Borsa: Europa in netto calo, gli States attendono Obama. Male le banche
Ampliano le perdite le Borse europee in avvio di settimana – con cali compresi tra il 2 e il 3,5% – sulla scia del forte calo di Tokyo dopo l’ultimatum dell’ amministrazione Obama a Gm e Chrysler e il cambio dei vertici sia nella big di Detroit che nella francese Psa Peugeot-Citroen. Nel pomeriggio il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, illustrerà il piano di salvataggio del settore auto.
I listini del Vecchio Continente, dopo i recenti guadagni, hanno portato il Dow Jones a salire del 6,84% dal 20 marzo e del 21% dal minimo degli ultimi 12 anni toccato il 9 marzo. Stessa cosa per l’ S&P/Mib, che ha registrato un rialzo dell’ 87% dai minimi del 9 marzo alla chiusura di venerdì, quando gli indici hanno chiuso in territorio negativo.
PIAZZA AFFARI
A Piazza Affari, che segna i cali più pesanti in Europa (Mibtel -3%, S&P/Mib -3,8%) se Fiat arretra in seguito dopo la bocciatura del piano Chrysler da parte della Casa Bianca, il settore più colpito dalle vendite è quello bancario. Unicredit arretra così del 7,01% portando a -12,6% le perdite dalla chiusura del 23 marzo, dopo aver guadagnato il 94% circa dai minimi del 6 marzo. Intesa Sanpaolo cede il 6,42% e banca Mps il 6,12%. Ques’ ultima venerdi ha annunciato un calo dell’ utile netto nel 2008 a 953 milioni di euro contro l’1,437 miliardi di euro dell’esercizio 2007, un dividendo di 0,013 euro ogni azione ordinaria (contro i 0,21 dello scorso Anno) e il ricorso ai Tremonti bond per 1,9 miliardi di euro.
Il Banco Popolare scivola del 5,08% risentendo del downgrade da parte di Standard & Poor’ s e dei conti della partecipata Italease. L’agenzia di valutazione ha tagliato i rating da A ad A- a lungo termine e da A-1 ad A-2 a breve, con outlook negativo a causa del deterioramento delle condizioni dell’economia italiana del salvataggio di Banca Italease, che ha chiuso il 2008 con una perdita di un miliardo e 94 milioni di euro.
Fiat in calo, quindi, del 4,84% dopo i recenti guadagni dovuti anche alle dichiarazioni dell’amministratore delegato Sergio Marchionne, il quale prevede di chiudere il 2009 con un risultato della gestione ordinaria oltre un miliardo di euro.
Pesanti i media con Mondadori a -4,66%. Pirelli scivola del 3,47% penalizzata dall’andamento negativo del comparto auto e dai risultati dell’azionista Camfin. La holding che fa capo a Marco Tronchetti Provera ha archiviato il 2008 con un rosso di 167,1 milioni, contro l’utile di 1,7 milioni di un anno prima, e ha avviato un programma di iniziative per il rafforzamento della struttura patrimoniale e finanziaria tramite riduzione e riscadenziamento del debito, oltre a cessioni e a un possibile aumento di capitale da 50 milioni, indiscrezione quest’ultima riportata sabato da Il Sole 24 Ore.
Positiva sull’ S&P/Mib soltanto Snam Rete gas (+0,57%). Telecom Italia dopo un breve avvio positivo cede l’1,87% con volumi record (sono stati scambiati 43,2 milioni di pezzi contro una media giornaliera dgeli ultimi 30 giorni di 89,4 milioni), dopo che Royal Bank of Scotland ha alzato la raccomandazione da sell a hold. Nel resto del listino Tiscali cede il 9,26%.
In Europa a Londra Barclays arretra del 10,13 per cento. A Parigi Crédit Agricole cede l’ 8,17% e Societé Generale il 7,8% mentre Peugeot cede il 5,25% dopo le dimissioni del presidente Christian Streiff, che ha lasciato il posto a Phillipe Varin. Male Renault (-6,77%) e Michelin (-5,73%). A Francoforte Hypo re guadagna il 42,59%.
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