Approvato il Dpef 2010-2013. La crisi secondo Tremonti
Via libera della Camera alla risoluzione di maggioranza sul Dpef 2010-2013. I voti favorevoli sono stati 254, quelli contrari 233. La risoluzione è stata presentata dai capigruppo di Pdl e Lega, Fabrizio Cicchetto e Roberto Cota e accettata dal Governo. Le altre mozioni non sono state messe in votazione.
“Credo che la prudenza e la fiducia continuino ad essere la scelta giusta che il governo ha fatto e che intende continuare a fare“, ha detto il ministro dell’ Economia, Giulio Tremonti, nel corso della replica del governo, in aula al Senato, sul Dpef. Un documento che il ministro ha difeso: “I numeri sono corretti ed attendibili e l’ andamento delle entrate e della spesa è in linea con le previsioni“.
LA CRISI SECONDO TREMONTI
Scelte dunque che premiano l’esecutivo. “Troppe volte - ha aggiunto – è stato detto che il paese era in declino indicando quello che succedeva in tanti altri paesi che invece crescevano. Ma la crisi ha dimostrato, come il paradosso di Achille e la Tartaruga, che quella crescita non era il prodotto dell’effetto di riforme strutturali ma il prodotto della leva e della droga del debito, di plusvalori immobiliari inventati. Un fenomeno che da Ovest e Est ha prodotto una crisi travolgente“. “Dall’ Islanda alla Spagna, dal Baltico ai Balcani l’ area della crisi si manifesta con intensità superiore a quella italiana“, ha precisato il ministro.
IL DEFICIT ITALIANO
La speculazione “che si è manifestata è ancora uno dei fattori di rischio che insiste sulla ripresa“, ha detto poi Tremonti sottolineando che “per la prima volta negli ultimi anni il profilo del deficit e del debito italiano è sotto la media europea“.
LA RIFORMA DELLE PENSIONI
Alla luce della recente riforma delle pensioni, ha poi affermato: “Ora avremo un sistema pensioni tra i più stabili d’ Europa. E questo è fondamentale“.
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