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  • 06
  • ago
  • 2010

Confindustria, cala l’occupazione nelle aziende associate

Di isayblog4, in Economia e Lavoro.

Confindustria-cala-loccupazione-nelle-aziende-associateLa sesta indagine Confindustria sul mercato del lavoro registra gli effetti della crisi sull’occupazione nelle imprese associate. Nel 2009, infatti, l’occupazione dipendente nelle aziende associate si è contratta del 2,2% (-3,1% nell’industria, dove più ampia è stata la caduta del valore aggiunto). È calata l’occupazione sia a tempo determinato, sia a tempo indeterminato, quest’ultima di più nelle piccole imprese (-1,5%, dopo il -3,0% nel 2008) che nelle medie (-0,8%) e nelle grandi (-1,1%).

I TASSI DI TURNOVER
Nel 2009 sono scesi i tassi di turnover, che sono però rimasti molto differenziati tra settori, con picchi nell’industria alimentare e nelle costruzioni, e in attività terziarie come turismo, ristorazione, e i contratti interinali. Sono aumentate le cessazioni involontarie, che hanno rappresentato la causa d’uscita nel 13,1% dei casi. A cui si sono aggiunti prepensionamenti e incentivi all’esodo (un caso su dieci nelle grandi imprese, uno su cinque nel Centro-Sud). Sono cresciute anche le cessazioni per scadenza di contratto, più di un terzo del totale delle uscite. L’occupazione alle dipendenze, nell’industria ha tenuto solo nel comparto alimentare (+0,1%) ma si è contratta in maniera marcata in quello tessile-abbigliamento (-5,2%) e della gomma-plastica (-5,0%).

IL PEGGIO PER I LAVORATORI FLESSIBILI
Sono scesi i tassi di stabilizzazione dei contratti a tempo determinato, ma quelli per le forme di flessibilità interna (contratti a tempo determinato, di inserimento e di apprendistato) si sono confermati molto più alti che nel caso della flessibilità esterna (interinale e collaborazioni). Sulla base delle indicazioni fornite dalle imprese, la domanda di lavoro ha continuato a contrarsi nella prima metà del 2010, soprattutto quella a tempo indeterminato, nelle imprese grandi, industriali e del Nord. La CIG ha attutito le conseguenze occupazionali, frenando la perdita di posti di lavoro. Nel 2009 l’ha utilizzata un’impresa su due nell’industria, ma anche quasi una su dieci nei servizi. Ha assorbito potenziale forza lavoro pari al 9,1% delle ore lavorabili nell’industria, al 2,1% nei servizi.

PIU’ LAUREATI
Sul piano strutturale nelle imprese industriali associate a Confindustria l’utilizzo di personale laureato si è confermato più intenso che nella media dell’Italia. L’incidenza media della manodopera straniera sull’occupazione alle dipendenze è risultata pari al 4,2%, ma sale nei comparti alimentare (5,7%), della gomma-plastica (7,8%) e nelle costruzioni (11,5%). È stato del 7,8% il tasso di assenza (7,2% nell’industria, 8,7% nei servizi).

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