Risparmi: il mito di investire nella finanza senza rischiare
Proviamo a occuparci di risparmio e di investimenti finanziari. Chi ha da parte qualche soldo, è spesso tentato di investire i propri risparmi per farli fruttare, ma si trova spesso di fronte a offerte complicate, o che promettono alti guadagni a fronte di una sicurezza non ben precisata. Prendiamo spunto da una guida del Sole 24 Ore per chiarire un po’ di cose essenziali da sapere prima di mettere i propri soldi in mano a terzi perché li facciano fruttare.
GLI INVESTIMENTI SECONDO MARCO LIERA
A rispondere alla domande delle domande è Marco Liera, esperto del Sole 24 Ore. La domanda è questa: è difficile investire in sicurezza? In teoria no – scrive il giornalista -, perché il mercato finanziario offre una grande varietà di strumenti che rispondono a questo requisito. Nella realtà invece sì, perché da una parte l’industria finanziaria “non” ha interesse a proporre strumenti semplici e sicuri (e, come tali, a basso costo). E poi perché i risparmiatori, per le note e diffuse distorsioni studiate dalla finanza comportamentale, tendono a complicarsi la vita scegliendo spontaneamente soluzioni che non comprendono bene o correndo rischi che non hanno preventivamente stimato. Basti ricordare quello che è successo dieci anni fa all’apice della bolla della new economy.
ESISTONO INVESTIMENTI SICURI?
Sicurezza negli investimenti può significare non essere disposti a perdere soldi in nessun orizzonte temporale. Neppure in un giorno. Se è così, bisogna accontentarsi di rendimenti veramente contenuti e stare lontani da qualsiasi mercato finanziario, dove i prezzi possono oscillare per motivi imperscrutabili. Occorre quindi orientare la propria scelta tra i conti di deposito, i libretti bancari e postali e i buoni postali (a rendimento nominale o reale). Con questi strumenti si ha la sicurezza di poter liquidare l’investimento in qualsiasi momento senza registrare una perdita. A questi prodotti si avvicinano i BoT, i fondi e gli Etf di liquidità, che tuttavia non offrono le stesse garanzie, pur rivalutandosi di giorno in giorno per importi piccolissimi.
L’INVESTIMENTO PRUDENTE
La scelta che si impone ai risparmiatori prudenti che vogliono proteggere il capitale dall’inflazione è quella di affrontare i mercati finanziari. Perché è solamente qui che si trovano prodotti che possono condurre con un’ottima probabilità a questo obiettivo. In altre parole, è indispensabile correre qualche rischio di perdita nominale nel breve periodo se si vogliono veramente difendere i risparmi in termini reali.
QUALI SONO GLI INVESTIMENTI “PRUDENTI”?
L’alternativa fondamentale nel campo degli investimenti sicuri orientati al lungo periodo (ossia con possibilità di oscillazione di prezzo molto contenuta e nessun rischio di default) è quella tra titoli a tasso nominale e titoli a capitale indicizzato all’inflazione, con cedola reale. Con i primi non ci si copre dall’inflazione inattesa: il rendimento dei tradizionali BTp, per esempio, è pari all’inflazione attesa più un premio per il rischio. Con i BTpei o gli OaTei francesi invece, la cedola viene sempre calcolata su un capitale che si rivaluta giorno dopo giorno per effetto dell’inflazione dell’area euro. Quindi, i BTpei e gli OaTei sono gli strumenti che offrono la protezione reale del capitale al minor rischio possibile.
LE OBBLIGAZIONI A CEDOLA NOMINALE
Sia chiaro: anche con le obbligazioni a cedola nominale si possono avere risultati lusinghieri in relazione a questo obiettivo, ma non certi. I titoli a cedola variabile agganciati a tassi di mercato a breve termine (come i CcT o le tante emissioni societarie o sovranazionali con cedola indicizzata all’Euribor) introducono nel portafoglio un’interessante possibilità di copertura rispetto alle oscillazioni dei mercati finanziari, ma anche questi non garantiscono la protezione del capitale reale.
I RISCHI DI OSCILLAZIONE
Gli inevitabili rischi di oscillazione di prezzo di tutte queste categorie di titoli possono essere ridotti scegliendo delle durate non troppo lunghe. Se la scadenza di un’obbligazione è più vicina, le quotazioni possono sì fluttuare, ma in modo più contenuto. Si rinuncia a qualche decimo di punto percentuale di rendimento a scadenza, ma si dorme ancora più tranquilli.
Fonte: Il Sole 24 Ore – Le Guide
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