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Un giovane su quattro è senza lavoro in Italia

Un-giovane-su-quattro-è-senza-lavoro-in-ItaliaA luglio l’occupazione e’ diminuita di 172 mila unita’ rispetto a luglio 2009 (-0,7%). Lo rileva l’Istat sottolineando che rispetto a giugno si e’ registrato un calo di 18 mila unita’ (-0,1%). A luglio 2010 segnala l’Istat l’occupazione maschile risulta stabile rispetto a giugno ma registra un calo dello 0,8% (115.000 unita’ in meno) rispetto al luglio 2009. L’occupazione femminile diminuisce dello 0,2% rispetto a giugno e dello 0,6% (57.000 unita’ in meno) rispetto al luglio 2009. Il tasso di occupazione maschile risulta pari al 67,9%, invariato rispetto a giugno ma in calo di 0,8 punti rispetto al luglio 2009. Il tasso di occupazione femminile a luglio era al 46% in lieve calo rispetto a giugno e piu’ basso di 0,5 punti percentuali rispetto a luglio 2009.
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Marchionne parla dal Meeting di Rimini: in Italia manca la voglia di cambiare

Marchionne-parla-dal-Meeting-di-Rimini-in-Italia-manca-la-voglia-di-cambiareHo grandissimo rispetto per il presidente della Repubblica come persona e per il suo ruolo istituzionale“. Lo ha detto l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, aggiungendo: “per la sua posizione istituzionale accetto quello che ha detto come un invito a trovare una soluzione” alla vicenda di Melfi. ”Fino a quando non ci lasciamo alle spalle vecchi schemi non ci sara’ mai spazio per vedere nuovi orizzonti”. Lo ha detto l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, nel suo intervento al Meeting di Rimini, facendo riferimento alla politica di relazioni industriali del Lingotto in Italia. Forse ”in Italia ci manca la voglia e abbiamo paura di cambiare” dice ancora paragonando l’avventura americana con Chrysler alla situazione italiana di Fiat.
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Consumi: la fiducia dei consumatori ai minimi dal marzo 2009

Consumi-la-fiducia-dei-consumatori-ai-minimi-dal-marzo-2009L’indice della fiducia dei consumatori italiani cala in agosto a 104,1 (da 105,5 di luglio, rivisto da 105,6) sulle incertezze per la situazione personale, portandosi ai minimi da marzo 2009 quando si era attestato a 100. Lo rende noto Isae nel suo comunicato mensile. Il dato è anche sotto il consensus Reuters di 105,2. “La flessione è particolarmente marcata per le valutazioni sulla situazione personale (da 119,3 a 116,4 il relativo indicatore); migliora invece la fiducia del quadro economico generale che passa da 79,8 a 81“, spiega l’istituto di ricerca.
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Imprese italiane sempre più vecchie: meno under 30 e più over 70

Imprese-italiane-sempre-più-vecchie-meno-under-30-e-più-over-70Diminuiscono gli under 30 e aumentano gli over 70 alla testa delle imprese italiane. Si alza l’età media della popolazione, genitori e nonni restano in sella dell’azienda di famiglia più a lungo, i tempi di uscita dall’università si allungano e trovare un imprenditore con meno di trent’anni è diventato più difficile per i giovani italiani. Sono questi i dati illustrati oggi dal presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, nel corso del suo intervento al Meeting dell’amicizia a Rimini.
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Bce: i tassi sono adeguati, parola di Weber

Bce-i-tassi-sono-adeguati-parola-di-WeberIl sentiero della ripresa per la zona euro non prevede grossi ostacoli lungo il cammino, assicura Axel Weber, membro del Consiglio direttivo della Banca centrale europea, secondo cui i tassi attuali sono appropriati e non si vede la necessità, per il momento, di una stretta monetaria. “Poiché i rischi inflazionistici restano bassi sull’orizzonte temporale di medio termine, che è quello rilevante per la politica monetaria, non si vede il bisogno di una stretta monetaria“, ragiona Weber in un’intervista con Bloomberg.
Nel quadro attuale, afferma il presidente della Bundesbank, la Bce farebbe bene a confermare i finanziamenti a rubinetto per le operazioni a una settimana, un mese e tre mesi oltre la fine dell’anno, per riprendere a discutere di exit strategy all’inizio del 2011.
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Fiat: operai reintegrati di Melfi invitati a stare a casa

Fiat-operai-reintegrati-di-Melfi-invitati-a-stare-a-casaSi presenteranno domani in fabbrica per riprendere il lavoro i tre operai della Fiat di Melfi, Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli, reintegrati lo scorso 9 agosto dal giudice del lavoro di Melfi. Erano stati licenziati perche’ accusati di aver ostacolato il lavoro dei colleghi durante un corteo interno, bloccando un carrello robotizzato che trasferisce componenti alle linee di montaggio. Per il giudice del lavoro i licenziamenti erano pero’ antisindacali ed e’ stato deciso il reintegro. La Fiat ha pero’ depositato il ricorso al giudice del lavoro e ha inviato un telegramma ai tre lavoratori con cui invita a non presentarsi in fabbrica oggi. I tre operai, sostenuti dalla Fiom Cgil di cui sono delegati sindacali e iscritti, hanno annunciato che andranno alla Fiat per riprendere la propria posizione lavorativa.
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Consumi: un’Italia a due velocità

Consumi-unItalia-a-due-velocitàNel lungo periodo, e’ in continuo ridimensionamento la quota di consumi nel Mezzogiorno, rispetto al totale nazionale, con una percentuale che passa dal 28,6% del 1995 al 27,3% del 2007, al 26,8% nelle previsioni al 2011; nello stesso periodo, l’incidenza della spesa delle famiglie italiane al Nord risulta, al contrario, in costante crescita sia per l’area Nord-Ovest (che passa dal 29,6% del 1995 al 30,1% nelle previsioni al 2011), che per il Nord-Est (dal 21,2% al 22,3%); stabile il trend dei consumi nelle regioni centrali; ma negli anni della crisi – il biennio 2008-2009 – il calo della spesa ha colpito, in particolare, anche il Nord-Ovest con in testa il Piemonte che ha registrato un calo di oltre il 5%; nel periodo 1996-2007, Valle d’Aosta, Lazio e Veneto sono le regioni con le migliori performance (tutte con una variazione media annua dei consumi prossima al 2%), mentre Puglia, Abruzzo, Liguria e Calabria sono quelle con le minori dinamiche (tutte con una variazione inferiore ad 1 punto percentuale); a livello generale, l’attuale fase di ripresa continua ad essere caratterizzata da una significativa debolezza della domanda delle famiglie, con una particolare accentuazione nelle regioni del meridione, e le previsioni dei consumi per il 2010 sull’intero territorio sono pari a +0,4%, mentre per il 2011 e’ previsto un leggero miglioramento (+1%)”.
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Occupazione: in autunno 70mila posti di lavoro a rischio

Occupazione-in-autunno-70mila-posti-di-lavoro-a-rischioPil e produzione industriale aumentano ma il fronte occupazione non conosce tregua e nell’ultimo trimestre dell’anno potrebbero essere circa 70mila i posti di lavoro a rischio. A lanciare l’allarme è la Cgia di Mestre che prevede nel 2010 un calo degli occupati rispetto al 2009 di 181 mila unità. Un dato che porta a 561 mila i posti di lavoro bruciati negli ultimi 2 anni e che farà toccare quota 2 milioni 258 mila ai senza lavoro per un tasso di disoccupazione pari al 9%.
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Confindustria, cala l’occupazione nelle aziende associate

Confindustria-cala-loccupazione-nelle-aziende-associateLa sesta indagine Confindustria sul mercato del lavoro registra gli effetti della crisi sull’occupazione nelle imprese associate. Nel 2009, infatti, l’occupazione dipendente nelle aziende associate si è contratta del 2,2% (-3,1% nell’industria, dove più ampia è stata la caduta del valore aggiunto). È calata l’occupazione sia a tempo determinato, sia a tempo indeterminato, quest’ultima di più nelle piccole imprese (-1,5%, dopo il -3,0% nel 2008) che nelle medie (-0,8%) e nelle grandi (-1,1%).
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Produttività del lavoro in Italia in calo: -2,7 per cento

Produttività-del-lavoro-in-Italia-in-calo-27-per-centoLa produttività del lavoro italiano arranca: negli ultimi 30 anni è cresciuta ad una media annua dell’1,2% e già nell’ultimo decennio il suo valore è risultato negativo dello 0,5%. Ma nel periodo 2007-2009, pur in presenza di una sensibile caduta del monte ore lavorato, la produttività ha fatto registrare un vero e proprio crollo: -2,7 per cento in media d’anno. Lo rileva l’Istat che ha reso note le serie storiche riferite a diverse misure di produttività per gli anni 1980-2009. Dai dati Istat emerge inoltre il contributo rilevante alla produttività fornito dal capitale, soprattutto negli investimenti non Itc, e il fatto che tra tutti i settori produttivi, l’agricoltura sia l’unico che non ha mostrato andamenti negativi né nell’ultimo decennio, né nell’ultimo triennio.
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