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  • 25
  • ago
  • 2010

Borse: Wall Street e Piazza Affari in calo, il Giappone non conosce crisi

Di isayblog4, in Finanza e Mercati.

Borse-Wall-Street-e-Piazza-Affari-in-calo-il-Giappone-non-conosce-crisiNuova seduta all’insegna delle vendite per i listini azionari mondiali, penalizzati dal super-yen e da nuovi dati macroeconomici negativi giunti dagli Stati Uniti dove l’indice dei beni durevoli è cresciuto a luglio molto meno delle attese. Wall Street ha aperto le contrattazioni in calo con il Dow Jones a -0,28%, il Nasdaq a -0,69% e lo Standard and Poors a 0,27 per cento. Dopo una mattinata piatta i listini europei hanno decisamente imboccato la strada ribassista. Francoforte cede l0,92%, Parigi l’1,5% e Londra l’1,11%. A Piazza Affari l’indice FTSE Mib segna -1,47% a 19.405 punti e l’All Share -1,33 per cento.

QUOTAZIONI PIAZZA AFFARI
Peggiorano in particolare i finanziari, con Intesa Sanpaolo -2,76%, Unicredit -1,47%, Azimut -3,07%. Sempre più rosso per Buzzi Unicem (-4,49%), Fiat cede il 2,01%, male il lusso.

CAMBI MONETARI
L’euro é rimasto debole nei confronti del dollaro, con gli investitori che restano in tensione per le incerte prospettive sulla ripresa mondiale. L’euro é indicato a 1,2680 dollari, in flessione dai livelli attorno agli 1,27 della chiusura di ieri, mentre verso yen è risalito a 107,50 da 106,97 yen della chiusura di ieri.

QUOTAZIONI BORSE ASIATICHE
In mattinata è arrivato un nuovo pesante ribasso dalla Borsa di Tokyo, dove l’indice Nikkei ha chiuso in calo dell’1,66% a 8.845,39 punti, segnando a fine seduta il suo livello più basso da fine aprile 2009. L’indice più allargato Topix ha ceduto l’1,27%. Sull’umore degli investitori ha influito ancora l’effetto yen che, pur segnando un leggero calo rispetto alle quotazioni record di ieri, è sempre scambiato a 84,50 sul dollaro, poco lontano dai minimi da 15 anni ragguinti ieri (84,15). Hanno pesato inoltre le indicazioni negative sull’economia Usa, con il crollo delle vendite immobiliari a luglio e l’andamento negativo d Wall Street. Nelle battute iniziali il Nikkei aveva perso fino al 2 per cento.
Il ministro delle Finanze giapponese Yoshihiko Noda ha ribadito che il Giappone é pronto a prendere le misure giudicate opportune per opporsi agli effetti negativi del caro-yen, balzato ai massimi degli ultimi 15 anni contro il dollaro. «Dobbiamo prendere le misure appropriate nei tempi dovuti» ha dichiarato oggi in una conferenza stampa. La sua presa di posizione, meno sfumata di quelle dei giorni precedenti, ha fatto pensare che il Governo non escluda di intervenire direttamente sul mercato dei cambi per bloccare il rialzo dello yen. Le dichiarazioni di Noda hanno leggermente attenuata la spinta dello yen che é sceso a 84,40 yen per dollaro e 106,80 per euro da 84,09 e 106,24 immediatamente precedenti. Nonostante il caro-yen la bilancia commerciale giapponese ha segnato in luglio un attivo di 804,2 miliardi di yen (7,3 miliardi euro) più che raddoppiato (+119%) rispetto allo stesso mese del 2009. L’incremento è dovuto al forte progresso delle esportazioni verso i Paesi asiatici ed emergenti e alla ripresa di settori come l’automobile e l’elettronica, dopo la violenta decrescita di fine 2008/inizio 2009. Le esportazioni sono aumentate del 23,5% a 5.982,8 miliardi di yen (54,3 miliardi di euro), con la Cina in testa (+22,7%). Le importazioni sono invece aumentate del 15,7% a 5.178,6 miliardi di yen (47 miliardi di euro), con acquisti mirati soprattutto su Cina (+14,4%), Thailandia, Taiwan e Malaysia. A luglio per a prima volta l’interscambio commerciale giapponese con la Cina ha registrato una piccola eccedenza.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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