Trasporti marittimi: i costi invisibili sugli approvvigionamenti
La navigazione marittima costituisce di gran lunga la forma di trasporto via acquea di gran lunga più rilevante e rappresenta, in molti casi, l’unica via concretamente possibile o quella più conveniente sotto il profilo economico. Soprattutto per quanto riguarda i grandi traffici internazionali delle materie prime, dei cereali, dei prodotti petroliferi, degli impianti industriali, del carbone, dello zucchero…
Attualmente circa la metà dei traffici mondiali avviene per via marittima, mentre il resto si suddivide fra il trasporto su ruota e quello su ferrovia. Il trasporto aereo, infatti, nonostante i progressi tecnologici e nello studio di nuove forme di container, non è ancora sufficientemente conveniente per i prodotti di massa e riguarda perciò solo alcune merci deperibili, come fiori e primizie, e certi prodotti particolari di valore unitario medio-alto.
Vi proponiamo una piccola guida a puntate sul trasporto marittimo, sui costi e sulle incidenze che esso ha sulle merci e su un mondo conosciuto da pochi, ma che fa girare l’economia di molti.
IL TRASPORTO MARITTIMO
I trasporti marittimi sono disciplinati dal Codice della navigazione, ma sono in vigore anche alcuni Regolamenti internzionali, obbligatori per tutti gli stati, che riguardano le norme fondamentali sulla sicurezza della navigazione, sui sinistri marittimi, ecc.
In materia di trasporto merci per mare, v’è inoltre la convenzione di Bruxelles del 1924 che, modificata nel 1968, è stata aggiornata e integrata da una nuova Convenzione firmata ad Amburgo il 31 marzo 1978. Essa mira, tra l’altro, a unificare talune regole concernenti i documenti del trasporto, gli obblighi del trasportatore, gli adempimenti da osservare per il trasporto di merci pericolose o deperibili…
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