La Coldiretti stima i danni economici del maltempo

di Simone Commenta

 La Coldiretti ha stimato le conseguenze economiche di queste ultime avverse condizioni meteorologiche che stanno funestando l’Italia: secondo l’associazione, il maltempo ha comportato finora ben 1,5 miliardi di euro per quel che concerne il conto complessivo dei danni, i quali fanno riferimento al settore primario, ma anche a quello industriale e dei servizi. In pratica, è come se si fossero polverizzati 0,1 punti percentuali di prodotto interno lordo, una perdita davvero grave di ricchezza. Come è apparso chiaro un po’ a tutti, l’agroalimentare ha risentito di queste situazioni in maniera più pesante rispetto agli altri comparti, con le varie ramificazioni (industria alimentare, trasporti e distribuzione in primis) che non sono riusciti a salvarsi.

In effetti, in tal caso si conta un miliardo di euro di danni, mentre il resto dell’importo citato in precedenza riguarda diverse manifatture delle Marche (calzature, mobili ed elettrodomestici) e dell’Emilia Romagna (ceramica e pesca), le due regioni più colpite in assoluto. Ma gli effetti negativi del maltempo sono anche quelli strutturali, con moltissime strutture produttive e capannoni che sono crollati e i vari macchinari, soprattutto agricoli, distrutti. In aggiunta, non si può dimenticare il grave impatto del gelo sulle piante e le colture, gran parte delle quali sono compromesse. Un altro cenno importante deve essere fatto per i rifornimenti del comparto alimentare: la stessa Coldiretti ha stimato come i supermercati presentino scaffali vuoti al 30%, con i prodotti maggiormente deperibili che sono ormai introvabili ovunque.

I tir e i camion, tradizionali mezzi per il trasporto di tali generi, non possono circolare e quindi non è possibile rifornire gli esercizi commerciali, con conseguenze facilmente immaginabili per l’ortofrutta e i latticini. La verdura, in particolare, soffre più di altri alimenti: oltre agli scaffali vuoti, bisogna sottolineare senza dubbio le difficoltà dei dettaglianti, i quali non sono in grado di raggiungere i mercati all’ingrosso, fattore che provoca un vero e proprio blocco del consueto percorso.

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