Pressione fiscale: Berlusconi annuncia il taglio dell’ Irap
E’ ora di ridurre il peso del fisco sui cittadini e far aumentare i consumi e il governo per raggiungere questo traguardo è pronto a mettere in campo un taglio graduale dell’ Irap, la tassa regionale da 40 miliardi di euro sulle attività produttive. Silvio Berlusconi, che si trova in Russia, lo annuncia attraverso un messaggio all’ Assemblea della Confederazione nazionale degli artigiani assicurando agli imprenditori un “dialogo diretto e costante“.
IL MIRAGGIO DELLA DIMINUZIONE DELLA PRESSIONE FISCALE
La maggioranza e gli industriali applaudono, rintracciando nella proposta una svolta necessaria per fronteggiare la coda della crisi economia; mentre le opposizioni e i sindacati mostrano soprattutto scetticismo per quello che reputano solo un ennesimo spot. E soprattutto invocano un intervento più generale sulle tasse in grado di dare sollievo anche al lavoro dipendente e ai pensionati.
INTERVENTI ANTI-CRISI
Se è vero dunque che la finanziaria, che è all’ esame del Senato, non è stata foriera di grandi sorprese da punto di vista delle misure fiscali, ora l’ Esecutivo si prepara a studiare un nuovo pacchetto di interventi. Una linea che diventa esplicita proprio dopo che i rumors di tensioni all’ interno del Pdl per le scelte troppo timide in politica economica si sono fatti insistenti e che incassa il pieno sostegno di un parte di governo. L’ idea piace al ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola e al titolare della Difesa e coordinatore del Pdl Ignazio La Russa che parla di “un’ importante direzione di marcia“.
L’ ABOLIZIONE DELL’ IRAP
Si tratta, sottolinea anche il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, di “un’ imposta che non abbiamo mai condiviso” e la sua abolizione “rientra nel nostro programma elettorale“. Dopodiché, non nasconde Sacconi, una volta introdotta “non è così facile eliminarla, soprattutto per il settore sanitario nazionale” che ne viene finanziato. Il presidente dei deputati del Pdl Fabrizio Cicchitto però non ha dubbi sul fatto che occorra procedere senza tentennamenti.
E IL BILANCIO?
E questo nonostante le evidenti difficoltà del bilancio dello Stato: “ci troviamo – dice – davanti l’ assoluta esigenza di dare un sostegno alle attività del lavoro autonomo e imprenditoriale“. Insomma, è ora che parta la fase due dell’ attività di governo, aggiunge, “in funzione della ripresa e della crescita“.
UN PROVVEDIMENTO D’ URGENZA
E che sia “urgente” è anche quanto sostiene Confindustria: “si passi rapidamente dalle parole ai fatti“, sottolineano gli imprenditori. Oltre alle difficoltà sul fronte delle risorse, il governo prima di rendere concreto il progetto del taglio, seppure graduale, della tassa regionale sulle attività produttive si dovrà confrontare con gli enti locali e con i sindacati. Cgil, Cisl e Uil infatti hanno all’ unisono rivendicato la necessità di pensare ai lavoratori e ai pensionati.
MENO TASSE PER TUTTI
“Il primo atto da fare – afferma il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani – è ridurre le tasse a lavoratori dipendenti e pensionati. Poi, si può affrontare anche quello che riguarda le imprese“. Ben venga una “rimodulazione” dell’ Irap, spiega il numero uno della Cisl Raffaele Bonanni, ma è importante che le tasse scendano per tutti.
MENO PAROLE, PIU’ FATTI
Pd, Idv e Udc invece più che entrare nel merito puntano i riflettori sul rischio che l’ annuncio si limiti a essere “uno spot”. In politica economica, accusa il candidato alla segreteria del Pd Pier Luigi Bersani, “non c’ é stata una promessa mantenuta e quindi anche questa ultima sull’ Irap credo che non si concretizzerà in nulla“. E anche per il leader dell’ Idv Antonio Di Pietro siamo di fronte a una nuova “presa in giro” da parte del presidente del Consiglio. Berlusconi, è invece il monito del leader dell’ Udc Pier Ferdinando Casini, “deve decidere se continuare a parlare come un uomo della strada e non fare nulla o passare finalmente dalle parole ai fatti“.
Tags: abolizione Irap, berlusconi abolizione irap, crisi economica Italia, misure anticrisi, pressione fiscale 2009, tasse contribuenti
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il taglio dell’irap e la diminuzione della pressione fiscale a favore di tutti i consumatori e degli investitori italiani, è sicuramente un’azione di Governo vista con favore da tutte le parti politiche, da tutti gli imprenditoi e consumatori. personalmente mi posso solo augurare che ciò che il presidente del Consiglio sia vero, proprio per dimostrare una buona azione il rispetto dei programmi. se così non fosse ciò sarebbe molto grave poichè significa che tutti i cittadini sarebbero stati presi in giro. personalmente non posso neanche immaginare che ciò avvenga. in ogni caso vedremo in futuro cosa accadrà. spero che anche l’opposizione, con particolare riferimento al miglior partito nazionale, l’UDC di Casini, possa analizzare bene tutti i passi del Governo e selezionare le buone decisioni dalle sbagliate, proprio com’è accaduto finora.
Ormai il Presidente del Consiglio, ci ha abituato a queste recite, che spesso e volentieri mette in scena, ma alle quali, purtroppo non seguono mai i fatti. Potremmo definire Berlusconi il Presidente del “DIRE”! Se poi manterrà la promessa ben venga, basta che spieghi, da dove prende le risorse per procedere al taglio dell’IRAP.
L’abolizione dell’Irap sarebbe senz’altro un buon provvedimento. Ma ci chiediamo quando tutto questo sarà attuato. Si parla di una graduale dimunizione dell’imposta, per poi farla cessare definitivamente. L’importante è che questo, non sia un’altro spot, un altro annuncio. Ci siamo stufati di dover leggere e dibattere su grandi temi, su proposte che poi in concreto non ci sono. Berlusconi è passato da uomo dei fatti a uomo delle parole; credo che sia un grande e grave passo indietro politico. Invece di migliorarsi, sta piano piano trasformandosi in un politico pieno di belle parole e pochi fatti concreti. E’ compito dell’opposizione lavorare in maniera costruttiva, senza attaccare gratuitamente la maggioranza, per infangarne l’immagine. La politica dev’essere un confronto civile, NON una guerra militare con strategie e generali da buttare nella fossa. Auspico una responsabilizzazione del mondo politico tutto affinchè il paese riceva quelle riforme di cui ha tanto bisogno. Mattia Ventroni
Mi permetto di fare una cronologia storica dell’IRAP. L’imposta debuttò nel 1998 con il governo di centro-sinistra, sostituendo 7 prelievi e tributi allora in vigore: contributi sanitari, l’addizionale per l’assistenza di malattia ai pensionati, contributo per l’assicurazione contro la tubercolosi, imposta locale sui redditi(ILOR), imposta comunale per l’esercizio delle imprese, arti e professioni(ICIAP), tassa sulla concessione governativa per la partita Iva, imposta sul patrimonio netto delle imprese. L’operazione doveva essere a saldo zero senza vantaggi per nessuno, Stato e imprese, ma in realtà il gettito complessivo era calato di 9 miliardi di lire..Il problema delll’Irap è che la sua base imponibile è più ampia, comprende anche gli interessi sul debito e il costo del lavoro. In pratica penalizza l’occupazione e l’indebitamento delle imprese. L’Irap però finanzia il servizio sanitario nazionale! Prima di sostituirla sarebbe il caso di trovare nuove risorse da destinare alle Regioni, cancellarla costa ben 27,7 miliardi di euro..
Tremonti è un fiscalista fallito.
Han detto bene ad Annozero ieri sera: la “social card” è elemosina di Stato.
I tremonti bond sono stati una cioveca che nessuno ha preso perchè costavano troppo. In questo modo non si fatto proprio nulla. L’unico interevento che forse avrà successo, sarà paradossalemnte lo scudo fiscale, ma non certamente per la colletività,ma per i commerciaisti, le banche, gli affaristi…
Adesso si parla di ridurre l’IRAP…mah! Certo sarebbe una buona cosa, ma già ridurre l’aliquota che è stata elevata nel 2006 per decreto (quello che permetteva alle regioni di aumentarlo in caso di sforamento della spesa sanitaria), oppure includere tra i costi deducibili qualcosa di più di quello che si fa adesso come costi del personale, insomma trasformare l’imponibile lordo in netto sarebbe già grasso che cola.
Bisognerà vedere che tipo di riduzioni verranno fatte, e a che spese…
Sarò prevenuto ma a me sembra molto il solito spot (visto che si scomoda lo stesso Berlusocni poi…un nome una garanzia!)
Sono d’accordo, ideologicamente, con l’abolizione dell’IRAP. Ma non riesco a sopportare il fatto che Berlusconi approfitti dei problemi delle piccole imprese, per continuare a fare spot su spot. Non siamo più in campagna elettorale, eppure Berlusconi continua a fare annunci, piuttosto che leggi. Da cittadina italiana sono stanca, da simpatizzante UDCniana, amareggiata.Infatti, l’UDC chiede, da molto tempo, il taglio dell’IRAP, ma un taglio controllato, e specifico. Voglio che il premier ci dica con chiarezza dove intende prendere le risorse per realizzare questa operazione, che altrimenti restera’ confinata nell’ambito della propaganda. E noi, della propaganda, siamo stufi!
Marta
I sindacati stanno da tempo facendo una gran cagnara per tassare le cosiddette rendite finaziarie, cioè le azioni, i bot, i btp, i fondi etc, in altre parole il risparmio delle famiglie. Un’altro modo con cui questa stangata viene chiamata è armonizzazione delle rendite finanziarie. Però in tutti i paesi in cui il risparmio viene tassato, i veri detentori di patrimoni trasferiscono in tutta legalità la loro residenza in paesi come la Svizzera dove i soldi delle persone non vengono tassati. Per esempio così hanno fatto le famiglie Agnelli e De Benedetti e molte altre ricche dinastie italiane. Il fatto è che chi paga queste tasse sono proprio i lavoratori, i pensionati, i cittadini comuni con loro risparmi raccolti dopo una vita di lavoro. E la cruda realtà è che i sindacalisti hanno tutto l’interesse a veder crescere questa forma di imposizione fiscale sui beni delle persone, perchè così facendo i loro fondi pensione acquisirebbero una fiscalità di vantaggio. Gli ipocriti del sindacato sono in pieno conflitto d’interesse. Si tratta di quello stesso conflitto di interesse che li ha portati ad accogliere con entusiamo lo scippo del TFR ai lavoratori, dato poi in gestione ai fondi pensione di estrazione sindacale. Il problema è che i sindacati non proteggono più l’interesse dei lavoratori ormai da anni. Per questo i salari sono bassi. Essi oggi fanno solo gli interessi legati alla loro casta e per favorirli non esitano a chiedere senza vergogna che si tassino i risparmi delle persone. Un altro esempio della loro ipocrisia? Ricordate il cuneo fiscale di Prodi? In campagna elettorale Prodi lo promise ai lavoratori fra l’entusiasmo sindacale. Poi Prodi e la sinistra lo regalarono naturalmente a confindustria nel più totale silenzio dei sindacati, che proprio in quel periodo erano intenti ad incassare la gestione del Tfr aziendale. Avevano cioè la bocca troppo piena per dire bao senza sputare la salsiccia! E oggi ecco che questi parassiti tornano alla carica per mettere le mani nelle tasche della gente.
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