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	<title>Mondofinanzablog.com &#187; crisi finanziaria Italia</title>
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	<description>Il mondo della finanza a 360 gradi</description>
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		<title>Allarme bolle speculative: la Banca Mondiale segnala flussi di capitale verso l&#8217;Asia</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Oct 2010 11:38:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Banca Mondiale avverte che l&#8217;aumento dei flussi di capitale verso l&#8217;Asia orientale stanno alimentando timori di bolle finanziarie e le autorità devono stare attente a non ripetere gli errori [...]]]></description>
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</script><p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2010/10/Allarme-bolle-speculative-la-Banca-Mondiale-segnala-flussi-di-capitale-verso-lAsia.jpg?9f281a" alt="Allarme-bolle-speculative-la-Banca-Mondiale-segnala-flussi-di-capitale-verso-lAsia" class="left"/>La Banca Mondiale avverte che l&#8217;aumento dei flussi di capitale verso l&#8217;Asia orientale stanno alimentando timori di bolle finanziarie e le autorità devono stare attente a non ripetere gli errori commessi nella crisi finanziaria asiatica oltre un decennio fa. Le valute asiatiche si stanno apprezzando poiché i bassi rendimenti nei paesi sviluppati guidano il capitale verso quella zona. Ciò potrebbe creare inflazione, portare a bolle speculative e danneggiare il settore bancario.<br />
&#8220;<em>Maggiori afflussi combinati con ampia liquidità interna e fiducia crescente hanno spinto al rialzo i mercati azionari, i prezzi degli immobili e valutazioni di altre attività in alcuni paesi, innescando timori di una nuova bolla</em>&#8221; dice il rapporto.<br />
<span id="more-5657"></span><br />
<strong>La corsa dei capitali in Asia</strong><br />
&#8220;<em>Le autorità in Asia orientale devono adottare adeguate precauzioni per assicurarsi che non si ripeta lo stesso errore due volte in poco più di un decennio</em>&#8220;.<br />
Interventi per rallentare il rialzo della valuta hanno avuto un successo limitato, ha detto la Banca Mondiale, aggiungendo che i controlli sui capitali non sono stati molto efficaci sui flussi di investimento a lungo termine.</p>
<p><strong>La regolazione dei flussi monetari</strong><br />
I paesi asiatici hanno un mix di strumenti disponibili per far fronte ai flussi in aumento, come la regolazione della politica monetaria, il ritiro di stimoli e la regolazione del settore bancario per evitare distorsioni di indebitamento e di prestiti, ha detto Vikram Nehru capo economista per l&#8217;Asia-Pacifico della Banca Mondiale ha detto ai giornalisti.</p>
<p><strong>I rischi dell&#8217;inflazione</strong><br />
Vi è qualche evidenza che i flussi di capitale verso l&#8217;Asia orientale stando diventando più a breve termine, dice Nehru, ma è fiducioso che i governi asiatici non permettano che gli afflussi diventino così a breve termine da invertire rapidamente, come hanno fatto nella crisi finanziaria asiatica del 1997.<br />
I responsabili di politica monetaria devono stare attenti che interventi valutari non sterilizzati non comportino inflazione, aggiunge Nehru, poiché aumenterebbe l&#8217;offerta di moneta.</p>
<p><strong>Le economie in via di sviluppo</strong><br />
Le economie in via di sviluppo dell&#8217;Asia orientale cresceranno dell&#8217;8,9% nel 2010, ha detto la Banca Mondiale nell&#8217;aggiornamento del suo rapporto semestrale sull&#8217;economia dell&#8217;Est asiatico e del Pacifico, rivedendo al rialzo la precedente stima di 8,7% a fronte di un aumento del commercio e dei consumi privati.<br />
Escludendo la Cina, l&#8217;Asia orientale in via di sviluppo crescerà del 6,7% quest&#8217;anno, rivista dalla precedente previsione di +5,5%.<br />
Nel 2011, la crescita dell&#8217;Est asiatico rallenterà al 7,8%, meno della previsione precedente di 8,0%, perché la crescita nelle principali economie è debole e le economie emergenti stanno facendo rientrare gli stimoli, ha detto ancora la Banca.</p>
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		<title>Disoccupazione all&#8217; 8,2%. Le cifre del Tesoro sul mercato del lavoro italiano</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 22:10:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sempre da Repubblica.it arrivano le stime del Tesoro sugli effetti della crisi economica in Italia. Nel 2009, infatti, l&#8217; occupazione dovrebbe subire un calo dell&#8217; 1 per cento. E&#8217; quanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/02/disoccupazione-all-82-le-cifre-del-tesoro-sul-mercato-del-lavoro-italiano.jpg?9f281a" alt="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/02/disoccupazione-all-82-le-cifre-del-tesoro-sul-mercato-del-lavoro-italiano.jpg" class="left"/>Sempre da <em>Repubblica.it</em> arrivano le stime del Tesoro sugli effetti della crisi economica in Italia. <strong>Nel 2009, infatti, l&#8217; occupazione dovrebbe subire un calo dell&#8217; 1 per cento.</strong> E&#8217; quanto si legge nell&#8217; aggiornamento del Programma di stabilità italiano presentato dal <strong>ministero del Tesoro</strong>. Il tasso di disoccupazione mostrerebbe un aumento per il secondo anno consecutivo, attestandosi all&#8217; 8,2%. Mentre il costo del lavoro risulterebbe in sensibile decelerazione rispetto al 2008 &#8220;<em>per effetto della moderazione salariale</em>&#8220;.<br />
Le previsioni? Nel biennio 2010-2011 l&#8217; occupazione è stimata crescere in media dello 0,4%, mentre il <strong>tasso di disoccupazione</strong> a fine periodo si attesterebbe all&#8217;8,2%.<br />
<span id="more-287"></span><br />
<strong>IL PAREGGIO DEL BILANCIO</strong><br />
E intanto slittano i tempi sul pareggio di bilancio. &#8220;<em>Viene confermato</em> &#8211; scrive il Tesoro &#8211; <em>l&#8217; impegno al raggiungimento dell&#8217; obiettivo di pareggio di bilancio anche se il raggiungimento di questo obiettivo si sposta sull&#8217; asse del tempo, per effetto della crisi straordinaria sopravvenuta dopo l&#8217; assunzione del relativo impegno da parte del Paese</em>&#8220;.</p>
<p><strong>L&#8217; INDEBITAMENTO</strong><br />
&#8220;<em>Indipendentemente dalla correzione per il ciclo, in termini di saldo nominale, nonostante l&#8217; aggravarsi della crisi economica e il conseguente peggioramento delle condizioni di finanza pubblica l&#8217; indebitamento netto rimane al di sotto del limite del 3,0% del Pil nel 2008, eccede questo limite nel 2009 arrivando al 3,7%, ma riprende una tendenza alla diminuzione nel biennio 2010-2011</em>&#8220;.</p>
<p><strong>IL PIL</strong><br />
Sul Pil il governo conferma le previsioni dei maggiori istituti internazionali. Il prodotto interno lordo, secondo quanto previsto dal Programma di stabilità, nel 2008 si è fermato allo 0,6% e nel 2009 avrà il segno negativo assestandosi al -2%.</p>
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		<title>Conti pubblici, le stime 2009 del programma di stabilità di Tremonti: cala il gettito, pressione fiscale in aumento fino al 43,3%. Pil -1,7%, deficit +3,7%, debito pubblico al 111,2%</title>
		<link>http://www.mondofinanzablog.com/2009/02/12/conti-pubblici-le-stime-2009-del-programma-di-stabilita-di-tremonti-cala-il-gettito-pressione-fiscale-in-aumento-fino-al-433-pil-17-deficit-37-debito-pubblico-al-1112/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Feb 2009 22:10:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Da Repubblica.it arrivano i numeri previsionali per il 2009 relativi all&#8217; economia italiana. E sono cifre record, in tutti i sensi. Il Pil si contrae dell&#8217; 1,7% (ma non è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/02/conti-pubblici-le-stime-2009-del-programma-di-stabilita-di-tremonti-cala-il-gettito-pressione-fiscale-in-aumento-fino-al-433-pil-17-deficit-37-debito-pubblico-al-1112.jpg?9f281a" alt="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/02/conti-pubblici-le-stime-2009-del-programma-di-stabilita-di-tremonti-cala-il-gettito-pressione-fiscale-in-aumento-fino-al-433-pil-17-deficit-37-debito-pubblico-al-1112.jpg" class="left"/>Da <em>Repubblica.it</em> arrivano i numeri previsionali per il 2009 relativi all&#8217; economia italiana. E sono cifre record, in tutti i sensi.<br />
<strong>Il Pil si contrae dell&#8217; 1,7% (ma non è escluso che ci spossa essere un ritocco dell&#8217; ultima ora per portarlo al -2%, come prevede la Commissione Europea), il deficit sale al 3,7% e il debito pubblico aumenta di quasi cinque punti balzando al 111,2%. In più, una pressione fiscale ai livelli record (43,3%).</strong> Sono queste le nuove<strong> stime 2009 del governo</strong> inserite in una bozza dell&#8217; aggiornamento del <strong>Programma di stabilità</strong> italiano. Il documento, secondo quanto si è appreso, sarà portato domani dal ministro dell&#8217;Economia <strong>Giulio Tremonti</strong> all&#8217; esame del Consiglio dei Ministri prima dell&#8217; invio alla Commissione Europea di Bruxelles.<br />
<span id="more-263"></span><br />
&#8220;<em>La debolezza della fase congiunturale</em> &#8211; è scritto nella bozza della nota informativa che accompagna il nuovo Programma di stabilità &#8211; <em>è prevista perdurare nei primi tre trimestri del 2009, con un recupero a partire dall&#8217; ultimo trimestre dell&#8217; anno. Nel complesso, rispetto alla Relazione Previsionale e Programmatica, le prospettive sono riviste al ribasso per il 2008 e per il 2009, rispettivamente di 0,7 punti e di 2,2 punti percentuali: il pil è atteso registrare una contrazione pari a -0,6% nel 2008 e -1,7% nel 2009. Minore crescita è attesa anche per gli anni seguenti</em>&#8220;.</p>
<p><strong>PRESSIONE FISCALE IN AUMENTO</strong><br />
La pressione fiscale tornerà quest&#8217; anno a livelli record, nonostante un calo del gettito in termini assoluti. La riduzione della crescita economica porterà questo rapporto di nuovo al 43,3%, cioè al picco registrato nel 2007 dal precedente governo. E&#8217; questa una delle nuove stime stilate dal governo, previste dalla bozza del Programma di stabilità.</p>
<p><strong>GETTITO FISCALE IN CALO</strong><br />
Nella bozza della nota informativa che accompagna il Programma di stabilità, è scritto che il 2009 registrerà un calo del gettito fiscale del 2,2%. Nonostante questo, ci sarà un <strong>aumento della pressione fiscale che tornerà dal 43% del 2008 al 43,3% del 2009</strong>. Come nel 2007, sarà il livello più alto, se si esclude il 1997, cioè l&#8217;anno in cui gli italiani pagarono l&#8217; Eurotassa (43,7%).</p>
<p>La pressione fiscale, cioè il rapporto tra le tasse incassate e la ricchezza prodotta dal paese, tornerà a scendere sotto la soglia del 43% solo nel 2013 (42,9%) mentre rimarrà al 43,3% nel 2010, al 43,1% nel 2011, al 43,0% nel 2012.</p>
<p><strong>LA CRISI GLOBALE</strong><br />
Nella nota informativa del Programma di stabilità viene ribadito che &#8220;<em><strong>l&#8217; economia italiana è relativamente meno esposta rispetto agli altri paesi europei ai rischi specifici della crisi globale</strong>. Che la correzione del settore immobiliare sembra minore rispetto ad altri paesi industrializzati, il sistema bancario italiano appare comparativamente meno esposto alla crisi, <strong>le famiglie italiane sono meno indebitate rispetto a quelle degli altri Paesi</strong></em>&#8220;.</p>
<p><strong>LE PREVISIONI PER IL 2013</strong><br />
Il quadro di finanza pubblica per gli anni 2008-2013, indica che &#8220;<em>nonostante l&#8217; aggravarsi della crisi economica e il conseguente peggioramento delle condizioni di finanza pubblica, l&#8217; indebitamento netto rimane al di sotto del limite del 3% nel 2008, eccede questo limite nel 2009 mentre riprende una tendenza alla diminuzione negli anni successivi</em>&#8220;.</p>
<p>La tabella dopo il 2,6% del 2008 e del 3,7% del 2009, scende al 3,2% nel 2010, al 2,8% nel 2011, del 2,7% nel 2012, al 2,6% nel 2013. Nel 2009 a pesare sui conti è tra l&#8217; altro la previsione di una contrazione del gettito fiscale di 2,2 punti percentuali ma anche di una evoluzione più contenuta dei contributi sociali in linea con l&#8217; andamento dell&#8217;occupazione. Ma il valore è diverso se si considera l&#8217; indebitamento netto corretto per il ciclo, che Bruxelles considera se si è sotto il 3%: sarà al 3% nel 2009, ma poi scenderà al 2,5% nel 2010, e al 2,2% nel 2011.</p>
<p><strong>L&#8217; ANDAMENTO DEL DEBITO</strong><br />
Più preoccupante l&#8217; andamento del debito, che nelle nuove previsioni dal 105,9% del 2008, <strong>tornerà a salire per rimanere fermo sopra al sopra il 111% del pil nel triennio 2009-2012</strong> (con il picco del 112,5% il prossimo anno) e poi ridursi lievemente al 101,5%&#038; nel 2013: cioè alla fine del quinquennio considerato il debito sarà quattro punti più alto dell&#8217; attuale.</p>
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		<title>Tremonti: in Italia la crisi è finanziaria, servono riforme strutturali di welfare e pensioni</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Feb 2009 22:10:41 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/01/tremonti-in-italia-la-crisi-e-finanziaria-servono-riforme-strutturali-di-welfare-e-pensioni.jpg?9f281a" alt="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/01/tremonti-in-italia-la-crisi-e-finanziaria-servono-riforme-strutturali-di-welfare-e-pensioni.jpg" class="left"/>DAVOS &#8211; Dall&#8217; assembla annuale del World Economic Forum a Davos, in Svizzera, il ministro dell&#8217; economia <strong>Giulio Tremonti</strong> torna a sostenere che l&#8217; Italia ha bisogno di riforme strutturali del sistema del welfare e delle pensioni.<br />
Per il ministro l&#8217; Italia soffre, &#8220;<em>ma abbiamo molte imprese, abbiamo quattro milioni di partite Iva, un sistema bancario che sembra abbastanza solido</em>». Per Tremonti, inoltre, la crisi in Italia non sarebbe tanto economica quanto finanziaria e, dunque, le soluzioni andrebbero ricercate nella finanza.<br />
<span id="more-83"></span><br />
<strong>PIU&#8217; REGOLE</strong><br />
Per Tremonti è necessaria una nuova regolamentazione del sistema finanziario globale.<br />
Abbiamo dunque bisogno di &#8220;<em>più regolamentazione per uscire fuori da questa anarchia finanziaria. Servono più regole, non più capitali</em>&#8220;. Uno dei punti del G8 in Italia, ha annunciato inoltre il ministro, sarà proprio la messa a punto di una nuova regolamentazione che passi attraverso un &#8220;<em>legal standard</em>&#8220;, ovvero un quadro di regole condiviso per l&#8217; intero settore finanziario e capitalistico.<br />
&#8220;<em>Più regole e più coordinamento</em>&#8221; sono dunque la ricetta del ministro contro la crisi economica. </p>
<p><strong>INDEBITAMENTO</strong><br />
Quanto alla sostenibilità dei piani approntati dai governi, Tremonti fa notare che non c’ è solo un problema di debito pubblico, ma anche e soprattutto di debiti dei privati.<br />
Secondo il ministro, &#8220;<em>il debito privato è più pericoloso</em>&#8221; di quello pubblico. Quindi, nel valutare l’affidabilità di un Paese, oltre a guardare al suo debito pubblico bisognerebbe anche esaminare il livello di indebitamento dei privati. </p>
<p><strong>CRISI FINANZIARIA</strong><br />
Per Tremonti, inoltre, non sarebbero gli interventi sull&#8217; economia reale a poter risolvere il problema della crisi: &#8220;<em>se il male è al cuore è il cuore che va operato e, poichè la crisi è nata dalla finanza, è in quel settore che vanno trovate soluzioni, non nell&#8217;economia reale</em>&#8220;.<br />
&#8220;<em>Se si guarda bene ai conti del deficit tedesco</em> &#8211; conclude infine Tremonti &#8211; <em>si scopre che gli 80 miliardi annunciati sono uguali ai 40 che farà l&#8217; Italia. I nostri sono 6 del decreto anticrisi, 16 per le infrastrutture, 8 che io spero di raccogliere per gli ammortizzatori sociali e 10 miliardi che arriveranno alle imprese attraverso le banche con i bond. Abbiamo indirizzato i fondi in modo diverso: erano previsti su voci indifferenziate e li abbiamo messi su spesa sociale e infrastrutture</em>&#8220;.</p>
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