Investimenti: i Paesi più promettenti sono Asia e America Latina
Nel 2010 aumentano i rischi per le imprese che guardano all’estero, i mercati asiatici e latinoamericani si affermano come i più promettenti mentre i Paesi più sviluppati (Europa avanzata e Usa) risentono ancora dell’impatto della crisi. Aumenta invece la rischiosità nell’Europa dell’Est e Russia.
E’ quanto emerge dalla Mappa dei Rischi 2010 di Sace, la cartina del mondo che illustra graficamente la diversa articolazione dei livelli di rischio per chi fa business negli oltre 180 paesi monitorati dall’ufficio studi dell’organizzazione.
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Secondo il cancelliere tedesco Angela Merkel l’eventuale creazione di un fondo per il salvataggio dei paesi della zona euro zone alle prese con problemi finanziari non indebolirebbe le regole di bilancio che disciplinano l’Unione europea. Dopo un incontro con il primo ministro del Lussemburgo, Jean-Claude Juncker, Angela Merkel ha sottolineato che un fondo di questo tipo dovrebbe essere considerato uno strumento di ultima istanza. Il premier lussemburghese ha aggiunto che non rappresenterebbe una soluzione al problema greco.
Le imprese Usa hanno tagliato a febbraio 36.000 posti di lavoro, meno di quanto atteso, lasciando il tasso di disoccupazione invariato a 9,7%. Lo riporta il dipartimento del Lavoro, aggiugendo che rimangono dubbi sull’entità dell’impatto del clima sul mercato del lavoro nello scorso mese.
Una nuova giornata di sciopero, con lo stop dei trasporti pubblici per 24 ore dalle 5 di questa mattina contro le misure di austerità varate dal governo, paralizza Atene.
La Bce lascia all’1% il tasso di riferimento. Restano invariati anche il tasso sui depositi allo 0,25% e quello marginale all’1,75%. Lo rende noto l’Istituto di Francoforte. E’ il decimo mese consecutivo che la Bce lascia i tassi invariati.
Il governo greco ha approvato un nuovo piano di austerità da 4,8 miliardi di euro, pari al 2% del Pil, per ridurre l’enorme deficit ed ottenere l’aiuto dei Paesi dell’Unione Europea. Il piano di austerità prevede tra l’altro un taglio agli stipendi pubblici del 30%, il congelamento delle pensioni e aumento delle imposte sui consumi.
Tutti negativi a metà seduta i principali indici delle Borse europee che dopo la partenza positiva hanno invertito la rotta a metà mattina. I mercati hanno reagito male alla pubblicazione dell’indice Ifo sulla fiducia delle imprese tedesche, in calo a sorpresa nel mese di febbraio. A Milano il FTSE Mib cede quasi lo 0,9% mentre sono di poco più contenute le perdite a Cac40 (-0,5%) e FTSE 100 (-0,13%). A Francoforte il Dax30 cede lo 0,8 per cento.
La Casa Bianca ha reso pubblico il nuovo piano del presidente americano Barack Obama sulla sanità, che prevede la copertura per 31 milioni di persone attualmente prive di assicurazione. Il piano costerà 950 miliardi di dollari ma, grazie alla riduzione delle spese che contempla, permetterà di ridurre il deficit di bilancio di 100 miliardi di dollari nei prossimi 10 anni e di mille miliardi nel decennio successivo, hanno assicurato fonti della Casa Bianca.
Arriva una nuova stoccata dai cugini francesi, che attraverso le pagine del prestigioso quotidiano Le Monde fanno il punto della situazione sull’economia italiana che – come ci viene detto – sarebbe una delle meno a rischio in Europa. L’articolo, intitolato “L’Italia ritiene di essere al riparo da un attacco speculativo, nonostante un debito importante”, è stato pubblicato giovedì 11 febbraio in Francia.
Il pacchetto di aiuti all’economia passato un anno fa ha contribuito a salvare almeno due milioni di posti di lavoro negli Stati Uniti e a evitare una recessione ancora più pesante. Lo ha rivendicato il presidente americano Barack Obama, parlando nel primo anniversario dell’approvazione dell’American Recovery and Investment Act e sottolineando come l’iniezione di 787 miliardi di dollari nell’economia “non sia stata una decisione politicamente facile“. Dopo aver ammesso che ci sono ancora troppe persone in cerca di lavoro, il presidente ha poi denunciato i tanti critici del pacchetto, tra i quali molti parlamentari che, dopo aver votato contro, “si sono presentati alle cerimonie di taglio del nastro” di opere finanziate con quel denaro “nei loro distretti“.



















