Conoscere e fondo il terreno di gioco prima di buttarsi nella mischia è fondamentale… prseguiamo dunque a scandagliare il complesso campo degli investimenti in borsa con i consigli del trader Giuseppe Brindisi (www.wintrader.it).
TRENDLINE, CANALI, SUPPORTI E RESISTENZE
I prezzi si muovono secondo una direzione ben precisa: al rialzo, al ribasso, laterale e – dall’osservazione del grafico – è possibile individuare una linea di tendenza. A queste linee di tendenza (trend line) si usa spesso tracciare una parallela facendola passare per almeno un punto di massimo se la trendline è ascendente, o un punto di minimo se la trendline è discendente. Si ottiene, così, un canale la cui logica interpretativa è identica a quella delle trendline. Il canale dà, in più, la visione dell’ampiezza delle oscillazioni e, quindi, la possibilità di valutare lo spessore del mercato. Inoltre, nel grafico si possono rilevare dei livelli di prezzo che ostacolano il naturale proseguimento della trend in atto. Queste aree o livelli prendono il nome di supporti, quando è probabile un recupero delle quotazioni, mentre vengono chiamati resistenze in caso contrario.
FIGURE
L’analisi tecnica permette inoltre di monitorare la forza o la debolezza dello strumento finanziario e segnalare in anticipo potenziali inversioni di tendenza. Il segnale è dato da alcune figure che si possono individuare nella rappresentazione grafica. Le più conosciute sono: il testa e spalle, che costituisce uno dei modelli di inversione più affidabili sia al rialzo che al ribasso; il doppio massimo e minimo, che indica una figura ribassista ed è formato da due punte intervallate da un punto di minimo. Gli strumenti sin qui analizzati danno però un segnale solo quando questo è già avvenuto. Nell’analisi tecnica esistono altre metodologie in grado di anticipare i potenziali segnali di inversione del trend in atto. L’uso di questi strumenti, che sono conosciuti con il termine di anticipatori, non prescinde dagli altri analizzati, ma è contestuale al fine di ottenere ulteriori conferme. Tra questi ricordiamo: il Macd (moving average convergence divergence), la media mobile esponenziale, la media mobile lineare, il price oscillator, il Roc (rate of change) , l’Rsi (relative strenght index).
ANALISI FONDAMENTALE
L’analisi fondamentale, altra disciplina a supporto delle scelte gestionali, non va vista in antitesi all’analisi tecnica, ma va considerata come uno strumento e un metodo a completamento delle strategie operative sulla gestione dei titoli. L’analisi fondamentale dà dei suggerimenti sulle posizioni da assumere su particolari titoli finanziari, ma il momento (timing) delle operazioni finanziarie può essere suggerito dall’analisi tecnica. L’analisi fondamentale si basa sull’identificazione e la previsione delle variabili economiche e finanziarie da cui può dipendere l’evoluzione delle quotazioni dei titoli e considera e interpreta sia le variabili macroeconomiche, vale a dire le grandezze che possono influenzare l’economia nel suo complesso, sia le variabili microeconomiche riferite all’emittente dello strumento finanziario.
VARIABILI MACROECONOMICHE E MICROECONOMICHE
Il primo livello è rappresentato pertanto dall’osservazione di variabili macroeconomiche quali: i tassi di interesse, di cambio, il prezzo delle materie prime e la situazione politica sociale. Un secondo livello è costituito dall’analisi di tipo settoriale e aziendale.
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