Borse in ribasso e banche in rosso
I listini europei viaggiano in ribasso a metà seduta zavorrati dal settore bancario, sotto pressione dopo la stretta al settore annunciata dal presidente americano Barack Obama. Il Dax30 di Francoforte cede lo 0,75%, il FTSE 100 di Londra lo 039% mentre il Cac40 di Parigi arretra dello lo 0,4%. Già anche Milano dove, nonostante il balzo di Telecom, il FTSE IT All Share cede lo 0,44% e il FTSE Mib lo 0,47%.
BANCHE IN ROSSO
I titoli delle banche sono i più bersagliati dalle vendite dopo che il presidente Usa Barack Obama ha prefigurato dei limiti alla dimensione degli istituti di credito, col ritorno a rigide separazione tra l’attività di banca commerciale e banca d’affari e il divieto di partecipazioni nei fondi hedge. Banca Popolare di Milano cede l’1,81%, Intesa Sanpaolo l’1,34%, Mediobanca lo 0,9%, Banca Mps lo 0,9%, Unicredit lo 0,91% e Mediobanca lo 0,9%. -1,33% per il Banco Popolare, che risente inoltre del downgrade deciso dagli analisti di Fbr Capital Markets, a «market perform» da «outperform». Più netto il calo delle banche nel resto d’Europa. Frenano Barclays (-4,13%) e Rbs (-2,35%) a Londra, Credit Suisse (-5,47%) e Ubs (-4,12%) a Zurigo e Santander (-2,11%), Bbva (-1,23%) e Banco Popular (-1,03%) a Madrid.
QUOTAZIONI PIAZZA AFFARI
Piazza Affari è tuttavia sostenuta dal balzo di Telecom Italia (+4,41% e +3,37% per le azioni risparmio) spinta dalla speculazione innescata dalle nuove indiscrezioni su una possibile fusione con Telefonica. Secondo quanto riferito da La Repubblica, e parzialmente anticipato ieri dal sito Dagospia, Mediobanca starebbe studiando la creazione di una nuova scatola in cui far confluire il 22,5% di Telecom detenuto da Telco e il 3,75% di Telefonica in mano alla banca spagnola Caixa attraverso la holding Criteria. La società spagnola sarebbe inoltre disponibile a lanciare un’offerta pubblica di scambio su Telecom che comporti un premio del 25-30% sugli attuali corsi di Borsa, spianando la strada a una fusione carta contro carta tra i due gruppi.
Bene anche Prysmian (+2,33%), sostenuta dalla notizia, anticipata da Radiocor, di un interesse della famiglia Malacalza per il pacchetto del 16,8% ancora in mano a Goldman Sachs. Salgono Geox (+1,78%), Fondiaria – Sai (+1,64%), Unipol (+1,61%) e Italcementi (+1,29%). Mediaset segna +0,88% dopo aver collocato con successo il bond da 300 milioni, mentre Fiat scivola dello 0,1% anche se Goldman Sachs ha alzato il target price a 16 euro da 14. +0,86%.
Pirelli & C segna +0,35%. Secondo quanto riportato dal Messaggero, è pronto il nuovo piano di integrazione tra Pirelli Re e Fimit che dovrebbe portare alla nascita di una sgr da 11 miliardi di attivi. La bozza del piano prevede la scissione proporzionale inversa di Pirelli & C che determina la ripartizione del capitale sociale di Pirelli Re fra i soci della Bicocca e il mercato con definitiva separazione della controllata dalla capogruppo. Si dovrebbe quindi procedere all’integrazione mediante la fusione tra Fimit Sgr e Pirelli Re sgr, controllata da Pirelli Re.
Fonte: Il Sole 24 Ore
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