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	<title>Mondofinanzablog.com &#187; statistiche esportazioni</title>
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	<description>Il mondo della finanza a 360 gradi</description>
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		<title>Giappone: economia debole e stime sullo sviluppo ritoccate in ribasso</title>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2011 08:51:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il governo del Giappone ha confermato la sua valutazione d&#8217;insieme secondo cui l&#8217;economia è ancora debole in seguito al terremoto di marzo e ha ridotto il suo giudizio sulle spese [...]]]></description>
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</script><p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2011/05/Giappone-economia-debole-e-stime-sullo-sviluppo-ritoccate-in-ribasso.jpg?9f281a" alt="Giappone-economia-debole-e-stime-sullo-sviluppo-ritoccate-in-ribasso" class="left"/>Il governo del Giappone ha confermato la sua valutazione d&#8217;insieme secondo cui l&#8217;economia è ancora debole in seguito al terremoto di marzo e ha ridotto il suo giudizio sulle spese capitali, nel suo rapporto mensile pubblicato oggi. Il governo ha citato problemi di approvvigionamento alla base della prima riduzione della sua valutazione sulle spese capitali dal dicembre 2009. Ha inoltre evidenziato rischi per la ripresa economica derivanti da eventuali carenze di energia, la lenta ricostruzione delle reti di fornitori e i prezzi elevati del petrolio. Il ministro dell&#8217;Economia Kaoru Yosano inoltre, prima del rapporto, ha detto di aspettarsi una crescita economica del Giappone in rallentamento allo 0,6-0,7% in questo anno fiscale, chiarendo la sua precedente stima. La previsione di Yosano è più ottimistica di quella di diversi analisti, molti dei quali hanno tagliato le loro previsioni dopo che i dati della settimana scorsa hanno mostrato una contrazione sorprendentemente profonda nel trimestre gennaio-marzo.<br />
<span id="more-7085"></span><br />
<strong>I dati sull&#8217;economia giapponese</strong><br />
In reazione ai dati, che hanno mostrato un calo del Pil dello 0,9%, lo stesso Yosano aveva dichiarato che l&#8217;economia dovrebbe crescere quasi dell&#8217;1% nel 2011/12, ma oggi ha chiarito la sua posizione.<br />
&#8220;<em>Quello che volevo dire è che la crescita dovrebbe rallentare di quasi l&#8217;1%. (Rispetto alle attuali previsioni) E&#8217; probabile che rallenterà a circa lo 0,6%-0,7%</em>&#8221; ha detto in una conferenza stampa oggi. </p>
<p>Fonte: Reuters</p>
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		<title>Industria: aumenta il fatturato dell&#8217;ultimo trimestre</title>
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		<pubDate>Fri, 20 May 2011 10:20:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isayblog4</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A marzo il fatturato dell&#8217;industria e&#8217; aumentato del 2,0% rispetto al mese precedente, con incrementi pari all&#8217;1,8% sul mercato interno e al 2,3% su quello estero. Lo comunica l&#8217;Istat sottolineando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2011/05/Industria-aumenta-il-fatturato-dellultimo-trimestre.jpg?9f281a" alt="Industria-aumenta-il-fatturato-dellultimo-trimestre" class="left"/>A marzo il fatturato dell&#8217;industria e&#8217; aumentato del 2,0% rispetto al mese precedente, con incrementi pari all&#8217;1,8% sul mercato interno e al 2,3% su quello estero. Lo comunica l&#8217;Istat sottolineando come nella media degli ultimi tre mesi (gennaio-marzo), l&#8217;indice sia cresciuto del 3,0% rispetto al trimestre precedente.<br />
Su base annua, corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi di marzo 2011 sono 22 contro i 23 di marzo 2010) il fatturato cresce del 12,2%.</p>
<p><strong>Le variazioni trimestrali</strong><br />
Su base trimestale &#8211; aggiunge l&#8217;Istat &#8211; la variazione degli ordinativi totali e&#8217; pari a +8,1%, per effetto di una crescita del 3,7% degli ordinativi interni e del 15,5% di quelli esteri; nella media del primo trimestre gli ordinativi totali sono aumentati del 6,3 % rispetto al trimestre precedente. Nel confronto con il mese di marzo 2010, gli ordinativi grezzi registrano una crescita del 21,2%.<br />
<span id="more-7063"></span><br />
<strong>Gli indici destagionalizzati</strong><br />
Gli indici destagionalizzati del fatturato segnano aumenti congiunturali del 7,1% per l&#8217;energia, del 3,2% per i beni intermedi, dell&#8217;1,6% per i beni di consumo; all&#8217;interno di questi ultimi, i durevoli diminuiscono dello 0,9%, mentre i non durevoli aumentano del 2,1%. I beni strumentali registrano un calo dell&#8217;1,6%.</p>
<p><strong>I settori più attivi</strong><br />
I settori di attivita&#8217; economica per i quali si registrano, rispetto a marzo 2010, gli incrementi maggiori del fatturato totale sono quelli della fabbricazione di prodotti chimici (+28,2%), della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+23,9%) e della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (+21,5%). Per gli ordinativi, gli aumenti tendenziali maggiori si osservano per la fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (+43,3%) e per la metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (+41,3%).</p>
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		<title>Bilancia commerciale: il disavanzo italiano arriva a 3,493 miliardi di euro</title>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2011 12:25:18 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Economia e Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[debito pubblico Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Istat comunica che il saldo della bilancia commerciale del mese di marzo 2011 si è chiuso con un disavanzo di 3,943 miliardi di euro dal deficit di 1,689 miliardi registrato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2011/05/Bilancia-commerciale-il-disavanzo-italiano-arriva-a-3493-miliardi-di-euro.jpg?9f281a" alt="Bilancia-commerciale-il-disavanzo-italiano-arriva-a-3493-miliardi-di-euro" class="left"/>L&#8217;Istat comunica che il saldo della bilancia commerciale del mese di marzo 2011 si è chiuso con un disavanzo di 3,943 miliardi di euro dal deficit di 1,689 miliardi registrato nello stesso mese del 2010. Le esportazioni sono aumentate del 14,1% in termini tendenziali, le importazioni del 20,4%. Il disavanzo dei primi tre mesi tocca i 14,2 miliardi, in crescita rispetto agli 8,6 miliardi registrati nello stesso periodo del 2010. Al netto dei prodotti energetici, il saldo registra un avanzo di 1,4 miliardi, inferiore ai 2,9 miliardi del primo trimestre 2010.</p>
<p><strong>Gli scambi</strong><br />
Gli scambi solo con i Paesi europei segnano in marzo un saldo negativo di 1,079 miliardi che si raffronta al deficit di 147 milioni registrato nello stesso mese del 2010.<br />
Gli scambi con i Paesi extra europei segnano un deficit di 2,864 miliardi, rivisto lievemente dal disavanzo di 2,871 miliardi comunicato in via preliminare il 21 aprile scorso.<br />
<span id="more-7029"></span><br />
<strong>I dati della bilancia commerciale</strong><br />
Di seguito i dati forniti da Istat per la bilancia commerciale complessiva (in mln di euro):</p>
<p>BILANCIA COMMERCIALE mar 11 feb 11 mar 10<br />
Saldo -3.943 -3.642r -1.689<br />
Import 38.394 33.467r 31.890<br />
Export 34.451 29.825r 30.201</p>
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		<title>Le commesse estere trainano la ripresa: il fatturato italiano dipende dall&#8217;estero</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Feb 2011 22:10:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il fatturato dell&#8217;industria italiana nella media dell&#8217;intero 2010 è aumentato del 10,1% (dato grezzo) rispetto all&#8217;anno precedente. Lo rileva l&#8217;Istat, sottolineando che la risalita arriva dopo il crollo del 2009 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2011/02/Le-commesse-estere-trainano-la-ripresa-il-fatturato-italiano-dipende-dallestero.jpg?9f281a" alt="Le-commesse-estere-trainano-la-ripresa-il-fatturato-italiano-dipende-dallestero" class="left"/>Il fatturato dell&#8217;industria italiana nella media dell&#8217;intero 2010 è aumentato del 10,1% (dato grezzo) rispetto all&#8217;anno precedente. Lo rileva l&#8217;Istat, sottolineando che la risalita arriva dopo il crollo del 2009 (-18,7%) e aggiungendo che si tratta della variazione tendenziale maggiore dal 2001. A fare da traino è il mercato estero (+16%). Il fatturato dell&#8217;industria italiana a dicembre 2010 ha registrato un calo dello 0,3% (dato destagionalizzato) rispetto a novembre, mentre è cresciuto dell&#8217;11,8% (dato grezzo) rispetto a dicembre 2009, grazie ai risultati ottenuti all&#8217;estero (+17%).<br />
<span id="more-6495"></span><br />
<strong>Ordini al massimo dal 2001</strong><br />
Gli ordinativi dell&#8217;industria italiana nella media dell&#8217;intero 2010 sono cresciuti del 13,9% (dato grezzo) rispetto all&#8217;anno precedente. Lo rileva l&#8217;Istat, sottolineando che il balzo segue la caduta registrata nel 2009 (-22,4%) e aggiungendo che si tratta del maggior rialzo annuo dal 2001. A spingere gli ordini è il mercato estero (+21,2%).<br />
Gli ordinativi dell&#8217;industria italiana a dicembre 2010 hanno registrato un aumento del 5,4% (dato destagionalizzato) rispetto a novembre e sono cresciuti del 17,4% (dato grezzo) rispetto a dicembre 2009.</p>
<p><strong>Il fatturato dell&#8217;auto a dicembre 2010</strong><br />
A dicembre 2010, su base annua, il fatturato degli autoveicoli è sceso del 3,9%, mentre gli ordinativi sono calati dell&#8217;11,2%. Lo comunica l&#8217;Istat in base a dati grezzi.</p>
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		<title>Toyota prima casa automobilistica al mondo: nonostante i richiami batte GM</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Jan 2011 06:00:12 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Economia e Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[mercato auto]]></category>
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		<description><![CDATA[Toyota Motor respinge l&#8217;assalto di General Motors e, malgrado i richiami di milioni di vetture tra fine 2009 e buona parte del 2010 a causa di diversi problemi di sicurezza, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2011/01/Toyota-prima-casa-automobilistica-al-mondo-nonostante-i-richiami-batte-GM.jpg?9f281a" alt="Toyota-prima-casa-automobilistica-al-mondo-nonostante-i-richiami-batte-GM" class="left"/><strong>Toyota Motor</strong> respinge l&#8217;assalto di General Motors e, malgrado i richiami di milioni di vetture tra fine 2009 e buona parte del 2010 a causa di diversi problemi di sicurezza, si conferma sia pure di un soffio leader mondiale delle quattro ruote. Sulla base dei dati diffusi oggi, Toyota ha venduto a livello globale 8,418 milioni di veicoli, contro gli 8,39 milioni di pezzi di Detroit, con uno scarto inferiore a 30.000 vetture. Il gruppo di Nagoya ha strappato nel 2008 a Gm lo scettro di prima compagnia al mondo, detenuto ininterrottamente per oltre 70 anni.<br />
<span id="more-6294"></span><br />
<strong>Le vendite di Toyota nel 2010</strong><br />
Il Toyota Motor ha registrato nel 2010 vendite globali consolidate (con i marchi Daihatsu e Hino) in rialzo annuo dell&#8217;8%, a 8,418 milioni di veicoli. Il dato, si legge in una nota del gruppo di Nagoya, supera gli 8,37 milioni di pezzi diffusi a fine dicembre grazie all&#8217; andamento migliore delle attese segnato sia sul fronte interno sia su quello estero. Il leader mondiale dell&#8217;auto ha venduto all&#8217;estero 6,214 milioni di vetture, contro la stima precedente di 6,17 milioni, e 2,204 milioni di unità (a fronte di 2,20 milioni) sul mercato domestico. Toyota ha reso noto a dicembre che punta a vendite globali per 8,61 milioni di veicoli nel 2011, in rialzo del 2,3% sull&#8217; anno appena chiuso.</p>
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		<title>Investor Day Finmeccanica: il futuro dell&#8217;industria bellica italiana riparte da Londra</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Nov 2010 22:10:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Al via oggi a Londra l&#8217;Investor Day di Finmeccanica, l&#8217;appuntamento annuale organizzato dal gruppo italiano in Gran Bretagna e negli Stati Uniti per fare il punto sulle attività, i risultati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2010/11/Investor-Day-Finmeccanica-a-Londra-il-futuro-dellindustria-bellica-italiana-riparte-da-Londra.jpg?9f281a" alt="Investor-Day-Finmeccanica-a-Londra-il-futuro-dellindustria-bellica-italiana-riparte-da-Londra" class="left"/>Al via oggi a Londra l&#8217;Investor Day di Finmeccanica, l&#8217;appuntamento annuale organizzato dal gruppo italiano in Gran Bretagna e negli Stati Uniti per fare il punto sulle attività, i risultati raggiunti e le prospettive future, con relativi focus settoriali e geografici. Una cinquantina di investitori, oltre a tutto il top management della societa&#8217;, con l&#8217;ad e presidente Pier Francesco Guarguaglini, si incontreranno in un noto hotel della City londinese per uno confronto che si apre quest&#8217;anno sotto i buoni auspici dell&#8217;ultima supercommessa da 220 milioni di euro per le controllate del gruppo leader nel settore dell&#8217;alta tecnologia aerospaziale, di difesa e sicurezza.<br />
<span id="more-5848"></span><br />
<strong>I contratti futuri</strong><br />
A fare la parte del leone è stata AugustaWestland, che si è aggiudicata un contratto da 150 milioni per 9 elicotteri da combattimento all&#8217;esercito turco. Il recente annuncio dei tagli al settore difesa da parte della Gran Bretagna non spaventa Finmeccanica, secondo player del Regno Unito e primo tra gli stranieri, visto che gli interventi dovrebbero interessare il settore delle attrezzature navali. Giovedì si terrà invece l&#8217;abituale visita agli impianti produttivi di Finmeccanica nel Regno Unito, dove la società conta oltre 11mila dipendenti, sui 76mila totali.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>G20 di Seul: la questione dei cambi</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Nov 2010 08:18:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La crisi e&#8217; un virus mutante. E dopo aver colpito prima il mercato immobiliare, poi la finanza per ripercuotersi sull&#8217;industria ed i bilanci statali, ora rischia di contagiare le economie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2010/11/G20-di-Seul-la-questione-dei-cambi.jpg?9f281a" alt="G20-di-Seul-la-questione-dei-cambi" class="left"/>La crisi e&#8217; un virus mutante. E dopo aver colpito prima il mercato immobiliare, poi la finanza per ripercuotersi sull&#8217;industria ed i bilanci statali, ora rischia di contagiare le economie mondiali a colpi di svalutazioni monetarie e guerre commerciali. Un nuovo elemento di incertezza che si inserisce in uno scenario caratterizzato da una ripresa che fa capolino ma a macchia di leopardo &#8211; piu&#8217; lenta e debole in occidente, piu&#8217; vigorosa e sostenuta nei paesi emergenti &#8211; e dallo spettro della disoccupazione che aleggia da una parte all&#8217;altra dell&#8217;oceano. E su cui i Grandi della Terra, giovedi&#8217; e venerdi&#8217; prossimi, torneranno a confrontarsi nel G20: in quel formato che negli ultimi anni &#8211; da quel primo vertice di Washington convocato sull&#8217;emergenza del dilagare dello tsunami finanziario &#8211; cerca di fare da cabina di regia per affrontare l&#8217;emergenza. L&#8217;appuntamento, a poco meno di 5 mesi dall&#8217;ultimo summit di Toronto, e&#8217; a Seul in Corea del Sud. Dove sul tavolo ad attendere i Big c&#8217;e&#8217; il via libera alle nuove regole per il sistema finanziario proposte dall&#8217;Fsb (il Financial Stability Board presieduto da Mario Draghi) e dal Comitato Basilea per evitare il ripetersi di situazioni come quelle che hanno portato alla crisi, con un occhio anche al nodo delle banche &#8216;too big to fail&#8217;, quelle capaci cioe&#8217; di creare crisi sistemiche.<br />
<span id="more-5792"></span><br />
<strong>La questione dei cambi</strong><br />
Ma a Seul quello dei cambi sara&#8217; tra gli argomenti destinato a tenere banco: i Grandi &#8211; riuniti la scorsa settimana nel formato ministri delle Finanze &#8211; si sono impegnati a evitare le svalutazioni competitive, lasciando pero&#8217; al mercato la fluttuazione dei tassi. Respingendo cosi&#8217; l&#8217;idea Usa di porre un limite ai surplus &#8216;figli&#8217; del super-export. Con Cina e Germania, i due paesi piu&#8217; export-oriented, che hanno fatto barriera rilanciando a Washington l&#8217;accusa di creare instabilita&#8217; valutaria con l&#8217;emissione di liquidita&#8217; a sostegno della sua economia. E difficilmente, sul tema, ci sono da attendere passi avanti. </p>
<p><strong>L&#8217;accordo globale</strong><br />
Un accordo globale &#8221;sara&#8217; difficile&#8221; da raggiungere ha ricordato nei giorni scorsi, anche Silvio Berlusconi, che giovedi&#8217; volera&#8217; in Corea del Sud: non &#8221;<em>vedo il rischio di una guerra valutaria globale</em>&#8221; perche&#8217; &#8221;<em>nessuno ha interesse ad un conflitto&#8217;</em>&#8216;, ha sottolineato ricordando pero&#8217; che il nodo esiste.</p>
<p><strong>La sottovalutazione dello Yuan</strong><br />
&#8221;<em>La sottovalutazione dello Yuan e&#8217; stimata dagli esperti intorno al 20-30% e questo rappresenta un problema per il commercio</em>&#8221; ma &#8221;<em>gia&#8217; in passato le autorita&#8217; cinesi hanno dato prova di sensibilita&#8217;. Mi auguro lo facciano ancora</em>&#8221;, ha aggiunto il premier italiano che nei giorni scorsi ha parlato al telefono con il presidente coreano Lee. In attesa del passaggio di testimone alla Francia &#8211; che vedra&#8217; Sarkozy prendere la guida del G20 e, contemporaneamente, del prossimo G8 &#8211; i rapporti con la presidenza coreana &#8221;sono molto buoni&#8221;, sottolineano fonti diplomatiche. Ricordando che la presidenza coreana ha accolto e fatto propria la lotta alle speculazioni e la manipolazione dei mercati, con particolare attenzione alle materie prime come, ad esempio, grano-riso-soia che quando registrano forti rialzi rischiano di mettere in ginocchio paesi interi.</p>
<p><strong>L&#8217;allarme terrorismo e le pressioni su Pechino</strong><br />
In una Seul blindata &#8211; in allerta sul fronte sicurezza per gli allarmi terrorismo ma anche per le possibili manifestazioni di piazza &#8211; sul tavolo dei Grandi rimbalzeranno anche poi nodi &#8216;a latere&#8217;. Come l&#8217;appello di un gruppo di 15 premi Nobel che ha scritto una lettera ai leader affinche&#8217; facciano pressioni su Pechino per la liberazione del Nobel per la Pace 2010 Liu Xiaobo.</p>
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		<title>Italia sempre più indebitata: il rapporto deficit-Pil sale al 3,6 percento</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Oct 2010 22:10:16 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel secondo trimestre 2010 il rapporto tra deficit-pil risulta pari al 3,6%, in aumento rispetto al 3,4% del corrispondente trimestre del 2009. Lo ha comunicato ieri l&#8217;Istat. Complessivamente, nel primo semestre 2010 si è registrato un indebitamento netto pari al 6,1% del pil, in riduzione rispetto al valore del 6,3% registrato nel primo semestre del 2009. Il saldo primario (indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato positivo e pari a 5.804 milioni di euro (+6.593 milioni di euro nel corrispondente trimestre del 2009), con una incidenza positiva sul Pil dell&#8217;1,5% (+1,7% nel corrispondente trimestre del 2009). Nei primi sei mesi del 2010 il saldo primario rispetto al pil risulta negativo e pari all&#8217;1,5%, valore identico a quello registrato nello stesso periodo dell&#8217;anno precedente.<br />
<span id="more-5556"></span><br />
<strong>MENO ENTRATE E SEMPRE PIU&#8217; USCITE</strong><br />
Nel secondo trimestre 2010 le entrate totali sono diminuite in termini tendenziali dell&#8217;1,8%, a fronte di una diminuzione dell&#8217;1,6 registrata nello stesso periodo dell&#8217;anno precedente. Le sole entrate correnti hanno registrato, nel secondo trimestre 2010, una diminuzione tendenziale dello 0,1% dovuto all&#8217;effetto combinato di una diminuzione delle imposte dirette (- 1,8%), delle altre entrate correnti (-1,0%) e di una crescita delle imposte indirette (+1,1%), dei contributi sociali (+1,0%). La forte diminuzione delle entrate in conto capitale (-47,2%) è dovuta principalmente alla contabilizzazione dei versamenti una tantum relativi all&#8217;imposta sostituiva di alcuni tributi. Tali introiti, sono risultati per il secondo trimestre 2010 inferiori rispetto al corrispondente periodo del 2009.<br />
Nel secondo trimestre 2010 le uscite totali sono diminuite in termini tendenziali dell&#8217;1,2%, a fronte dell&#8217;aumento del 2,5% rilevato nel corrispondente periodo dell&#8217;anno precedente. Le uscite correnti hanno registrato nel secondo trimestre un aumento tendenziale dello 0,5%. Tale aumento è l&#8217;effetto combinato di un aumento dei redditi da lavoro dipendente (+2,2%), delle prestazioni sociali in denaro (+2,4%), degli interessi passivi (+0,6%) e di una diminuzione dei consumi intermedi (-5,5%), delle altre uscite correnti (-2,0%). Le uscite in conto capitale sono diminuite in termini tendenziali del 20,2 per cento; in particolare, gli investimenti fissi lordi sono diminuiti del 18,3% e le altre uscite in conto capitale del 22,8%.</p>
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		<title>Germania: indice Sentix in rialzo ed esportazioni tedesche sopra la media</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Aug 2010 22:10:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Buone nuove da Berlino: l&#8217;indice di fiducia degli investitori della zona euro rilevato dalla società di ricerca Sentix balza ad agosto molto più delle attese e tocca il massimo dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2010/08/Germania-indice-Sentix-in-rialzo-ed-esportazioni-tedesche-sopra-la-media.jpg?9f281a" alt="Germania-indice-Sentix-in-rialzo-ed-esportazioni-tedesche-sopra-la-media" class="left"/>Buone nuove da Berlino: l&#8217;indice di fiducia degli investitori della zona euro rilevato dalla società di ricerca Sentix balza ad agosto molto più delle attese e tocca il massimo dal dicembre 2007. L&#8217;indice ha mostrato un valore di 8,5 in agosto dopo il -1,3 di luglio e contro attese degli economisti di +1,6. Il sottoindice Sentix relativo alla aspettative è salito a +0,75 da -4,5 e quello relativo alle condizioni correnti è balzato a 16,5 da 2,0.<br />
&#8220;<em>I molti dati macro positivi e i bilanci delle imprese sono stati alla base della più ottimistica visione dell&#8217;attuale situazione</em>&#8221; ha commentato Sentix.<br />
<span id="more-5159"></span><br />
<strong>LE ESPORTAZIONI TEDESCHE</strong><br />
Non solo: in Germania le esportazioni nel mese di giugno sono cresciute del 3,8%, ampliando il surplus della bilancia commericale tedesca che sale così a 12,3 miliardi di euro dai 10,6 miliardi di maggio. La dinamica positiva delle esportazioni ha superato il consensus delle attese degli economisti, che si aspettavano una cescita dell&#8217;1%, segnalando come la forte domanda estera stia trascinando una ripresa economica migliore delle previsioni. Sempre secondo i dati diffusi dall&#8217;ufficio federale di statistica, le importazioni sono salite dell&#8217;1,9% a giugno contro attese di una flessione del 2%.</p>
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		<title>Mercato dell&#8217;auto: maggio ancora in calo, -9,3percento</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 11:27:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prosegue a maggio la flessione del mercato dell&#8217;auto nell&#8217;Unione europea a 27 che il mese scorso ha chiuso con un -9,3% segnando un totale di 1.129.508 di nuove vetture immatricolate, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2010/06/Mercato-dellauto-marzo-ancora-in-calo-93percento.jpg?9f281a" alt="Mercato-dellauto-marzo-ancora-in-calo-93percento" class="left"/>Prosegue a maggio la flessione del mercato dell&#8217;auto nell&#8217;Unione europea a 27 che il mese scorso ha chiuso con un -9,3% segnando un totale di 1.129.508 di nuove vetture immatricolate, contro le 1.245.656 unità registrate a maggio del 2009. Lo comunica l&#8217;Associazione dei costruttori europei (Acea). Ad aprile il mercato europeo aveva segnato il primo calo dell&#8217;anno (-7,4% a 1.134.701 unità). In Italia le vetture consegnate il mese scorso sono state 163.700 unità, in calo del 13,8% rispetto a maggio 2009.<br />
<span id="more-4834"></span><br />
<strong>VENDITE AUTO A MAGGIO 2010</strong><br />
&#8220;<em>Il secondo calo del 2010 registrato in Europa a maggio, riflette</em> &#8211; sottolinea l&#8217;Acea &#8211; <em>da una parte la fine degli incentivi e dall&#8217;altra una situazione economica ancora impegnativa</em>&#8220;. La Germania rimane il mercato maggiore in Europa, con 249.708 nuove immatricolazioni, ma anche quello che, tra i principali mercati europei, ha subito la flessione più accentuata (-35,1%). Lo seguono a ruota l&#8217;Italia (-13,8%) e la Francia (-11,5% a 186.268 unità). In crescita invece le immatricolazioni a maggio di Gran Bretagna (+13,5% a 153.095 unità) e Spagna (+44,6% a 102.873 unità), favorite &#8211; rileva l&#8217;Acea &#8211; soprattutto dal confronto con il basso livello di consegne registrato a maggio 2009. Globalmente, la crescita maggiore l&#8217;ha segnata l&#8217; Irlanda (+70,6%), mentre la flessione più accentuata l&#8217;ha subita la Slovacchia (-41,8%). </p>
<p><strong>MERCATO DELL&#8217;AUTO IN EUROPA</strong><br />
Nei primi cinque mesi del 2010 il mercato dell&#8217;auto nell&#8217;Europa a 27 è cresciuto dell&#8217;1,9% a 5.943.096 nuove immatricolazioni, contro le 5.833.487 unità registrate nello stesso periodo del 2009. Tra i cinque principali mercati, la Germania è stato l&#8217;unico a segnare una flessione (-27,7%), mentre Francia (+7,2%), Italia (+7,9%), Gran Bretagna (+22%) e Spagna (+43,5%), hanno tutti registrato un progresso. Globalmente, l&#8217;incremento maggiore lo ha segnato il Portogallo (+56,3%), mentre il calo più accentuato si è registrato in Romania (-49%).</p>
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