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  • 12
  • feb
  • 2010

Crisi economica: il Pil italiano del 2009 peggio del previsto

Crisi-economica-il-Pil-italiano-del-2009-peggio-del-previstoSull’economia italiana è arrivata alla fine del 2009 una gelata per molti versi inattesa: nel quarto trimestre il prodotto interno lordo, dopo il dato positivo che era stato registrato nel periodo luglio-settembre, ha segnato un calo dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e del 2,8% rispetto al quarto trimestre 2009. Nell’intero 2009 la recessione dell’economia è tutta in quel -4,9%, che è il peggiore dato praticamente da sempre, ovvero almeno dal 1971 quando è cominciata la rilevazione statistica. La fotografia sull’economia italiana arriva dai dati diffusi dall’Istat.
Anche negli altri Paesi europei la situazione è pesante. La Germania, che mantiene un quarto trimestre 2009 invariato e in calo dell’1,7% sul quarto trimestre 2008, nell’intero 2009 segna un calo del Pil pari al 5%. Leggermente migliore la situazione in Francia dove nel periodo ottobre-dicembre 2009 l’economia è cresciuta dello 0,6% su base congiunturale. Ma la flessione del 2,2% registrata per l’intero 2009 è per la Francia comunque la più pesante dal dopoguerra.

IL PIL DEGLI STATI EUROPEI
Anche nella media dei sedici Paesi dell’Europa, dove nel quarto trimestre il prodotto interno lordo ha segnato un lieve progresso dello 0,1% rispetto al trimestre precedente, il 2009 si chiude con un pesante -4%. Un andamento, questo, “inferiore alle aspettative e indica quanto ci sia ancora da fare per consolidare la crescita e stimolare l’economia”, ha commentato da Bruxelles il portavoce del Commissario agli affari economici Olli Rehn.
Tornando ai dati italiani, il colpo di coda di fine anno, dopo le aspettative di ripresa che erano emerse in autunno, è legato soprattutto al calo dell’industria. I dati sulla produzione industriale di dicembre facevano già pensare che la strada della ripresa era ancora in salita ma si confidava in un controbilanciamento da parte di altri settori in crescita, come per esempio quello dei servizi. La diminuzione congiunturale del Pil nel quarto trimestre è infatti “il risultato di una diminuzione del valore aggiunto dell’industria, di una sostanziale stazionarietà del valore aggiunto dei servizi e di un aumento del valore aggiunto dell’agricoltura”, ha spiegato l’istituto di statistica.

LE OPINIONI SUL PIL
Se il governo resta ottimista (“Ci sono tutte le condizionidi crescita di cui anche l’economia italiana beneficerà”, ha detto il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi), le forze sociali continuano a chiedere interventi al governo per aiutare la ripresa. Cgil, Cisl e Uil in particolare chiedono al governo di mettere mano subito alla riforma fiscale per sostenere i redditi e di conseguenza la domanda.
“Penso che il governo debba rendersi conto che quello che è stato fatto fin qui assolutamente non basta. Bisogna sollecitare un po’ l’economia”, ha detto il segretario del Pd Pier Luigi Bersani.
Infine le associazioni dei consumatori: Adusbef e Federconsumatori definiscono i dati “drammatici” e temono che “anche il 2010 possa essere un anno nero, se non si interviene al più presto”.

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