Lo dice una Ricerca dell’ Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè, apparsa anche su Newsfood.com. Gli italiani al bar sono infedeli e non sanno cosa bevono: prendono il caffè dove capita e considerano l’ espresso come un ripiego. Cade insomma il mito dell’ italiano come intenditore del caffè ed anche quello del bar come seconda casa dell’ italiano medio. Anche chi ha un bar “preferito” in cui torna abitualmente, infatti, spesso non sa nemmeno cosa beve: la maggior parte non si ricorda neppura la marca del caffè che ha appena ordinato. In tempi di crisi economica e di calo del consumo di bevande, ecco allora che una clientela poco affezionata e generalista accresce lo spauracchio della recessione in uno dei settori che è l’ icona dell’ italianità per eccellenza.
Questo è quanto emerge dalla ricerca condotta da ApertaMente per l’ Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè.
“Per molti di coloro che bevono caffè al bar, l’ espresso è quasi un ripiego – ha commentato Glauco Savorgnani, professore di Marketing all’ Università Cattolica di Milano e curatore della ricerca -. Molti italiani preferiscono infatti la moka e vanno al bar per i motivi più svariati. Prendere l’ espresso è comunque più legato a esigenze relazionali e al rituale del break che al piacere della tazzina in sè“.
La ricerca di mercato sul bar, incluso tutto l’ universo che lo circonda, analizzato dal punto di vista del cliente e da quello del barista, sarà presentata all’ interno del IV Forum Scientifico sul Caffè in programma a Brescia il 19 febbraio. Il Forum sarà dedicato al tema “La sfida 2009: dalla qualità alla qualità ottimale per il mercato“. Nel convegno saranno presentate ricerche di marketing, di chimica e di analisi sensoriale, tutte con l’ obiettivo di fare il punto della situazione sulla qualità del caffè al bar in Italia e sulle azioni per migliorarla.
L’ ISTITUTO INTERNAZIONALE ASSAGGIATORI DI CAFFE’
L’ Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè è un’ associazione senza fini di lucro che vive delle sole quote sociali. E’ stato fondato nel 1993 con l’ obiettivo di mettere a punto e diffondere un metodo scientifico per l’ assaggio del caffè. Dalla sua fondazione l’ Istituto ha svolto centinaia di corsi ai quali hanno partecipato più di 6.000 operatori e amatori di tutto il mondo. Grazie all’ associazione il manuale “Espresso Italiano Tasting”, edito in italiano e in inglese, è stato tradotto in spagnolo, portoghese, tedesco, francese e russo.
E BIALETTI…
Nel frattempo giunge la notizia che Bialetti scioglie il patto con Diego Della Valle e si lancia sul suo core business principale: il caffé. Tale decisione, informa una nota, è maturata di comune accordo tra le parti tenendo in considerazione le condizioni del mercato, fortemente influenzate dalla crisi che, specialmente a partire dal secondo semestre 2008, ha interessato l’ economia mondiale.