Inchiesta sull’eolico: indagati dell’Utri, Cosentino e Verdini
Il senatore del Pdl Marcello Dell’Utri, il coordinatore nazionale del partito Denis Verdini e il deputato Nicola Cosentino, sottosegretario all’Economia ed ex coordinatore Pdl in Campania, sono indagati a Roma nell’ambito dell’inchiesta su un’associazione segreta per cui la scorsa settimana sono finite in carcere tre persone, tra cui l’imprenditore Flavio Carboni. Lo riferiscono fonti giudiziarie. Dell’Utri, Cosentino e Verdini devono rispondere dei reati di associazione per delinquere e violazione degli articoli 1 e 2 della Legge Anselmi sulla ricostituzione di associazioni segrete.
GLI APPALTI PUBBLICI IN SARDEGNA
La scorsa settimana, nell’ambito dell’inchiesta – uno stralcio di quella, sempre della Procura di Roma, su un presunto comitato d’affari che avrebbe gestito l’assegnazione di una serie di appalti pubblici in Sardegna per la realizzazione di parchi eolici – sono finiti in manette Carboni, il magistrato tributario Pasquale Lombardi e il costruttore Arcangelo Martino. Verdini era già indagato per corruzione assieme a Carboni, Lombardi e Martino nell’inchiesta principale. Il coordinatore del Pdl è indagato anche nell’ambito dell’inchiesta fiorentina, poi trasferita a Roma, sull’assegnazione degli appalti nelle cosiddette Grandi opere.
INTERVENTI ILLECITI SU POLITICI E MAGISTRATI
Nell’ordinanza di arresto di Carboni, Lombardi e Martino, I’accusa ipotizza che gli imputati abbiano costituito in concorso con terze persone un’organizzazione per delinquere diretta a realizzare una serie indeterminata di delitti compresi quelli di corruzione, abuso d’ufficio, diffamazione e violenza privata, caratterizzata dalla segretezza degli scopi dell’attività e della composizione del sodalizio e volta altresì a condizionare il funzionamento di organi costituzionali e di rilevanza costituzionale nonché gli apparati della pubblica amministrazione dello Stato e degli enti locali.
MAGISTRATURA E POLITICA A BRACCETTO
A tale scopo, dice l’accusa, avrebbero sviluppato una fitta rete di conoscenze nei settori della magistratura e della politica da sfruttare per i fini segreti del sodalizio e ciò anche grazie all’attività di promozione di convegni e incontri di studio realizzati per il tramite dell’associazione culturale denominata “Centro Studi Giuridici per l’Integrazione Europea Diritti e Libertà”, gestita da Lombardi e segretario Martino. Nell’ordinanza vengono anche indicati alcuni episodi particolari. I tre, si legge nell’ordinanza, avrebbero concordato l’avvicinamento di giudici della Corte Costituzionale allo scopo di influire nel giudizio relativo al Lodo Alfano che ha introdotto la sospensione del processo penale per le alte cariche dello Stato. Questo loro intervento si è intrecciato col tentativo di ottenere la candidatura di Cosentino alla carica di presidente della Regione Campania, pretesa come contropartita per gli interventi compiuti sulla Corte Costituzionale. L’accusa avrebbe anche accertato lo svolgimento di una riunione nel settembre 2009 a casa di Verdini a cui avrebbero partecipato tra gli altri Carboni, Lombardi e Dell’Utri, allo scopo di trovare il modo per influire sui giudici della Corte Costituzionale che doveva esaminare il Lodo Alfano.
GLI IMPIANTI EOLICI IN SARDEGNA
A fine luglio 2009, inoltre, il gruppo avrebbe attuato iniziative nel campo degli impianti eolici in Sardegna, per favorire le nomine di persone gradite, come Ignazio Farris, uno degli indagati nella vicenda sugli impianti eolici. Il nome di Carboni è comparso in molte inchieste giudiziarie degli anni passati. Ultimamente è stato assolto in appello per l’omicidio di Roberto Calvi, il banchiere coinvolto nel crack della Banca Ambrosiana e trovato impiccato a Londra nel 1982. Intanto dall’ordinanza di arresto per Carboni, Lombardi e Martino nell’ambito dell’inchiesta sull’eolico, emerge che i tre avrebbero progettato di avvicinare i magistrati fiorentini che indagavano sulle cosiddette Grandi opere, utilizzando l’associazione culturale denominata “Centro Studi Giuridici per l’Integrazione Europea Diritti e Libertà”, gestita da Lombardi e con Martino nelle vesti di segretario. Ma il convegno che avrebbe dovuto fornire l’occasione per l’incontro non ebbe poi luogo.
Fonte: Reuters
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