L’allarme sui debiti sovrani fa tremare l’Eurozona. Di fronte al precipitare della situazione di Irlanda e Portogallo, la Commissione europea cerca di sdrammatizzare sulla sempre più probabile richiesta di aiuto da parte di Dublino e Lisbona, ma ammette: “E’ chiaro che le tensioni sui mercati ci sono e che la situazione è seria“. L’Irlanda è in contatto con l’Unione europea per un intervento di salvataggio che scongiuri il rischio di un contagio verso altri paesi dell’area euro. A confermarlo è l’opposizione: Michael Noonan, portavoce dell’opposizione, ha riferito alla Bbc che “le indiscrezioni (di un salvataggio imminente) circolate nel weekend sono vere“e che “l’intervento europeo è in preparazione“. Stamani il vice presidente della Banca centrale europea, Vitor Constancio, ha parlato di contatti in corso, smentendo tuttavia che Dublino abbia richiesto aiuti. Fonti europee citate dalla Reuters riferiscono che la cifra di cui si sta discutendo per soccorrere Dublino varia fra i 45 ei 90 miliardi di euro.
Un salvataggio “non imminente”
L’Irlanda non ha chiesto aiuti finanziari esterni e un accordo sul salvataggio del Paese non è imminente. Lo ha detto il presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, in una intervista a Bloomberg Tv. Juncker ha spiegato che non si aspetta un accordo imminente per il salvataggio dell’Irlanda poiché Dublino “non ne ha fatto richiesta“. “Dublino pensa di poter tenere i problemi sotto il proprio controllo e non è vicina al punto di chiedere un aiuto esterno – ha concluso Juncker – Se l’Irlanda ritiene che il momento sia arrivato devono chiedere sostegno e noi saremo pronti“.
Anche il Portogallo a rischio
Il Portogallo corre un rischio elevato di dover ricorrere all’assistenza finanziaria d’emergenza della comunita’ internazionale, a causa dei pericoli crescenti di un contagio. Lo ha detto il ministro portoghese delle Finanze, Fernando Teixeira Dos Santos, secondo il Financial Times. ”Il rischio – ha detto il ministro – e’ elevato perche’ non affrontiamo un problema solo nazionale. E’ un problema della Grecia, del Portogallo e dell’Irlanda”, ha detto Teixeira riferendosi alla possibilita’ che Lisbona debba ricorrere agli aiuti finanziari. Teixeira dos Santos ha precisato che Lisbona non ha preso “alcun contatto” con Bruxelles in vista di un possibile aiuto finanziario europeo. Il Portogallo non ha preso, ha detto all’agenzia Lusa, “alcun contatto con le autorità di Bruxelles, né formale, né informale, in vista di un ricorso all’aiuto europeo“. Il paese, ha aggiunto, “si finanzia sui mercati, e prevede di continuare a finanziarsi sui mercati“. Il ministro, che secondo il Financial Times questa mattina ha parlato di un “rischio elevato” per il Portogallo di dover fare ricorso all’aiuto internazionale per il “contagio” irlandese, ha precisato a Lusa che Lisbona si trova “in una posizione molto diversa” rispetto a Dublino. Teixeira ha sottolineato che “la crescita dell’economia portoghese quest’anno supera le aspettative iniziali“.
Lo spettro dell’esercizio provvisorio
Dopo oltre quattro ore di Consiglio europeo straordinario sul bilancio sembra svanito l’ottimismo e potrebbe profilarsi lo spettro dell’esercizio provvisorio che di fatto bloccherebbe il funzionamento dell’Unione europea.
Il deficit della Grecia
Intanto la situazione della Grecia torna a preoccupare. Il ministero delle finanze ha annunciato, dopo la revisione al rialzo da parte di Eurostat del deficit 2009 al 15,4%, che il disavanzo 2010 sarà del 9,4% (invece dell’8,1% previsto). Il debito salirà al 144% del Pil. In un comunicato il ministero delle finanze sottolinea che malgrado la revisione al rialzo dell’1,8% del deficit nel 2009 e il suo impatto su quello del 2010, quest’ultimo è stato ridotto più del previsto, ovvero di 6 punti invece di 5,5%.