Ammortizzatori sociali: Draghi appella una revisione del sistema
I dati raccolti dall’ Istat e dall’ Inps “rafforzano l’ esigenza di una revisione del nostro sistema di ammortizzatori sociali con benefici per l’ efficienza produttiva, la tutela dei lavoratori, l’ equità sociale“. E’ quanto sostiene il governatore della Banca d’ Italia, Mario Draghi, evidenziando che è “oggi il prerequisito per un’ estensione della flessibilità del mercato del lavoro a tutti i suoi comparti“. Draghi ha tenuto una lezione all’ università degli studi di Padova in occasione del conferimento della laurea honoris causa in Scienze statistiche.
GLI AMMORTIZZATORI SOCIALI
L’ analisi del numero uno di Via Nazionale parte dalla premessa che il sistema italiano di ammortizzatori sociali “è notoriamente frammentato“. Presenta una copertura assicurativa “estremamente eterogenea per settore, per dimensione di impresa e per contratto lavorativo” e, di fronte alla crisi, il governo “ha fronteggiato la situazione operando sugli strumenti esistenti, estendendone temporaneamente la copertura e ammettendo deroghe ai criteri di accesso e durata“.
LA COPERTURA FINANZIARIA
La valutazione dell’ adeguatezza di questa struttura degli ammortizzatori sociali, osserva Draghi, “si scontra con la mancanza di informazioni sul suo grado di copertura effettivo“. Per supplire a questo vuoto informativo, la Banca ha fatto ricorso ai dati raccolti dall’ Istat e dall’ Inps, stimando che circa 1,2 milioni di lavoratori dipendenti non avrebbero copertura in caso di interruzione del rapporto di lavoro, a cui si affiancano 450.000 lavoratori parasubordinati che non godono di alcun sussidio o che non hanno i requisiti per accedere ai benefici introdotti dai provvedimenti del governo.
LA CRISI ECONOMICA
In uno dei passaggi della sua lezione, Draghi si è soffermato anche sugli effetti della crisi economica evidenziando come le analisi condotte dalla Banca d’ Italia confermino nel complesso “una condizione di bassa vulnerabilità finanziaria delle famiglie italiane“. La fragilità finanziaria, definita come la percentuale di famiglie con una spesa per debiti superiore al 30 per cento del reddito disponibile, “risulta complessivamente limitata, pari al 2 per cento, e interessa una famiglia indebitata su dieci“.
LA POLITICA ECONOMICA
Nel suo discorso il governatore ha poi posto l’accento sul ruolo decisivo delle informazioni scientifiche per orientare le decisioni della politica economica. La statistica “è essenziale” ha rimarcato Draghi, “rivelando la realtà scuote le persone dall’ignoranza, comoda per giustificare l’inerzia dei loro comportamenti, prepara e informa il consenso politico necessario per l’ azione conseguente, a cui dà il sostegno essenziale per misurarne l’intensità e la precisione“. Perciò la discussione della politica economica “deve ancorarsi a informazioni quantitative da tutti ritenute affidabili, più che a sondaggi spesso espressione di un’opinione pubblica largamente disinformata“.
Secondo Draghi, “è quindi fondamentale il ruolo della statistica ufficiale: la sua qualità soddisfa standard internazionali, è sottoposta allo scrutinio oculato della comunità scientifica“. Per questo, “la sua indipendenza è essenziale e va tutelata in ogni suo aspetto“.
La discussione politica delle proposte in campo, sottolinea ancora il governatore, “acquista il suo pieno significato se è preceduta da una valutazione in primo luogo quantitativa degli scenari e delle alternative che si prospettano, altrimenti rischia di obbedire a logiche estranee a quelle che regolano il bene comune. Abbiamo bisogno di politiche basate sull’evidenza fattuale“.
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