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	<title>Mondofinanzablog.com &#187; programma di stabilità Tremonti</title>
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	<description>Il mondo della finanza a 360 gradi</description>
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		<title>Tremonti: &#8220;I banchieri come re Mida&#8221;, ora si guarda a un nuovo global standard</title>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2009 08:25:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Oggi la crisi è probabilmente superata nella sua fase apocalittica&#8220;. Lo afferma il ministro dell&#8217; Economia, Giulio Tremonti, nel corso della conferenza stampa che segue l&#8217; international meeting sui global [...]]]></description>
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</script><p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/05/tremonti-i-banchieri-come-re-mida-ora-si-guarda-a-un-nuovo-global-standard.jpg?9f281a" alt="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/05/tremonti-i-banchieri-come-re-mida-ora-si-guarda-a-un-nuovo-global-standard.jpg" class="left"/>&#8220;<em>Oggi la crisi è probabilmente superata nella sua fase apocalittica</em>&#8220;. Lo afferma il ministro dell&#8217; Economia, Giulio Tremonti, nel corso della conferenza stampa che segue<strong> l&#8217; international meeting sui global standard del XXI secolo.</strong></p>
<p>Per rappresentare le distorsioni che hanno portato al collasso finanziario il ministro ricorre al mito di Re Mida. &#8220;<em>Non faceva il banchiere ma qualcosa di simile</em>&#8220;, afferma, sottolineando come la storia &#8220;<em>si è ripetuta</em>&#8220;.<br />
E&#8217; successa la stessa cosa che successe a lui, quella di voler trasformare in oro anche il cibo che gli era necessario, spiega.<br />
&#8220;<em>Stiamo investendo i nostri talenti convinti di non voler fare la fine di Re Mida</em>&#8220;, sintetizza Tremonti. Negli ultimi anni, torna a sottolineare, &#8220;<em>i banchieri hanno fatto come re Mida</em>&#8220;. I banchieri e la finanza, insiste il ministro, &#8220;<em>hanno esagerato e lo hanno fatto perché non c&#8217; erano le regole</em>&#8220;.<br />
<span id="more-1390"></span><br />
<strong>STRUMENTI NUOVI</strong><br />
&#8220;<em>Servono degli strumenti nuovi e credo sia diffusa l&#8217;opinione che non si può entrare nel nuovo secolo con gli strumenti del vecchio secolo</em>&#8220;, afferma. &#8220;<em>L&#8217; ingresso nel nuovo secondo</em> &#8211; sottolinea Tremonti &#8211; <em>non può essere uguale a quello che è stato finora. Con che tipo di regole e principi, è tutto da vedere, e anche i tempi</em>&#8220;. Tremonti sottolinea quindi che &#8220;<em>tutto è stato compresso ed esploso in pochi anni, in 20 ann, a partire dal 1989 con la caduta per muro di Berlino. Il compattamento dei fatti è avvenuto con una forza e una velocità straordinarie e con un finale di rottura&#8221;</em>.</p>
<p><strong>IL GLOBAL STANDARD</strong><br />
Sul global standard &#8220;<em>è appena iniziato un processo complesso</em>&#8220;, continua. L&#8217; Italia &#8220;<em>lo proporrà al prossimo G8 e alle prossime sessioni G20&#8243;. Il ministro fa il punto sullo stato di avanzamento della proposta lanciata per la definizione di regole comuni, evidenziando come &#8220;non si è mai fatto un esercizio del genere</em>&#8220;. Oggi, spiega il titolare di Via XX Settembre, &#8220;<em>c&#8217;è stata una discussione preliminare ma fondamentale</em>&#8220;, perché siamo in una fase in cui &#8220;<em>contano i materiali culturali e non solo quelli tecnici</em>&#8220;.</p>
<p><strong>12 NUOVI PUNTI DI ACCORDO</strong><br />
&#8220;<em>Stiamo lavorando su 12 punti, anche con l&#8217; Ocse</em>&#8220;, insiste Tremonti. &#8220;<em>L&#8217; idea deve essere buona, condivisa e devi riuscire a venderla</em>&#8220;, spiega il ministro, evidenziando che per adottare nuove regole comuni serve la &#8220;<em>condivisione di tante teste in tutto il mondo</em>&#8220;. Il momento, prosegue il numero uno di via XX Settembre &#8220;<em>è quello giusto e l&#8217; idea è buona. Per questo siamo ottimisti. Quanto al prossimo G8, la presidenza italiana &#8220;farà quanto sarà condiviso all&#8217; interno del G8&#8243;. &#8220;Occorre iniziare a scrivere i principi, per poi passare alle sanzioni</em>&#8220;, aggiunge Tremonti, ricordando che &#8220;<em>è presto per entrare nei dettagli, perché non si fa in 8 ore quello che non si è fatto in 15 anni</em>&#8220;.</p>
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		<title>Tremonti lancia il Credit &amp; Liquidity Day, il 2 e 3 marzo sul credito alle imprese</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 22:10:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ROMA &#8211; &#8220;Per il 2 e il 3 marzo stiamo organizzando un credit &#038; liquidity day con banche, industrie, artigiani e imprese del commercio per sentire le proposte, analizzare la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/02/tremonti-lancia-il-credit-liquidity-day-il-2-e-3-marzo-sul-credito-alle-imprese.jpg?9f281a" alt="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/02/tremonti-lancia-il-credit-liquidity-day-il-2-e-3-marzo-sul-credito-alle-imprese.jpg" class="left"/>ROMA &#8211; &#8220;<em><strong>Per il 2 e il 3 marzo stiamo organizzando un credit &#038; liquidity day con banche, industrie, artigiani e imprese del commercio per sentire le proposte, analizzare la situazione del credito e presentare i dati quantitativi e qualitativi sul flusso del credito dalle banche alle imprese</strong></em>&#8220;. Lo ha annunciato il ministro dell&#8217; Economia, <strong>Giulio Tremonti</strong>, a margine della presentazione del libro di Massimo Gaggi, &#8220;<em>La valanga</em>&#8220;.<br />
L&#8217; incontro, ha detto il ministro, servirà a fare una fotografia della situazione in base ai dati, a presentare gli strumenti in atto e a sentire le proposte.<br />
In base a ciò che emergerà il ministro presenterà un progetto per garantire maggiore liquidità all&#8217; economia. L&#8217; obiettivo? <strong>La tenuta sociale</strong>.<br />
Quest&#8217; ultima potrà essere realizzata tramite gli ammortizzatori, mentre la tenuta del sistema produttivo attraverso la garanzia del flusso del credito.<br />
Il ministro ha ribadito che &#8220;<em>il Governo non può sostituirsi alla domanda</em>&#8221; e che sulla &#8220;<em>detassazione delle tredicesime</em>&#8221; ha fatto bene a dire di no. </p>
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		<title>Disoccupazione all&#8217; 8,2%. Le cifre del Tesoro sul mercato del lavoro italiano</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 22:10:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sempre da Repubblica.it arrivano le stime del Tesoro sugli effetti della crisi economica in Italia. Nel 2009, infatti, l&#8217; occupazione dovrebbe subire un calo dell&#8217; 1 per cento. E&#8217; quanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/02/disoccupazione-all-82-le-cifre-del-tesoro-sul-mercato-del-lavoro-italiano.jpg?9f281a" alt="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/02/disoccupazione-all-82-le-cifre-del-tesoro-sul-mercato-del-lavoro-italiano.jpg" class="left"/>Sempre da <em>Repubblica.it</em> arrivano le stime del Tesoro sugli effetti della crisi economica in Italia. <strong>Nel 2009, infatti, l&#8217; occupazione dovrebbe subire un calo dell&#8217; 1 per cento.</strong> E&#8217; quanto si legge nell&#8217; aggiornamento del Programma di stabilità italiano presentato dal <strong>ministero del Tesoro</strong>. Il tasso di disoccupazione mostrerebbe un aumento per il secondo anno consecutivo, attestandosi all&#8217; 8,2%. Mentre il costo del lavoro risulterebbe in sensibile decelerazione rispetto al 2008 &#8220;<em>per effetto della moderazione salariale</em>&#8220;.<br />
Le previsioni? Nel biennio 2010-2011 l&#8217; occupazione è stimata crescere in media dello 0,4%, mentre il <strong>tasso di disoccupazione</strong> a fine periodo si attesterebbe all&#8217;8,2%.<br />
<span id="more-287"></span><br />
<strong>IL PAREGGIO DEL BILANCIO</strong><br />
E intanto slittano i tempi sul pareggio di bilancio. &#8220;<em>Viene confermato</em> &#8211; scrive il Tesoro &#8211; <em>l&#8217; impegno al raggiungimento dell&#8217; obiettivo di pareggio di bilancio anche se il raggiungimento di questo obiettivo si sposta sull&#8217; asse del tempo, per effetto della crisi straordinaria sopravvenuta dopo l&#8217; assunzione del relativo impegno da parte del Paese</em>&#8220;.</p>
<p><strong>L&#8217; INDEBITAMENTO</strong><br />
&#8220;<em>Indipendentemente dalla correzione per il ciclo, in termini di saldo nominale, nonostante l&#8217; aggravarsi della crisi economica e il conseguente peggioramento delle condizioni di finanza pubblica l&#8217; indebitamento netto rimane al di sotto del limite del 3,0% del Pil nel 2008, eccede questo limite nel 2009 arrivando al 3,7%, ma riprende una tendenza alla diminuzione nel biennio 2010-2011</em>&#8220;.</p>
<p><strong>IL PIL</strong><br />
Sul Pil il governo conferma le previsioni dei maggiori istituti internazionali. Il prodotto interno lordo, secondo quanto previsto dal Programma di stabilità, nel 2008 si è fermato allo 0,6% e nel 2009 avrà il segno negativo assestandosi al -2%.</p>
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		<title>Conti pubblici, le stime 2009 del programma di stabilità di Tremonti: cala il gettito, pressione fiscale in aumento fino al 43,3%. Pil -1,7%, deficit +3,7%, debito pubblico al 111,2%</title>
		<link>http://www.mondofinanzablog.com/2009/02/12/conti-pubblici-le-stime-2009-del-programma-di-stabilita-di-tremonti-cala-il-gettito-pressione-fiscale-in-aumento-fino-al-433-pil-17-deficit-37-debito-pubblico-al-1112/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Feb 2009 22:10:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Da Repubblica.it arrivano i numeri previsionali per il 2009 relativi all&#8217; economia italiana. E sono cifre record, in tutti i sensi. Il Pil si contrae dell&#8217; 1,7% (ma non è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/02/conti-pubblici-le-stime-2009-del-programma-di-stabilita-di-tremonti-cala-il-gettito-pressione-fiscale-in-aumento-fino-al-433-pil-17-deficit-37-debito-pubblico-al-1112.jpg?9f281a" alt="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/02/conti-pubblici-le-stime-2009-del-programma-di-stabilita-di-tremonti-cala-il-gettito-pressione-fiscale-in-aumento-fino-al-433-pil-17-deficit-37-debito-pubblico-al-1112.jpg" class="left"/>Da <em>Repubblica.it</em> arrivano i numeri previsionali per il 2009 relativi all&#8217; economia italiana. E sono cifre record, in tutti i sensi.<br />
<strong>Il Pil si contrae dell&#8217; 1,7% (ma non è escluso che ci spossa essere un ritocco dell&#8217; ultima ora per portarlo al -2%, come prevede la Commissione Europea), il deficit sale al 3,7% e il debito pubblico aumenta di quasi cinque punti balzando al 111,2%. In più, una pressione fiscale ai livelli record (43,3%).</strong> Sono queste le nuove<strong> stime 2009 del governo</strong> inserite in una bozza dell&#8217; aggiornamento del <strong>Programma di stabilità</strong> italiano. Il documento, secondo quanto si è appreso, sarà portato domani dal ministro dell&#8217;Economia <strong>Giulio Tremonti</strong> all&#8217; esame del Consiglio dei Ministri prima dell&#8217; invio alla Commissione Europea di Bruxelles.<br />
<span id="more-263"></span><br />
&#8220;<em>La debolezza della fase congiunturale</em> &#8211; è scritto nella bozza della nota informativa che accompagna il nuovo Programma di stabilità &#8211; <em>è prevista perdurare nei primi tre trimestri del 2009, con un recupero a partire dall&#8217; ultimo trimestre dell&#8217; anno. Nel complesso, rispetto alla Relazione Previsionale e Programmatica, le prospettive sono riviste al ribasso per il 2008 e per il 2009, rispettivamente di 0,7 punti e di 2,2 punti percentuali: il pil è atteso registrare una contrazione pari a -0,6% nel 2008 e -1,7% nel 2009. Minore crescita è attesa anche per gli anni seguenti</em>&#8220;.</p>
<p><strong>PRESSIONE FISCALE IN AUMENTO</strong><br />
La pressione fiscale tornerà quest&#8217; anno a livelli record, nonostante un calo del gettito in termini assoluti. La riduzione della crescita economica porterà questo rapporto di nuovo al 43,3%, cioè al picco registrato nel 2007 dal precedente governo. E&#8217; questa una delle nuove stime stilate dal governo, previste dalla bozza del Programma di stabilità.</p>
<p><strong>GETTITO FISCALE IN CALO</strong><br />
Nella bozza della nota informativa che accompagna il Programma di stabilità, è scritto che il 2009 registrerà un calo del gettito fiscale del 2,2%. Nonostante questo, ci sarà un <strong>aumento della pressione fiscale che tornerà dal 43% del 2008 al 43,3% del 2009</strong>. Come nel 2007, sarà il livello più alto, se si esclude il 1997, cioè l&#8217;anno in cui gli italiani pagarono l&#8217; Eurotassa (43,7%).</p>
<p>La pressione fiscale, cioè il rapporto tra le tasse incassate e la ricchezza prodotta dal paese, tornerà a scendere sotto la soglia del 43% solo nel 2013 (42,9%) mentre rimarrà al 43,3% nel 2010, al 43,1% nel 2011, al 43,0% nel 2012.</p>
<p><strong>LA CRISI GLOBALE</strong><br />
Nella nota informativa del Programma di stabilità viene ribadito che &#8220;<em><strong>l&#8217; economia italiana è relativamente meno esposta rispetto agli altri paesi europei ai rischi specifici della crisi globale</strong>. Che la correzione del settore immobiliare sembra minore rispetto ad altri paesi industrializzati, il sistema bancario italiano appare comparativamente meno esposto alla crisi, <strong>le famiglie italiane sono meno indebitate rispetto a quelle degli altri Paesi</strong></em>&#8220;.</p>
<p><strong>LE PREVISIONI PER IL 2013</strong><br />
Il quadro di finanza pubblica per gli anni 2008-2013, indica che &#8220;<em>nonostante l&#8217; aggravarsi della crisi economica e il conseguente peggioramento delle condizioni di finanza pubblica, l&#8217; indebitamento netto rimane al di sotto del limite del 3% nel 2008, eccede questo limite nel 2009 mentre riprende una tendenza alla diminuzione negli anni successivi</em>&#8220;.</p>
<p>La tabella dopo il 2,6% del 2008 e del 3,7% del 2009, scende al 3,2% nel 2010, al 2,8% nel 2011, del 2,7% nel 2012, al 2,6% nel 2013. Nel 2009 a pesare sui conti è tra l&#8217; altro la previsione di una contrazione del gettito fiscale di 2,2 punti percentuali ma anche di una evoluzione più contenuta dei contributi sociali in linea con l&#8217; andamento dell&#8217;occupazione. Ma il valore è diverso se si considera l&#8217; indebitamento netto corretto per il ciclo, che Bruxelles considera se si è sotto il 3%: sarà al 3% nel 2009, ma poi scenderà al 2,5% nel 2010, e al 2,2% nel 2011.</p>
<p><strong>L&#8217; ANDAMENTO DEL DEBITO</strong><br />
Più preoccupante l&#8217; andamento del debito, che nelle nuove previsioni dal 105,9% del 2008, <strong>tornerà a salire per rimanere fermo sopra al sopra il 111% del pil nel triennio 2009-2012</strong> (con il picco del 112,5% il prossimo anno) e poi ridursi lievemente al 101,5%&#038; nel 2013: cioè alla fine del quinquennio considerato il debito sarà quattro punti più alto dell&#8217; attuale.</p>
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