Fiat, da Berlusconi una mano per gli incentivi, ma l’azienda non sembra interessata

Fiat-da-Berlusconi-una-mano-per-gli-incentivi-ma-lazienda-non-sembra-interessataStavamo esaminando” la possibilità di erogare incentivi al settore automobilistico, ma ”pare che il principale produttore di auto italiano, la Fiat, non sia interessato ad averli. Comunque, è ancora un capitolo aperto”.
Lo ha sottolineato il premier Silvio Berlusconi in una conferenza stampa a palazzo Chigi. ”Stiamo discutendo con altri protagonisti del settore auto – ha aggiunto il Cavaliere – e vediamo come si metteranno le cose, noi siamo sempre aperti e pronti a dare una mano ai settori che ne hanno bisogno”.

TERMINI IMERESE
Il patrimonio industriale e produttivo della Fiat di Termini Imerese deve essere salvato. Non dobbiamo e non possiamo disattendere questo impegno morale”, sottolinea con forza il presidente del Senato Renato Schifani alla presentazione del rapporto della conversione per la sussidiarietà. Poi, facendo riferimento in particolare alle situazioni di Alcoa e della Fiat, la seconda carica dello Stato rimarca: “Bisogna avere il coraggio di dire basta ad elargizioni statali se non vengono salvaguardati i posti di lavoro e i presidi industriali. Occorre fermare la logica degli incentivi se non e’ seguita ad una attenta e forte politica delle imprese che esalti e tuteli l’occupazione. Gli aiuti dello Stato vanno erogati solo se le aziende rispettano questo preciso dovere etico“.

INCENTIVI DI SETTORE
Mi auguro che questo fatto scellerato non succeda. Termini Imerese è un polo industriale strategico del Mezzogiorno e il Mezzogiorno non può consentirsi questa grave battuta di arresto. Mi auguro fortemente che qualcuno ci ripensi“, rimarca Schifani.
La chiusura di alcune realtà produttive dislocate nel territorio rappresenta un banco di prova per tutte le istituzioni, gli imprenditori, i lavoratori e le loro famiglie. Non è pensabile che a fronte di un impegno costante dello Stato nei confronti di realtà produttive quali l’industria automobilistica e metallurgica, pur nella difficile crisi economica che attanaglia le economie di tutto il mondo, si assista alla progressiva dismissione di stabilimenti che rappresentano, in alcune aree storicamente ancora piu’ fragili, quali la Fiat di Termini Imerese e l’Alcoa di Portovesme un vero e proprio presidio sociale. Agli operai di questi siti che rischiano il posto di lavoro – sottolinea il responsabile dell’aula di Palazzo Madama – va tutta la nostra solidiarietà e vicinanza nella loro battaglia per la difesa di un bene primario di così grande rilevanza sociale. E’ necessario – ribadisce – salvare quei posti di lavoro“.

L’APPELLO ALLA FIAT
“Il mio – insiste Schifani – è un appello accorato alla Fiat ma non solo, è a tutte le istituzioni. E’ una richiesta da uomo del Sud che ben conosce gli ulteriori pericoli della disoccupazione per lavoratori che vivono in territori dove purtroppo esiste ancora la criminalità organizzata“.
Una decisione sugli incentivi alla domanda sarà presa dal governo in tempi stretti subito dopo il ‘vertice’ informale dei ministri dello Sviluppo economico in programma a San Sebastian l’8 ed il 9 febbraio prossimo, spiega il sottosegretario Michelino Davico, per conto del Ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, rispondendo a una interpellanza parlamentare sulla Fiat.

LA RISPOSTA DELLA FIAT
Era stato l’ad della Fiat, Sergio Marchionne, in un’intervista pubblicata oggi da ‘La Stampa’ a sottolineare che ”la decisione di smettere di produrre a Termini Imerese e’ stata presa. Non possiamo piu’ permetterci di tenere aperto un impianto che da troppi anni funziona in perdita -spiega Marchionne- produrre un’auto li’ costa fino a mille euro in piu’ e piu’ ne facciamo e piu’ perdiamo. Non e’ piu’ in grado di stare in piedi. Per assurdo, per noi sarebbe piu’ conveniente continuare a pagare tutti i dipendenti fino alla pensione tenendoli a casa’‘.
Sull’ipotesi di nuovi incentivi per l’auto anche nel 2010, Marchionne ribadisce di essere ”agnostico: il governo faccia la sua scelta e noi accetteremo senza drammi. Ma abbiamo bisogno di decisioni in tempi brevi e di uscire dall’incertezza, poi saremo in grado di gestire il mercato e la situazione qualunque essa sia”.


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