Gas: l’antitrust vuole una quota Eni inferiore al 55percento
Con il decreto legislativo sugli stoccaggi del 13 agosto che ha modificato i tetti antitrust per il mercato del gas la quota di Eni del mercato consumato italiano può arrivare fino al 65%. Lo riferisce l’Autorità per l’energia in una segnalazione al governo e Parlamento in cui si chiedono correzioni per contenere il tetto al 55%. In particolare, spiega l’Autorità, “la segnalazione rileva che nella versione finale del decreto gli autoconsumi non vengono ricompresi nel calcolo della quota di immissione, consentendo, di fatto, ad Eni di controllare fino al 65% del totale del gas consumato in Italia, mantenendo di fatto il controllo del mercato. Se al contrario, gli autoconsumi non venissero scontati, tale quota non potrebbe superare il 55% del totale ed il mercato risulterebbe più concorrenziale“.
I NUOVI TETTI ANTITRUST
Il decreto, approvato a luglio dal governo e pubblicato il 13 agosto sulla Gazzetta ufficiale, oltre a incentivare la realizzazione di nuove infrastrutture di stoccaggio per il gas determina i nuovi tetti Antitrust. Sostituiscono quelli che avrebbero dovuto rimanere in vigore fino al dicembre del 2010 e che prevedevano per l’Eni di non superare il 61% dell’intero mercato e il 50 del mercato retail. Secondo l’Autorità, il provvedimento sugli stoccaggi stabilisce che ciascun operatore non possa superare soglie predefinite in termini di quote di mercato, calcolate come la somma delle quote di immissione e delle ulteriori partite che contribuiscono a determinare la quota di mercato all’ingrosso di un operatore.
GLI AUTOCONSUMI
Sebbene, continua la segnalazione, “nel testo finale non vengano esclusi gli autoconsumi termoelettrici dal calcolo della quota di immissioni, è però espressamente previsto che gli autoconsumi siano portati a riduzione delle ulteriori partite che contribuiscono a determinare la quota di mercato di ciascun operatore“. Di conseguenza, conclude l’Autorità, la disponibilità di gas corrispondente agli autoconsumi non verrà, nei fatti, conteggiata nella determinazione della quota di mercato complessiva ai fini del rispetto delle soglie antitrust per gli operatori, e in particolare per il dominante Eni. Perplessità vengono espresse in merito ai vantaggi che le disposizioni del decreto sugli stoccaggi potranno apportare ai consumatori: “Risultano ancora molto incerti“.
L’INDIPENDENZA DELL’AUTORITA’
L’Autorità lamenta anche una lesione alla propria indipendenza che chiede di correggere a governo e Parlamento. Il decreto prevede che l’organismo dovrà aiutare il ministero dello Sviluppo nei suoi rapporti con l’altra autorità: l’Antitrust. Tale disposizione, precisa l’Autorità per l’energia, “non prevista dalla legge delega, appare confliggente con la natura e le funzioni di una Autorità di regolazione indipendente, che non può configurarsi come il braccio tecnico od operativo di alcun ministero, né tanto meno di un suo dipartimento”.
Fonte: Reuters
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