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	<title>Mondofinanzablog.com &#187; statistiche consumi</title>
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	<description>Il mondo della finanza a 360 gradi</description>
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		<title>Giappone: economia debole e stime sullo sviluppo ritoccate in ribasso</title>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2011 08:51:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il governo del Giappone ha confermato la sua valutazione d&#8217;insieme secondo cui l&#8217;economia è ancora debole in seguito al terremoto di marzo e ha ridotto il suo giudizio sulle spese [...]]]></description>
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</script><p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2011/05/Giappone-economia-debole-e-stime-sullo-sviluppo-ritoccate-in-ribasso.jpg?9f281a" alt="Giappone-economia-debole-e-stime-sullo-sviluppo-ritoccate-in-ribasso" class="left"/>Il governo del Giappone ha confermato la sua valutazione d&#8217;insieme secondo cui l&#8217;economia è ancora debole in seguito al terremoto di marzo e ha ridotto il suo giudizio sulle spese capitali, nel suo rapporto mensile pubblicato oggi. Il governo ha citato problemi di approvvigionamento alla base della prima riduzione della sua valutazione sulle spese capitali dal dicembre 2009. Ha inoltre evidenziato rischi per la ripresa economica derivanti da eventuali carenze di energia, la lenta ricostruzione delle reti di fornitori e i prezzi elevati del petrolio. Il ministro dell&#8217;Economia Kaoru Yosano inoltre, prima del rapporto, ha detto di aspettarsi una crescita economica del Giappone in rallentamento allo 0,6-0,7% in questo anno fiscale, chiarendo la sua precedente stima. La previsione di Yosano è più ottimistica di quella di diversi analisti, molti dei quali hanno tagliato le loro previsioni dopo che i dati della settimana scorsa hanno mostrato una contrazione sorprendentemente profonda nel trimestre gennaio-marzo.<br />
<span id="more-7085"></span><br />
<strong>I dati sull&#8217;economia giapponese</strong><br />
In reazione ai dati, che hanno mostrato un calo del Pil dello 0,9%, lo stesso Yosano aveva dichiarato che l&#8217;economia dovrebbe crescere quasi dell&#8217;1% nel 2011/12, ma oggi ha chiarito la sua posizione.<br />
&#8220;<em>Quello che volevo dire è che la crescita dovrebbe rallentare di quasi l&#8217;1%. (Rispetto alle attuali previsioni) E&#8217; probabile che rallenterà a circa lo 0,6%-0,7%</em>&#8221; ha detto in una conferenza stampa oggi. </p>
<p>Fonte: Reuters</p>
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		<title>Crisi: torna in auge l&#8217;usato. Boom del mercato della seconda mano</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Apr 2011 05:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isayblog4</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Elettrodomestici, mobili e oggetti di seconda mano. La crisi ha messo le ali alle vendite in conto terzi: + 10 per cento all&#8217;anno. E&#8217; questo il settore che sta diventando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2011/04/Crisi-torna-in-auge-lusato.-Boom-del-mercato-della-seconda-mano.jpg?9f281a" alt="Crisi-torna-in-auge-lusato.-Boom-del-mercato-della-seconda-mano" class="left"/>Elettrodomestici, mobili e oggetti di seconda mano. La crisi ha messo le ali alle vendite in conto terzi: + 10 per cento all&#8217;anno. E&#8217; questo il settore che sta diventando la spina dorsale del mercato dell&#8217;usato. Che non e&#8217; piu&#8217; una tendenza anche un po&#8217; radical chic, bensi&#8217; una conseguenza della grande recessione globale. Mercati, mercatini, mercatoni del riciclo che stanno diventando anche una risposta all&#8217;invasione aggressiva del made in China a bassa qualita&#8217; e basso costo. &#8221;<em>Negli anni Novanta c&#8217;e&#8217; stato il boom del vintage. Che ha avuto, invece, una forte contrazione negli anni Duemila con l&#8217;avvio di una grande espansione del cosiddetto &#8216;indifferenziato&#8217; (tutta la merce d&#8217;antiquariato e nuova che poi spettera&#8217; all&#8217;operatore specializzato scremare), a basso costo ma a qualita&#8217; maggiore rispetto al cinese</em>&#8221;, spiega Pietro Luppi direttore del centro ricerche dell&#8217; &#8221;Occhio del Riciclone&#8221;, una delle organizzazioni che fanno parte della Rete nazionale degli operatori dell&#8217;usato.<br />
<span id="more-6797"></span><br />
<strong>I mercatini dell&#8217;usato</strong><br />
E anche i numeri dei nuovi commercianti dei mercati dà il segno del fenomeno: sono quattromila nei mercati storici e delle pulci, nelle strade e nelle fiere. Operatori italiani, ma pure slavi, rom, africani. Sono mercati multiculturali. Paralleli, ma alternativi, alla grande e tradizionale distribuzione; mercati competitivi in un paese che soffre soprattutto per la debolezza della sua domanda interna. In piu&#8217; riciclare vuol dire anche ridurre l&#8217;inquinamento ambientale, aumentare l&#8217;occupazione, rilanciare un po&#8217; l&#8217;economia. Cosi&#8217;, ora, questi negozianti dell&#8217;usato, vogliono un riconoscimento giuridico.</p>
<p><strong>Gli Stati Generali dell&#8217;Usato</strong><br />
La scorsa settimana si e&#8217; svolta a Torino la prima convention nazionale della Rete: uno sorta di Stati generali dell&#8217;usato per fare il punto della situazione e per rilanciare alcune precise richieste: riconoscimento dello status giuridico, incentivi fiscali, facilitazioni per svolgere l&#8217;attivita&#8217; e spazi pubblici permanenti dove poter operare. Un mercato dove c&#8217;e&#8217; molto abusivismo. &#8221;<em>Gli abusiv</em>i &#8211; osserva Luppi &#8211; <em>non riescono a trovare regole di riferimento. Solo per fare un esempio, a Roma su 2.700 micro-imprese, 1.800 sono irregolari, con un fatturato globale che supera ampiamente i 50 milioni di euro. Senza politiche adeguate</em> &#8211; lamenta &#8211; <em>si rischia di mandare a casa, perche&#8217; senza più lavoro, 2.700 famiglie, l&#8217;equivalente di una grande impresa</em>&#8221;.</p>
<p><strong>Conto Terzi e riutilizzo</strong><br />
La grande cavalcata del &#8216;conto terzi&#8217;, dunque. Cosi&#8217; lo spiega il primo Rapporto nazionale del riutilizzo: &#8221;<em>Con la crisi generale dei negozi dell&#8217;usato italiani e la proliferazione degli ambulanti, tutte le merci di dimensioni troppo grosse per essere esposte nei banchi mobili rischiavano di essere espulse dal mercato. A fronte di una domanda sempre presente, il commercio di mobili ed elettrodomestici e&#8217; stato rilanciato con la formula conto terzi: non richiede nessun investimento del negoziante che anziche&#8217; acquistare e rivendere le merci, si limita ad intermediarle</em>&#8221;. Incassando, quindi, una percentuale dalla vendita.</p>
<p><strong>Chi ricorre a usato e conto terzi</strong><br />
La clientela? Soprattutto famiglie popolari. &#8221;<em>Nel Veneto</em> &#8211; dice ancora Luppi &#8211; <em>ormai i negozi conto terzi hanno le insegne anche in arabo</em>&#8221;. C&#8217;e', infine, un problema che riguarda gli approvvigionamenti delle merci. Per l&#8217;indifferenziata avviene attraverso lo sgombero dei locali e dei cassonetti dei rifiuti. A Roma sono almeno 16 mila i cassonetti che vengono frugati dai Rom che poi rivendono quello che riescono a racimolare. E&#8217; per 572 famiglie Rom la fonte di sopravvivenza. E solo nei cassonetti indifferenziati della Capitale sono presenti oggetti usati per un valore di almeno 33 milioni di euro ogni anno. &#8221;<em>Tutti i player del settore</em> &#8211; spiega Luppi &#8211; <em>sostengono che piu&#8217; merce c&#8217;e&#8217; e piu&#8217; merce si vende. Per questo si chiede di creare un&#8217;offerta all&#8217;ingrosso per i centri di raccolta dei rifiuti: oggi puo&#8217; essere riutilizzato tra il 4 e il 10 per cento di quelli solidi urbani. Sono armadi, tavoli, poltrone e giocattoli</em>&#8221;. Il consumismo rischia di avere i giorni contati.</p>
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		<title>La città più cara d&#8217;Italia è Aosta: qui la spesa costa 800 euro in più</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Apr 2011 06:00:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#8217; Aosta la citta&#8217; piu&#8217; cara d&#8217;Italia, dove il carrello della spesa arriva a costare fino a 800 euro in piu&#8217; l&#8217;anno. Secondo un&#8217;indagine condotta dal Codacons, insieme al sito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; Aosta la citta&#8217; piu&#8217; cara d&#8217;Italia, dove il carrello della spesa arriva a costare fino a 800 euro in piu&#8217; l&#8217;anno. Secondo un&#8217;indagine condotta dal Codacons, insieme al sito specializzato www.spesafacile.com, il capoluogo valdostano batte infatti tutte le altre 109 province italiane, arrivando a costare ben il 28% in piu&#8217; rispetto alla provincia piu&#8217; economica, Siena. Lo studio ha preso in esame un paniere composto da 28 beni, rappresentativi della spesa settimanale tipo di una famiglia media. Nel carrello sono stati inseriti quindi generi alimentari come latte, uova, pane, pasta, carne bovina, e beni legati alla persona come sapone, detersivo e dentifricio. Il risultato indica Siena al vertice della classifica del risparmio.<br />
<span id="more-6764"></span><br />
<strong>Siena la città più conveniente</strong><br />
Quasi inaspettatamente infatti nella provincia toscana per acquistare il paniere di beni individuato, si spende meno in assoluto: 49,83 euro. La provincia piu&#8217; cara invece proprio Aosta dove, per i medesimi prodotti, si spendono 63,83 euro, ossia 14 euro netti in piu&#8217; di Siena (+28%). Tra le citta&#8217; piu&#8217; economiche figurano molte citta&#8217; del Sud: al secondo posto si piazza infatti Vibo Valentia (50,29 euro) e al terzo Potenza (50,98 euro). Al contrario tra le piu&#8217; care sono soprattutto citta&#8217; del Nord. Il Codacons evidenzia proprio che tra le citta&#8217; meno convenienti vi siano ben tre province della Lombardia (Lecco, Varese e Sondrio) e tre del Piemonte (Novara, Vercelli e Verbano Cusio Ossola).</p>
<p><strong>Come cambiano i prezzi da città a città</strong><br />
Guardando ai prodotti inseriti nella lista della spesa, alcuni registrano prezzi estremamente diversificati a seconda della citta&#8217;: ad esempio il riso (1 kg) lo si puo&#8217; trovare a 1,50 euro a Potenza e a 4,84 euro a Nuoro, con una differenza che arriva al 220%; il tonno in scatola (confezione da 3 x 80 gr) passa da 1,80 euro di Siena a 4,49 euro di Aosta (+149%); 12 rotoli di Carta igienica costano invece 6,98 euro nella provincia di Verbano-Cusio-Ossola e 3,35 euro a Isernia (differenza del 108%). &#8221;<em>Le differenze esistenti tra le varie citta&#8217; d&#8217;Italia sotto il profilo dei prezzi al consumo, incidono pesantemente sui bilanci delle famiglie e sul loro potere d&#8217;acquisto</em> &#8211; afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi &#8211; <em>Basti pensare che, facendo una spesa completa (non solo i 28 beni dello studio) nella citta&#8217; piu&#8217; conveniente, a fine anno si avra&#8217; un risparmio pari a circa 800 euro a famiglia rispetto alla citta&#8217; piu&#8217; costosa</em>&#8221;.</p>
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		<title>Inflazione ai massimi dal 2008: +2,4 per cento in un anno</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Mar 2011 06:30:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isayblog4</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nuova impennata dell&#8217;inflazione che a febbraio ha fatto registrare un aumento dello 0,3% rispetto al mese di gennaio 2011 e del 2,4% rispetto allo stesso mese dell&#8217;anno precedente (era +2,1% [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2011/03/Inflazione-ai-massimi-dal-2008-+24-per-cento-in-un-anno.jpg?9f281a" alt="Inflazione-ai-massimi-dal-2008-+24-per-cento-in-un-anno" class="left"/>Nuova impennata dell&#8217;inflazione che a febbraio ha fatto registrare un aumento dello 0,3% rispetto al mese di gennaio 2011 e del 2,4% rispetto allo stesso mese dell&#8217;anno precedente (era +2,1% a gennaio 2011). E&#8217; il dato definitivo diffuso oggi dall&#8217;Istat, che conferma la stima provvisoria. L&#8217;inflazione acquisita per il 2011 e&#8217; pertanto pari all&#8217;1,5%. Su base annua, al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, l&#8217;inflazione di fondo e&#8217; pari all&#8217;1,7%, in accelerazione rispetto all&#8217;1,4% di gennaio 2011. Al netto dei soli beni energetici, il tasso di crescita tendenziale dell&#8217;indice dei prezzi al consumo sale all&#8217;1,8% dall&#8217;1,5% di gennaio 2011. Sul piano tendenziale, l&#8217;Istat segnala come la crescita dei prezzi dei beni salga al 2,6% dal 2,5% del mese precedente, mentre quella dei prezzi dei servizi si porta all&#8217;1,9%, con un&#8217;accelerazione di quattro decimi di punto percentuale rispetto a gennaio 2011 (+1,5%).<br />
<span id="more-6661"></span><br />
<strong>I prezzi dei servizi</strong><br />
L&#8217;accelerazione dell&#8217;inflazione registrata a febbraio risente &#8211; spiega l&#8217;Istat &#8211; in primo luogo delle tensioni sui prezzi dei servizi. I maggiori incrementi dei prezzi rispetto a gennaio riguardano i Trasporti (+0,8%), l&#8217;Abitazione, acqua, elettricita&#8217; e combustibili (+0,6%), i Prodotti alimentari e bevande analcoliche (+0,4%) e i Servizi sanitari e spese per la salute (+0,3%). Sul piano tendenziale i maggiori tassi di crescita interessano le divisioni Trasporti (+5,3%), Abitazione, acqua, elettricita&#8217; e combustibili (+4,4%) e Altri beni e servizi (+3,0%). Quelli piu&#8217; contenuti le divisioni Ricreazione, spettacoli e cultura (+0,4%) e Servizi sanitari e spese per la salute (+0,6%). In flessione risultano i prezzi delle Comunicazioni (-0,6%).</p>
<p><strong>L&#8217;allarme delle associazioni dei consumatori</strong><br />
Le associazioni dei consumatori lanciano l&#8217;allarme: con i nuovi rialzi le famiglie rischiano una stangata da 1200 euro annui. Se anche l&#8217;inflazione si fermasse a questo livello per tutto il resto dell&#8217;anno &#8211; sottolinea il Casper &#8211; Comitato contro le speculazioni e per il risparmio, di cui fanno parte le associazioni Adoc, Codacons, Movimento difesa del cittadino e Unione Nazionale Consumatori, evidenziando come &#8211; si tratterebbe di una crescita della spesa da 915 euro all&#8217;anno per una famiglia media italiana. A questa cifra, pero&#8217;, vanno aggiunti gli incrementi dei prezzi alla pompa dovuti alla crisi libica che avranno ripercussioni pari a 300 euro annui a famiglia, per un totale di 1205 euro annui.</p>
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		<title>Mercato dell&#8217;auto europeo: a febbraio crescita dell&#8217;1,4 per cento</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Mar 2011 06:00:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il mercato dell&#8217;auto europeo torna a crescere a febbraio con immatricolazioni che nei 27 Paesi Ue piu&#8217; quelli Efta sono aumentate dell&#8217;1,4% rispetto allo stesso mese del 2010, toccando 1.014.519 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2011/03/Mercato-dellauto-europeo-a-febbraio-crescita-dell14-per-cento.jpg?9f281a" alt="Mercato-dellauto-europeo-a-febbraio-crescita-dell14-per-cento" class="left"/>Il mercato dell&#8217;auto europeo torna a crescere a febbraio con immatricolazioni che nei 27 Paesi Ue piu&#8217; quelli Efta sono aumentate dell&#8217;1,4% rispetto allo stesso mese del 2010, toccando 1.014.519 unita&#8217;. E&#8217; quanto emerge dai dati diffusi dall&#8217;Acea, l&#8217;associazione dei costruttori europei di automobili, che mostrano un&#8217;inversione di tendenza rispetto al -1,1% con cui il mercato dell&#8217;auto aveva iniziato l&#8217;anno. Il bilancio del primo bimestre 2011 mostra dunque un segno leggermente positivo, con una crescita dello 0,1% a 2.087.121 unita&#8217;. In questo scenario tuttavia, il nostro paese conferma &#8211; come anticipato dai dati del ministero dei Trasporti &#8211; il suo trend negativo: 160.329 immatricolazioni e -20,5% su febbraio 2010, quando tuttavia il mercato italiano continuava a registrare gli effetti degli ecoincentivi 2009.<br />
<span id="more-6658"></span><br />
<strong>I mercati in difficoltà</strong><br />
Altri mercati in difficolta&#8217; il Regno Unito (-7,7% a febbraio) e la Spagna (-27,6%) mentre in Francia le immatricolazioni sono aumentate del 13,2% e in Germania del 15,2 %. Agli estremi opposti la Lituania (+112,6% in un anno) e la Grecia (-49,1%).</p>
<p><strong>Le vendite Volkswagen</strong><br />
A livello di marchi si conferma la leadership del gruppo Volkswagen che a febbraio nei paesi Ue piu&#8217; Efta ha immatricolato 226.126 unita In aumento del 9,1 per cento rispetto alle 207.307 dello stesso mese 2010. La share del gruppo tedesco sale cosi&#8217; al 22,3 % rispetto al 20,7 di un anno fa. Secondo posto, ma immatricolazioni in calo per il gruppo Psa con una quota di mercato che cala al 14,0%.</p>
<p><strong>Altri marchi</strong><br />
Segni contrastati per gli altri marchi: in aumento Renault (+3,1% e 113.342 unita&#8217;), Gm-opel (+8,3%, 85.366 unita&#8217; vendute), Bmw (+13,4% e 49.683 immatricolazioni), Daimler (+3,2%, 42.724 unita&#8217;) e Nissan (+21,7, 34.178 immatricolazioni). Calo, invece, per Ford (73.133 unita&#8217; e -12,1%, in attesa della nuova Focus), Gruppo Fiat (-26,7% e 76.808 immatricolazioni) e Toyota (-3,1% e 43.018 immatricolazioni).<br />
Fra i marchi piu&#8217; piccoli in calo gli altri brand giapponesi dal -1,4% di Honda al -13,7% di Mazda) con l&#8217;eccezione di MItsubishi, che continuna la sua corsa con un +25,6% e 9.222 unita&#8217; vendute.</p>
<p><strong>Fiat in calo</strong><br />
Se a livello europeo dopo 10 mesi con segno negativo, a febbraio il mercato dell&#8217;auto registra una crescita, Fiat Group Automobiles segna invece un calo delle vendite rispetto all&#8217;anno scorso. Un risultato -spiegano a Torino- dovuto principalmente al fatto che il gruppo nel 2010 beneficiava ancora -e in maniera molto forte- degli eco-incentivi attuati da numerose nazioni europee. Inoltre, si evidenzia, alcuni mercati di maggior presenza (Spagna e Italia, per esempio) continuano a registrare forti perdite nelle vendite. Complessivamente le immatricolazioni di Fiat Group Automobiles a febbraio sono poco meno di 77 mila, il 16,7 per cento in meno rispetto allo stesso mese del 2010. La quota e&#8217; del 7,6 per cento, in calo di 1,6 punti percentuali. Tuttavia, sottolineano a Torino, se si confrontano questi dati con quelli ottenuti negli ultimi mesi, appare evidente che il trend e&#8217; positivo: la quota di FGA infatti era stata del 6,7 per cento in novembre, del 7,6 per cento in dicembre e del 7,5 per cento in gennaio. Nel primo bimestre del 2011 Fiat Group Automobiles ha immatricolato 157 mila vetture, il 18,4 per cento in meno rispetto allo stesso periodo del 2010 per una quota del 7,5 per cento, in calo di 1,7 punti percentuali. Risultati positivi per Fiat Group Automobiles arrivano sia da alcuni mercati minori dove i volumi sono aumentati decisamente (per esempio in Olanda, +77 per cento, e in Svezia, +66,4 per cento a fronte di un aumento del mercato del 16,8 per cento) sia da alcuni &#8221;major market&#8221; come Francia (+9,1 per cento) e Germania (+8,7 per cento). Il piu&#8217; condizionato appre il brand Fiat che a febbraio ha immatricolato in Europa 57 mila vetture, il 22,5 per cento in meno rispetto all&#8217;anno scorso, con una quota del 5,6 per cento, in calo di 1,7 punti percentuali. I risultati sono in ogni caso allineati con quelli ottenuti negli ultimi mesi, passati dal 5,2 per cento di novembre al 5,6 per cento di gennaio. Segnali positivi per il marchio giungono ancora una volta da alcuni mercati minori: per esempio in Olanda i volumi sono cresciuti dell&#8217;82,4 per cento. Nel progressivo annuo Fiat ha immatricolato 116.500 vetture, il 24,4 per cento in meno rispetto al primo bimestre del 2010 e ha ottenuto una quota del 5,6 per cento in calo di 1,8 punti percentuali.</p>
<p><strong>Lancia in calo</strong><br />
A penalizzare il risultato ottenuto in febbraio dalla Lancia e&#8217; ancora una volta il forte calo del mercato italiano, dove il marchio ottiene da sempre i maggiori volumi. Complessivamente il brand ha venduto in Europa a febbraio 8 mila vetture, il 22,1 per cento in meno rispetto a un anno fa, e ha ottenuto una quota dello 0,8 per cento, con un calo di 0,2 punti percentuali. A Torino segnalano tuttavia che i risultati ottenuti negli ultimi mesi registrano un trend di leggera crescita: la quota era infatti stata dello 0,7 per cento a gennaio e dicembre e dello 0,6 per cento a novembre.</p>
<p><strong>Alfa Romeo in crescita</strong><br />
In controtendenza, invece, Alfa Romeo che -grazie all&#8217;exploit della Giulietta (46 mila unita&#8217; in meno di un anno)- presenta risultati decisamente superiori a quelli della media del mercato. A febbraio il marchio ha immatricolato 11.500 vetture, incrementando i volumi di vendita del 41,7 per cento, risultando il brand con il maggiore aumento in Europa: si tratta del settimo mese consecutivo di sensibile crescita. La quota in febbraio e&#8217; dell&#8217;1,1 per cento (+0,3 punti percentuali). Il marchio registra crescite sensibili dei volumi sostanzialmente in tutti i mercati europei: analizzando soltanto i mercati maggiori, ottiene un +33,3 per cento in Italia, +61,9 per cento in Germania, +75,6 per cento in Francia, +26,8 per cento nel Regno Unito, +33,3 per cento in Spagna.</p>
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		<title>Mercato immobiliare: le compravendite tornano in calo</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Mar 2011 07:08:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In Italia il mercato immobiliare si raffredda, nel terzo trimestre del 2010 le compravendite tornano in calo dopo la positiva performance della prima metà dell&#8217;anno, segnando un -3,4 % rispetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2011/03/Mercato-immobiliare-le-compravendite-tornano-in-calo.jpg?9f281a" alt="Mercato-immobiliare-le-compravendite-tornano-in-calo" class="left"/>In Italia il mercato immobiliare si raffredda, nel terzo trimestre del 2010 le compravendite tornano in calo dopo la positiva performance della prima metà dell&#8217;anno, segnando un -3,4 % rispetto allo stesso periodo del 2009, ferme a quota 168.933. Lo rileva l&#8217;Istat diffondendo i dati sulle convenzioni relative alle compravendite di unità immobiliari. &#8220;<em>Si registra, quindi, un nuovo valore negativo dopo i segnali di ripresa manifestatisi nei due trimestri precedenti, che, comunque, non avevano riportato il volume delle transazioni ai valori assunti nel 2006, cioé prima dell&#8217;avvio della fase di discesa</em>&#8220;, spiega l&#8217;Istat.<br />
<span id="more-6613"></span><br />
<strong>Rallenta la vendita di case economiche</strong><br />
Così la spinta iniziale sfuma e nel complesso, il numero delle compravendite stipulate nei primi nove mesi del 2010 (586.801) aumenta leggermente (+0,6%) rispetto a quello registrato nello stesso periodo del 2009 (583.459). Guardando alla tipologia degli scambi il 93,6% delle convenzioni effettuate nel terzo trimestre 2010, pari a 158.122, riguarda immobili ad uso abitazione ed accessori; il 5,7%, ossia 9.659, è relativo a unità immobiliari ad uso economico. L&#8217;Istituto fa notare come &#8220;<em>per la prima tipologia, dopo un periodo di risalita, si rileva una diminuzione tendenziale del 2,7%</em>&#8220;, mentre le compravendite di immobili ad uso economico, contrassegnate da una flessione pari all&#8217;11,6%, &#8220;accentuano&#8221; l&#8217;andamento negativo che aveva caratterizzato anche i primi due trimestri del 2010.<br />
Crollano le compravendite degli immobili ad uso economico, come uffici, negozi, laboratori. Il numero di quelle stipulate nel terzo trimestre del 2010, pari a 9.659 (-11,6% su base annua), infatti, e&#8217; il più basso dal 1997.</p>
<p><strong>I mutui</strong><br />
In Italia nel terzo trimestre del 2010 il numero totale dei mutui per l&#8217;acquisto di immobili è diminuito dell&#8217;1,9% su base annua. Lo rileva l&#8217;istituto di Statistica, aggiungendo che &#8220;<em>questi dati segnano una battuta di arresto della ripresa tendenziale del fenomeno iniziata negli ultimi tre mesi del 2009 e proseguita fino al secondo trimestre 2010</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Compravendite ferme nel Mezzogiorno</strong><br />
La battuta d&#8217;arresto segnata dal mercato immobiliare, risente dei tonfi registrati nel Mezzogiorno. Secondo i dati diffusi oggi dall&#8217;Istat nel terzo trimestre 2010, rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, infatti, le compravendite diminuiscono in maggior misura al Sud (-11,7%) e nelle Isole (-16,1%). Mentre va meglio nel Nord-ovest (+0,7%) e nel Nord-est (+1,1%); al Centro la situazione rimane sostanzialmente stabile (-0,4%). &#8220;<em>Questo andamento si evidenzia, in linea di massima, anche per le compravendite di unità immobiliari ad uso abitazione</em>&#8220;, fa notare sempre l&#8217;Istituto.</p>
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		<title>Mercato dell&#8217;auto: in Europa a gennaio scende ancora. Fiat perde il 20 per cento</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Feb 2011 08:07:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Vendite di auto in calo in Europa nel primo mese del 2011. A gennaio, nei 27 Paesi Ue + quelli Efta le nuove immatricolazioni, secondo i dati diffusi dall&#8217;Acea, sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2011/02/Mercato-dellauto-in-Europa-a-gennaio-scende-ancora.-Fiat-perde-il-20-per-cento.jpg?9f281a" alt="Mercato-dellauto-in-Europa-a-gennaio-scende-ancora.-Fiat-perde-il-20-per-cento" class="left"/>Vendite di auto in calo in Europa nel primo mese del 2011. A gennaio, nei 27 Paesi Ue + quelli Efta le nuove immatricolazioni, secondo i dati diffusi dall&#8217;Acea, sono scese dell&#8217;1,1% rispetto a gennaio 2010, attestandosi a 1.072.548 unità. In questo scenario, Fiat Group ha subito un crollo delle vendite del 20,1%, immatricolando 80.018 nuove vetture. La quota del Lingotto scende invece al 7,5%, contro il 9,2% segnato a gennaio 2010.</p>
<p><strong>Le case automobilistiche</strong><br />
Tra i principali marchi esteri, il progresso maggiore lo ha messo a segno Bmw (+23,8% a 46.861 unita&#8217;). Bene anche le altre tedesche di lusso Mercedes (+12,4% a 40.419 unita&#8217;) e Audi (+3,6% a 47.916 unita&#8217;), mentre tra i generalisti Volkswagen e&#8217; cresciuta del 5,2% (a 129.139 unita&#8217;) e Opel del 5,6% (a 72.543 unita&#8217;). <span id="more-6478"></span>In calo, invece, Peugeot (-2,3% a 79.667), Citroen (-5% a 65.805), Renault (-8,9% a 89.657), Ford (-9,4% a 85.295), Toyota (-10,5% a 50.624). Nella &#8216;five ten&#8217; dei principali gruppi, sempre in testa in Europa il gruppo Volkswagen, con una quota del 22,1% (+6% le vendite), seguito da PSA Peugeot Citroen al 13,6% (-3,6%), dal gruppo Renault al 10,3% (-4,8%), da Ford all&#8217;8% (-9,4%) e dal gruppo Gm al 7,9% (+4,5%)</p>
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		<title>Riforma degli incentivi: via libera del Governo con la modifica di 3 articoli della Costituzione</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Feb 2011 06:00:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Consiglio dei ministri ha dato via libera al decreto legislativo sugli incentivi. Lo riferiscono fonti governative che sottolineano come il testo, rispetto a quello entrato nella riunione, abbia subito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2011/02/Riforma-degli-incentivi-via-libera-del-Governo-con-la-modifica-di-3-articoli-della-Costituzione.jpg?9f281a" alt="Riforma-degli-incentivi-via-libera-del-Governo-con-la-modifica-di-3-articoli-della-Costituzione" class="left"/>Il Consiglio dei ministri ha dato via libera al decreto legislativo sugli incentivi. Lo riferiscono fonti governative che sottolineano come il testo, rispetto a quello entrato nella riunione, abbia subito &#8220;lievi modifiche&#8221;. Ok dal Cdm anche al disegno di legge costituzionale recante modifiche agli articoli 41, 97 e 118, comma quarto, della Carta sulla libertà di impresa. Lo riferiscono fonti governative. Il provvedimento, aggiungono altre fonti non confermate, sarebbe stato approvato &#8220;salvo intese&#8221;, termine &#8216;tecnico&#8217; con il quale si indica che il testo ha ricevuto il sostegno del governo ma è suscettibile di successive modifiche.<br />
&#8220;<em>L&#8217;Italia ha un Paese che ha un debito pubblico elevato ma ha dei cittadini che, uso questo termine, sono &#8216;ricchi</em>&#8216;&#8221;, ha detto il premier Silvio Berlusconi nel corso della conferenza stampa a palazzo Chigi, spiegando il basso indebitamento delle famiglie rispetto agli altri paesi europei.<br />
<span id="more-6435"></span><br />
<strong>Il rilancio dell&#8217;economia</strong><br />
&#8220;<em>Abbiamo lavorato ancora proficuamente anche questa mattina in Consiglio dei Ministri. Per questa nuova fase del lavoro di governo che è tutta tesa ai provvedimenti per il rilancio economia, la crescita e lo sviluppo</em>&#8220;. Lo afferma il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, al termine del Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi.<br />
&#8220;<em>Continueremo a lavorare insieme, seriamente, con i tempi e i metodi europeo</em>&#8221; e l&#8217;importante è &#8220;<em>arrivare all&#8217;appuntamento europeo con le carte in regola, il resto sono solo polemiche</em>&#8220;: ha detto il ministro dell&#8217;Economia Giulio Tremonti nella conferenza stampa al termine del consiglio dei ministri che, ha detto, &#8220;<em>é stato buono, con discussioni molto costruttive</em>&#8220;. &#8220;<em>Siamo convinti, data la particolarità del caso italiano, che sia necessario sentire tutti ma guardiamo al sostegno di enti internazionali come Fmi, Ocse e Commissione europea</em>&#8220;, ha aggiunto il ministro  riferendosi al piano per la crescita che il governo italiano presenterà a Bruxelles. &#8220;<em>Riteniamo fondamentale avvalersi delle esperienze internazionali. Un piano che vuole essere serio deve essere strutturato e validato nelle sedi che alla fine contano. Il dibattito interno è importante, ci sono esperti e scienziati</em>&#8221; ma le sedi che contano sono quelle internazionali.</p>
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		<title>Toyota prima casa automobilistica al mondo: nonostante i richiami batte GM</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Jan 2011 06:00:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Toyota Motor respinge l&#8217;assalto di General Motors e, malgrado i richiami di milioni di vetture tra fine 2009 e buona parte del 2010 a causa di diversi problemi di sicurezza, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2011/01/Toyota-prima-casa-automobilistica-al-mondo-nonostante-i-richiami-batte-GM.jpg?9f281a" alt="Toyota-prima-casa-automobilistica-al-mondo-nonostante-i-richiami-batte-GM" class="left"/><strong>Toyota Motor</strong> respinge l&#8217;assalto di General Motors e, malgrado i richiami di milioni di vetture tra fine 2009 e buona parte del 2010 a causa di diversi problemi di sicurezza, si conferma sia pure di un soffio leader mondiale delle quattro ruote. Sulla base dei dati diffusi oggi, Toyota ha venduto a livello globale 8,418 milioni di veicoli, contro gli 8,39 milioni di pezzi di Detroit, con uno scarto inferiore a 30.000 vetture. Il gruppo di Nagoya ha strappato nel 2008 a Gm lo scettro di prima compagnia al mondo, detenuto ininterrottamente per oltre 70 anni.<br />
<span id="more-6294"></span><br />
<strong>Le vendite di Toyota nel 2010</strong><br />
Il Toyota Motor ha registrato nel 2010 vendite globali consolidate (con i marchi Daihatsu e Hino) in rialzo annuo dell&#8217;8%, a 8,418 milioni di veicoli. Il dato, si legge in una nota del gruppo di Nagoya, supera gli 8,37 milioni di pezzi diffusi a fine dicembre grazie all&#8217; andamento migliore delle attese segnato sia sul fronte interno sia su quello estero. Il leader mondiale dell&#8217;auto ha venduto all&#8217;estero 6,214 milioni di vetture, contro la stima precedente di 6,17 milioni, e 2,204 milioni di unità (a fronte di 2,20 milioni) sul mercato domestico. Toyota ha reso noto a dicembre che punta a vendite globali per 8,61 milioni di veicoli nel 2011, in rialzo del 2,3% sull&#8217; anno appena chiuso.</p>
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		<title>Natale: consumati 2,8 miliardi di euro in cibo e bevande</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jan 2011 22:10:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isayblog4</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[Valgono 2,8 miliardi di euro i cibi e le bevande consumati a tavola tra il cenone della vigilia e il pranzo di Natale che nove italiani su dieci hanno trascorso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2010/12/Natale-consumati-28-miliardi-di-euro-in-cibo-e-bevande.jpg?9f281a" alt="Natale-consumati-28-miliardi-di-euro-in-cibo-e-bevande" class="left"/>Valgono 2,8 miliardi di euro i cibi e le bevande consumati a tavola tra il cenone della vigilia e il pranzo di Natale che nove italiani su dieci hanno trascorso a casa con parenti o amici. E&#8217; il bilancio stimato dalla Coldiretti: con meno caviale, ostriche e champagne e piu&#8217; bollito, cappelletti e pizze rustiche -si legge in una nota- dal Natale 2010 esce rafforzata la tendenza alla riscoperta del legame con i prodotti del territorio e le ricette del passato.</p>
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