Borse europee in negativo sulla scia dell’ indice Zew
Piazza Affari in territorio negativo a metà seduta sulla scia delle altre borse europee che hanno risentito del calo della fiducia delle imprese in Germania (indice Zew) e dell’ avvertimento di Moody’ s sul quadro di turbolenza dei prossimi mesi. A Milano l’ indice Ftse all share cede lo 0,37% mentre l’ indice FTSE Mib arretra dello 0,40 per cento.
L’ INDICE ZEW
L’ indicatore elaborato dal centro studi Zew è calato a 50,4 punti, contro i 51,1 punti di novembre anche se permane a valori superiori rispetto alla media dei mesi precedenti, pari a 27 punti. Sebbene dall’ export siano giunti segnali di recupero, secondo lo Zew gli operatori finanziari rilevano una perdurante prudenza dei consumatori, soprattutto determinata dai timori generati dall’aumento della disoccupazione. Proprio oggi il bollettino mensile della Commissione europea sull’ occupazione ha indicato che nella Ue tra marzo 2008 (quando la disoccupazione ha toccato il livello più basso) e ottobre 2009 i lavoratori espulsi dal ciclo produttivo sono aumentati di 6 milioni e mezzo (un aumento del 40%) arrivando a quota 22,5 milioni. Nonostante il miglioramento dell’ economia, avverte la Commissione, «le prospettive del mercato del lavoro per i prossimi mesi restano sfavorevoli».
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Le borse asiatiche hanno chiuso in negativo ieri, con l’ indice Nikkei a -1,5% a 10.212,46 punti, il maggior calo giornaliero dal 2 ottobre scorso. In Asia le vendite hanno colpito soprattutto i titoli delle società di trading, come Mitsubishi Corp (-5,5%), Mitsui (-4,9%) e Marubeni (-3,9%), ma anche i petroliferi e la farmaceutica Astellas Pharma (-6,7%).
L’ economia mondiale sta apparentemente uscendo dalla crisi, ma il direttore del Fondo monetario internazionale avverte che sarà “una ripresa lenta” e “una ripresa senza lavoro” quella a cui si assisterà nei prossimi mesi. “Sono preoccupato dai costi economici e sociali dell’ elevata disoccupazione“, ha affermato Dominique Strauss-Kahn, durante un discorso pronunciato alla Bundesbank, la banca centrale tedesca. L’ elevata disopccupazione “persisterà anche se si stabilizzeranno i mercati finanziari e il Pil“.



















