Spesa pubblica, Napolitano accusa: “Il debito è intollerabile”
Intervenire nella spesa pubblica, riportando sotto controllo il debito ormai intollerabile ma al tempo stesso modificando l’ ordine delle voci e delle priorità. E’ questa l’ analisi della situazione economica e finanziaria del nostro Paese che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano traccia intervenendo nell’ aula magna dell’Università di Roma ‘La Sapienza’ per presenziare all’ evento “Sapienza Ricerca: chi ricerca trova“, che vede la premiazione delle ricerche di eccellenza nell’ ateneo romano.
UN INDEBITAMENTO OLTRE OGNI LIMITE
Il capo dello Stato, accolto al suo ingresso da un lungo applauso, indica che “il volume della spesa pubblica ha largamente ecceduto i limiti di un indebitamento normale e tollerabile“. Per Napolitano, “la spesa pubblica deve essere senza dubbio ricondotta sotto controllo“. Ma chiede al tempo stesso che “in questo sforzo, anche di superamento di una situazione debitoria pesante per lo Stato italiano, si riescano ad affermare altre priorità nella distribuzione dei fondi pubblici“. Proprio a tal proposito, il titolare del Quirinale stigmatizza che “c’ è un’ enorme difficoltà a modificare l’ ordine delle voci della spesa pubblica, che si sono venute incorporando attraverso comportamenti pluridecennali“. E, di conseguenza, vi è una speculare difficoltà “a introdurre priorità che modifichino quelle che, essendo state riconosciute come tali, si sono oramai sedimentate“.
Continua »

La crisi pesa sui conti di cassa dello Stato. Al primo giro di boa il fabbisogno si attesta a 49,5 miliardi di euro, con un “rosso” doppio rispetto ai quasi 24 miliardi dello stesso periodo del 2009. A conti fatti il peggioramento, nei primi sei mesi dell’ anno, è stato di 25,5 miliardi, lasciati sul terreno soprattutto dal peggior andamento delle entrate fiscali.
ROMA – L’ Ocse rivede al rialzo le stime di crescita dei paesi che ne fanno parte, “per la prima volta dal giugno 2007“. E’ quanto annuncia la stessa Organizzazione per la cooperazione economica e lo sviluppo nell’ Economic Outlook. Il Pil 2009 dell’ area Ocse registrerà una contrazione del 4,1% (contro il -4,3% delle precedenti stime), mentre nel 2010 é atteso un ritorno ad una crescita dello 0,7% (-0,1%).
ROMA – A dispetto dell’ ottimismo governativo sulla fine della crisi, arriva il parere dell’ Ocse sulla situazione del Bel Paese, un parere che non è per niente rassicurante. La contrazione del prodotto interno lordo italiano “continuerà fino alla fine di quest’ anno, con un ritorno molto lento alla crescita nel 2010“. Questo si legge nel rapporto dell’ Ocse sull’ Italia che parla di una “recessione sorprendentemente forte” che ha colpito il paese e prevede per il 2009 un calo del Pil del 5,3% e per il 2010 un rialzo di appena lo 0,4%”.
La crisi sta finendo? Non sembra proprio. A comunicarlo è l’ Eurostat: nel primo trimestre del 2009 nell’ Ue sono stati persi 1.916.000 posti di lavoro, di cui 1.220.000 nella zona euro. In termini percentuali, l’ occupazione ha subito un calo dello 0,8% sia nell’ area euro che nell’ Ue-27, il doppio rispetto all’ ultimo trimestre del 2008. Calo dello 0,8% anche in Italia, mentre, tra i principali Paesi europei, si registra un -6,4% in Spagna, un -0,7% in Francia e un +0,1% in Germania.
Nuovo record per il debito pubblico italiano che a marzo ha raggiunto quota 1.741,257 miliardi di euro, contro i 1.707,410 di febbraio. E’ quanto si legge nel Supplemento al Bollettino statistico della Banca d’ Italia sull’ andamento della finanza pubblica.
NEW YORK – Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) si è detto particolarmente preoccupato per l’ Italia, che presenta un PIL in calo sia per il 2009 che per il 2010 ed un debito pubblico che offre ”margini di manovra limitati rispetto ad altri Paesi per agire con stimoli fiscali”. Secondo il FMI, infatti, l’ Italia avrà bisogno di riforme fondamentali e strutturali anche una volta uscita da questa crisi globale.



















