Fiat: nuovo sciopero a Termini Imerese, gli operai chiedono le auto elettriche
Sciopero di 4 ore oggi in tutti gli stablimenti Fiat indetto da Fim, Fiom Uilm e Sisic per protestare contro la chiusura dello stabilimento di Termini Imerese (Palermo) entro il 2011. E’ previsto anche un sit-in davanti ai cancelli dello stabilimento siciliano.
Soddisfatto il leader della Cgil, Guglielmo Epifani: “Lo sciopero sta andando benissimo”, ha commentato. Ora, però, “bisogna accelerare la verifica delle ipotesi in campo per Termini Imerese e risolvere il problema dei precari sul tetto a Pomigliano D’ Arco“, aggiunge. Per la Cgil “ci vuole una proposta che consenta a Termini Imerese di continuare a produrre auto e parallelamente occorre accelerare il confronto con Fiat sul Piano“.
L’ADESIONE ALLO SCIOPERO
Secondo i dati forniti dalla Fiat l’adesione allo sciopero è pari al 14%. Per la Fiom invece l’astensione del lavoro ha interessato a Mirafiori il 50 % dei lavoratori con punte del 70 tra gli operai. “I lavoratori non sono convinti del piano presentato da Fiat - sottolinea il segretario provinciale della Fiom, Giorgio Airaudo – c’è preoccupazione non solo per Termini ma anche per il futuro di Mirafiori dove se non arrivano nuovi prodotti c’è il rischio che le 180mila vetture prodotte lo scorso anno diventino 95mila tra due anni“.
LA RICONVERSIONE PER LA PRODUZIONE DI AUTO ELETTRICHE
“Chiediamo al governo – prosegue l’esponente sindacale – che abbia una propria idea autonoma sull’importanza dell’auto per il nostro Paese e imponga a Fiat di mantenere le produzioni in Italia e di investire in Italia anche su prodotti innovativi come l’auto elettrica che può essere prodotta nel nostro Paese“, ha concluso Airaudo.
Per Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom Cgil, “lo stabilimento Fiat di Termini Imerese non può chiudere e noi faremo di tutto per impedirne la chiusura”. In quel caso, secondo Rinaldini “si aprirà uno scontro sociale duro“. Rinaldini ha poi bocciato l’idea di realizzare uno stabilimento Ikea o un centro commerciale al posto dello stabilimento: “Fiat e governo sappiano che non ce ne frega niente di supermarket Auchan, Ikea o altro. A Termini si devono produrre auto“.
GLI INCENTIVI STATALI
Intanto il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola ha annunciato che il governo sta “valutando se gli incentivi sono ancora utili o sono degli elementi distorsivi del mercato“. Al momento il governo sta valutando, rileva ancora Scajola, “la prosecuzione di nuovi incentivi o se saranno ridotti nel tempo o nell’intensità“.
Rispondendo a chi gli chiedeva se ci fosse all’esame la possibilità di non dare più incentivi, Scajola ha detto: ”lo stiamo valutando”. Il ministro ha poi ribadito che lunedì, in occasione dell’incontro in Spagna con i ministri dell’Industria dell’Ue, il settore dell’auto sarebbe stato al centro dei dibattiti ”per avere una politica il più possibile comune. La Germania, ad esempio, ha già scelto di non rinnovare gli incentivi all’auto. Noi stiamo ancora valutando se sono opportuni o meno”. Il ministro ha sottolineato la necessità di fare in fretta. ”Di fronte alle aspettative, l’importante è decidere presto perché il rischio è che il settore venga penalizzato due volte”. Pertanto, ha concluso, ”decideremo entro breve”.
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