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  • 23
  • feb
  • 2010

Il papà di Fastweb nei guai per riciclaggio di denaro: è ricercato

Di isayblog4, in Economia e Lavoro, Tasse e Imposte.

C’è anche Silvio Scaglia, fondatore di Fastweb, tra i destinatari delle ordinanze di custodia cautelare emesse dalla procura distrettuale antimafia di Roma nell’ambito dell’indagine internazionale del Ros Carabinieri e della Guardia di Finanza contro il riciclaggio di denaro. Scaglia, ha sottolineato il magistrato Giancarlo Capaldo, ”non è stato rintracciato ed è quindi attualmente ricercato”.
Immediata la diffusione di una nota dal portavoce dell’ex ad di Fastweb: “Silvio Scaglia si trova al momento all’estero per lavoro ha dato mandato ai suoi difensori di concordare il suo interrogatorio nei tempi piu’ brevi e chiarire tutti i profili della vicenda. Riafferma comunque la sua estraneità a qualunque reato“.

LE IPOTESI DI REATO
Assieme a Scaglia c’è anche il senatore del Pdl Nicola Di Girolamo tra i destinatari delle misure cautelari. “Nicola di Girolamo -ha spiegato Capaldo- eletto nella quota europea alle ultime elezioni è accusato di essere la mente finanziaria del gruppo che ha commesso gli illeciti. Nelle indagini appaiono anche collegamenti con la famiglia della ‘ndrangheta di Isola Capo Rizzuto, Arena“.
E’ emerso dalle indagini che in occasione delle elezioni politiche dell’aprile 2008, nel corso della campagna elettorale si sono svolte a Isola Capo Rizzuto alcune riunioni con esponenti della ‘ndrangheta per la raccolta di voti tra gli emigrati calabresi in Germania. Agli incontri oltre a Di Girolamo partecipava anche Gennaro Mokbel legato in passato ad ambienti della destra eversiva, e esponenti della cosca Arena tra cui il reggente Fabrizio Arena, e Franco Pugliese, gia’ sottoposto alla sorveglianza speciale.

RICICLAGGIO E CAPITALI ILLECITI
L’operazione dei Carabinieri e della Guardia di Finanza è in corso a Roma e in altre località italiane ed estere, per l’esecuzione di 56 ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip di Roma su richiesta della Procura distrettuale Antimafia, per associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio e al reimpiego di ingentissimi capitali illecitamente acquisiti attraverso un articolato sistema di frodi fiscali.
Alcuni indagati sono raggiunti da un provvedimento restrittivo in Usa, Inghilterra e Lussemburgo. La struttura transnazionale individuata dal Ros e dal Nucleo speciale di Polizia Valutaria riciclava centinaia di milioni di euro tramite una rete di società appositamente costituite in Italia e all’estero.
I capitali illeciti provenivano da una serie di operazioni commerciali fittizie di compra-vendita di servizi di interconnessione telefonica internazionale, per un valore complessivo di oltre 2 miliardi di euro. Per realizzare la colossale operazione di riciclaggio, l’organizzazione si è avvalsa di società di comodo di diritto italiano, inglese, panamense, finlandese, lussemburghese e off-shore, controllate dall’organizzazione indagata.

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