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  • 04
  • mar
  • 2010

Bce, tassi invariati. Le previsioni: la ripresa in Europa non sarà uniforme

La Bce lascia all’1% il tasso di riferimento. Restano invariati anche il tasso sui depositi allo 0,25% e quello marginale all’1,75%. Lo rende noto l’Istituto di Francoforte. E’ il decimo mese consecutivo che la Bce lascia i tassi invariati.
La ripresa nella zona euro c’è” ma non sarà ”uniforme”. Nel 2010 ”la crescita resterà moderata in un quadro incerto”, ha detto il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, al termine del consiglio direttivo dell’Istituto centrale. Il pil nella zona euro, a livello tendenziale, dovrebbe invece crescere nel 2010 tra lo 0,4% e l’1,2% e nel 2011 tra lo 0,5% e il 2,5%.

I DATI ECONOMICI DELL’EUROPA
Rispetto alle previsioni del dicembre 2009, la forchetta di crescita del pil per il 2010 -aggiunge Trichet- è stata lievemente ristretta mentre per il 2011 la forchetta è stata lievemente rivista al rialzo, riflettando la progressione dell’attività a livello mondiale che è più forte”.
Quanto all’inflazione tendenziale, dovrebbe attestarsi tra 0,8 e 1,6% nel 2010 e tra 0,9 e 2,1% per il 2011. Rispetto alle stime pubblicate a dicembre, le previsioni, sottolinea Trichet, ”sono state riviste leggermente al ribasso per il 2010 mentre per il 2011 sono state riviste lievemente al rialzo”.
Il presidente della Bce esorta quindi ad andare avanti nel risanamento dei conti pubblici. ”Gli alti livelli di disavanzo e di debito pubblico -sottolinea- rappresentano un fardello aggiuntivo per la politica monetaria e rischiano di avere ripercussioni negative sul patto di stabilità e di crescita che è un pilastro fondamentale dell’Unione Economica e monetaria”.

UN NUOVO RICHIAMO ALLE EXIT STRATEGIES
Per questo, sottolinea Trichet, ”è di fondamentale importanza che vengano definiti chiaramente le ‘exit strategy” che i diversi paesi intendono mettere a punto e ”le strategie di risanamento per i prossimi anni”. Questo, rileva, ”richiede sforzi aggiuntivi per i paesi con un elevato disavanzo. Tutti i paesi dovranno rispettare gli impegni assunti nell’ambito delle procedure per i disavanzi eccessivi”.
Trichet ribadisce che le politiche di risanamento dei conti pubblici ”dovranno iniziare entro il 2011 e dovranno superare in modo sostanziale lo 0,5% del pil indicato come requisito minimo dal Patto di stabilità”. L’accento, aggiunge, ”va messo sul lato della spesa pubblica”.
La Bce, ha concluso, continuerà ad andare avanti sulla strada del ritiro graduale delle misure non convenzionali adottate dall’Istituto di Francoforte per far fronte alla crisi economica, applicando “un graduale ritiro delle misure stroardinarie di liquidità in modo da contrastare efficacemente qualsiasi minaccia alla stabilità dei prezzi nel medio e nel lungo termine”.

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