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	<title>Mondofinanzablog.com &#187; Italia PIL 2009</title>
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	<description>Il mondo della finanza a 360 gradi</description>
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		<title>Lavoro: la parità tra uomo e donna farebbe il crescere il Pil dell&#8217; Italia del 32 per cento</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 22:10:09 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Economia e Lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[Se ci fosse la piena parità di sessi sul lavoro il pil italiano potrebbe crescere del 32%. A sostenerlo è uno studio svedese, rilanciato dalla Commissione Europea, intitolato &#8220;Parità dei [...]]]></description>
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<p><strong>LE DONNE, UNA MARCIA IN PIU&#8217; PER IL LAVORO</strong><br />
Il dato italiano si evince da una tabella dedicata a ogni stato membro, secondo la quale, in media, con la piena parita&#8217; la crescita del pil dell&#8217;Ue sarebbe pari al 27%, con picchi del 45% a Malta, del 41% in Grecia e del 40% in Olanda.<br />
La tesi è molto chiara: &#8220;<em>fondandoci sulla nostra ipotesi</em> &#8211; si legge nell&#8217; introduzione dello studio &#8211; <em>e cioe&#8217; che la piena eguaglianza sul mercato del lavoro significhi che uomini e donne lavorino nella stessa misura in lavori retribuiti, avendo una parte uguale di lavoro part-time e di impiego autonomo &#8211; tutto lascia pensare che vi sono maggiori benefici da ottenere da una migliore parità dei sessi</em>&#8220;.<br />
<span id="more-2735"></span><br />
<strong>PIU&#8217; DONNE NEL MONDO DEL LAVORO</strong><br />
Lo studio avverte che &#8220;<em>oggi vi è un considerevole potenziale di crescita in quest&#8217; area nell&#8217; Ue, sebbene maggiore in alcune aree rispetto ad altre. In generale comunque, appare evidente che ogni stato membro potrebbe aumentare il proprio livello di pil se più donne avessero la chance di entrare nel mercato del lavoro</em>&#8220;.</p>
<p><strong>ITALIA ARRETRATA</strong><br />
L&#8217; Italia ha molta strada da fare: secondo le tabelle Eurostat riportate dallo studio, nel 2007 era agli ultimissimi posti (peggio fanno solo Malta e Grecia) per divario occupazionale tra donne e uomini; e al penultimo posto (peggio solo Malta) per distanza dall&#8217; obiettivo di un&#8217; occupazione femminile al 60% fissato dalla Strategia di Lisbona per il rilancio dell&#8217; economia dell&#8217; Ue. Su una cosa brilla però il Belpaese: è il migliore in &#8216;classifica&#8217; quanto a divario di stipendio uomo-donna, solo il 4,4% contro una media Ue del 17% e picchi del 30% in Estonia o del 25% in Olanda.</p>
<p><strong>TROPPA DIFFERENZA SALARIALE</strong><br />
Tra le ricette dello studio svedese diffuso a Bruxelles, figura anzitutto l &#8216;abolizione proprio dei divari di stipendio. Si raccomanda inoltre una maggiore offerta di lavori part-time, che attrarrebbe nel mondo del lavoro più donne. Ma al tempo stesso, andrebbe aumentata anche la possibilità di passare dal lavoro part-time al pieno tempo. Si potrebbe inoltre pensare a incentivi fiscali, ad esempio tassando meno il secondo stipendio di una coppia sposata.</p>
<p><strong>PIU&#8217; AMMORTIZZATORI SOCIALI E MENO PREGIUDIZI</strong><br />
Non basta, lo studio raccomanda un miglioramento dell&#8217; infrastruttura sociale soprattutto in alcuni stati membri, anzitutto asili, ma anche di cura degli anziani, spesso delegata alle donne. In generale, la famiglia è una ragione che spinge le donne a non lavorare circa nel 40% dei casi. Da combattere, infine, anche i pregiudizi contro il lavoro femminile. Ad esempio in Italia circa il 15% degli uomini e delle donne tra i 15 e i 39 ritiene che le donne dovrebbero stare a case e occuparsi dei bambini, con picchi di oltre il 40% in Ungheria, o di oltre il 20% in buona parte degli altri paesi dell&#8217;Est Europa.</p>
<p><strong>PIU&#8217; DONNE ANCHE IN PARLAMENTO</strong><br />
Una cosa, comunque, secondo lo studio è chiara: &#8220;<em>oggi</em> &#8211; si legge &#8211; <em>i paesi con un pil più alto hanno una maggiore occupazione femminile e più donne in Parlamento rispetto a quelli con pil inferiore</em>&#8220;.</p>
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		<title>Dati Istat: Pil 2009 -6%. E&#8217; il dato peggiore dal 1980</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 09:45:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isayblog4</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel secondo trimestre del 2009 il prodotto interno lordo è diminuito dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e del 6% nei confronti del secondo trimestre del 2008. Lo rende noto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/09/dati-istat-pil-2009-6-e-il-dato-peggiore-dal-1980.jpg?9f281a" alt="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/09/dati-istat-pil-2009-6-e-il-dato-peggiore-dal-1980.jpg" class="left"/><strong>Nel secondo trimestre del 2009 il prodotto interno lordo è diminuito dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e del 6% nei confronti del secondo trimestre del 2008. Lo rende noto l&#8217; Istat confermando la stima preliminare diffusa il 7 agosto.<br />
</strong><br />
Nel secondo trimestre del 2009 il Pil è calato del 6% su base tendenziale, cioé rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, confermando la diminuzione che c&#8217; era stata anche nel primo trimestre. <strong>Si tratta in entrambi i casi del dato peggiore da almeno il 1980, anno in cui è cominciata la rilevazione statistica. </strong></p>
<p>Il calo acquisito del Pil italiano nel 2009, ovvero la decrescita che si otterrebbe in presenza di una variazione congiunturale nulla nei prossimi due trimestri dell&#8217;anno, è pari a -5,1%.<br />
<span id="more-2393"></span><br />
<strong>L&#8217; ITALIA PEGGIO CHE L&#8217; EUROPA</strong><br />
Il Pil italiano nel secondo trimestre dell&#8217;anno è calato di più rispetto al complesso dei paesi euro. Se in Italia la diminuzione è stata dello 0,5% congiunturale e del 6% tendenziale, per i Paesi euro il calo è stato dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e del 4,7% rispetto al secondo trimestre 2008. </p>
<p>Nel secondi trimestre il Pil &#8211; scrive l&#8217; Istat &#8211; è aumentato in termini congiunturali dello 0,9% in Giappone, e dello 0,3% in Francia e Germania, mentre è diminuito dello 0,7% nel Regno Unito e dello 0,3% negli Stati Uniti. In termini tendenziali il Pil è diminuito del 6,5% in Giappone, del 5,9% in Germania, del 5,5% nel Regno Unito, del 3,9% negli Usa e del 2,6% in Francia.</p>
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		<title>Pil Italiano: mai così male</title>
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		<pubDate>Fri, 15 May 2009 15:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isayblog4</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e Lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[ROMA &#8211; Crolla il Pil italiano nei primi tre mesi del 2009: il calo sfiora il 6% (-5,9% su base annua, dice Istat) rispetto al primo trimestre del 2008 e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/05/pil-italiano-mai-cosi-male.jpg?9f281a" alt="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/05/pil-italiano-mai-cosi-male.jpg" class="left"/>ROMA &#8211; Crolla il Pil italiano nei primi tre mesi del 2009:<strong> il calo sfiora il 6% (-5,9% su base annua, dice Istat) rispetto al primo trimestre del 2008 e segna una riduzione del 2,4% in confronto ad ottobre-dicembre 2008. E&#8217; il risultato peggiore dall&#8217;80, anno di inizio delle serie storiche confrontabili, e comporta un calo già acquisito per l&#8217;intero anno del 4,6%: questo sarà cioé il calo del Pil annuale se le variazioni dei prossimi 3 trimestri saranno pari a zero. Le ultime stime del governo, invece, prevedono una riduzione della crescita del 4,2%.</strong></p>
<p>Si tratta, dice il premier Silvio Berlusconi, di un dato &#8220;atteso&#8221;. L&#8217; Italia non è comunque l&#8217; unico paese a soffrire della crisi economica: dati negativi per il prodotto interno si registrano infatti anche in Germania (-3,8% nel primo trimestre), in Francia (-1,2%), in Olanda (-4,5%), Austria (-3,6%).<br />
<span id="more-1420"></span><br />
E il segno meno si registra per i paesi della zona euro che chiudono il primo trimestre con un -2,5%. Berlusconi rassicura: &#8220;<em>La crisi esiste, i dati diffusi oggi erano quelli che sapevamo. Siamo nella peggiore crisi mai capitata</em>&#8221; ma &#8220;<em>tutti i contatti con le aziende ci dicono che c&#8217;é un miglioramento della situazione</em>&#8220;. </p>
<p>Secondo il premier inoltre &#8220;<em>nella crisi il fattore massimo è quello psicologico e per questo nostro compito è infondere fiducia e ottimismo</em>&#8220;. E il ministro della P.A., Renato Brunetta, ipotizza che nella seconda metà le cose andranno meglio: &#8220;<em>nella seconda parte dell&#8217;anno ci avvieremo verso tassi negativi più ridotti, che andranno verso lo zero, e poi dallo zero si andrà verso il segno più</em>&#8220;.</p>
<p><strong>L&#8217; ITALIA PEGGIO DEI PAESI UE</strong><br />
L&#8217;o pposizione però attacca il Governo. Il primo commento è di Massimo D&#8217;Alema che fa notare come il risultato italiano sia il peggiore rispetto agli altri paesi europei: &#8220;<em>Abbiamo un governo che fa demagogia e confusione di fronte ad una situazione drammatica del Paese: i dati di oggi dicono che siamo al crollo, tra l&#8217;altro il crollo dell&#8217;economia italiana è nettamente superiore alla media europea, e abbiamo il presidente del consiglio che si trastulla</em>&#8220;. </p>
<p>Pierpaolo Baretta, capogruppo Pd in commissione Bilancio della Camera, chiede invece che &#8220;<em>in assenza di un ruolo serio del governo, le categorie produttive e le parti sociali affrontino direttamente questa situazione sia dal punto di vista della produzione che del lavoro</em>&#8220;. Mentre Marina Sereni, vicepresidente dei deputati Pd, &#8220;<em>da questo governo continuiamo sentire annunci e strumentalizzazioni in vista delle elezioni, ma, com&#8217; é facile constatare, nessun fatto</em>&#8220;.</p>
<p><strong>INFLAZIONE APRILE STABILE,+0,2% MESE,+1,2% ANNO</strong><br />
Inflazione stabile ad aprile: secondo il dato definitivo dell&#8217; Istat si è attestata all&#8217; 1,2% annuo, con una crescita sul mese precedente dello 0,2%. Viene così rivista al ribasso di un decimo la stima preliminare che mostrava una crescita dello 0,3% mensile e dell&#8217; 1,3% annuo.</p>
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		<title>Disoccupazione: -507mila posti di lavoro in due anni, le stime di Confindustria</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2009 11:13:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isayblog4</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e Lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[ROMA &#8211; Tra la metà del 2008 e la metà del 2010 in Italia verranno persi 507 mila posti di lavoro, il 2,2% dell&#8217; occupazione totale. Lo sottolinea il Centro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/03/disoccupazione-507mila-posti-di-lavoro-in-due-anni-le-stime-di-confindustria.jpg?9f281a" alt="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/03/disoccupazione-507mila-posti-di-lavoro-in-due-anni-le-stime-di-confindustria.jpg" class="left"/>ROMA &#8211; <strong>Tra la metà del 2008 e la metà del 2010 in Italia verranno persi 507 mila posti di lavoro, il 2,2% dell&#8217; occupazione totale.</strong> Lo sottolinea il Centro Studi della Confindustria spiegando che nel 2010 il tasso di occupazione salirà al 9%, un valore analogo a quello del 2001 (6,1% il minimo del 2007). Se si considerano anche le persone in cassa integrazione che quindi conservano formalmente il rapporto d&#8217;impiego, i lavori persi sarebbero 867 mila con un -2,8%.</p>
<p><strong>La Confindustria rivede al ribasso le stime del pil 2009. Quest&#8217; anno, secondo il Centro Studi di Viale dell&#8217; Astronomia, il pil dovrebbe diminuire del 3,5% (-1,3% le stime dell&#8217;associazione degli imprenditori di dicembre). La previsione, spiega Confindustria, incorpora il ritorno alla crescita già nella seconda metà dell&#8217; anno. Per il 2010 la Confindustria prevede una crescita dello 0,8%.</strong><br />
<span id="more-861"></span><br />
<strong>LE STIME DEGLI INDUSTRIALI</strong><br />
Le stime per il 2009, ha spiegato il direttore del Centro Studi della Confindustria, Luca Paolazzi, risentono di quanto è accaduto nel primo trimestre, con un calo dell&#8217;1,4% sul trimestre precedente e del 4,6% sull&#8217;anno.<br />
Nel secondo trimestre è previsto un calo dello 0,4% sul trimestre precedente e del 4,3% sull&#8217;anno mentre una lieve ripresa è attesa già per la seconda metà dell&#8217; anno con un +0,1% congiunturale nel terzo trimestre e un +0,2% nel quarto. &#8220;<em>Noi scommettiamo</em> &#8211; ha detto Paolazzi &#8211; <em>nella ripresa già nella seconda parte di quest&#8217;anno, anche se all&#8217;inizio molto debole. Su questa ripresa incideranno positivamente il calo della bolletta energetica e la riduzione dei tassi d&#8217; interesse</em>&#8220;.</p>
<p><strong>IL DEFICIT PUBBLICO</strong><br />
Il deficit pubblico aumenterà nel 2009 al 4,6% del Pil dal 2,7% del 2008. E&#8217; quanto prevede Confindustria. Il deficit inizierà a rientrare nel 2010 (4,3% del Pil ). Il peggioramento é causato principalmente dall&#8217; andamento negativo delle entrate. Il debito pubblico arriverà nel 2009 al 112,5% del Pil (dal 105,8% del 2008) sino a toccare nel 2010 il 114,7%, valore di poco inferiore a quello del 2008.</p>
<p><strong>BOLLETTE MENO CARE</strong><br />
<strong>Il calo dei prezzi dei prodotti energetici porterà nel 2009 risparmi per le bollette delle famiglie di circa 850 euro.</strong> Lo prevede il centro studi della Confindustria, secondo il quale nel complesso il risparmio della bolletta energetica in Italia raggiungerà i 35 miliardi di euro.</p>
<p><strong>CALO DEI TASSI MUTUI</strong><br />
Grazie al calo dei tassi d&#8217; interesse le famiglie italiane che hanno acceso un mutuo a tasso variabile risparmieranno in media nel 2009 3.200 euro. E&#8217; quanto ha spiegato il direttore del centro studi della Confindustria, Luca Paolazzi, sottolineando che nel complesso le famiglie italiane risparmieranno quattro miliardi di euro.</p>
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		<title>Disoccupazione: in tre anni Pil -4% e 1 milione di disoccupati, dalla Cgil la tassa di solidarietà per i ricchi</title>
		<link>http://www.mondofinanzablog.com/2009/03/18/disoccupazione-in-tre-anni-pil-4-e-1-milione-di-disoccupati-dalla-cgil-la-tassa-di-solidarieta-per-i-ricchi/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 22:10:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ROMA &#8211; Se le cose continuano così, entro tre anni la crisi rischia di produrre un milione di disoccupati e di far scendere il prodotto interno lordo del 4%. L&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/03/disoccupazione-in-tre-anni-pil-4-e-1-milione-di-disoccupati-la-cgil-propone-la-tassi-di-solidarieta-per-i-ricchi.jpg?9f281a" alt="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/03/disoccupazione-in-tre-anni-pil-4-e-1-milione-di-disoccupati-la-cgil-propone-la-tassi-di-solidarieta-per-i-ricchi.jpg" class="left"/>ROMA &#8211; <strong>Se le cose continuano così, entro tre anni la crisi rischia di produrre un milione di disoccupati e di far scendere il prodotto interno lordo del 4%.</strong> L&#8217; Ires Cgil, l&#8217;ufficio di studi economici del sindacato di Guglielmo Epifani, traccia una stima sugli effetti della crisi molto peggiore di tutte le previsioni fino ad oggi circolate.<br />
L&#8217; andamento della crisi e i ritardi nell&#8217; adozione di misure di stimolo dell&#8217; economia da parte del governo &#8211; dice il sindacato &#8211; si avviano ad avere ricadute pesantissime sul mondo del lavoro. <strong>Il tasso di disoccupazione nel 2010 rischia infatti di salire fino al 10,1% ed anche nelle ipotesi più ottimistiche di arrivare al 9%.</strong><br />
<span id="more-764"></span><br />
<strong>UN MILIONE DI DISOCCUPATI</strong><br />
Che tradotto in soldoni, significherebbe la perdita di 1 milione di posti di lavoro tra il 2007 e il 2010. Solo nel 2009 si prevede infatti un calo di mezzo milione. Il tutto mentre si allarga a 3,4 milioni di persone l&#8217; area della cosiddetta instabilità occupazionale: quel mondo di dipendenti a termine &#8216;volontari&#8217; ed &#8216;involontari&#8217;, di parasubordinati, di collaboratori su cui incombe di più il rischio di perdita di lavoro.</p>
<p><strong>PIL GIU&#8217; DEL 4%</strong><br />
Dopo il calo dell&#8217;1% nel 2008 la Cgil si attende un drastico ribasso del Pil nel 2009 che dovrebbe raggiungere il 3%. Nel 2010 la diminuzione dovrebbe ridursi ad un -0,1%, portando la somma del triennio ad un -4%. </p>
<p><strong>NIENTE OTTIMISMO</strong><br />
La stima dell&#8217;Ires-Cgil è peggiore della più pessimistica stima fatta dal Res che nel triennio prevede un calo totale del 3,4. Per il 2009 il calo del Pil calcolato dai diversi istituti economici e istituzioni europee varia dunque da un -1% dell&#8217; Ocse al -2,5% del Res e all&#8217; oltre 3% del Ires.</p>
<p><strong>LA TASSA DI SOLIDARIETA&#8217; PER I RICCHI</strong><br />
Il sindacato si prepara allora a lanciare una serie di proposte per combattere la crisi e suggerisce una serie di interventi che potrebbero essere presi con il ricavato della cosiddetta tassa di solidarietà sui redditi alti. Si tratta di misure valore di 1,7 miliardi, a fronte degli 1,5 miliardi che entrerebbero aumentando l&#8217; aliquota dal 43% al 48% per i redditi sopra i 150 mila euro. Gli interventi puntano ad estendere l&#8217; indennità di disoccupazione ordinaria ad altri 200 mila disoccupati circa, a sostenere il reddito dei collaboratori portando l&#8217; indennità al 40% dell&#8217; ultimo compenso annuale e ad ampliare gli importi massimi mensili di cassa integrazione ordinaria e straordinaria e indennità di mobilità di 200 euro. </p>
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		<title>Disoccupazione all&#8217; 8,2%. Le cifre del Tesoro sul mercato del lavoro italiano</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 22:10:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sempre da Repubblica.it arrivano le stime del Tesoro sugli effetti della crisi economica in Italia. Nel 2009, infatti, l&#8217; occupazione dovrebbe subire un calo dell&#8217; 1 per cento. E&#8217; quanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/02/disoccupazione-all-82-le-cifre-del-tesoro-sul-mercato-del-lavoro-italiano.jpg?9f281a" alt="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/02/disoccupazione-all-82-le-cifre-del-tesoro-sul-mercato-del-lavoro-italiano.jpg" class="left"/>Sempre da <em>Repubblica.it</em> arrivano le stime del Tesoro sugli effetti della crisi economica in Italia. <strong>Nel 2009, infatti, l&#8217; occupazione dovrebbe subire un calo dell&#8217; 1 per cento.</strong> E&#8217; quanto si legge nell&#8217; aggiornamento del Programma di stabilità italiano presentato dal <strong>ministero del Tesoro</strong>. Il tasso di disoccupazione mostrerebbe un aumento per il secondo anno consecutivo, attestandosi all&#8217; 8,2%. Mentre il costo del lavoro risulterebbe in sensibile decelerazione rispetto al 2008 &#8220;<em>per effetto della moderazione salariale</em>&#8220;.<br />
Le previsioni? Nel biennio 2010-2011 l&#8217; occupazione è stimata crescere in media dello 0,4%, mentre il <strong>tasso di disoccupazione</strong> a fine periodo si attesterebbe all&#8217;8,2%.<br />
<span id="more-287"></span><br />
<strong>IL PAREGGIO DEL BILANCIO</strong><br />
E intanto slittano i tempi sul pareggio di bilancio. &#8220;<em>Viene confermato</em> &#8211; scrive il Tesoro &#8211; <em>l&#8217; impegno al raggiungimento dell&#8217; obiettivo di pareggio di bilancio anche se il raggiungimento di questo obiettivo si sposta sull&#8217; asse del tempo, per effetto della crisi straordinaria sopravvenuta dopo l&#8217; assunzione del relativo impegno da parte del Paese</em>&#8220;.</p>
<p><strong>L&#8217; INDEBITAMENTO</strong><br />
&#8220;<em>Indipendentemente dalla correzione per il ciclo, in termini di saldo nominale, nonostante l&#8217; aggravarsi della crisi economica e il conseguente peggioramento delle condizioni di finanza pubblica l&#8217; indebitamento netto rimane al di sotto del limite del 3,0% del Pil nel 2008, eccede questo limite nel 2009 arrivando al 3,7%, ma riprende una tendenza alla diminuzione nel biennio 2010-2011</em>&#8220;.</p>
<p><strong>IL PIL</strong><br />
Sul Pil il governo conferma le previsioni dei maggiori istituti internazionali. Il prodotto interno lordo, secondo quanto previsto dal Programma di stabilità, nel 2008 si è fermato allo 0,6% e nel 2009 avrà il segno negativo assestandosi al -2%.</p>
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		<title>Conti pubblici, le stime 2009 del programma di stabilità di Tremonti: cala il gettito, pressione fiscale in aumento fino al 43,3%. Pil -1,7%, deficit +3,7%, debito pubblico al 111,2%</title>
		<link>http://www.mondofinanzablog.com/2009/02/12/conti-pubblici-le-stime-2009-del-programma-di-stabilita-di-tremonti-cala-il-gettito-pressione-fiscale-in-aumento-fino-al-433-pil-17-deficit-37-debito-pubblico-al-1112/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Feb 2009 22:10:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Da Repubblica.it arrivano i numeri previsionali per il 2009 relativi all&#8217; economia italiana. E sono cifre record, in tutti i sensi. Il Pil si contrae dell&#8217; 1,7% (ma non è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/02/conti-pubblici-le-stime-2009-del-programma-di-stabilita-di-tremonti-cala-il-gettito-pressione-fiscale-in-aumento-fino-al-433-pil-17-deficit-37-debito-pubblico-al-1112.jpg?9f281a" alt="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/02/conti-pubblici-le-stime-2009-del-programma-di-stabilita-di-tremonti-cala-il-gettito-pressione-fiscale-in-aumento-fino-al-433-pil-17-deficit-37-debito-pubblico-al-1112.jpg" class="left"/>Da <em>Repubblica.it</em> arrivano i numeri previsionali per il 2009 relativi all&#8217; economia italiana. E sono cifre record, in tutti i sensi.<br />
<strong>Il Pil si contrae dell&#8217; 1,7% (ma non è escluso che ci spossa essere un ritocco dell&#8217; ultima ora per portarlo al -2%, come prevede la Commissione Europea), il deficit sale al 3,7% e il debito pubblico aumenta di quasi cinque punti balzando al 111,2%. In più, una pressione fiscale ai livelli record (43,3%).</strong> Sono queste le nuove<strong> stime 2009 del governo</strong> inserite in una bozza dell&#8217; aggiornamento del <strong>Programma di stabilità</strong> italiano. Il documento, secondo quanto si è appreso, sarà portato domani dal ministro dell&#8217;Economia <strong>Giulio Tremonti</strong> all&#8217; esame del Consiglio dei Ministri prima dell&#8217; invio alla Commissione Europea di Bruxelles.<br />
<span id="more-263"></span><br />
&#8220;<em>La debolezza della fase congiunturale</em> &#8211; è scritto nella bozza della nota informativa che accompagna il nuovo Programma di stabilità &#8211; <em>è prevista perdurare nei primi tre trimestri del 2009, con un recupero a partire dall&#8217; ultimo trimestre dell&#8217; anno. Nel complesso, rispetto alla Relazione Previsionale e Programmatica, le prospettive sono riviste al ribasso per il 2008 e per il 2009, rispettivamente di 0,7 punti e di 2,2 punti percentuali: il pil è atteso registrare una contrazione pari a -0,6% nel 2008 e -1,7% nel 2009. Minore crescita è attesa anche per gli anni seguenti</em>&#8220;.</p>
<p><strong>PRESSIONE FISCALE IN AUMENTO</strong><br />
La pressione fiscale tornerà quest&#8217; anno a livelli record, nonostante un calo del gettito in termini assoluti. La riduzione della crescita economica porterà questo rapporto di nuovo al 43,3%, cioè al picco registrato nel 2007 dal precedente governo. E&#8217; questa una delle nuove stime stilate dal governo, previste dalla bozza del Programma di stabilità.</p>
<p><strong>GETTITO FISCALE IN CALO</strong><br />
Nella bozza della nota informativa che accompagna il Programma di stabilità, è scritto che il 2009 registrerà un calo del gettito fiscale del 2,2%. Nonostante questo, ci sarà un <strong>aumento della pressione fiscale che tornerà dal 43% del 2008 al 43,3% del 2009</strong>. Come nel 2007, sarà il livello più alto, se si esclude il 1997, cioè l&#8217;anno in cui gli italiani pagarono l&#8217; Eurotassa (43,7%).</p>
<p>La pressione fiscale, cioè il rapporto tra le tasse incassate e la ricchezza prodotta dal paese, tornerà a scendere sotto la soglia del 43% solo nel 2013 (42,9%) mentre rimarrà al 43,3% nel 2010, al 43,1% nel 2011, al 43,0% nel 2012.</p>
<p><strong>LA CRISI GLOBALE</strong><br />
Nella nota informativa del Programma di stabilità viene ribadito che &#8220;<em><strong>l&#8217; economia italiana è relativamente meno esposta rispetto agli altri paesi europei ai rischi specifici della crisi globale</strong>. Che la correzione del settore immobiliare sembra minore rispetto ad altri paesi industrializzati, il sistema bancario italiano appare comparativamente meno esposto alla crisi, <strong>le famiglie italiane sono meno indebitate rispetto a quelle degli altri Paesi</strong></em>&#8220;.</p>
<p><strong>LE PREVISIONI PER IL 2013</strong><br />
Il quadro di finanza pubblica per gli anni 2008-2013, indica che &#8220;<em>nonostante l&#8217; aggravarsi della crisi economica e il conseguente peggioramento delle condizioni di finanza pubblica, l&#8217; indebitamento netto rimane al di sotto del limite del 3% nel 2008, eccede questo limite nel 2009 mentre riprende una tendenza alla diminuzione negli anni successivi</em>&#8220;.</p>
<p>La tabella dopo il 2,6% del 2008 e del 3,7% del 2009, scende al 3,2% nel 2010, al 2,8% nel 2011, del 2,7% nel 2012, al 2,6% nel 2013. Nel 2009 a pesare sui conti è tra l&#8217; altro la previsione di una contrazione del gettito fiscale di 2,2 punti percentuali ma anche di una evoluzione più contenuta dei contributi sociali in linea con l&#8217; andamento dell&#8217;occupazione. Ma il valore è diverso se si considera l&#8217; indebitamento netto corretto per il ciclo, che Bruxelles considera se si è sotto il 3%: sarà al 3% nel 2009, ma poi scenderà al 2,5% nel 2010, e al 2,2% nel 2011.</p>
<p><strong>L&#8217; ANDAMENTO DEL DEBITO</strong><br />
Più preoccupante l&#8217; andamento del debito, che nelle nuove previsioni dal 105,9% del 2008, <strong>tornerà a salire per rimanere fermo sopra al sopra il 111% del pil nel triennio 2009-2012</strong> (con il picco del 112,5% il prossimo anno) e poi ridursi lievemente al 101,5%&#038; nel 2013: cioè alla fine del quinquennio considerato il debito sarà quattro punti più alto dell&#8217; attuale.</p>
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		<title>FMI: Italia, PIL -2,1%. Arriva la proposta della Bad Bank per sanare i bilanci delle banche</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 23:53:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[NEW YORK &#8211; Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) si è detto particolarmente preoccupato per l&#8217; Italia, che presenta un PIL in calo sia per il 2009 che per il 2010 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/01/fmi-italia-pil-21-arriva-la-proposta-della-bad-bank-per-sanare-i-bilanci-delle-banche.jpg?9f281a" alt="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/01/fmi-italia-pil-21-arriva-la-proposta-della-bad-bank-per-sanare-i-bilanci-delle-banche.jpg" class="left"/>NEW YORK &#8211; Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) si è detto particolarmente preoccupato per l&#8217; Italia, che presenta un PIL in calo sia per il 2009 che per il 2010 ed un debito pubblico che offre &#8221;<em>margini di manovra limitati rispetto ad altri Paesi per agire con stimoli fiscali</em>&#8221;. Secondo il FMI, infatti, l&#8217; Italia avrà bisogno di riforme fondamentali e strutturali anche una volta uscita da questa crisi globale.<br />
Il monito arriva anche dall&#8217; economista <strong>Nouriel Roubini</strong>, che ha dichiarato che l&#8217; Italia dovrà risolvere il problema della crescita economica, altrimenti &#8221;<em>nel lungo termine potrebbe andare alla deriva rispetto all&#8217; Unione Monetaria e all&#8217; UE</em>&#8221;.<br />
<span id="more-24"></span><br />
<strong>L&#8217; ECONOMIA ITALIANA</strong><br />
L&#8217; economia italiana, secondo le nuove stime del Fmi, si contrarrà quest&#8217; anno del 2,1%, mentre nel 2010 si chiuderà con un -0,1%. Una stima addirittura più pessimistica rispetto a quelle di Banca d&#8217; Italia e della Commissione Europea, che hanno pronosticato entrambe -2%.<br />
&#8221;<em>L&#8217; Italia ha fatto il suo ingresso in questa crisi globale in una posizione già estremamente debole</em> ha spiegato Charles Collyns, vice capo economista del Fmi. L&#8217; Italia è stata colpita da un crollo nell&#8217; export e, rispetto ad altri Paesi, ha uno spazio molto limitato per reagire con stimoli fiscali a causa del debito. Servono, quindi, riforme strutturali. </p>
<p>Tra quelle da attuare, ormai da 20 anni, figurano &#8221;<em>competitività, meno burocrazia, maggior flessibilità e concorrenza nei servizi, investimenti in innovazione tecnologica, maggiore produttività</em>&#8220;. </p>
<p><strong>UNA BAD BANK PER LA RIPRESA ECONOMICA</strong><br />
 I costi della crisi finanziaria hanno raggiunto i 2.200 miliardi di dollari, con le banche europee e statunitensi che fra il 2009 e il 2010 si troveranno a effettuare svalutazioni per 500 miliardi di dollari. Il che significa che &#8221;<em>un importo analogo in termini di nuovo capitale sarà necessario alle banche UE ed USA soltanto per impedire un ulteriore deterioramento del loro patrimonio</em>&#8221;.</p>
<p>Negli Stati Uniti è stata avanzata l&#8217; ipotesi &#8211; non del tutto nuova &#8211; di creare una &#8220;bad bank&#8221; pubblica, che potrebbe prendere vita addirittura la prossima settimana, dove far confluire gli asset tossici, allo scopo di ripulire i bilanci delle banche e favorire una ripresa del credito. Proprio per spingere il credito, la FED ha annunciato di essere pronta a riacquistare sul mercato i titoli di stato. L&#8217; ipotesi di una bad bank è ritenuta &#8220;sensata&#8221; dal FMI.</p>
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