Economisti italiani: Giacomo Acerbo, l’ economia durante il fascismo
Quando si pensa agli economisti, si pensa subito alla Gran Bretagna. Ma anche l’ Italia annovera nella sua storia grandi personalità dell’ economia, persone che spesso vengono dimenticate insieme alle loro storie particolarissime. E’ il caso di Giacomo Acerbo (Loreto Aprutino, 25 luglio 1888 – Roma, 9 gennaio 1969), economista e politico italiano.
CHI ERA GIACOMO ACERBO?
Figlio di un’ antica famiglia appartenente all’ alta nobiltà locale, si laureò in agronomia a Pisa nel 1912. Allo scoppio della prima guerra mondiale fu a capo, insieme al fratello Tito, di un folto gruppo di interventisti e volontari.
Dalla guerra non tornò vivo suo fratello, al quale Giacomo era molto legato; decorato con tre medaglie d’ argento al valor militare e congedato col grado di capitano, Giacomo si avviò alla carriera universitaria come assistente di discipline economiche. Contemporaneamente promosse l’ Associazione dei combattenti di Teramo e Chieti che dopo le elezioni del 1919 si staccò dalla Associazione nazionale e costituì il Fascio di combattimento provinciale.
Il 18 novembre 1928, in Milano, Giacomo Acerbo sposò Giuseppina Marenghi, appartenente a una delle famiglie più facoltose dell’ epoca di Milano e specializzate nell’ imprenditoria tessile; testimoni delle nozze furono Francesco Paolo Michetti e Gabriele d’ Annunzio.
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