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Bilanci: Fiat in rosso di 848 milioni, ma il futuro si fa roseo

Bilanci-Fiat-in-rosso-di-848-milioni-ma-il-futuro-si-fa-roseoIl 2009 si è chiuso per il gruppo Fiat con un utile della gestione ordinaria di 1,1 miliardi di euro e una perdita netta di 848 mln. L’indebitamento netto industriale si è ridotto di 1,5 mld a 4,4 mld. I ricavi sono stati pari a 50,1 mld , in diminuzione del 15,9% rispetto al 2008.
La liquidità a fine anno si è attestata a 12,4 mln di euro, il che spiega la relazione ai dati di bilancio, garantisce al gruppo risorse adeguate per coprire le scadenze previste ben oltre il 2011.
Sulla base dell’ammontare cumulato dei risultati netti del Gruppo Fiat nel 2008 e nel 2009 il cda del Lingotto intende proporre un dividendo complessivo per le tre categorie di azioni di 237 mln di euro. Nel dettaglio il Cda proporrà di distribuire 0,17 euro per azione ordinaria, 0,31 euro per azione privilegiata e 0,325 euro per azione di risparmio.

LE PREVISIONI PER IL FUTURO
Il Cda del Lingotto, che si è riunito oggi sotto la presidenza di Luca Cordero di Montezemolo per approvare i risultati del 2009 del Gruppo, stima per il 2010 una crescita dei ricavi del 3,6%, con un utile della gestione ordinaria di 1,5 mld e un livello di indebitamento netto inferiore a 5 mld.
Nel 2009 i ricavi ammontano a 26,3 mld di euro, in calo del 2,4%, per Fiat Group Automobiles (Fga), mentre l’utile della gestione ordinaria è stato di 470 mln di euro, con un margine sui ricavi pari all’1,8%.
Nel quarto trimestre dell’anno i ricavi di Fga sono saliti del 27,1% rispetto allo stesso periodo 2008 attestandosi a 7,2 mld. L’utile della gestione ordinaria nell’ultimo trimestre del 2009 è stato di 190 mln.
I target stimati dal Gruppo Fiat per il 2010 (ricavi tra i 52 e i 53 mld di euro, in crescita del 30%, un utile della gestione ordinaria di circa 1,5 mld, un risultato netto positivo per 200-300 mln di euro e un indebitamento netto sotto i 5 mld), si legge nella relazione che accompagna il bilancio 2009 approvato oggi dal cda.”presuppongono il mantenimento di eco-incentivi nel mercato europeo, esclusa la Germania, per la quale si è assunto che lo schema di incentivi attuato nel 2009 non venga rinnovato”.

IL RUOLO DEGLI INCENTIVI
Se, infatti, gli incentivi non fossero disponibili ‘‘i ricavi sarebbero inferiori di circa 2,5 mld e l’utile della gestione ordinaria per i business dell’automobile e dei componenti calerebbe di 350-400 mln di euro. Questa caduta di profitti si rifletterebbe in pari misura sul risultato netto, dal momento che non vi sarebbero effetti di carattere fiscale, e graverebbe in modo piu’ che proporzionale sull’indebitamento, spingendone il livello oltre i 5 mld”.
Se nel 2010 non fossero disponibili gli ecoincentivi – spiega nella nota - la domanda europea di automobili subirebbe un effetto negativo. Nella sola Italia i volumi calerebbero di circa il 20% e avrebbero un impatto su tutti i produttori di automobili, in misura piu’ importante su quelli particolarmente attivi nei segmenti A e B, e su Fiat in particolare che ha una quota di mercato del 30% circa”.
Se gli schemi di ecoincentivi saranno estesi al 2010 – conclude la relazione – si prevede che i settori delle automobili e della componentistica migliorino la loro performance rispetto al 2009”.

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