Leonardo.it I say blog!
  • 24
  • giu
  • 2010

Inflazione e variazione dei prezzi: variabili nominali e reali

Inflazione-e-variazione-dei-prezzi-variabili-nominali-e-realiCome indicato in precedenza, l’inflazione riduce la quantità di beni acquistabili a fronte di un determinato importo o, in altri termini, provoca una perdita di valore oppure una riduzione del potere d’acquisto della moneta. Quest’ultima osservazione conduce a un altro principio economico importante, ovvero alla diff erenza fra variabili nominali e reali.
Le prime sono misurate a prezzi correnti e, modifi candosi di solito al variare del livello dei prezzi e di conseguenza dell’infl azione, non sono depurate degli effetti di quest’ultima. Le seconde, ad esempio il reddito o i salari in termini reali, sono invece al netto degli effetti dell’inflazione.

TASSO DI INFLAZIONE E SALARIO
Si ipotizzi che, in termini nominali ossia monetari, il salario di un lavoratore cresca del 3% all’anno e che di conseguenza salga da 2.000 a 2.060 euro su base mensile. Se nello
stesso anno il livello generale dei prezzi registra un incremento dell’1,5%, equivalente a un tasso di inflazione annuo dell’1,5%, l’aumento del salario in termini reali sarà pari a
((103/101,5) – 1) × 100 ≈ 1,48%, vale a dire a circa il 3% – 1,5% = 1,5%. Pertanto, più alto è il tasso di inflazione a fronte di un determinato aumento del salario nominale, minore sarà il quantitativo di beni che il lavoratore potrà acquistare.

TASSI DI INTERESSE
È altresì importante distinguere fra tassi di interesse nominali e reali.
A titolo di esempio, si immagini di acquistare al suo valore nominale un’obbligazione a un anno che generi a scadenza un interesse del 4%. Se a fronte di un esborso iniziale
di 100 euro si ottengono 104 euro alla scadenza del titolo, il tasso di interesse applicato è quello nominale. Di fatto, ove non altrimenti specifi cato, quando si parla di tasso di
interesse ci si riferisce a quello nominale.
Si ipotizzi ora che il tasso di infl azione per l’anno in questione sia anche in questo caso pari all’1,5%. Ciò equivale a dire che dopo dodici mesi il valore di un paniere
di beni inizialmente posto uguale a 100 euro sarà salito a 101,5. Chi acquisti per 100 euro un’obbligazione con un tasso di interesse nominale del 4% e la rivenda dopo un
anno a 104 euro per acquistare il suddetto paniere di beni il cui costo è nel frattempo arrivato a 101,5 euro rimarrebbe con 2,5 euro in tasca. Pertanto, una volta tenuto conto
dell’infl azione, l’obbligazione da 100 euro frutterà circa 2,5 euro di reddito “reale”, il che equivale ad aff ermare che il suo tasso di interesse reale si aggira attorno al 2,5%.
Ovviamente, in caso di inflazione positiva il tasso di interesse reale è inferiore a quello nominale.

Altri articoli:

Articoli correlati a "Inflazione e variazione dei prezzi: variabili nominali e reali"



Commenti:

Commenta su "Inflazione e variazione dei prezzi: variabili nominali e reali"



Il network di TipOff!