Borsa: cambi di apertura e prezzo del petrolio
L’ euro apre sui mercati del Vecchio Continente sopra quota 1,48 dollari. La moneta europea passa di mano a 1,4867 dollari. Euro/yen a 134,62 e dollaro/yen a 90,53.
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L’ euro apre sui mercati del Vecchio Continente sopra quota 1,48 dollari. La moneta europea passa di mano a 1,4867 dollari. Euro/yen a 134,62 e dollaro/yen a 90,53.
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Il prezzo della benzina aumenta, ma le quotazioni del barile per il petrolio sono in diminuzione. E le associazioni dei consumatori scendono sul piede di guerra, esprimendo “indignazione, sconcerto, scandalo“. Il petrolio, infatti, anche ieri ha viaggiato sotto quota 80 dollari sui mercati internazionali. Al distributore invece Erg, Esso e Q8 hanno invece ritoccato i listini in rialzo. Perchè? Si tratta di speculazioni o di incrementi di costo?
I RIALZI DELLE COMPAGNIE
Secondo le rilevazioni quotidiane di Staffetta Quotidiana nel weekend Esso ha aumentato di 3 millesimi il prezzo di benzina verde e gasolio. Rialzi più significativi da parte di Erg e Q8 (tra i 6 e i 10 millesimi). I prezzi della benzina applicati da Agip, Total e Tamoil sono invece al di sotto di 1,32 euro al litro.
AUMENTI INGIUSTIFICATI
Adusbef e Federconsumatori parlano di aumenti ingiustificati: “é scandaloso – sostengono le due associazioni dei consumatori - che tali aumenti si registrino nel momento in cui c’ é una maggiore valutazione dell’euro sul dollaro, nonché un calo del prezzo internazionale del petrolio. Questioni che dovrebbero determinare non aumenti, bensì riduzioni“.
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Sale il prezzo della benzina. L’ impennata delle quotazioni internazionali del petrolio e la brusca contrazione dei margini delle compagnie ha favorito la revisione al rialzo dei listini dei carburanti. La benzina verde in molti distributori supera quota 1,3 euro al litro e il gasolio raggiunge 1,158 euro/litro. ”Si tratta di prezzi isterici, che aumentano ad una velocità impressionante – denuncia il Codacons -. Basti pensare che solo 20 giorni fa la benzina costava 1,248 euro al litro e il gasolio 1,095 ”, fa osservare il presidente dell’associazione, Carlo Rienzi.
AUMENTI INGIUSTIFICATI
L’ isterismo dei listini, “che solo in parte è giustificabile con i rincari avvenuti nelle quotazioni internazionali del petrolio, allo stato attuale“, rileva il presidente dell’ associazione dei consumatori, ”determina un maggior esborso pari a 3,3 euro per un pieno di benzina e 3,15 euro per un pieno di gasolio. Non ci resta che sperare in una futura cura che possa guarire la patologia di cui soffre il settore dei carburanti in Italia – sottolinea Rienzi – sempre più caratterizzato da prezzi che schizzano rapidamente al rialzo al primo accenno di aumento del petrolio”.
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Un’ apertura nel segno dell’ incertezza per le principali piazze europee oggi. Nei primi scambi Parigi e Francoforte mantengono a fatica la parità, mentre Piazza Affari mantiene un lieve rialzo. L’ Ftse Mib segna un guadagno dello 0,48% mentre il Ftse All Share segna +0,46%. Tra gli scambi più favoriti si segnala Mondadori, che guadagna il 3,51% dopo che la controllante Fininvest ha annunciato di voler fare ricorso contro la condanna civile al risarcimento di 750 milioni di euro alla Cir di De Benedetti.
PIAZZA AFFARI
Per ora i maggiori rialzi dei titoli FTESE MIB si verificano su Cir Comp (+2,14%), Pirelli (+1,78%), Impregilo (+1,29%). Seguono Unicredit (+0,91%) e Fiat (+0,82%). Tra gli All Share in rilievo Elica (+5,15%) ed Actelios (+4,90%), seguiti da RCS Mediagroup (+4,82%).
Male invece A2A (-1,09%), Tenaris (-0,84%), Prysmian (-0,82%), Banca Popolare di Milano (-0,61%) e Unipol (-0,59%).
Tra i titoli FTSE Italia All-share scivolone di Tiscali: -38,46%.
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Apertura in ribasso per tutte le borse europee, dopo due sedute di rialzi. L’ atteggiamento generale sembra essere quello di cautela: nonostante la chiusura positiva di Wall Street e di Tokyo, Parigi segna -0,52%, Francoforte -0,51% e Londra -0,21%. A Milano il Ftse Mib cede lo 0,26% e il Ftse All Share lo 0,17%.
PIAZZA AFFARI
A Piazza Affari i realizzi colpiscono le banche, reduci da un paio di buone sedute, con il Banco Popolare a -0,84% e Mediobanca a -0,90%. Bene Saipem (+0,81%) grazie al rialzo del greggio sui mercati asiatici.
IL PREZZO DEL PETROLIO
Petrolio in rialzo sul mercato elettronico after hours di New York. Il greggio con consegna a novembre è scambiato a 71,76 dollari al barile (+1,2%).
CAMBIO EURO
Euro sostanzialmente stabile sopra 1,47 dollari nei primi scambi della mattinata sui mercati valutari europei. La moneta unica passa di mano a 1,4721 dollari (contro 1,4709 di ieri sera a New York) e a 130,30 yen (131,21 la quotazione Bce di ieri).
Piazza Affari, dopo un avvio in calo, si allinea alle altre Borse europee: Parigi guadagna lo 0,29%, Francoforte lo 0,3% e Londra lo 0,08%. I listini del Vecchio Continente – positivi dopo quattro sedute negative – hanno più volte cambiato direzione, complice il nervosismo per l’ attesa della nuova tornata di trimestrali che inizierà mercoledì con la pubblicazione dei conti del terzo trimestre di Alcoa.
IL PETROLIO
Quest’ oggi petrolio in calo dell’ 1% circa a quota 69 dollari a causa dei timori sulla fragilità della ripresa e sull’ effetto della disoccupazione sui consumi.
PIAZZA AFFARI
A Piazza Affari il Ftse All Share guadagna lo 0,47% punti e il Ftse Mib lo 0,43 per cento. Ha preso la rincorsa Pirelli (+3,8%) e in evidenza si sono messe anche Autogrill (+3,29%) e Atlantia (+2,99%). Quest’ ultima, con i dati preliminari del terzo trimestre, ha sottolineato una ripresa del traffico sulla rete di Autostrade per l’ Italia. Bene Saipem (+2,18%) ed Eni (+0,30%) in linea con l’ andamento del settore materie prime in Europa.
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Nuova raffica di aumenti nei prezzi dei carburanti in vista dell’ esodo degli italiani, con la benzina che vola a 1,3 euro al litro, e il gasolio che sfiora 1,14 euro. “Rincari di questa portata – afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – si verificano puntualmente quando milioni di italiani si mettono in viaggio in macchina sulle autostrade, e peseranno in modo non indifferente sulle vacanze dei cittadini“.
AUMENTi DI 0,042 CENT/LITRO IN 10 GIORNI
“In soli 10 giorni – spiega il Codacons – la benzina è aumentata di 0,042 euro/litro e il gasolio di 0,051 euro/litro“; ciò significa che per un pieno di carburante si spendono oggi 2,1 euro in più (benzina) e 2,55 euro in più (diesel). “La nuova ondata di aumenti dei prezzi dei carburanti costituisce l’ ennesima riprova del meccanismo speculativo di doppia velocità di adeguamento dei carburanti, rapidissimo in ascesa e lentissimo in discesa, da noi da sempre denunciato“, dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori ed Adusbef.
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Nuovi ribassi in arrivo per le bollette di luce e gas: dal primo luglio le tariffe del metano dovrebbero registrare un calo del 9,5% mentre quelle elettriche sono attese scendere del 2,1%. E’ quanto prevede Nomisma Energia che stima all’ ANSA, per il prossimo trimestre luglio-settembre, un risparmio annuo per le famiglie italiane di circa 107 euro. Se le stime saranno confermate dall’ aggiornamento trimestrale – atteso dall’ Authority per l’ energia entro fine giugno – per il gas la minor spesa sarà di circa 97 euro l’ anno a famiglia mentre per la luce si attesterà sui 9,5 euro.
CALI DAL TERZO TRIMESTRE 2009
Dal primo luglio prossimo e per il terzo trimestre 2009 – spiega Davide Tabarelli, esperto tariffario di Nomisma Energia – le tariffe elettriche sono attese registrare un calo del 2,1%. Una riduzione che, per una famiglia tipo con 225 chilowattora consumati in un mese ed una potenza impegnata di 3 chilowatt, si tradurrebbe – sottolinea – in una minor spesa annua di 9,5 euro con il costo del chilowattora in calo di 0,4 cent a 16,3 centesimi.
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Oggi le Borse hanno leggermente migliorato il loro andamento rispetto a ieri, ma restano inesorabilmente in rosso. A Parigi il Cac40 cede l’ 1,5%, a Londra il Ftse 100 perde il 2,17% e a Francoforte il Dax30 cede l’ 1,5 per cento. Milano, che ieri era stata la migliore Borsa del Vecchio Continente, oggi tocca invece arrancare come le altre piazze. Il Mibtel cede lo 0,97% mentre l’ S&PMib lascia sul parterre l’ 1,29 per cento.
Il quadro, insomma, è negativo. Pesano sulle Borse le chiusure in calo delle principali borse di Asia e Pacifico (Tokyo -0,86%), portandosi al di sotto dei valori massimi degli ultimi 7 mesi toccati nella vigilia.
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ROMA – L’ inflazione a marzo è scesa all’ 1,2%, dall’ 1,6% di febbraio. Questa è la stima preliminare resa nota dall’ Istat, che fa presente che i prezzi, su base mensile, sono aumentati dello 0,1%. A livello tendenziale, il tasso è il più basso dal 1969. L’ indice armonizzato compreso delle riduzioni temporanee di prezzo a marzo è cresciuto rispetto a febbraio dell’ 1,1% e aumentato rispetto a marzo 2008 dell’ 1%.
La frenata dell’ inflazione è stata possibile soprattutto grazie al calo dei prezzi dell’ energia, scesi dello 0,4% rispetto a febbraio e del 6,6% rispetto a marzo 2008. E’ diminuita soprattutto la componente non regolamentata (-0,8% congiunturale, -16,5% tendenziale) mentre è rimasta invariata su base congiunturale la componente regolamentata (+9,8% invece il tendenziale).
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