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  • 18
  • feb
  • 2010

Reati di corruzione e concussione +229% in Italia: ecco i costi di una giustizia inefficiente

Di isayblog4, in Economia e Lavoro, Tasse e Imposte.

Reati-di-corruzione-e-concussione-229-in-Italia-ecco-i-costi-di-una-giustizia-inefficienteI reati di corruzione e concussione della Pubblica amministrazione sono fortemente aumentati nel 2009. La denuncia è del procuratore generale della Corte dei Conti, Mario Ristuccia, in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario 2010 della magistratura contabile. Il numero delle denunce è infatti aumentato del 229% rispetto al 2008.
Il Procuratore generale della Corte dei Conti, poi, sottolinea che dall’attività operativa della Guardia di finanza “emerge un deciso aumento delle denunce per fatti di corruzione e concussione accertati nel 2009, rispettivamente +229% e +153%, rispetto al 2008“. Ristuccia, inoltre spiega che “dal 2004 all’ottobre 2009, i reati di corruzione e concussione rilevati ammontano a 1.370, con una media annuale quasi del tutto trascurabile di 250 casi di tali illeciti contro la P.a. scoperti nel complesso nelle regioni italiane. Essi risultano verificarsi in maggior numero nelle regioni in cui maggiori sono le opportunità criminali in considerazione del Pil pubblico più elevato, delle transazioni a rischio quantitativamente più numerose e del maggior numero di dipendenti pubblici come, nell’ordine, in Lombardia, Campania, Sicilia, Lazio e Puglia. Viene pure evidenziato l’incremento del numero di donne autrici di detti reati“, conclude Ristuccia.

I COSTI DI UNA GIUSTIZIA INEFFICIENTE
Attenzione alla retroattività del processo breve perché colpirebbe i giudizi non definiti nei tempi stabiliti, a causa della complessità delle questioni affrontate dalla magistratura contabile, afferma Ristuccia sottolineando che per quanto riguarda la giurisdizione contabile ”salvo casi particolari” non è affetta dalla ”sistematica lentezza che colpisce altre giurisdizioni”.
Il senso di equilibrio istituzionale è purtroppo diventata merce rara, fa notare dal canto suo il presidente della Corte dei Conti Giulio Lazzaro stigmatizzando che si ha la sensazione che taluni magistrati impegnino le proprie energie a contrastarsi reciprocamente più che a contrastare la criminalità. Si tratta – ha aggiunto il Procuratore generale – di esigue minoranze che tuttavia destano preoccupazione, anche perché la loro esistenza è sinonimo di una negativa evoluzione di costume e mentalità – ricorda Lazzaro – analoga osservazione, mutatis mutandis per quanto attiene alle funzioni, può farsi per i magistrati della Corte.

UNA GIUSTIZIA OBSOLETA E SENZA MEZZI
La Corte dei Conti punta il dito contro le opere pubbliche incompiute e mal progettate. “Anche nel corso del 2009 molte fattispecie di illecito hanno riguardato il fenomeno delle opere incompiute – dice Ristuccia – quelle opere cioè progettate e non appaltate ovvero non completate o inutilizzabili per scorretta esecuzione. Ancora una volta la Corte rileva come le cause di questo fenomeno, che determina un ingente spreco di risorse pubbliche, siano molteplici e da annoverare nella carenza di programmazione, eccessiva frammentazione dei centri decisionali, complessità delle procedure di progettazione, dilatazione dei tempi di esecuzione imputabili alle imprese committenti ed alle amministrazioni aggiudicatrici, carenti per inadeguatezze nei controlli tecnici e amministrativi“.

LA MANCANZA DEI CONTROLLI
Il pg della Corte dei Conti, poi sottolinea che “le patologie maggiormente ricorrenti negli appalti pubblici di opere, beni e servizi sono rappresentate da quelle iniziative volte alla realizzazione di un’opera pubblica senza una previa accurata verifica della sua concreta esiguibilità economica, tecnica, logistica – continua Ristuccia – l’assenza o comunque la grave superficialità in tali casi di una analisi di fattibilità sono spesso le cause del sorgere in corso d’opera di una serie di difficoltà di esecuzione dell’instaurato rapporto contrattuale e del conseguente fallimento dell’opera o del servizio appaltati, rendendosi così vano il dispendio di risorse finanziarie nel frattempo utilizzate. Una seconda rilevante categoria di danno erariale continua ad essere connessa a fatti corruttivi e concessivi che determinano ingiustificati e fraudolenti aumenti del prezzo degli appalti pubblici“, conclude Ristuccia.

LA MALA-SANITA’
Nella sanità si evidenziano ”comportamenti illeciti nell’aggiudicazione ed esecuzione dei contratti di appalto’‘. Inoltre sono emersi ”gravi errori professionali connessi allo svolgimento dell’attività medica”. E’ quanto evidenzia Lazzaro. La magistratura contabile, spiega il presidente, nel 2009 si è dovuta occupare più volte di apparati che opereano nel settore e di danni legati alle prestazioni mediche. Nel primo caso, afferma Lazzaro, ”le lesioni patrimonniali più ricorrenti risalgono a comportamenti illeciti nell’aggiudicazione ed esecuzione di contratti di appalto per la gestione, l’esecuzione dei lavori e la fornitura di servizi relativi a reparti di aziende ospedaliere o a palesi incongruità del prezzo di acquisto di beni e servizi”. Nel secondo caso, prosegue il presidente, ”emergono gravi errori professionali commessi nello svolgimento dell’arte medica e nelle prestazioni sanitarie erogate presso i nosocomi pubblici, oppure in trasgressioni di varia natura, anche fiscale e le incompatibilità di medici che prestano servizio pubblico a tempo pieno”.
La Corte dei Conti si scaglia contro la malasanità, che include spese inutili, test antitumorali inutili e interventi chirurgici non necessari. Tante le “fattispecie di danno per l’Erario comuni ad enti ed amministrazioni, quali spese inutili, irregolari acquisti di beni e servizi, illegittimi inquadramenti di personale e conferimenti di incarichi e consulenze, si segnalano fenomeni particolari di malagestione quali inefficienti ma costosi programmi di screening antitumorale, di assistenza odontoiatrica rivelatasi inesistente, e’ il caso delle cosiddette ‘dentiere gratuite’, di eccessive prescrizioni di farmaci ovvero di falsita’ delle stesse o di loro sostanziale inutilita’ di sconcertanti interventi chirurgici non necessari“, dice Ristuccia.

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