Crisi europea: sale l’export in Italia, ma il saldo è in deficit. Venerdì summit europeo per la crisi
Istat comunica che a marzo 2010 il saldo della bilancia commerciale italiana ha registrato un deficit di 1.342 milioni dal surplus di 69 milioni di marzo 2009. Le esportazioni salgono nel mese in osservazione del 17,1% e mostrano il maggiore rialzo da aprile 2008. Con un +22,6%, le importazioni segnano invece l’aumento più grande da agosto 2004. Gli scambi solo con i Paesi europei segnano un saldo negativo di 139 milioni che si raffronta al deficit di 97 milioni registrato nello stesso mese dello scorso anno.
Il saldo con i Paesi extra europei mostra un deficit di 1.203 milioni di euro, lievemente migliore del rosso di 1.213 milioni indicato con la stima preliminare diffusa il 20 aprile scorso.
IL PIANO ANTI-CRISI EUROPEO
I ministri delle finanze della zona euro si incontreranno di nuovo venerdì per cercare di sciogliere i nodi su come attivare un piano anti-crisi da 750 miliardi di euro dopo lunghe discussioni infruttuose ieri sera. A una settimana circa dall’approvazione del piano che ha messo un freno alla speculazione dei mercati sul debito dei paesi più fragili dell’euro, ieri a Bruxelles si sono confrontate le opposte visioni francese e tedesca di come il piano dovrebbe funzionare.
Secondo la Germania, che può contare sull’appoggio dei Paesi Bassi, il meccanismo dovrebbe avere un funzionamento caso per caso, passando ogni volta attraverso i parlamenti nazionali. Parigi invece propende per un più pratico dispositivo permanente.
AZIONISTI DI SE STESSI
“E’ stato molto laborioso”, ha detto il ministro delle Finanze francese, Christine Lagarde, che ha precisato come la modalità di funzionamento delle risorse del Fondo di stabilità finanziaria europea sia stata al cuore del dibattito. Lagarde ha spiegato che i sedici stati dell’euro saranno azionisti di questa nuova struttura, la Commissione agirà da osservatore mentre la Banca europea degli investimenti offrirà un supporto amministrativo. L’Eurogruppo si è mostrato invece concorde nel sostenere la proposta della Commissione europea che vuole istituire un ‘semestre europeo’ all’inizio di ogni anno in cui gli stati membri sarebbero chiamati a confrontarsi in via preventiva ed esercitando un controllo vicendevole sui rispettivi piani di bilancio.
LA RIFORMA DEL PATTO DI STABILITA’
Sul tema delle correzioni di bilancio, la Germania ha insistito sulla necessità che l’Europa si dedichi alla riduzione dei disavanzi e alla riforma del Patto di Stabilità dopo essersi comprata del tempo con il piano da 750 miliardi messo sul tavolo la scorsa settimana.
Berlino ha preannunciato che sta preparando delle proposte per sostenere la moneta unica ed evitare una nuova crisi del debito.
IL MODELLO TEDESCO
Non hanno trovato conferma ufficiale per ora le indiscrezioni stampa secondo cui Berlino vorrebbe applicare a tutta la zona euro il modello tedesco di “freno al debito” adottato lo scorso anno, quando ha reso costituzionale il limite al debito pubblico. Il paese ha fino al 2016 per limitare il disavanzo allo 0,35% del Pil, livello massimo che il deficit dovrà poi rispettare.
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