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Trade management: come gestire gli investimenti

Trade-management-come-gestire-gli-investimentiTorniamo ai consigli di borsa parlando di Trade Management con il broker Giuseppe Brindisi (www.wintrader.it). Stabilito il metodo di trading si passa alla fase del trade mangement (ovvero alla gestione dell’operazione della “giocata”), caratterizzata dall’aspetto più delicato: l’emozione ed il controllo di se stessi. Dopo l’entrata, le decisioni possibili da prendere sono varie: rinforzare la posizione, alleggerirla, uscire del tutto e, quindi, l’uscita. Si era detto che la fase studio termina con lo stabilire cosa comprare, quando e quanto comprare, quando e con quanto uscire, quando e con quanto rinforzare, quando e quanto liquidare…
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Money management: stop loss, breakeven stop, trailing stop, take profit e shock protection

Money-management-stop-loss-breakeven-stop-trailing-stop-take-profit-e-shock-protectionIl Money Management consiste nell’informare il proprio trading a criteri razionali, frutto di dettami dei grandi traders e della nostra esperienza per chiudere una posizione, long o short. Vediamo i suggerimenti del trader Giuseppe Brindisi (www.wintrader.it) sull’argomento.
Durante lo studio dei mercati, il trader individua i meccanismi di ingresso sul mercato, basati su dati storici, informazioni, oscillatori, su figure grafiche, su indicatori o su altri elementi dell’analisi tecnica. E’ basilare che il metodo di trading preveda condizioni efficaci di uscita oltre a quelle di ingresso.
Il Money Management è il complesso delle regole per chiudere una posizione.
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Investire in borsa: altre strategie di uscita

Investire-in-borsa-altre-strategie-di-uscitaVediamo altre strategie di uscita dalla borsa grazie ai suggerimenti del trader Giuseppe Brindisi (www.wintrader.it).

PUNTI DI USCITA PREDETERMINATI
Con questa strategia vengono definiti all’inizio i prezzi di uscita, sia per un trade ‘vinto’ che per un trade ‘perso’. Gli obiettivi possono essere fissati sia in base al solo grafico, sia con delle percentuali fisse. In generale, il grafico vi dà anche informazioni sul prezzo obiettivo: una measured move avrà un secondo braccio di lunghezza simile al primo, un breakout da un area di congestione tenderà ad arrivare a una distanza pari allo spessore della congestione… e così via.
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Investire in borsa: strategie di uscita

Investire-in-borsa-strategie-di-uscitaE quando le cose si mettono al peggio? Come uscirne? Vediamo cosa suggerisce il trader Giuseppe Brindisi (www.wintrader.it). La prima cosa da sapere è che non c’è niente di sbagliato nel vendere. Specialmente negli ultimi anni, vendere è spesso stato visto da molti come un errore, una manifestazione di debolezza. Forse l’evoluzione degli ultimi mesi ha cambiato leggermente la percezione, ma molta gente si ostina nel non vendere nonostante stia affrontando perdite enormi. E’ fondamentale vendere al momento giusto, sia per prendere un beneficio che per tagliare una perdita. E, in generale, è meglio troppo presto che troppo tardi. Uno dei vostri obiettivi fondamentali deve essere quello di proteggere il vostro capitale, non dimenticatelo mai.
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Strategie di investimento in borsa: cosa sapere per non perdersi

Strategie-di-investimento-in-borsa-cosa-sapere-per-non-perdersiLa metodologia per operare in Borsa è ampia e si differenzia soprattutto in relazione al Time Frame (finestra di tempo) scelto per operare. Vediamo altre strategie di investimento in borsa con il trader Giuseppe Brindisi (www.wintrader.it). A seconda del time frame, si può andare dall’intraday (nell’ambito del giorno), al weekly (settimanale), monthly (mensile), al long term (più mesi e, addirittura anni). Va da sé che il trader on line, operando in tempo reale con l’impiego del computer collegato ai mercati, tramite broker si affida ad un time frame short (dall’intraday al weekly). Sarebbe anacronistico impiegare strumenti telematici, di norma collegati per molte ore del giorno, per poi fare il “cassettaro”: in altre parole, comprare e vendere strumenti finanziari con ritmi di mesi o anni.
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Investire in titoli di borsa: la strategia di trading weekly

Investire-in-titoli-di-borsa-la-strategia-di-trading-weeklyEd ecco altri utili suggerimenti dal trader Giuseppe Brindisi (www.wintrader.it) per investire secondo la strategia del trading weekly.

LA STRATEGIA DEL TRADING WEEKLY
Per investire secondo la strategia del trading weekly, scegliere 2 al massimo 3 stocks in up trend che rispettino queste condizioni:
* Tra le prime 5 classificate da Vector Vest per la strategia speculativa (chi non dispone di vector vest, può utilizzare il sito www.barchart.com o www.cnet.com o www.trasingsignals.com o www.yahoo.com ed altri ottimi siti per il mercato americano). Per il mercato italiano si consigliano www.borsanalisi.com www.it.msn.com.
* Non siano downgrading o titoli legati a news negative.
* Elliot: prezzi o all’inizio dell’onda 1,3,5 od onda correttiva a oscillare in up trend, stocastico da ipervenduto si dirige verso l’ipercomprato, RSI come per stocastico; XTL Bleu ed altri oscillatori favorevoli, PTI <35.
* BB: linea dei prezzi che si allontani da BB inferiore 8 con segnali d’inversione tipo doji confermato o figura rialzista candle stick o l’abbia perforata e poi abbia invertito la direzione o, ancora, che abbia sorpassato la BB superiore con superamento forte resistenza (sempre trend up) e con oscillatori favorevoli.

Bisogna poi suddividere il capitale disponibile in 5 parti per impiegarne non più di 1 per stocks (se si vuol rischiare di più in rapporto a situazioni particolarmente favorevoli, si possono impiegare 2 aliquote per stock).
Tenere sempre una parte liquida.
Entrare il lunedì (metodo Larry Williams) se sussistono tutte le condizioni di cui sopra e se il prezzo d’apertura è inferiore o al massimo o uguale al prezzo di chiusura del venerdì precedente.
Stabilire lo stop loss con uno dei metodi conosciuti tenendo conto della volatilità del mercato e della stock o fissando la percentuale massima che si è disposti a perdere in rapporto al prevedibile gain (ad. es. non scendere sotto il 50% del gain effettuato) e stabilendo uno stop profit.
Non uscire dalla posizione se non per stop loss o stop profit, con la convinzione che se:
- IL GIORNO E’ IN UP TREND, la chiusura sarà molto prossima al massimo giornaliero;
- IL GIORNO E’ IN DOWN TREND, la chiusura sarà molto prossima al minimo.

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Il sistema di valutazione degli strumenti adatti per investire in borsa

Il-sistema-di-valutazione-degli-strumenti-adatti-per-investire-in-borsaNon tutte le informazioni riportate precedentemente servono contemporaneamente alla persona che vuole investire in borsa. Ecco quali sono che, secondo il trader Giuseppe Brindisi (www.wintrader.it) dovrebbero essere valutati a seconda del particolare contesto in cui ci si trova.

ELEMENTI DI VALUTAZIONE
* SITUAZIONE POLITICO-STRATEGICA planetaria – punteggio da 1 a 4- (1 grave crisi, 2 crisi secondarie, 3 neutra, 4 buona, 5 ottima);
* VALORE SETTORE (finanziario, bancario, tecnologico…) da 1 a 5 (1 settore in poco appetibile, 2 neutro, 3 appetibile, 4 molto appetibile, 5 esplosivo);
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Investire in titoli di borsa: come tagliare le perdite

Investire-in-titoli-di-borsa-come-tagliare-le-perditeQuando si tratta di borsa – suggerisce il trader Giuseppe Brindisi (www.wintrader.it) – l’intuito fa commettere grossi errori e, quindi, è bene ricercare una dimostrazione razionale delle proprie teorie basata su dati obiettivi. Il trading di borsa, come dicono quasi tutti gli esperti, è problema ad alto grado d’incertezza (da qui il ricorso anche alla fuzzy logic) e, quindi, affrontabile solo in termini di probabilità a posteriori. Bisogna allora chiedersi quali sono gli elementi noti del problema.
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Investire in titoli di borsa: il prezzo e i fattori che lo influenzano

Investire-in-titoli-di-borsa-il-prezzo-e-i-fattori-che-lo-influenzanoUna volta scoperti la maggior parte degli strumenti a disposizione dell’investitore di borsa, passiamo in rassegna gli elementi principali che determina gli andamenti di un titolo sul mercato con i suggerimenti del trader Giuseppe Brindisi (www.wintrader.it).

IL PREZZO
I medici affermerebbero che il prezzo è l’organo bersaglio. Il prezzo è l’output finale di tutti gli input processati.
Ma il prezzo è la manifestazione, misurabile, quasi tattile, l’effetto finale di input e process. Se il prezzo varia è variato uno o più inputs. L’essenza per creare un modello funzionante che ci consenta di effettuare simulazioni (wath..if..?) sta nell’individuazione degli input e le leggi che li correlano tra loro e con il prezzo. Impresa quasi impossibile per la pratica individuazione di input e le precise interrelazioni che governano il Potremmo anche non conoscere gli input ed il process cui sono sottoposti.
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Strumenti per scegliere i titoli in borsa: trendline, figure, analisi fondamentale e variabili

Strumenti-per-scegliere-i-titoli-in-borsa-trendline-figure-analisi-fondamentale-e-variabiliConoscere e fondo il terreno di gioco prima di buttarsi nella mischia è fondamentale… prseguiamo dunque a scandagliare il complesso campo degli investimenti in borsa con i consigli del trader Giuseppe Brindisi (www.wintrader.it).

TRENDLINE, CANALI, SUPPORTI E RESISTENZE
I prezzi si muovono secondo una direzione ben precisa: al rialzo, al ribasso, laterale e – dall’osservazione del grafico – è possibile individuare una linea di tendenza. A queste linee di tendenza (trend line) si usa spesso tracciare una parallela facendola passare per almeno un punto di massimo se la trendline è ascendente, o un punto di minimo se la trendline è discendente. Si ottiene, così, un canale la cui logica interpretativa è identica a quella delle trendline. Il canale dà, in più, la visione dell’ampiezza delle oscillazioni e, quindi, la possibilità di valutare lo spessore del mercato. Inoltre, nel grafico si possono rilevare dei livelli di prezzo che ostacolano il naturale proseguimento della trend in atto. Queste aree o livelli prendono il nome di supporti, quando è probabile un recupero delle quotazioni, mentre vengono chiamati resistenze in caso contrario.

FIGURE
L’analisi tecnica permette inoltre di monitorare la forza o la debolezza dello strumento finanziario e segnalare in anticipo potenziali inversioni di tendenza. Il segnale è dato da alcune figure che si possono individuare nella rappresentazione grafica. Le più conosciute sono: il testa e spalle, che costituisce uno dei modelli di inversione più affidabili sia al rialzo che al ribasso; il doppio massimo e minimo, che indica una figura ribassista ed è formato da due punte intervallate da un punto di minimo. Gli strumenti sin qui analizzati danno però un segnale solo quando questo è già avvenuto. Nell’analisi tecnica esistono altre metodologie in grado di anticipare i potenziali segnali di inversione del trend in atto. L’uso di questi strumenti, che sono conosciuti con il termine di anticipatori, non prescinde dagli altri analizzati, ma è contestuale al fine di ottenere ulteriori conferme. Tra questi ricordiamo: il Macd (moving average convergence divergence), la media mobile esponenziale, la media mobile lineare, il price oscillator, il Roc (rate of change) , l’Rsi (relative strenght index).

ANALISI FONDAMENTALE
L’analisi fondamentale, altra disciplina a supporto delle scelte gestionali, non va vista in antitesi all’analisi tecnica, ma va considerata come uno strumento e un metodo a completamento delle strategie operative sulla gestione dei titoli. L’analisi fondamentale dà dei suggerimenti sulle posizioni da assumere su particolari titoli finanziari, ma il momento (timing) delle operazioni finanziarie può essere suggerito dall’analisi tecnica. L’analisi fondamentale si basa sull’identificazione e la previsione delle variabili economiche e finanziarie da cui può dipendere l’evoluzione delle quotazioni dei titoli e considera e interpreta sia le variabili macroeconomiche, vale a dire le grandezze che possono influenzare l’economia nel suo complesso, sia le variabili microeconomiche riferite all’emittente dello strumento finanziario.

VARIABILI MACROECONOMICHE E MICROECONOMICHE
Il primo livello è rappresentato pertanto dall’osservazione di variabili macroeconomiche quali: i tassi di interesse, di cambio, il prezzo delle materie prime e la situazione politica sociale. Un secondo livello è costituito dall’analisi di tipo settoriale e aziendale.

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