8220;. Per Napolitano, &#8220;<em>la spesa pubblica deve essere senza dubbio ricondotta sotto controllo</em>&#8220;. Ma chiede al tempo stesso che &#8220;<em>in questo sforzo, anche di superamento di una situazione debitoria pesante per lo Stato italiano, si riescano ad affermare altre priorità nella distribuzione dei fondi pubblici</em>&#8220;. Proprio a tal proposito, il titolare del Quirinale stigmatizza che &#8220;<em>c&#8217; è un&#8217; enorme difficoltà a modificare l&#8217; ordine delle voci della spesa pubblica, che si sono venute incorporando attraverso comportamenti pluridecennali</em>&#8220;. E, di conseguenza, vi è una speculare difficoltà <em>&#8220;a introdurre priorità che modifichino quelle che, essendo state riconosciute come tali, si sono oramai sedimentate</em>&#8220;.<br />
<span id="more-2663"></span><br />
<strong>I FONDI PER LA RICERCA IN ITALIA</strong><br />
Il capo dello Stato stigmatizza, poi, &#8220;<em>la caduta dei fondi per la ricerca in Italia, negli ultimi venti anni, passata attraverso diversi periodi politici e diversi governi</em>&#8221; ed esorta ad &#8220;<em>ottenere un sufficiente impegno finanziario pubblico per la ricerca, accanto ad un adeguato impegno finanziario privato</em>&#8221;. Perché &#8221;<em>Abbiamo un ritardo serio da colmare</em>&#8220;. Per Napolitano, anche per colpa di &#8220;<em>pregiudizi, incomprensioni e meschinità</em>&#8220;, in Italia si è registrata &#8220;<em>una tendenza a sottovalutare l&#8217;importanza dei risultati della ricerca, misurando in termini troppo ristretti le sue ricadute sullo sviluppo economico e umano del Paese: occorre al contrario tenerne conto, quando si tratta di allargare i cordoni della borsa</em>&#8220;.<br />
&#8221;<em>Questo è un momento di grande impegno per il Paese ed io</em> &#8211; conclude significativamente Napolitano &#8211; <em>sono contento di trovarmi in un luogo in cui si guarda al futuro e si lavora per il futuro: è ciò di cui abbiamo più bisogno, oggi in Italia</em>&#8220;.</p>
<p><strong>LA PROTESTA DEGLI STUDENTI DELLA SAPIENZA</strong><br />
Durante l&#8217; intervento del presidente della Repubblica la protesta di un gruppo di studenti, dottorandi, ricercatori e precari dell&#8217; Università &#8216;La Sapienza&#8217;. Esposti una decina di cartelli con lo slogan: &#8220;<em>Lodo Gelmini illegittimo: dalla &#8216;Sapienza&#8217; all&#8217; ignoranza</em>&#8220;. In una lettera aperta rivolta al capo dello Stato, il gruppo di studenti e ricercatori critica il fatto che &#8220;<em>la controriforma universitaria che abbiamo combattuto prevede altri tagli per i prossimi anni. Molte università temono la bancarotta, ma non accadrà perché gli atenei alzeranno le tasse per gli studenti che saranno pochi e ricchi. L&#8217; Università</em> &#8211; concludono &#8211; <em>tornerà ad essere lo strumento di riproduzione delle solite corporazioni</em>&#8220;.</p>
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		<title>Nuovo record per il debito pubblico italiano. Giù le entrate fiscali</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 11:58:57 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/07/nuovo-record-per-il-debito-pubblico-italiano-giu-le-entrate-fiscali.jpg?9f281a" alt="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/07/nuovo-record-per-il-debito-pubblico-italiano-giu-le-entrate-fiscali.jpg" class="left"/><strong>Nuovo record assoluto per il debito pubblico italiano e forte calo delle entrate. E&#8217; quanto informa il Supplemento al Bollettino statistico della Banca d&#8217; Italia riferendo che a maggio il debito pubblico ha raggiunto quota 1.752,2 miliardi di euro, con un incremento dello 0,22% rispetto ai 1.748,224 miliardi di aprile, precedente massimo storico.</strong></p>
<p><strong>I NUMERI PEGGIORI DELLA STORIA</strong><br />
Dall&#8217; inizio dell&#8217; anno il dato è cresciuto di 89,6 miliardi di euro. A fine dicembre 2008 era infatti pari a 1.662,558 miliardi: in cinque mesi, dunque, si è registrato un aumento pari al 5,4%. Rispetto ai 1.648,74 miliardi di maggio dell&#8217;anno scorso, il debito è invece cresciuto del 6,27%.</p>
<p><strong>ENTRATE FISCALI IN CALO</strong><br />
<strong>Bankitalia segnala anche un nuovo calo del gettito delle entrate tributarie. Tra gennaio e maggio gli incassi del fisco sono infatti diminuiti di 4,5 miliardi di euro, pari al 3,2% in meno rispetto allo stesso periodo dell&#8217; anno precedente</strong>. Secondo le tabelle nei primi cinque mesi dell&#8217; anno, considerate al netto dei Fondi speciali per la riscossione (cioè del gettito già contabilizzato ma non ripartito tra tasse e contributi) le entrate fiscali di cassa sono state pari a 134,8 miliardi, contro i 139,3 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno.</p>
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		<title>Fabbisogno: il rosso delle casse dello stato raddoppia dal 2008</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 12:15:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La crisi pesa sui conti di cassa dello Stato. Al primo giro di boa il fabbisogno si attesta a 49,5 miliardi di euro, con un &#8220;rosso&#8221; doppio rispetto ai quasi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/07/fabbisogno-il-rosso-delle-casse-dello-stato-raddoppia-dal-2008.jpg?9f281a" alt="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/07/fabbisogno-il-rosso-delle-casse-dello-stato-raddoppia-dal-2008.jpg" class="left"/><strong>La crisi pesa sui conti di cassa dello Stato. Al primo giro di boa il fabbisogno si attesta a 49,5 miliardi di euro, con un &#8220;rosso&#8221; doppio rispetto ai quasi 24 miliardi dello stesso periodo del 2009. A conti fatti il peggioramento, nei primi sei mesi dell&#8217; anno, è stato di 25,5 miliardi, lasciati sul terreno soprattutto dal peggior andamento delle entrate fiscali.</strong></p>
<p><strong>IL DISASTRO DI GIUGNO</strong><br />
Ad andare male è soprattutto il mese di giugno. E&#8217; un mese importante per i conti pubblici, nel quale si incassano le imposte relative alle dichiarazioni dei redditi. Che quest&#8217; anno, però, hanno visto spostare in avanti, agli inizi di luglio, le scadenze relative ai pagamenti di commercianti, artigiani, piccole imprese, tutti coloro che devono effettuare i calcoli tramite gli &#8220;studi di settore&#8221;. L&#8217; effetto appare chiaramente dai conti di giugno: l&#8217; avanzo, cioé il risultato positivo tra entrate e uscite del mese, nel giugno 2008 era stato pari a 15.355 milioni di euro (ed aveva già peggiorato di oltre 2 miliardi i dati del 2007); ora invece si è fermato a quota 6,6 miliardi, con una riduzione di circa 8,8 miliardi.<strong> In termini percentuali un peggioramento del 57,3% rispetto all&#8217; anno precedente.</strong><br />
<span id="more-1873"></span><br />
<strong>IL CALO DELLE ENTRATE TRIBUTARIE</strong><br />
L&#8217; analisi del ministero dell&#8217; Economia, su ciò che ha pesato, punta l&#8217; accento sul calo delle entrate, ma anche sui maggiori rimborsi pagati ai contribuenti. &#8220;<em>L&#8217; avanzo del settore statale del mese di giugno 2009, rispetto a quello dello scorso anno</em> &#8211; commenta il ministero dell&#8217; Economia &#8211; <em>ha registrato, dal lato degli incassi, una riduzione del gettito fiscale, soprattutto conseguente allo slittamento al 6 luglio del termine del 16 giugno per il versamento delle imposte, senza maggiorazione, da parte dei contribuenti soggetti agli studi di settore, ai sensi del decreto del presidente del consiglio del 4 giugno scorso</em>&#8220;.</p>
<p><strong>I CONTI IN LINEA CON LE PREVISIONI</strong><br />
Solo pochi giorni fa, del resto, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha spiegato che alla fine dell&#8217;anno mancheranno in cassa entrate per 37 miliardi e questo porterà <strong>il deficit pubblico verso il 5%. </strong>Un calo di entrate, ha comunque assicurato il ministro dell&#8217; Economia Giulio Tremonti, stimato dal governo e &#8220;in linea con le previsioni&#8221; anche in presenza &#8220;dello stress del ciclo economico&#8221;. A pesare sui risultati di giugno, poi, sono state anche le maggiori spese. Oltre &#8220;ai maggiori rimborsi fiscali da parte dei concessionari della riscossione, in parte relativi a crediti d&#8217; imposta ultradecennali&#8221;, ci sono infatti stati &#8211; spiega il Tesoro &#8211; anche &#8220;maggiori prelievi dalla tesoreria statale da parte delle amministrazioni locali, infine un maggiore onere per interessi sul debito&#8221;.</p>
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		<title>Debito pubblico: nuovo record</title>
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		<pubDate>Thu, 14 May 2009 22:10:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nuovo record per il debito pubblico italiano che a marzo ha raggiunto quota 1.741,257 miliardi di euro, contro i 1.707,410 di febbraio. E&#8217; quanto si legge nel Supplemento al Bollettino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/05/debito-pubblico-nuovo-record.jpg?9f281a" alt="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/05/debito-pubblico-nuovo-record.jpg" class="left"/><strong>Nuovo record per il debito pubblico italiano che a marzo ha raggiunto quota 1.741,257 miliardi di euro, contro i 1.707,410 di febbraio. E&#8217; quanto si legge nel Supplemento al Bollettino statistico della Banca d&#8217; Italia sull&#8217; andamento della finanza pubblica.</strong></p>
<p><strong>In forte calo le entrate tributarie</strong> che a marzo ammontano a 26.124 milioni, in calo rispetto ai 26.259 milioni di marzo 2008 (-0,5%). Nel primo trimestre dell&#8217;anno il totale ammonta a 81,016 miliardi contro gli 85,075 miliardi dei primi tre mesi del 2008, un calo quindi pari a 4,059 miliardi.</p>
<p><strong>IL DEBITO DI COMUNI E PROVINCE</strong><br />
<strong>In calo a marzo il debito di Comuni e Province</strong>. Per i Comuni ammonta infatti a 47.282 milioni in calo rispetto ai 48.183 di febbraio. Si era attestato a 47.374 a marzo 2008. Il debito delle Province raggiunge quota 8.961 milioni a marzo in discesa rispetto ai 9.219 milioni di febbraio. A marzo 2008 era pari a 8.867. Stabili le Regioni il cui debito si attesta a 43.068 milioni di euro a marzo contro i 43.026 milioni di febbraio. Ma il debito risulta in aumento rispetto ai 42.445 milioni di marzo 2008.</p>
<p>Secondo Bankitalia in totale il debito delle amministrazioni locali a marzo ha raggiunto quota 108.645 milioni di euro contro i 109.024 milioni di febbraio e i 109.598 di marzo 2008.</p>
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		<title>Disoccupazione all&#8217; 8,2%. Le cifre del Tesoro sul mercato del lavoro italiano</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 22:10:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sempre da Repubblica.it arrivano le stime del Tesoro sugli effetti della crisi economica in Italia. Nel 2009, infatti, l&#8217; occupazione dovrebbe subire un calo dell&#8217; 1 per cento. E&#8217; quanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/02/disoccupazione-all-82-le-cifre-del-tesoro-sul-mercato-del-lavoro-italiano.jpg?9f281a" alt="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/02/disoccupazione-all-82-le-cifre-del-tesoro-sul-mercato-del-lavoro-italiano.jpg" class="left"/>Sempre da <em>Repubblica.it</em> arrivano le stime del Tesoro sugli effetti della crisi economica in Italia. <strong>Nel 2009, infatti, l&#8217; occupazione dovrebbe subire un calo dell&#8217; 1 per cento.</strong> E&#8217; quanto si legge nell&#8217; aggiornamento del Programma di stabilità italiano presentato dal <strong>ministero del Tesoro</strong>. Il tasso di disoccupazione mostrerebbe un aumento per il secondo anno consecutivo, attestandosi all&#8217; 8,2%. Mentre il costo del lavoro risulterebbe in sensibile decelerazione rispetto al 2008 &#8220;<em>per effetto della moderazione salariale</em>&#8220;.<br />
Le previsioni? Nel biennio 2010-2011 l&#8217; occupazione è stimata crescere in media dello 0,4%, mentre il <strong>tasso di disoccupazione</strong> a fine periodo si attesterebbe all&#8217;8,2%.<br />
<span id="more-287"></span><br />
<strong>IL PAREGGIO DEL BILANCIO</strong><br />
E intanto slittano i tempi sul pareggio di bilancio. &#8220;<em>Viene confermato</em> &#8211; scrive il Tesoro &#8211; <em>l&#8217; impegno al raggiungimento dell&#8217; obiettivo di pareggio di bilancio anche se il raggiungimento di questo obiettivo si sposta sull&#8217; asse del tempo, per effetto della crisi straordinaria sopravvenuta dopo l&#8217; assunzione del relativo impegno da parte del Paese</em>&#8220;.</p>
<p><strong>L&#8217; INDEBITAMENTO</strong><br />
&#8220;<em>Indipendentemente dalla correzione per il ciclo, in termini di saldo nominale, nonostante l&#8217; aggravarsi della crisi economica e il conseguente peggioramento delle condizioni di finanza pubblica l&#8217; indebitamento netto rimane al di sotto del limite del 3,0% del Pil nel 2008, eccede questo limite nel 2009 arrivando al 3,7%, ma riprende una tendenza alla diminuzione nel biennio 2010-2011</em>&#8220;.</p>
<p><strong>IL PIL</strong><br />
Sul Pil il governo conferma le previsioni dei maggiori istituti internazionali. Il prodotto interno lordo, secondo quanto previsto dal Programma di stabilità, nel 2008 si è fermato allo 0,6% e nel 2009 avrà il segno negativo assestandosi al -2%.</p>
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		<title>Conti pubblici, le stime 2009 del programma di stabilità di Tremonti: cala il gettito, pressione fiscale in aumento fino al 43,3%. Pil -1,7%, deficit +3,7%, debito pubblico al 111,2%</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Feb 2009 22:10:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isayblog4</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da Repubblica.it arrivano i numeri previsionali per il 2009 relativi all&#8217; economia italiana. E sono cifre record, in tutti i sensi. Il Pil si contrae dell&#8217; 1,7% (ma non è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/02/conti-pubblici-le-stime-2009-del-programma-di-stabilita-di-tremonti-cala-il-gettito-pressione-fiscale-in-aumento-fino-al-433-pil-17-deficit-37-debito-pubblico-al-1112.jpg?9f281a" alt="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/02/conti-pubblici-le-stime-2009-del-programma-di-stabilita-di-tremonti-cala-il-gettito-pressione-fiscale-in-aumento-fino-al-433-pil-17-deficit-37-debito-pubblico-al-1112.jpg" class="left"/>Da <em>Repubblica.it</em> arrivano i numeri previsionali per il 2009 relativi all&#8217; economia italiana. E sono cifre record, in tutti i sensi.<br />
<strong>Il Pil si contrae dell&#8217; 1,7% (ma non è escluso che ci spossa essere un ritocco dell&#8217; ultima ora per portarlo al -2%, come prevede la Commissione Europea), il deficit sale al 3,7% e il debito pubblico aumenta di quasi cinque punti balzando al 111,2%. In più, una pressione fiscale ai livelli record (43,3%).</strong> Sono queste le nuove<strong> stime 2009 del governo</strong> inserite in una bozza dell&#8217; aggiornamento del <strong>Programma di stabilità</strong> italiano. Il documento, secondo quanto si è appreso, sarà portato domani dal ministro dell&#8217;Economia <strong>Giulio Tremonti</strong> all&#8217; esame del Consiglio dei Ministri prima dell&#8217; invio alla Commissione Europea di Bruxelles.<br />
<span id="more-263"></span><br />
&#8220;<em>La debolezza della fase congiunturale</em> &#8211; è scritto nella bozza della nota informativa che accompagna il nuovo Programma di stabilità &#8211; <em>è prevista perdurare nei primi tre trimestri del 2009, con un recupero a partire dall&#8217; ultimo trimestre dell&#8217; anno. Nel complesso, rispetto alla Relazione Previsionale e Programmatica, le prospettive sono riviste al ribasso per il 2008 e per il 2009, rispettivamente di 0,7 punti e di 2,2 punti percentuali: il pil è atteso registrare una contrazione pari a -0,6% nel 2008 e -1,7% nel 2009. Minore crescita è attesa anche per gli anni seguenti</em>&#8220;.</p>
<p><strong>PRESSIONE FISCALE IN AUMENTO</strong><br />
La pressione fiscale tornerà quest&#8217; anno a livelli record, nonostante un calo del gettito in termini assoluti. La riduzione della crescita economica porterà questo rapporto di nuovo al 43,3%, cioè al picco registrato nel 2007 dal precedente governo. E&#8217; questa una delle nuove stime stilate dal governo, previste dalla bozza del Programma di stabilità.</p>
<p><strong>GETTITO FISCALE IN CALO</strong><br />
Nella bozza della nota informativa che accompagna il Programma di stabilità, è scritto che il 2009 registrerà un calo del gettito fiscale del 2,2%. Nonostante questo, ci sarà un <strong>aumento della pressione fiscale che tornerà dal 43% del 2008 al 43,3% del 2009</strong>. Come nel 2007, sarà il livello più alto, se si esclude il 1997, cioè l&#8217;anno in cui gli italiani pagarono l&#8217; Eurotassa (43,7%).</p>
<p>La pressione fiscale, cioè il rapporto tra le tasse incassate e la ricchezza prodotta dal paese, tornerà a scendere sotto la soglia del 43% solo nel 2013 (42,9%) mentre rimarrà al 43,3% nel 2010, al 43,1% nel 2011, al 43,0% nel 2012.</p>
<p><strong>LA CRISI GLOBALE</strong><br />
Nella nota informativa del Programma di stabilità viene ribadito che &#8220;<em><strong>l&#8217; economia italiana è relativamente meno esposta rispetto agli altri paesi europei ai rischi specifici della crisi globale</strong>. Che la correzione del settore immobiliare sembra minore rispetto ad altri paesi industrializzati, il sistema bancario italiano appare comparativamente meno esposto alla crisi, <strong>le famiglie italiane sono meno indebitate rispetto a quelle degli altri Paesi</strong></em>&#8220;.</p>
<p><strong>LE PREVISIONI PER IL 2013</strong><br />
Il quadro di finanza pubblica per gli anni 2008-2013, indica che &#8220;<em>nonostante l&#8217; aggravarsi della crisi economica e il conseguente peggioramento delle condizioni di finanza pubblica, l&#8217; indebitamento netto rimane al di sotto del limite del 3% nel 2008, eccede questo limite nel 2009 mentre riprende una tendenza alla diminuzione negli anni successivi</em>&#8220;.</p>
<p>La tabella dopo il 2,6% del 2008 e del 3,7% del 2009, scende al 3,2% nel 2010, al 2,8% nel 2011, del 2,7% nel 2012, al 2,6% nel 2013. Nel 2009 a pesare sui conti è tra l&#8217; altro la previsione di una contrazione del gettito fiscale di 2,2 punti percentuali ma anche di una evoluzione più contenuta dei contributi sociali in linea con l&#8217; andamento dell&#8217;occupazione. Ma il valore è diverso se si considera l&#8217; indebitamento netto corretto per il ciclo, che Bruxelles considera se si è sotto il 3%: sarà al 3% nel 2009, ma poi scenderà al 2,5% nel 2010, e al 2,2% nel 2011.</p>
<p><strong>L&#8217; ANDAMENTO DEL DEBITO</strong><br />
Più preoccupante l&#8217; andamento del debito, che nelle nuove previsioni dal 105,9% del 2008, <strong>tornerà a salire per rimanere fermo sopra al sopra il 111% del pil nel triennio 2009-2012</strong> (con il picco del 112,5% il prossimo anno) e poi ridursi lievemente al 101,5%&#038; nel 2013: cioè alla fine del quinquennio considerato il debito sarà quattro punti più alto dell&#8217; attuale.</p>
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