Borse deboli in Europa. Giù banche, auto e materie prime
Borse europee deboli a metà seduta, trascinate in basso da materie prime, auto e banche. I dati europei sul mercato del lavoro non hanno aiutato: a luglio il tasso di disoccupazione è balzato al massimo da dieci anni, attestandosi al 9,5% della popolazione attiva. A Milano il Ftse All Share arretra dell’ 1,44% e il Ftse Mib dell’ 1,48%, mentre Parigi cede lo 0,87%, Francoforte l’ 1,55% e Londra l’ 1,26 per cento. Euro in leggera correzione (1,43 contro il dollaro) rispetto all’ esordio di questa mattina.
PIAZZA AFFARI
A Milano sono in calo le azioni delle banche fatta eccezione di quelle del Banco Popolare (+0,81%). Su quest’ ultime influisce il giudizio positivo espresso di Deutsche Bank. Sono inoltre ben impostate le St (+1,66%), che beneficiano di un flusso positivo di notizie: secondo gli esperti della banca d’affari i ricavi del gruppo saliranno del 9% nel terzo trimestre.
Per contro sono in ribasso le azioni del settore del cemento e delle costruzioni. Pesante Risanamento (-6,43% a 0,49 euro) dopo che è slittato al 9 settembre il termine per il deposito in Tribunale del piano di salvataggio. Scivola Permasteelisa (-2,90% a 13,07) dopo l’ annuncio del prossimo lancio di un’ Opa, frutto di una complessa operazione che vede al lavoro la Investindustrial della famiglia Bonomi e i fondi Alpha di Edoardo Lanzavecchia. Il prezzo del titolo si allinea al prezzo d’ opa fissato in 13 euro.
WALL STREET
Deboli anche i futures della Borsa di New York. Il mercato attende l’ indice Ism (direttori acquisti), che secondo le previsioni a luglio dovrebbe essere salito a 50,5 da 48,9, ritornando sotto la soglia dei 50 che divide l’espansione dalla contrazione. Si attendono anche le statistiche sui compromessi per l’acquisto di case (previsti in rialzo a luglio) e sulla spesa edilizia (attesa poco mossa).
QUOTAZIONI DEL PETROLIO
Il petrolio, infine, è tornato questa mattina sopra quota 70 dollari al barile sulla scia del balzo fatto registrare in Cina dall’indice Pmi. Per l’ indicatore macroeconomico, che misura lo stato di salute delle industrie, si è trattato della migliore performance degli ultimi sedici mesi. A New York, nel premercato, il prezzo del greggio è così salito a 70,26 dollari il barile (+30 centesimi) mentre a Londra un barile viene quota 70,20 dollari, 55 centesimi in più dell’ultima rilevazione di ieri.
Fonte: Il Sole 24 Ore
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