La ristrutturazione dei debiti e il ruolo delle tecnologie di prestito
Vi presentiamo qui la sintesi di un’analisi a cura di Giacinto Micucci e Paola Rossi (di Banca d’Italia).
La letteratura economica ha evidenziato come i vantaggi informativi delle banche, in par- ticolare nei confronti delle imprese di piccole e medie dimensioni, possano facilitare la ristruttu- razione del debito di imprese che, seppure in dif- ficoltà, hanno prospettive economiche favorevoli. Le banche sono in grado di ridurre le asimme- trie informative e di agevolare il coordinamento tra i finanziatori; possono decidere se liquidare o riorganizzare l’azienda, fornendole i fondi supplementari necessari per garantirne la prosecuzione dell’attività.
Gli studi pregressi generalmente ipotizzano che tutte le banche si comportino allo stesso modo nei confronti delle imprese in difficoltà. Tuttavia, le varietà dei modelli di organizzazione interna delle banche e delle tecnologie utilizzate nel gestire i rapporti con la clientela potrebbero riflettersi in comportamenti eterogenei nell’assumere la decisione di rinegoziare il debito delle imprese.
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Le sofferenze bancarie delle imprese e delle famiglie italiane sono in aumento. Tra il giugno del 2008 (quando ha avuto inizio la grave crisi finanziaria mondiale) e lo stesso mese di quest’ anno sono cresciute dell’ 8,7%. In termini assoluti (al 30 giugno 2009) hanno sfiorato i 49 miliardi di euro. E’ la Cgia di Mestre a denunciare le difficoltà dei cittadini e degli imprenditori nazionali con le banche. Ma il dato più significativo dell’ analisi condotta dagli artigiani mestrini è che gli incrementi più importanti si sono registrati nelle classi di grandezza superiori ai 500.000 euro.
ROMA – “Il credito al settore privato rallenta ancora“, anche se “la contrazione riguarda le imprese, mentre i prestiti alle famiglie continuano a espandersi, benché a ritmi nettamente inferiori a quelli degli ultimi anni“. Lo ha detto, intervenendo all’ assemblea annuale dell’ Abi, il governatore della Banca d’ Italia Mario Draghi, aggiungendo che “è particolarmente intensa la decelerazione dei prestiti erogati dai gruppi bancari maggiori“.
“Stiamo lavorando con Tremonti. Questa mattina è venuto prestissimo. Stiamo mettendo a punto il decreto legge per il Consiglio dei ministri del venerdì. Non voglio fare anticipazioni ma ci sarà una specie di Tremonti ter“. Così il premier Silvio Berlusconi ha annunciato le prossime mosse del governo in una conferenza stampa a Palazzo Chigi sul turismo. Il Cavaliere annuncia che sul tavolo del prossimo Cdm ci sarà un provvedimento che prevede, tra l’ altro, la detassazione degli utili per chi reinveste nelle imprese.
Fisco, credito e vurocrazia più facili e snelli per le piccole e medie imprese: è l’ ennesima bacchettata europea all’ Italia, che impone l’ adozione dello Small Business Act, una “raccomandazione” da Bruxelles che lo scorso 5 maggio è stata recepita dalla Commissione attività Produttive della Camera. Il provvedimento vincola il Governo italiano all’ attuazione delle direttive “nel più breve tempo possibile”.
ROMA – Dal Liquidity day Giulio Tremonti annuncia 170 miliardi di Euro per salvare le imprese. Così il ministro dell’ Economia ha invitato al tavolo imprese, banche e sindacati per poter trovare soluzioni comuni alla crisi. Il principale problema emerso dalla tavola rotonda è stato quello della liquidità, problema che impedisce alle imprese di poter far fronte al calo delle commesse e di poter pagare ulteriormente i dipendenti, oltre che, naturalmente, ad investire in nuove soluzioni innovative e tecnologiche per gli ammodernamenti. In quest’ ottica, il discorso si è spostato sui Tremonti Bond, una sorta di capitale che – secondo il ministro – risolleverebbero il patrimonio delle banche. Ma potranno i Tremonti Bond salvare l’ economia italiana?
L’ Europa comincia a mostrare “i primi segni di una flessione del credito” che, se dovessero consolidarsi, potrebbero far precipitare il sistema bancario, già in grave tensione, in una spirale negativa. Il presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet, ha certificato la diagnosi di un possibile “credit-crunch” a tutti gli effetti in Europa. Ovvero una situazione in cui le banche chiudono i rubinetti del credito, aggravando la recessione, che a sua volta comprometterebbe l’ attività bancaria.
ROMA – “Per il 2 e il 3 marzo stiamo organizzando un credit & liquidity day con banche, industrie, artigiani e imprese del commercio per sentire le proposte, analizzare la situazione del credito e presentare i dati quantitativi e qualitativi sul flusso del credito dalle banche alle imprese“. Lo ha annunciato il ministro dell’ Economia, Giulio Tremonti, a margine della presentazione del libro di Massimo Gaggi, “La valanga“.



















