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  • 12
  • mar
  • 2009

I Tremonti bond salveranno le imprese? Tra dieci giorni un nuovo Liquidity day

Di isayblog4, in Banche e Mutui.

http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/03/i-tremonti-bond-salveranno-le-imprese-tra-dieci-giorni-un-nuovo-liquidity-day.jpgROMA – Dal Liquidity day Giulio Tremonti annuncia 170 miliardi di Euro per salvare le imprese. Così il ministro dell’ Economia ha invitato al tavolo imprese, banche e sindacati per poter trovare soluzioni comuni alla crisi. Il principale problema emerso dalla tavola rotonda è stato quello della liquidità, problema che impedisce alle imprese di poter far fronte al calo delle commesse e di poter pagare ulteriormente i dipendenti, oltre che, naturalmente, ad investire in nuove soluzioni innovative e tecnologiche per gli ammodernamenti. In quest’ ottica, il discorso si è spostato sui Tremonti Bond, una sorta di capitale che – secondo il ministro – risolleverebbero il patrimonio delle banche. Ma potranno i Tremonti Bond salvare l’ economia italiana?


COSA SONO I TREMONTI BOND

Si tratta di obbligazioni speciali, emesse dalle banche, che il ministero del Tesoro si è detto pronto a comprare per assicurare un maggior flusso di denaro e una più alta disponibilità delle banche stesse a fare credito alle imprese.
Le obbligazioni, che verranno emesse dagli istituti di credito in difficoltà e sottoscritte dal Tesoro sono in linea con le norme Ue le modifiche al regime di ricapitalizzazione delle banche già approvato il 23 dicembre. I Tremonti-Bond sono stati introdotti dal decreto anticrisi varato dal governo all’ inizio di quest’ anno. La cifra complessiva messa a disposizione dell’ operazione è pari a 10 miliardi di euro.

COS’ HANNO DI DIVERSO
La modifica principale prevista rispetto al regime precedente è l’ introduzione di una remunerazione alternativa con un coupon iniziale più elevato ed un livello annuo del coupon più alto fino al 2016 in cambio di un prezzo di riscatto inferiore fissato al valore nominale fino al giugno 2013. Previsto, inoltre, che lo Stato partecipi alle ricapitalizzazioni nel caso in cui vi sia una partecipazione di investitori privati pari ad almeno il 30% ed a parità di condizioni rispetto a questi.

UNA SOLUZIONE REALE?
Abbiamo ricevuto numerose manifestazioni di interesse” ha detto Tremonti al Liquidity Day, ripetendo che “immaginiamo una richiesta di 10-12 miliardi di euro“. Grazie all’ effetto leva fino a 15 volte, 10 miliardi di Tremonti bond, o meglio di “strumenti ibridi per la patrimonializzazione”‘ consentono di muovere finanziamenti per 150 miliardi. Sommando a questi le disponibilità della Bei e altri fondi più strumenti di vario tipo come le garanzie “ci sono piu’ o meno 170 miliardi di euro disponibili per l’ erogazione del credito alle imprese”.
Tuttavia, sino ad ora non si ha notizia di richieste dei titoli da parte di alcuna banca.

LE BANCHE RESTIE AI CONTROLLI
Al tavolo di crisi era presente anche il ministro dell’ interno Roberto Maroni che ha annunciato per questa settimana la convocazione dei prefetti per far partire gli osservatori provinciali sul credito. Ed è questo il punto sul quale le banche mantengono piu’ di una riserva. “Non siamo ostili ad una verifica sul territorio della dinamica del credito” ha detto Faissola, ma “siamo preoccupati dal fatto che possono crearsi meccanismi per cui si immagini di avere un diritto soggettivo al credito. Chiedo una riflessione, anche per non creare nelle imprese bancarie l’ idea di essere dei supervigilati, oltre che da parte di Bankitalia, anche da parte dei prefetti“.

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