<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Mondofinanzablog.com &#187; servizi bancari</title>
	<atom:link href="http://www.mondofinanzablog.com/tag/servizi-bancari/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.mondofinanzablog.com</link>
	<description>Il mondo della finanza a 360 gradi</description>
	<lastBuildDate>Wed, 08 Feb 2012 12:04:21 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>L&#8217;estratto conto si fa semplice: iniziativa dell&#8217;Abi per la trasparenza</title>
		<link>http://www.mondofinanzablog.com/2011/04/14/lestratto-conto-si-fa-semplice-iniziativa-dellabi-per-la-trasparenza/</link>
		<comments>http://www.mondofinanzablog.com/2011/04/14/lestratto-conto-si-fa-semplice-iniziativa-dellabi-per-la-trasparenza/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 14 Apr 2011 10:19:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isayblog4</dc:creator>
				<category><![CDATA[Banche e Mutui]]></category>
		<category><![CDATA[servizi bancari]]></category>
		<category><![CDATA[servizi banche]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mondofinanzablog.com/?p=6837</guid>
		<description><![CDATA[Un taglio del 50% delle pagine del foglio informativo, un linguaggio più chiaro ed immediato e una comparazione tra i costi del fido e dello sconfinamento e il dettaglio delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="archive_1"></div><script type="text/javascript">
<!--
generabanner('archive_1');
//-->
</script><p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2011/04/Lestratto-conto-si-fa-semplice-iniziativa-dellAbi-per-la-trasparenza.jpg?9f281a" alt="Lestratto-conto-si-fa-semplice-iniziativa-dellAbi-per-la-trasparenza" class="left"/>Un taglio del 50% delle pagine del foglio informativo, un linguaggio più chiaro ed immediato e una comparazione tra i costi del fido e dello sconfinamento e il dettaglio delle commissioni applicate. L&#8217;associazione bancaria Abi e 15 associazioni dei consumatori varano una proposta, che andrà valutata dalla Banca d&#8217;Italia e dalle altre autorità, per modificare il documento di sintesi periodico ed il foglio informativo, ovvero le informazioni sul conto corrente bancario.<br />
<span id="more-6837"></span><br />
<strong>La semplificazione</strong><br />
Il protocollo, firmato oggi al convegno &#8216;Dimensione cliente&#8217; é &#8220;<em>solo un punto di partenza</em>&#8220;, ha spiegato il presidente dell&#8217;Abi, Giuseppe Mussari, che si estenderà anche ai mutui ed al credito al consumo. &#8220;<em>Il nostro sogno</em> &#8211; ha aggiunto Mussari &#8211; <em>é che l&#8217;estratto conto che spesso ha un linguaggio per iniziati venga invece aperto, letto e compreso e non lasciato in un cassetto come un residuo radioattivo</em>&#8220;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mondofinanzablog.com/2011/04/14/lestratto-conto-si-fa-semplice-iniziativa-dellabi-per-la-trasparenza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Banche, sofferenze stabili al 30 per cento nel mese di gennaio</title>
		<link>http://www.mondofinanzablog.com/2011/03/09/banche-sofferenze-stabili-al-30-per-cento-nel-mese-di-gennaio/</link>
		<comments>http://www.mondofinanzablog.com/2011/03/09/banche-sofferenze-stabili-al-30-per-cento-nel-mese-di-gennaio/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Mar 2011 08:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isayblog4</dc:creator>
				<category><![CDATA[Banche e Mutui]]></category>
		<category><![CDATA[mutui tasso fisso]]></category>
		<category><![CDATA[mutui tasso variabile]]></category>
		<category><![CDATA[prestiti a privati]]></category>
		<category><![CDATA[prestiti alle famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[servizi bancari]]></category>
		<category><![CDATA[servizi banche]]></category>
		<category><![CDATA[tasso mutui casa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mondofinanzablog.com/?p=6606</guid>
		<description><![CDATA[Nel mese di gennaio è risultato in accelerazione il tasso di crescita dei prestiti che le banche fanno al settore privato e resta stabile al 30% il tasso di crescita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2011/03/Banche-sofferenze-stabili-al-30-per-cento-nel-mese-di-gennaio.jpg?9f281a" alt="Banche-sofferenze-stabili-al-30-per-cento-nel-mese-di-gennaio" class="left"/>Nel mese di gennaio è risultato in accelerazione il tasso di crescita dei prestiti che le banche fanno al settore privato e resta stabile al 30% il tasso di crescita delle sofferenze. Lo si legge in una nota di Bankitalia che sintetizza il supplemento Moneta e banche relativo a gennaio 2001.<br />
&#8220;<em>Il tasso di crescita sui dodici mesi delle sofferenze</em> &#8211; non corretto per le cartolarizzazioni ma tenendo conto delle discontinuità statistiche &#8211; <em>rimane sostanzialmente stabile al 30,0% dal 29,9% di dicembre</em>&#8220;, si legge nella nota. Nella tabella che riassume l&#8217;andamento mensile delle sofferenze delle banche, al lordo e al netto del valore di realizzo, il dato relativo al mese di gennaio 2001 è rispettivamente 84,872 miliardi di euro (rispetto a 59,884 miliardi di gennaio 2010) e 46,770 (da 33,757) miliardi.<br />
<span id="more-6606"></span><br />
<strong>Le sofferenze bancarie</strong><br />
Sulla base di questa serie, che non tiene però conto delle discontinuità statistiche e del cambio di contabilizzazione delle cartolarizzazioni da giugno 2010, le sofferenze sarebbero in crescita del 41% (lorde) e 38% (nette) su dodici mesi.<br />
Bankitalia spiega che dal mese di giugno del 2010 le banche hanno riconosciuto nei bilanci larga parte dei prestiti che erano stati precedentemente cancellati a causa di operazioni di cartolarizzazione. &#8220;<em>Ne discende, a partire da quella data, una distorsione verso l&#8217;alto nella dinamica dei prestiti e di altri aggregati se calcolata come differenza tra le consistenze riportate nelle tavole del Supplemento al Bollettino Statistico &#8220;Moneta e banche&#8221;</em>.</p>
<p><strong>I prestiti</strong><br />
A gennaio 2011, spiega ancora la nota di Bankitalia, &#8220;<em>il tasso di crescita sui dodici mesi dei prestiti al settore privato, corretto per le cartolarizzazioni cancellate dai bilanci bancari, è salito al 4,8 per cento rispetto al 3,6 per cento di dicembre</em>&#8220;. In particolare Bankitalia sottolinea che rispetto al mese precedente è salito al 4,2% il tasso di crescita tendenziale dei prestiti alle società non finanziarie, rispetto al 2% annuale visto a dicembre &#8220;<em>mentre è rimasto invariato al 5% l&#8217;analogo tasso di crescita per il credito alle famiglie</em>&#8220;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mondofinanzablog.com/2011/03/09/banche-sofferenze-stabili-al-30-per-cento-nel-mese-di-gennaio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Berlusconi promette 100 miliardi per il rilancio del Sud, ma ce ne sono solo 16</title>
		<link>http://www.mondofinanzablog.com/2010/11/29/berlusconi-promette-100-miliardi-per-il-rilancio-del-sud-ma-ce-ne-sono-solo-16/</link>
		<comments>http://www.mondofinanzablog.com/2010/11/29/berlusconi-promette-100-miliardi-per-il-rilancio-del-sud-ma-ce-ne-sono-solo-16/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 29 Nov 2010 08:28:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isayblog4</dc:creator>
				<category><![CDATA[Banche e Mutui]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[conti pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[investimenti economici]]></category>
		<category><![CDATA[servizi bancari]]></category>
		<category><![CDATA[statistiche conti pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[statistiche fondi pubblici]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mondofinanzablog.com/?p=5926</guid>
		<description><![CDATA[La dote iniziale che il governo vuole mettere sul piatto per rilanciare il Sud ammonta a 16 miliardi di euro ma tra fondi già a bilancio da riprogrammare e nuovi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2010/11/Berlusconi-promette-100-miliardi-per-il-rilancio-del-Sud-ma-ce-ne-sono-solo-16.jpg?9f281a" alt="Berlusconi-promette-100-miliardi-per-il-rilancio-del-Sud-ma-ce-ne-sono-solo-16" class="left"/>La dote iniziale che il governo vuole mettere sul piatto per rilanciare il Sud ammonta a 16 miliardi di euro ma tra fondi già a bilancio da riprogrammare e nuovi stanziamenti europei si potrà arrivare anche a circa 100 miliardi. Lo hanno spiegato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto, in conferenza stampa a Palazzo Chigi. &#8220;<em>Abbiamo definito il Piano per il Sud che si sostanzia su cifre veramente rilevanti</em>&#8220;, ha prima detto Berlusconi senza fornire dettagli.<br />
Su insistenza dei cronisti Fitto ha aggiunto: &#8220;<em>La delibera del Cipe prosegue il lavoro di ricognizione sui 16 miliardi della precedente delibera di luglio e indica, con lo sblocco dei piani attuativi regionali, dei programmi del Fondo aree sottoutilizzate, una cifra che si sviluppa intorno ai 24 miliardi di euro. A questi si aggiungono i fondi europei</em>&#8220;, ha detto Fitto.<br />
<span id="more-5926"></span><br />
<strong>Cento miliardi per il Sud</strong><br />
Berlusconi a quel punto ha detto che i fondi complessivi potranno arrivare nel tempo a &#8220;<em>200.000 miliardi di vecchie lire</em>&#8220;, pari a circa 100 miliardi di euro.<br />
Anche il ministro dell&#8217;Economia, Giulio Tremonti, ha parlato di &#8220;<em>risorse finanziarie di grande rilevanza e di crescente rilevanza</em>&#8221; e ha aggiunto che &#8220;<em>i trasferimenti europei nei prossimi anni sono in salita e non in discesa</em>&#8220;. &#8220;<em>Il problema del Sud non è nella quantità dei capitali ma nel loro utilizzo. In alcuni casi le risorse vengono utilizzate male e in altri non vengono proprio utilizzate</em>&#8220;, ha aggiunto Tremonti.</p>
<p><strong>Il Federalismo fiscale</strong><br />
In raccordo con il Piano, il Consiglio dei ministri ha approvato in via preliminare un decreto legislativo di attuazione della delega sul Federalismo fiscale.<br />
Una fonte del ministero dell&#8217;Economia spiega che il decreto fissa i criteri per &#8220;<em>definire la mappatura del fabbisogno di infrastrutture, in modo che non ci sia una dispersione delle risorse da impegnare</em>&#8220;.<br />
Il Piano, che non dovrebbe avere impatto sui conti pubblici perché fa perno su fondi già iscritti a bilancio, si compone nel complesso di otto punti: dal potenziamento delle reti ferroviarie e stradali ai 12,5 miliardi per la ricerca, dalla costruzione di nuovi edifici scolastici al rafforzamento del fondo centrale di garanzia.</p>
<p><strong>Come verranno organizzati gli aiuti</strong><br />
Altro elemento portante è il passaggio dagli attuali trasferimenti a pioggia a meccanismi mirati di sostegno al credito di imposta fiscale. Tremonti ricorda infatti che già la scorsa Finanziaria ha introdotto una nuova forma di fiscalità di vantaggio per il Sud: &#8220;I<em> capitali, ovunque raccolti, se servono per il Mezzogiorno avranno mezza aliquota</em>&#8220;.</p>
<p><strong>La banca per il Sud</strong><br />
Il ministro pone grande enfasi anche sulla costituzione della Banca per il Sud, tramite l&#8217;imminente acquisto da Unicredit del Mediocredito centrale.<br />
&#8220;<em>Martedì ci sarà la richiesta di acquisto da Poste per conto delle banche di credito cooperativo e delle banche popolari, con il sostegno di Confcooperative e della Lega delle cooperative, del Mediocredito centrale</em>&#8220;, ricorda Tremonti.</p>
<p>Fonte: Reuters</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mondofinanzablog.com/2010/11/29/berlusconi-promette-100-miliardi-per-il-rilancio-del-sud-ma-ce-ne-sono-solo-16/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Banche: diminuzione delle commissioni su Pagobancomat, Bancomat e RID grazie all&#8217;Antitrust</title>
		<link>http://www.mondofinanzablog.com/2010/10/07/banche-diminuzione-delle-commissioni-su-pagobancomat-bancomat-e-rid-grazie-allantitrust/</link>
		<comments>http://www.mondofinanzablog.com/2010/10/07/banche-diminuzione-delle-commissioni-su-pagobancomat-bancomat-e-rid-grazie-allantitrust/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 07 Oct 2010 08:52:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isayblog4</dc:creator>
				<category><![CDATA[Banche e Mutui]]></category>
		<category><![CDATA[servizi bancari]]></category>
		<category><![CDATA[servizi banche on-line]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mondofinanzablog.com/?p=5583</guid>
		<description><![CDATA[Riduzioni in arrivo per le commissioni interbancarie sul Pagobancomat, Bancomat, RID (ad esempio domiciliazione delle bollette) e RiBa (pagamenti con ricevuta elettronica). E&#8217; l&#8217;effetto dei due provvedimenti adottati dall&#8217;Antitrust che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2010/10/Banche-diminuzione-delle-commissioni-su-Pagobancomat-Bancomat-e-RID-grazie-allAntitrust.jpg?9f281a" alt="Banche-diminuzione-delle-commissioni-su-Pagobancomat-Bancomat-e-RID-grazie-allAntitrust" class="left"/>Riduzioni in arrivo per le commissioni interbancarie sul Pagobancomat, Bancomat, RID (ad esempio domiciliazione delle bollette) e RiBa (pagamenti con ricevuta elettronica). E&#8217; l&#8217;effetto dei due provvedimenti adottati dall&#8217;Antitrust che ha accettato, rendendoli vincolanti, gli impegni presentati da Abi e Consorzio Bancomat al termine di due distinte istruttorie, avviate per verificare l&#8217;esistenza di intese restrittive della concorrenza. Le commissioni oggetto di riduzioni, si legge in una nota dell&#8217;Authority, &#8221;<em>costituiscono un costo nei rapporti tra banche che può incidere sulle condizioni economiche praticate dalle singole banche alla clientela finale. Tutte le nuove commissioni sono state determinate applicando il principio di efficienza economica e rappresentano livelli che non potranno essere modificati in aumento</em>&#8221;.<br />
<span id="more-5583"></span><br />
<strong>Le commissioni bancarie</strong><br />
L&#8217;Antitrust effettuerà un costante monitoraggio alla luce delle evoluzioni concorrenziali e normative anche europee: in particolare la commissione interbancaria PagoBancomat scende di oltre il 4% sul valore della transazione media, per effetto degli impegni presentati dal Consorzio Bancomat (la componente fissa della commissione interbancaria si riduce da 0,13 a 0,12 euro per ogni operazione). Il Consorzio si è impegnato a rivedere la commissione alla luce dei principi che emergeranno dagli studi in corso di svolgimento da parte della Commissione Europea e dell&#8217;Eurosistema; la commissione per i prelievi presso gli sportelli Bancomat si riduce del 3,4% (dal 0,58 a 0,56 euro); la commissione interbancaria RID viene tagliata del 36%, scendendo a 0,16 euro. A partire dal primo novembre 2012, la commissione interbancaria sul RID sarà azzerata, in linea con l&#8217;evoluzione europea, salvo per la parte relativa al servizio di allineamento elettronico archivi (pari a 0,071 euro). La commissione per il RID veloce scende da 0,35 a 0,26 euro a operazione; la commissione RiBa per disposizione di incasso viene ridotta di quasi il 20%, da 0,57 a 0,46 euro.</p>
<p><strong>Più equità per i pagamenti elettronici</strong><br />
Abi e Consorzio Bancomat esprimono soddisfazione. La definizione delle commissioni interbancarie &#8220;<em>garantisce il buon funzionamento di strumenti di pagamento, efficienti, utili e sicuri, con benefici per le famiglie e le imprese che quotidianamente li utilizzano</em>&#8220;. Gli impegni di ABI (per RiBa e Rid) e Consorzio Bancomat (per Bancomat e PagoBancomat), &#8220;<em>mentre confermano la validità delle commissioni interbancarie, seguono gli orientamenti che si vanno consolidando in ambito comunitario e nazionale, tesi a promuovere il progressivo contenimento di queste commissioni, determinando un&#8217;ulteriore taglio fino ad un massimo del 36% rispetto ai livelli già rivisti al ribasso nel luglio 2009</em>&#8220;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mondofinanzablog.com/2010/10/07/banche-diminuzione-delle-commissioni-su-pagobancomat-bancomat-e-rid-grazie-allantitrust/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Unicredit: si lavora al dopo-Profumo</title>
		<link>http://www.mondofinanzablog.com/2010/09/28/unicredit-si-lavora-al-dopo-profumo/</link>
		<comments>http://www.mondofinanzablog.com/2010/09/28/unicredit-si-lavora-al-dopo-profumo/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 27 Sep 2010 22:10:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isayblog4</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza e Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[crisi banche]]></category>
		<category><![CDATA[quotazioni borsa]]></category>
		<category><![CDATA[quotazioni unicredit]]></category>
		<category><![CDATA[risanamento banche ue]]></category>
		<category><![CDATA[servizi bancari]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mondofinanzablog.com/?p=5506</guid>
		<description><![CDATA[In casa Unicredit si lavora senza sosta al dopo Profumo. Sono ore di contatti e consultazioni. Ma anche, secondo quanto risulta all&#8217;Adnkronos, di dubbi e posizioni diverse fra gli azionisti. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2010/09/Unicredit-si-lavora-al-dopo-Profumo.jpg?9f281a" alt="Unicredit-si-lavora-al-dopo-Profumo" class="left"/>In casa Unicredit si lavora senza sosta al dopo Profumo. Sono ore di contatti e consultazioni. Ma anche, secondo quanto risulta all&#8217;Adnkronos, di dubbi e posizioni diverse fra gli azionisti. Con il fronte che si era saldato nello scontro con Profumo che non appare oggi così compatto di fronte alle scelte per il futuro: da una parte le Fondazioni, che hanno spinto per accelerare la resa dei conti e oggi si affannano, in ordine sparso, a proporre il proprio candidato; dall&#8217;altra i soci privati e quelli tedeschi, che si interrogano soprattutto sulla richiesta di stabilità e affidabilità che arriva dal mercato. Tanto che ieri c&#8217;era anche chi iniziava a recriminare sulla decisione di aprire una crisi al buio, senza aver preparato adeguatamente la successione. In questo contesto, che appare ancora fluido, tenterà di fare una prima sintesi il comitato governance.<br />
<span id="more-5506"></span><br />
<strong>Le soluzioni più accreditate</strong><br />
La soluzione che resta più accreditata è quella di scegliere un ticket, amministratore delegato e direttore generale, che possa assicurare un corretto equilibrio fra due esigenze: garantire continuità con l&#8217;azione di un management che è cresciuto alle spalle di Profumo e assicurare una guida al di sopra delle parti, in grado di mettere d&#8217;accordo le istanze diverse che arrivano dall&#8217;azionariato. Meno chiaro appare il timing dell&#8217;operazione. </p>
<p><strong>Il successore di Profumo</strong><br />
&#8220;<em>Prima l&#8217;amministratore delegato e poi la governance</em>&#8220;, suggerisce un azionista che vorrebbe quindi ogni scelta sul direttore generale subordinata all&#8217;individuazione del successore di Profumo. Indicazioni contrarie arrivano invece da chi insiste per dare &#8220;<em>una prima risposta</em>&#8221; al mercato, nominando appunto il dg, che con ogni probabilità sarebbe l&#8217;attuale deputy ceo Roberto Nicastro, per procedere poi ad una scelta più meditata sull&#8217;amministratore delegato.</p>
<p><strong>Le attese del mercato</strong><br />
La terza via, quella di una nomina contestuale che consenta di uscire presto dall&#8217;incertezza, appare quella più gradita al mercato. L&#8217;invito a fare presto è intanto ribadito con insistenza dalla Banca d&#8217;Italia e dalla Consob, preoccupate rispettivamente per il profilo della stabilità e per quello della trasparenza nei confronti del mercato.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mondofinanzablog.com/2010/09/28/unicredit-si-lavora-al-dopo-profumo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;accordo Basilea 3 elimina l&#8217;incertezza: ecco la strategia europea in politica bancaria</title>
		<link>http://www.mondofinanzablog.com/2010/09/14/laccordo-basilea-3-elimina-lincertezza-ecco-la-strategia-europea-in-politica-bancaria/</link>
		<comments>http://www.mondofinanzablog.com/2010/09/14/laccordo-basilea-3-elimina-lincertezza-ecco-la-strategia-europea-in-politica-bancaria/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 13 Sep 2010 22:10:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isayblog4</dc:creator>
				<category><![CDATA[Banche e Mutui]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[politiche economiche europa]]></category>
		<category><![CDATA[ripresa economica]]></category>
		<category><![CDATA[servizi bancari]]></category>
		<category><![CDATA[statistiche pubblica amministrazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mondofinanzablog.com/?p=5461</guid>
		<description><![CDATA[&#8220;Le banche italiane complessivamente sono solide e hanno requisiti patrimoniali superiore ai minimi, nella media internazionale e a volte anche meglio&#8220;. E&#8217; quanto ha affermato il governatore della Banca d&#8217;Italia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2010/09/Laccordo-Basilea-3-elimina-lincertezza-ecco-la-strategia-europea-in-politica-bancaria.jpg?9f281a" alt="Laccordo-Basilea-3-elimina-lincertezza-ecco-la-strategia-europea-in-politica-bancaria" class="left"/>&#8220;<em>Le banche italiane complessivamente sono solide e hanno requisiti patrimoniali superiore ai minimi, nella media internazionale e a volte anche meglio</em>&#8220;. E&#8217; quanto ha affermato il governatore della Banca d&#8217;Italia Mario Draghi al termine della riunione dei governatori alla Bri aggiungendo come gli istituti italiani presentino, rispetto alle rivali, &#8220;<em>una qualità del capitale migliore</em>&#8221; e &#8220;<em>un modello di business più tradizionale</em>&#8221; e dovranno perciò &#8220;<em>dedurre meno</em>&#8221; oltre a non aver ricevuto nella &#8220;<em>maggior parte dei casi fondi pubblici</em>&#8220;.<br />
Le banche italiane &#8220;<em>saranno in grado di muoversi verso livelli patrimoniali più elevati con gradualità assicurando al tempo stesso il sostegno alle imprese e all&#8217;economia</em>&#8220;.<br />
<span id="more-5461"></span><br />
<strong>L&#8217;ACCORDO BASILEA 3</strong><br />
Draghi si dice certo che &#8220;<em>il lungo periodo di transizione</em>&#8221; previsto dall&#8217;<strong>accordo Basilea 3</strong> (fino alla fine del 2018) &#8220;<em>permetterà a tutti di raggiungere i livelli</em>&#8221; di patrimonio previsti dalle nuove regole. Secondo Draghi comunque &#8220;<em>certo qualche banca dovrà lavorare di più</em>&#8220;.</p>
<p><strong>I REQUISITI PATRIMONIALI DELLE BANCHE</strong><br />
L&#8217;<strong>accordo Basilea 3</strong> raggiunto ieri per elevare gradualmente i requisiti patrimoniali delle banche &#8220;<em>elimina l&#8217;incertezza</em>&#8221; fino a ora esistente che rappresenta &#8220;<em>uno dei maggiori nemici</em>&#8220;. E&#8217; quanto ha affermato il governatore della Bce Jean Claude Trichet al termine della riunione dei governatori nella sede della Bri secondo cui questo &#8220;<em>é uno contributo importante per consolidare la crescita globale</em>&#8220;.</p>
<p><strong>NUOVE REGOLE PER LE BANCHE EUROPEE</strong><br />
Trichet ha quindi ribadito che si tratta &#8221;<em>di un accordo molto important</em>e&#8221; e che rappresenta una parte considerevole delle nuove regole che le autorita&#8217; di controllo stanno varando dopo la crisi anche se su questo fronte &#8221;i<em>l lavoro continua</em>&#8221;. Il presidente della Bce e&#8217; quindi tornato a sottolineare come le misure &#8221;<em>non incideranno sulla ripresa economica</em>&#8221; come paventato da diverse associazioni bancarie e industriali, specie in Europa.</p>
<p><strong>I PRECEDENTI CON BASILEA 2</strong><br />
&#8220;<em>Sono pienamente fiducioso</em>&#8221; che le autorità degli Stati Uniti applicheranno l&#8217;<strong>accordo Basilea 3</strong> raggiunto ieri. E&#8217; quanto ha affermato più volte il presidente della Bce Jean Claude Trichet nella conferenza stampa al termine della riunione dei governatori nella sede della Bri. Gli Stati Uniti, presenti al vertice con il presidente della Fed Ben Bernanke, avevano espresso molti timori, insieme alla Germania, sull&#8217;accordo e non avevano peraltro pienamente applicato il precedente accordo Basilea 2.</p>
<p><strong>I PAESI EMERGENTI</strong><br />
La crescita dei &#8220;<em>dei paesi emergenti appare sostenuta</em>&#8221; mentre quella dei &#8220;<em>paesi avanzati é più modesta</em>&#8220;. E&#8217; quanto ha affermato il presidente della Bce Jean-Claude Trichet al termine della riunione dei governatori delle banche centrali alla Bri. Secondo Trichet comunque a livello globale non c&#8217;é un rischio di &#8220;<em>ricaduta nella recessione</em>&#8220;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mondofinanzablog.com/2010/09/14/laccordo-basilea-3-elimina-lincertezza-ecco-la-strategia-europea-in-politica-bancaria/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Italia è troppo italiana? Viaggio in un Paese che non vuole crescere</title>
		<link>http://www.mondofinanzablog.com/2010/08/04/litalia-e-troppo-italiana-viaggio-in-un-paese-che-non-vuole-crescere/</link>
		<comments>http://www.mondofinanzablog.com/2010/08/04/litalia-e-troppo-italiana-viaggio-in-un-paese-che-non-vuole-crescere/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 03 Aug 2010 22:10:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isayblog4</dc:creator>
				<category><![CDATA[Banche e Mutui]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza e Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica Italia]]></category>
		<category><![CDATA[manovre economiche italia]]></category>
		<category><![CDATA[manovre finanzirie italia]]></category>
		<category><![CDATA[manovre fiscali italia]]></category>
		<category><![CDATA[servizi bancari]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mondofinanzablog.com/?p=5123</guid>
		<description><![CDATA[In tempi di vacche magre e in mancanza di guerre estive, in questi giorni i giornali stranieri attingono a una risorsa che offre sempre nuovi spunti, l&#8217;Italia. Non solo vademecum [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In tempi di vacche magre e in mancanza di guerre estive, in questi giorni i giornali stranieri attingono a una risorsa che offre sempre nuovi spunti, l&#8217;Italia. Non solo vademecum di stagione tipo «Cosa fare a Firenze in 36 ore» (uno degli articoli più cliccati due settimane fa sul sito del New York Times) ma anche la rottura fra Berlusconi e Fini: il Financial Times paragona il premier a Cesare e il presidente della Camera a Bruto: in un commento dal titolo «Et tu Gianfranco?» predice instabilità ma ricorda «nella politica italiana nulla è certo».<br />
<span id="more-5123"></span><br />
<strong>L&#8217;ITALIA E&#8217; TROPPO ITALIANA?</strong><br />
Insomma le bellezze artistiche sono eterne, i governi come al solito traballano e non sarà che l&#8217;Italia è «troppo italiana» si chiede il New York Times? In un lungo reportage, David Segal parte da un&#8217;eccellenza made in Italy – i tessuti della fabbrica di Carlo e Luciano Barbera – per spiegare agli americani come lana e cashmere prodotti dalla classica dinastia familiare, venduti a brand come Armani, Zegna e Ralph Lauren, indossati da Angelina Jolie in «Salt», non assicurano risultati finanziari «stellari». Unicità, tradizione, artigianato devono fare i conti con un paese che, dall&#8217;inizio della Crisi 2008, è inserito regolarmente «nell&#8217;informale lista degli stati che preoccupano l&#8217;Europa». Insomma l&#8217;Italia, settima economia mondiale, è lo «swing factor» di questa crisi «il più grande fra i paesi fragili e il più vulnerabile fra i grandi paesi».</p>
<p><strong>GLI STRESS TEST</strong><br />
Non basta che pochi giorni fa le sette banche italiane abbiano superato gli stress test e che più volte sia stato affermato come non vi sia un rischio bancarotta: il quotidiano di New York scrive: «Ricerche e dati rivelano sintomi di sofferenza che ricordano molto quelli della Grecia». Poi l&#8217;elenco delle similitudini. I mali: un debito pubblico che è al 118% del Pil, «pressocché identico alla Grecia». E i rimedi: Roma come Atene ha cercato di tranquillizzare l&#8217;Eurozona varando un pacchetto di austerity che dovrebbe dimezzare il deficit, al 2,7% del Pil, entro il 2012.</p>
<p><strong>I DIFETTI TUTTI ITALIANI</strong><br />
I paragoni lusinghieri finiscono qui, gli altri difetti sono tutti nostri, unici come gli abiti di Barbera. Il problema non sarebbe il debito di dimensioni greche ma la mancanza di crescita che coinvolge tutto il paese e le sue eccellenze. Bisogna solo tutelare meglio il made in Italy e regolare le etichette? Quello è solo uno dei tanti ostacoli – scrive il giornalista del Nyt – i problemi veri sono una incredibile «idiosincrasia con la cultura del business» «una sfiducia così radicata unita a una diffusa avversione al rischio e alla crescita che agli occhi di un americano appare quantomeno bizzarro». Poi si passa ai mali corporativi, le resistenze alle liberalizzazioni delle associazioni di categoria (in italiano nel testo). Il cronista annota «In Italia anche le baby sitter hanno un&#8217;associazione» e riporta le disavventure dell&#8217;economista Francesco Giavazzi su un taxi milanese verso l&#8217;aeroporto. Il calcolo del tempo dei tassametri italiani è un&#8217;informazione preziosa: gli americani sanno che si rischia di pagare anche 20 minuti prima essere saliti a bordo. Tutto ciò è legale e in fondo risaputo: dai tassì al tessile &#8211; conclude il Nyt &#8211; l&#8217;Italia preferisce la tradizione alla crescita.</p>
<p>Fonte: Il Corriere della Sera</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mondofinanzablog.com/2010/08/04/litalia-e-troppo-italiana-viaggio-in-un-paese-che-non-vuole-crescere/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La ristrutturazione dei debiti e il ruolo delle tecnologie di prestito</title>
		<link>http://www.mondofinanzablog.com/2010/08/03/la-ristrutturazione-dei-debiti-e-il-ruolo-delle-tecnologie-di-prestito/</link>
		<comments>http://www.mondofinanzablog.com/2010/08/03/la-ristrutturazione-dei-debiti-e-il-ruolo-delle-tecnologie-di-prestito/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 22:10:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isayblog4</dc:creator>
				<category><![CDATA[Banche e Mutui]]></category>
		<category><![CDATA[credito alle imprese]]></category>
		<category><![CDATA[credito bancario]]></category>
		<category><![CDATA[risanamento banche ue]]></category>
		<category><![CDATA[servizi bancari]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mondofinanzablog.com/?p=5109</guid>
		<description><![CDATA[Vi presentiamo qui la sintesi di un&#8217;analisi a cura di Giacinto Micucci e Paola Rossi (di Banca d’Italia). La letteratura economica ha evidenziato come i vantaggi informativi delle banche, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2010/08/La-ristrutturazione-dei-debiti-e-il-ruolo-delle-tecnologie-di-prestito1.jpg?9f281a" alt="La-ristrutturazione-dei-debiti-e-il-ruolo-delle-tecnologie-di-prestito" class="left"/>Vi presentiamo qui la sintesi di un&#8217;analisi a cura di Giacinto Micucci e Paola Rossi (di Banca d’Italia).<br />
La letteratura economica ha evidenziato come i vantaggi informativi delle banche, in par- ticolare nei confronti delle imprese di piccole e medie dimensioni, possano facilitare la ristruttu- razione del debito di imprese che, seppure in dif- ficoltà, hanno prospettive economiche favorevoli. Le banche sono in grado di ridurre le asimme- trie informative e di agevolare il coordinamento tra i finanziatori; possono decidere se liquidare o riorganizzare l&#8217;azienda, fornendole i fondi supplementari necessari per garantirne la prosecuzione dell’attività.<br />
Gli studi pregressi generalmente ipotizzano che tutte le banche si comportino allo stesso modo nei confronti delle imprese in difficoltà. Tuttavia, le varietà dei modelli di organizzazione interna delle banche e delle tecnologie utilizzate nel gestire i rapporti con la clientela potrebbero riflettersi	in	comportamenti	eterogenei nell’assumere la decisione di rinegoziare il debito delle imprese.<br />
<span id="more-5109"></span><br />
<strong>LA RISTRUTTURAZIONE DEL DEBITO BANCARIO</strong><br />
In questo lavoro si analizza il processo di ristrutturazione del debito bancario in un campione di circa 9.000 imprese di piccole e medie dimensioni entrate in crisi (financial distress) tra il 2002 e il 2004. In particolare, si considerano in difficoltà finanziarie le imprese i cui oneri finan- ziari eccedono il cash flow. Per queste imprese è possibile descrivere le relazioni con il sistema bancario e, per le singole banche coinvolte, sono disponibili informazioni sull’organizzazione in- terna e sull’utilizzo di metodologie di rating.<br />
I risultati delle analisi mostrano che l’organizzazione interna e le tecnologie utilizzate per stabilire il merito di credito incidono sulla decisione se ristrutturare o meno il credito eroga- to alle imprese in difficoltà. A distanza di tre an- ni dall’inizio delle difficoltà finanziarie, poco più di un terzo delle imprese riesce a ristrutturare la propria esposizione debitoria, sia attraverso un allungamento delle scadenze sia attraverso l’erogazione di nuovi fondi. Nei casi in cui l’impresa intrattenga più relazioni bancarie, solo alcune delle banche coinvolte partecipano alla ristrutturazione.</p>
<p><strong>IL CREDITO ALLE IMPRESE IN FINANCIAL DISTRESS</strong><br />
La probabilità di ristrutturare il credito alle imprese in financial distress è maggiore quando le banche affidanti: i) sono geograficamente vicine all’impresa; ii) si basano maggiormente sulle informazioni qualitative (soft information), che su precisi indicatori quantitativi (ad esempio, credit scoring); iii) sono caratterizzate da una struttura organizzativa decentralizzata, in cui le deleghe decisionali ai responsabili di filiali sono maggiori. La dimensione della banca affi- dante ricopre invece un ruolo solo secondario.<br />
Questi effetti possono però essere bilanciati da alcuni interventi organizzativi e tecnologici: l’adozione di metodologie di credit scoring, infatti, aumenta la probabilità di ristrutturazione se tali tecniche vengono utilizzate anche nel pro- cesso di monitoraggio e se si accompagnano a una struttura maggiormente decentralizzata.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mondofinanzablog.com/2010/08/03/la-ristrutturazione-dei-debiti-e-il-ruolo-delle-tecnologie-di-prestito/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Credito Cooperativo Fiorentino: Denis Verdini si dimette, iscritto nel registro degli indagati</title>
		<link>http://www.mondofinanzablog.com/2010/07/27/credito-cooperativo-fiorentino-denis-verdini-si-dimette-iscritto-nel-registro-degli-indagati/</link>
		<comments>http://www.mondofinanzablog.com/2010/07/27/credito-cooperativo-fiorentino-denis-verdini-si-dimette-iscritto-nel-registro-degli-indagati/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 22:10:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isayblog4</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Tasse e Imposte]]></category>
		<category><![CDATA[reati finanziari]]></category>
		<category><![CDATA[reati fiscali]]></category>
		<category><![CDATA[servizi bancari]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mondofinanzablog.com/?p=5057</guid>
		<description><![CDATA[Il coordinatore nazionale del Pdl, Denis Verdini ha rassegnato le sue &#8221;dimissioni irrevocabili&#8221; da presidente e da componente del Credito Cooperativo Fiorentino, la banca locale che presiedeva da anni. Lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2010/07/Credito-Cooperativo-Fiorentino-Denis-Verdini-si-dimette-iscritto-nel-registro-degli-indagati.jpg?9f281a" alt="Credito-Cooperativo-Fiorentino-Denis-Verdini-si-dimette-iscritto-nel-registro-degli-indagati" class="left"/>Il coordinatore nazionale del Pdl, Denis Verdini ha rassegnato le sue &#8221;dimissioni irrevocabili&#8221; da presidente e da componente del Credito Cooperativo Fiorentino, la banca locale che presiedeva da anni. Lo ha annunciato lo stesso Verdini in una lettera inviata lo scorso venerdì 23 luglio ai vertici dell&#8217;Istituto bancario e che è stata resa nota questa mattina. Intanto ieri il coordinatore del Pdl si è recato al Palazzo di Giustizia per essere interrogato dal pubblico ministero Gianfranco Capaldo nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta sulla &#8216;P3&#8242;. Verdini è accompagnato dal difensore Franco Coppi in quanto indagato per corruzione e violazione della legge Anselmi che vieta la ricostituzione delle società segrete. Entrando nell&#8217;ufficio di Capaldo non ha fatto dichiarazioni limitandosi a dire che &#8220;<em>la voce la conservo per parlare con il magistrato</em>&#8220;.<br />
<span id="more-5057"></span><br />
<strong>LA LETTERA DI DIMISSIONI</strong><br />
&#8221;<em>In questi mesi</em> &#8211; scrive Verdini nella lettera di dimissioni &#8211; <em>si è abbattuta sulla mia persona e, indirettamente, sul Credito Cooperativo Fiorentino, una tempesta mediatica e giudiziaria di ampie proporzioni rese certamente più eclatanti dal ruolo politico che rivesto. Sono assolutamente certo di poter dimostrare, e lo farò nelle sedi opportune, la mia estraneità da ogni illecito che mi viene in questa fase addebitato. Tuttavia devo prendere atto che la rilevanza assunta dai fatti che mi vengono imputati, rilevanza che va bene al di là del merito stesso dei problemi, rischia di gettare un&#8217;ombra sulla banca</em>&#8221;.</p>
<p><strong>IL CREDITO COOPERATIVO FIORENTINO</strong><br />
&#8221;<em>In questi 20 anni</em> &#8211; prosegue Verdini &#8211; i<em>l Credito Cooperativo Fiorentino ha conosciuto una significativa espansione ritagliandosi uno spazio importante nell&#8217;area metropolitana fiorentina, crescendo in soci e patrimonio e contribuendo fattivamente allo sviluppo della nostra comunità. Sono risultati che nessuna tempesta mediatica o giudiziaria può cancellare, come è confermato dalla fiducia che anche in questi mesi soci e clienti non ci hanno fatto mancare. Proprio per questo e per l&#8217;impegno che ho profuso in questi anni, per tutelare la Banca ed assicurarne la crescita, non posso assistere passivamente al tentativo di coinvolgerla in vicende che potrebbero danneggiarla</em>&#8221;.<br />
&#8221;<em>Per questo motivo, con enorme rammarico</em> &#8211; conclude Verdini rivolgendosi ai vertici dell&#8217;istituto &#8211; <em>ho assunto la decisione di dimettermi irrevocabilmente dalla carica di Presidente e di componente del Consiglio di amministrazione del Credito Cooperativo Fiorentino. Desidero esprimere anche attraverso questa lettera, i miei sentimenti di gratitudine ai soci, che in tutti questi anni ci hanno sempre confermato la loro fiducia, al personale dipendente, e a tutti voi, che avete supportato la mia azione e contribuito alla crescita di questa banca</em>&#8221;.</p>
<p><strong>DIMESSO ANCHE IL CDA</strong><br />
Dopo Verdini, anche il Consiglio di amministrazione del Credito cooperativo fiorentino, al termine della riunione di questo pomeriggio, ha rassegnato in blocco &#8221;<em>le proprie dimissioni irrevocabili</em>&#8221;.<br />
In una nota &#8216;istituto bancario, presieduto dal 1990 dal coordinatore nazionale del Pdl, precisa &#8221;<em>di aver condiviso, fin dalle modalita&#8217; di elezione, la gestione ordinaria e la totalita&#8217; delle scelte, operate nell&#8217;esclusivo interesse della Banca e dei suoi soci</em>&#8221;, da parte di Verdini esprimendo &#8221;<em>la propria solidarietà al presidente dimissionario</em>&#8221;.</p>
<p><strong>VERDINI ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI</strong><br />
In serata la tegola giudiziaria per il coordinatore nazionale del Pdl. L&#8217;iscrizione di Verdini sul registro degli indagati, con l&#8217;ipotesi di reato di mendacio bancario, risalirebbe ad alcuni mesi fa, e sarebbe in relazione ai rapporti economico-finanziari tra il Credito Cooperativo Fiorentino e la ditta di costruzioni Baldassini-Tognozzi-Pontello (Btp), presieduta fino ad alcuni mesi fa da Riccardo Fusi, dimessosi dopo l&#8217;iscrizione sul registro degli indagati per corruzione, nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta sull&#8217;appalto per la scuola marescialli dei carabinieri di Firenze.<br />
Secondo gli inquirenti, le ragioni di credito presentate dalla Btp al Credito cooperativo, si sarebbero basate su documenti non veritieri. Da qui l&#8217;ipotesi di reato di mendacio bancario.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mondofinanzablog.com/2010/07/27/credito-cooperativo-fiorentino-denis-verdini-si-dimette-iscritto-nel-registro-degli-indagati/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Stress test: le 5 banche italiane passano, 7 bocciate su 91 banche europee</title>
		<link>http://www.mondofinanzablog.com/2010/07/26/stress-test-le-5-banche-italiane-passano-7-bocciate-su-91-banche-europee/</link>
		<comments>http://www.mondofinanzablog.com/2010/07/26/stress-test-le-5-banche-italiane-passano-7-bocciate-su-91-banche-europee/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 25 Jul 2010 22:10:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isayblog4</dc:creator>
				<category><![CDATA[Banche e Mutui]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza e Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[crisi banche]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[servizi bancari]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mondofinanzablog.com/?p=5045</guid>
		<description><![CDATA[Tutte e cinque le banche italiane oggetto degli stress test europei li hanno superati. Si tratta Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps, Banco Popolare e Ubi Banca. Sono sette su 91 le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2010/07/Stress-test-le-5-banche-italiane-passano-7-bocciate-su-91-banche-europee.jpg?9f281a" alt="Stress-test-le-5-banche-italiane-passano-7-bocciate-su-91-banche-europee" class="left"/>Tutte e cinque le banche italiane oggetto degli <strong>stress test</strong> europei li hanno superati. Si tratta Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps, Banco Popolare e Ubi Banca. Sono sette su 91 le banche europee che non hanno superato la prova degli stress test.<br />
&#8220;<em>Nel complesso i risultati confermano la capacità delle banche italiane di assorbire l&#8217;impatto di un significativo deterioramento delle attuali condizioni macroeconomiche e di mercato</em>&#8220;. E&#8217; quanto commenta, in una nota la Banca d&#8217;Italia a seguito degli <strong>stress test</strong> condotti e superati da tutte e 5 le banche italiane prese in esame.<br />
<span id="more-5045"></span><br />
<strong>MONTE DEI PASCHI</strong><br />
Mps avrebbe a fine 2011 un Tier 1 del 6,2% alla fine dello <strong>stress test</strong> effettuati a livello europeo che tengono in conto lo scenario avverso e l&#8217;aumento del rischio sovrano, superiore quindi alla soglia minima del 6%. E&#8217; quanto comunica l&#8217;istituto di credito</p>
<p><strong>UNICREDIT</strong><br />
Il Tier 1 stimato di Unicredit considerando l&#8217;impatto del rischio sovrano sarebbe al 7,8% alla fine del 2011. Lo si legge in una nota che riporta i risultati dello stress test europeo. &#8220;<em>Qualora si verificasse lo shock ipotizzato nello scenario avverso, il Tier 1 ratio stimato (su base consolidata) sarebbe pari al 8,1 per cento nel 2011, rispetto al 8,6 per cento di fine 2009</em> &#8211; si legge in una nota &#8211; <em>Lo scenario aggiuntivo riguardante il rischio sovrano avrebbe un ulteriore impatto di 0.3 punti percentuali sul Tier 1 ratio stimato, portandolo al 7.8 per cento alla fine del 2011, rispetto al minimo regolamentare del 4 per cento</em>&#8220;. I risultati dello stress test &#8220;<em>determinano un buffer (un&#8217;eccedenza) di 8.245 milioni di euro di capitale Tier 1 rispetto alla soglia del 6% concordata esclusivamente per le finalità di questo esercizio</em>&#8221; si legge nella nota che accompagna lo schema per la pubblicazione dei risultati dello stress test. &#8220;<em>Tale soglia non deve in alcun modo essere interpretata come un minimo regolamentare (il minimo regolamentare per il Tier 1 ratio è fissato al 4 per cento)</em> &#8211; ricorda Unicredit &#8211; <em>né come livello target di capitale che riflette il profilo di rischio della banca, determinato come risultato del processo di controllo prudenziale nell&#8217;ambito del secondo pilastro della CRD</em>&#8221; (la direttiva europea Capital Requirements Directive).<br />
&#8220;<em>Uno stress test non fornisce previsioni dei risultati attesi</em> &#8211; precisa però Unicredit &#8211; <em>poiché gli scenari avversi sono disegnati come scenari &#8216;what-if&#8217; </em>(cosa succederebbe&#8230;se&#8230;, ndr) <em>che includono eventi plausibili ma estremi, dunque con una bassa probabilità di realizzazione</em>&#8220;. Consultando la tabella la situazione nello scenario &#8216;benchmark&#8217; indica un patrimonio di base di di 45.918 milioni di euro e il coefficiente stimato al 10%. Nello scenario avverso il patrimonio di base è stimato a 38.334 milioni e il coefficiente relativo all&#8217;8,1 per cento. Nello scenario avverso con aumento del rischio sovrano, considerati gli accantonamenti e le rettifiche aggiuntive al portafoglio creditizio post aumento del rischio sovrano (-1.200 milioni) e le perdite aggiuntive sulle esposizioni verso debitori sovrani nel portafoglio di negoziazione post aumento del rischio sovrano (-1.608 milioni) il Tier 1 ratio è stimato al 7,8 per cento. I risultati pertanto non indicano alcun capitale aggiuntivo necessario. Unicredit esplicita l&#8217;esposizione verso le amministrazioni pubbliche. La maggiore è verso l&#8217;Italia pari a 38.832 milioni di euro. Verso la Germania il gruppo ha un&#8217;esposizione netta di 19.906 milioni, verso la Polonia di 6.984 milioni e nei confronti dell&#8217;Austria di 7.738 milioni. L&#8217;esposizione netta verso la Grecia è di 801 milioni, verso la Spagna di 537 milioni e verso il Portogallo di 186 milioni.</p>
<p><strong>UBI BANCA</strong><br />
Il gruppo Ubi Banca supera gli stress test con un Tier 1 ratio al 6,8% &#8220;<em>post scenario avverso e aumento del rischio sovrano</em>&#8220;. E&#8217; quanto rende noto la banca in una nota.</p>
<p><strong>INTESA SANPAOLO</strong><br />
Intesa Sanpaolo stima un patrimonio di base Tier 1 all&#8217;8,2% a fine 2011 nello scenario peggiore previsto dallo stress test europeo. Lo si legge in una nota. Nel primo choc ipotizzato dallo scenario avverso il Tier 1 è invece dell&#8217;8,8% rispetto all&#8217;8,3% di fine 2009. Lo scenario aggiuntivo riguardante il rischio sovrano avrebbe un impatto ulteriore di 0,6 punti percentuali, viene precisato.</p>
<p><strong>BANCO POPOLARE</strong><br />
Il Tier 1 di Banco Popolare sarebbe pari al 7,4% nel 2011 qualora si verificasse lo shock ipotizzato nello scenario avverso e del 7% nello scenario aggiuntivo, che comprende il rischio sovrano. Lo si apprende da una nota diffusa dal gruppo Banco Popolare a seguito dei risultati degli stress test disposti dalla Bce che indica un impatto dello 0,4% derivante dall&#8217;eventuale rischio sovrano.</p>
<p><strong>I RISULTATI NELL&#8217;UNIONE EUROPEA</strong><br />
I risultati degli stress test &#8220;<em>confermano la generale solidità del sistema bancario della Ue di fronte a choc finanziari negativi, e sono un importante passo in avanti per restaurare la fiducia dei mercati</em>&#8220;: così la Commissione Ue, la Banca centrale europea e il Comitato europeo per la supervisione delle banche commentano i risultati degli stress test.</p>
<p><strong>GERMANIA</strong><br />
La Hypo Real Estate (Hre) è l&#8217;unica banca tedesca, tra le 14 sottoposte agli stress test, che non ha superato la prova. Lo hanno annunciato oggi in un comunicato congiunto la Bundesbank e la BaFin, la Consob tedesca. &#8220;<em>La Hre è l&#8217;unica banca tedesca che non ha raggiunto la soglia del 6% fissata per il rapporto di capitale Tier 1 sotto lo scenario di stress più rigido</em>&#8220;, si legge nella nota. Nello scenario peggiore, il gruppo Hypo Real Estate ha registrato un Tier 1 al 4,7%. Le banche tedesche hanno &#8220;dimostrato di essere robuste&#8221; e di avere &#8220;buone capacità di ripresa&#8221;: è quanto hanno sottolineato oggi in un comunicato congiunto la Bundesbank e la BaFin, la Consob tedesca, commentando i risultati degli stress test effettuati su 14 istituti di credito del Paese. L&#8217;unica banca che non ha superato il test è stata la Hypo Real Estate (Hre). La media del rapporto di capitale Tier 1 per il settore bancario tedesco è aumentata di quasi due punti percentuali negli ultimi tre anni, si legge nella nota. La &#8220;sovibilità&#8221; del sistema, prosegue il comunicato, &#8220;é assicurata&#8221;, con un rapporto di capitale Tier 1 di poco superiore all&#8217;8,9% (secondo lo scenario che prevede solo un calo dei titoli di Stato) &#8220;<em>nonostante un forte calo della crescita&#8230;</em>&#8220;. La Bundesbank e la BaFin hanno commentato inoltre che &#8220;<em>le banche tedesche sopportano molto bene</em>&#8221; anche lo scenario peggiore &#8211; cioé quello che, oltre a un calo dei titoli di Stato, prevede un aumento del rischio legato al debito sovrano dei paesi Ue &#8211; con un Tier 1 all&#8217;8,5%.<br />
La Deutsche Bank, la prima banca commerciale tedesca, ha superato gli stress test con un Tier 1 al 9,7% nello scenario peggiore, che prevede anche il rischio legato al debito sovrano dei paesi Ue. Lo hanno annunciato oggi in un comunicato congiunto la Bundesbank e la BaFin, la Consob tedesca.<br />
La Commerzbank, la seconda banca commerciale tedesca, ha superato gli stress test con un Tier 1 al 9,1% nello scenario peggiore, che prevede anche il rischio legato al debito sovrano dei paesi Ue. Lo hanno annunciato oggi in un comunicato congiunto la Bundesbank e la BaFin, la Consob tedesca.<br />
La BayernLB, una tra le principali banche regionali tedesche, controllata al 94% dal Land della Baviera, ha superato gli stress test con un Tier 1 all&#8217;8,8% nello scenario peggiore, che prevede anche il rischio legato al debito sovrano dei paesi Ue. Lo hanno annunciato oggi in un comunicato congiunto la Bundesbank e la BaFin, la Consob tedesca.</p>
<p><strong>GRAN BRETAGNA</strong><br />
Promozione per tutte le quattro banche inglesi sottoposte allo stress test: Barclays, Hsbc, Lloyd e Royal Bank of Scotland.</p>
<p><strong>FRANCIA</strong><br />
Le quattro principali banche francesi (Bnp-Paribas, Societe Generale, Credit Agricole e Banque populaire-Caisse d&#8217;epargne) hanno superato l&#8217;esame degli stress test. E&#8217; quanto ha confermato il comitato europeo dei superivisori bancari (Cebs), che oggi ha reso noti i risultati dei &#8216;test di resistenza&#8217; effettuati su 91 banche europee.<br />
Bnp Paripas ha superato gli stress test con un Tier 1 al 9,7% nello scenario peggiore, che prevede anche il rischio legato al debito sovrano dei paesi Ue. Lo ha annunciato la Banca di Francia.<br />
La banca francese Credit Agricole ha superato gli stress test con un Tier 1 al 9,2% nello scenario peggiore, che prevede anche il rischio legato al debito sovrano dei paesi Ue. Lo ha annunciato la Banca di Francia.</p>
<p><strong>IRLANDA</strong><br />
Bank of Ireland e Allied Irish, le due maggiori banche dell&#8217;Irlanda, hanno superato lo stress test. E&#8217; quanto emerge dai dati pubblicati dal Cebs.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mondofinanzablog.com/2010/07/26/stress-test-le-5-banche-italiane-passano-7-bocciate-su-91-banche-europee/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

<!-- Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: http://www.w3-edge.com/wordpress-plugins/

Page Caching using memcached
Database Caching 1/46 queries in 0.048 seconds using memcached
Object Caching 1113/1228 objects using memcached

Served from: www.mondofinanzablog.com @ 2012-02-09 08:44:13 -->
