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	<description>Il mondo della finanza a 360 gradi</description>
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		<title>Borse piatte in Europa, a Piazza Affari sale Lottomatica</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 15:04:26 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Finanza e Mercati]]></category>
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		<description><![CDATA[Listini europei piatti e con pochi spunti a metà seduta. A Milano il FTSE Mib guadagna lo 0,29% e il Ftse All Share lo 0,28%. Sul listino principale avanza Lottomatica che sale del 2,49% dopo che il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso della societa&#8217; sulla gara per il Gratta&#038;vinci. 
I TITOLI IN EVIDENZA
Avanza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2010/03/Borse-piatte-in-Europa-a-Piazza-Affari-sale-Lottomatica.jpg" alt="Borse-piatte-in-Europa-a-Piazza-Affari-sale-Lottomatica" class="left"/>Listini europei piatti e con pochi spunti a metà seduta. A Milano il FTSE Mib guadagna lo 0,29% e il Ftse All Share lo 0,28%. Sul listino principale avanza Lottomatica che sale del 2,49% dopo che il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso della societa&#8217; sulla gara per il Gratta&#038;vinci. </p>
<p><strong>I TITOLI IN EVIDENZA</strong><br />
Avanza anche Generali (+1,37%) mentre, secondo indiscrezioni di stampa, si profila la partecipazione di alcuni grandi soci come De Agostini, Luxottica e Caltagirone alla lista di maggioranza di Mediobanca per il rinnovo del consiglio della compagnia. In calo invece Mondadori (-1,84%) che si prepara a uscire dal listino principale dove sarà sostituita da Azimut. La società di risparmio gestito approfitta subito dei vantaggi in termini di visibilità che garantisce la presenza sul Ftse Mib e il titolo guadagna l&#8217;1,69 per cento.<br />
<span id="more-4094"></span><br />
<strong>QUOTAZIONI BORSE EUROPEE</strong><br />
Nel resto d&#8217;Europa, Francoforte guadagna lo 0,22%, Parigi lo 0,32% e Londra lo 0,07%. La giornata resta, nonostante il dato sull&#8217;export cinese, improntata alla cautela complice la debolezza di Tokyo in mattinata. I listini guardano ora all&#8217;apertura di Wall Street in una giornata povera di dati macroeconomici dagli Stati Uniti.<br />
In Europa si muove bene il settore delle materie prime (+0,98% il Dj Stoxx di settore) mentre cedono i farmaceutici (-0,68%). Bene Fortis (+2,54%) che è tornata all&#8217;utile nel 2009 dopo la maxiperdita di 28 miliardi nel 2010. Bene anche il settore minerario con Lonmin (+2,46%) e Xstrata (+2,25%). Piatta Eon (+0,04%) dopo i conti.</p>
<p><strong>QUOTAZIONI PIAZZA AFFARI</strong><br />
A Milano bene anche il settore delle costruzioni con Buzzi Unicem che guadagna l&#8217;1,7% nonostante un giudizio negativo degli analisti di Ing. Bene anche Impregilo Ord (+1,68%) e Italcementi (+0,69%). Nel comparto finanziario salgono, oltre a Generali, Mediobanca (+1,13%) e Banco Popolare (+1,08%). Saipem guadagna l&#8217;1,27% dopo essersi aggiudicata nuovi contratti onshore per un valore complessivo di circa 800 milioni di dollari. Positive anche Eni (+0,23%) ed Enel (+0,18%).<br />
In attesa dei conti che saranno diffusi più tardi sale Pirelli &#038; C (+1,22%) mentre dopo il rialzo di ieri si sgonfia Pirelli Re (-0,98%). Male anche Atlantia (-1,19%) su cui continuano le vendite dopo i conti. Perdono terreno, infine, Mediaset (-1,02%) e Snam Rete Gas (-0,84%). Nel resto del listino, balzo di Montefibre (+18,5%) dopo il via libera dei creditori alla ristrutturazione dei debiti. Avanza anche Safilo Group (+9,21%) che approfitta della revisione al rialzo del rating da parte di Moody&#8217;s. </p>
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		<title>Cassa integrazione prolungata di sei mesi: le famiglie sempre più in difficoltà</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 14:52:08 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Economia e Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica Italia]]></category>
		<category><![CDATA[statistiche disoccupazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Via libera a sei mesi in più di cassa integrazione ordinaria: la commissione Lavoro alla Camera, con un sì bipartisan, ha approvato un emendamento di modifica al testo base sugli ammortizzatori sociali &#8211; votato da Pdl, Lega e Pd &#8211; che prolunga da 52 a 78 settimane la possibilità di corrispondere la Cassa Integrazione Ordinaria.
Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2010/03/Cassa-integrazione-prolungata-di-sei-mesi-le-famiglie-sempre-più-in-difficoltà.jpg" alt="Cassa-integrazione-prolungata-di-sei-mesi-le-famiglie-sempre-più-in-difficoltà" class="left"/>Via libera a sei mesi in più di <strong>cassa integrazione</strong> ordinaria: la commissione Lavoro alla Camera, con un sì bipartisan, ha approvato un emendamento di modifica al testo base sugli ammortizzatori sociali &#8211; votato da Pdl, Lega e Pd &#8211; che prolunga da 52 a 78 settimane la possibilità di corrispondere la <strong>Cassa Integrazione</strong> Ordinaria.<br />
Il provvedimento non piace però al ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. &#8220;<em>L&#8217;emendamento approvato in commissione alla Camera non introduce una protezione maggiore del lavoro</em>&#8220;.<br />
<span id="more-4091"></span><br />
<strong>LA CASSA INTEGRAZIONE</strong><br />
Il ministro sottolinea come &#8220;<em>già oggi il sostegno al reddito può essere corrisposto attraverso la <strong>cassa integrazione</strong> ordinaria, che ora viene conteggiata per giorni e non per settimane con un allungamento di fatto della sua durata; la cassa integrazione straordinaria, che è stata semplificata, riconducendola alla semplice causale della crisi globale; e la possibilità della successiva &#8221;cassa in deroga&#8221; senza limiti temporali, e senza causali specifiche di crisi aziendale come pure senza la prefigurazione di esuberi strutturali</em>&#8220;. Un pacchetto che di fatto già copre, per il ministro, &#8220;<em>ben oltre i 18 mesi ipotizzati dall&#8217;emendamento</em>&#8220;.</p>
<p><strong>UNA VITTORIA A META&#8217;</strong><br />
Soddisfatti a metà invece gli esponenti del Partito Democratico. &#8220;<em>Il Pd aveva avanzato la proposta di raddoppiare la durata della Cassa integrazione ordinaria, portandola da 12 a 24 mesi ma la maggioranza ha accolto un prolungamento pari a 6 mesi</em>&#8221; spiega Cesare Damiano. &#8221;S<em>i tratta di un primo risultato della battaglia condotta in commissione dal Pd che ha presentato 5 proposte di legge che ora vengono unificate</em>&#8220;, dice ancora, spiegando come tra le modifiche ci sia anche quella che prevede che ai lavoratori ancora in attività ma che non ricevono stipendio pur non essendo in cassa integrazione o mobilità, vengano corrisposte le retribuzioni da parte di un fondo presso l&#8217;Inps. A questo si aggiunge il miglioramento dell&#8217;erogazione delle tutele per i lavoratori a progetto che sono stati licenziati, attualmente corrisposta al 30 per cento della retribuzione dell&#8217;anno precedente.</p>
<p><strong>LE DIFFICOLTA&#8217; PER LE FAMIGLIE</strong><br />
Intanto la Cgil lancia l&#8217;allarme: l&#8217;80% dei lavoratori percepisce un salario sotto i 1500 euro e le famiglie fanno sempre più fatica ad arrivare a fine mese. Da un&#8217;indagine &#8216;on line&#8217; condotta dall&#8217;Ires Cgil su un campione di circa 2787 lavoratori, lo stipendio medio percepito ammonta a 1.320 euro anche se tra gli operai, soprattutto per quelli specializzati, scende a 1.030.<br />
Per il 42% delle famiglie intervistate è difficile far quadrare i conti con le risorse a disposizione. Il 26% del campione deve fare sacrifici mentre il 16% non risce ad arrivare a fine mese. Il 24% invece generalmente riesce a fronteggiare le spese ma per il 9% questo avviene solo perche&#8217; vive ancora con la famiglia di origine e per il 25% perche&#8217; puo&#8217; contare sullo stipendio del partner. E nel settore privato si guadagna meno. Sempre secondo l&#8217;indagine dell&#8217;Ires infatti, mediamente il salario mensile netto e&#8217; inferiore di circa il 17% a quello del settore pubblico, 1.118 contro 1.420 euro. Non sono solo queste le differenze: la busta paga di una lavoratore a termine, infatti, e&#8217; del 28% inferiore di quella di un lavoratore a tempo indeterminato; quella di un lavoratore atipico il 39% in meno. E a livello territoriale nel Sud si guadagna il 27% in meno rispetto ad un lavoratore del Nord.</p>
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		<title>Investimenti: i Paesi più promettenti sono Asia e America Latina</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 14:43:30 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Fondi Investimento e Risparmio]]></category>
		<category><![CDATA[consigli investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[investimenti finanziari]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel 2010 aumentano i rischi per le imprese che guardano all&#8217;estero, i mercati asiatici e latinoamericani si affermano come i più promettenti mentre i Paesi più sviluppati (Europa avanzata e Usa) risentono ancora dell&#8217;impatto della crisi. Aumenta invece la rischiosità nell&#8217;Europa dell&#8217;Est e Russia.
E&#8217; quanto emerge dalla Mappa dei Rischi 2010 di Sace, la cartina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2010/03/Investimenti-i-Paesi-più-promettenti-sono-Asia-e-America-Latina.jpg" alt="Investimenti-i-Paesi-più-promettenti-sono-Asia-e-America-Latina" class="left"/>Nel 2010 aumentano i <strong>rischi per le imprese</strong> che guardano all&#8217;estero, i mercati asiatici e latinoamericani si affermano come i più promettenti mentre i Paesi più sviluppati (Europa avanzata e Usa) risentono ancora dell&#8217;impatto della crisi. Aumenta invece la rischiosità nell&#8217;Europa dell&#8217;Est e Russia.<br />
E&#8217; quanto emerge dalla <strong>Mappa dei Rischi 2010</strong> di Sace, la cartina del mondo che illustra graficamente la diversa articolazione dei livelli di rischio per chi fa business negli oltre 180 paesi monitorati dall’ufficio studi dell&#8217;organizzazione.<br />
<span id="more-4088"></span><br />
<strong>LA MAPPA DEI RISCHI 2010</strong><br />
Per attribuire il livello di rischio paese SACE prende in esame quattro fattori di rischio (politici, economici, finanziari, operativi) oltre al rischio di credito espresso dalla categoria OCSE. Il rating finale si articola su 9 livelli, da un minimo di L1 ad un massimo di H3.<br />
Peggiorano i rischi a livello globale. La Mappa segnala un aggravamento generalizzato del livello dei rischi. Le poche ma significative eccezioni riguardano paesi emergenti ad alto potenziale, come Brasile, Turchia e Libia (passati dal 2008 al 2010 rispettivamente da rating M2 a M1, da M3 a M2 e da H1 a M3). I rating di Cina ed India, già relativamente bassi, sono rimasti stabili (rispettivamente L3 e M1), mentre si è deteriorato quello della Russia (passato da M2 a M3) che sta soffrendo in modo particolare per la crisi: forte l’attenzione nel 2010 sul rischio bancario, nonostante le riserve di cui dispone il paese.</p>
<p><strong>DOVE INVESTIRE</strong><br />
Per Sace i mercati su cui puntare sono Asia e America Latina. Le economie asiatiche presentano infatti una crescita a ritmi sostenuti (nel 2009 l&#8217;incremento medio del PIL è di circa il 6%) accompagnata da livelli di rischio non eccessivamente elevati. Cina ed India, seppure non prive di rischi operativi, si confermano le due locomotive dello sviluppo regionale; ma la vera scommessa per le imprese che guardano all’estero sono i mercati delle “tigri asiatiche”, Indonesia in primis (rating M2) che, risolto il problema della stabilità politica, è tornata a crescere a un ritmo del 5% circa.<br />
Migliora il livello dei rischi anche per l’area latinoamericana, che ha dimostrato la maggior reattività alla crisi grazie soprattutto alle crescenti potenzialità del Brasile, nona economia mondiale per potere d’acquisto con un PIL che viaggia al +4% annuo. Il profilo dei rischi è buono anche in Cile (rating L3), Perù (M2) e Colombia (M3), mentre restano forti vulnerabilità legate al Venezuela (H3) e all’Argentina (H2).</p>
<p><strong>LE AREE A RISCHIO</strong><br />
Europa dell’Est e Russia le aree più a rischio. Recessione e crisi del sistema bancario sono i principali fattori alla base del difficile momento dell’Europa emergente, uscita dal 2009 con una contrazione media del PIL del 5% e picchi negativi a quasi vicini al 20% nelle repubbliche baltiche, che hanno portato ad interventi a supporto da parte del Fondo Monetario Internazionale e dell’Unione Europea. Ucraina e Bielorussia sono i paesi più “caldi” dell’area (rating H2), ma dalla crisi globale escono declassate anche mercati chiave per le aziende italiane quali Ungheria e Romania (da M1 a M2 dal 2008 al 2010). Nell’area non mancano però le eccezioni positive, come la Polonia (L3), paese in crescita grazie ad una struttura politica ed economica solida e diversificata, che nel 2009 non è entrato in recessione (+1% di crescita del PIL) e nel quale il calo delle importazioni di beni e servizi italiani è stato più contenuto che altrove.</p>
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		<title>Grecia: la Merkel ribadisce che non servono interventi</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 15:04:30 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[statistiche pubblica amministrazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Secondo il cancelliere tedesco Angela Merkel l&#8217;eventuale creazione di un fondo per il salvataggio dei paesi della zona euro zone alle prese con problemi finanziari non indebolirebbe le regole di bilancio che disciplinano l&#8217;Unione europea. Dopo un incontro con il primo ministro del Lussemburgo, Jean-Claude Juncker, Angela Merkel ha sottolineato che un fondo di questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2010/03/Grecia-la-Merkel-ribadisce-che-non-servono-interventi.jpg" alt="Grecia-la-Merkel-ribadisce-che-non-servono-interventi" class="left"/>Secondo il cancelliere tedesco Angela Merkel l&#8217;eventuale creazione di un fondo per il salvataggio dei paesi della zona euro zone alle prese con problemi finanziari non indebolirebbe le regole di bilancio che disciplinano l&#8217;Unione europea. Dopo un incontro con il primo ministro del Lussemburgo, Jean-Claude Juncker, Angela Merkel ha sottolineato che un fondo di questo tipo dovrebbe essere considerato uno strumento di ultima istanza. Il premier lussemburghese ha aggiunto che non rappresenterebbe una soluzione al problema greco.<br />
<span id="more-4085"></span><br />
<strong>NIENTE AIUTI ALLA GRECIA</strong><br />
Tanto Merkel quanto Juncker hanno affermato che la Grecia non sembra aver bisogno di interventi. Il cancelliere tedesco, in particolare, ha richiamato l&#8217;attenzione sugli sviluppi positivi della situazione greca, come il buon esito di una recente emissione di debito. &#8220;<em>Io ritengo che la Grecia non abbia bisogno di alcun sostegno finanziario</em>&#8220;, ha detto la Merkel ai giornalisti. &#8220;<em>La Grecia ha riconquistato in parte la fiducia degli investitori attraverso i passi compiuti dal suo governo. Vedo tali sviluppi in maniera relativamente positiva, come dimostra il collocamento del bond greco, che ha visto una domanda significativamente superiore all&#8217;offerta</em>&#8220;.<br />
Alle parole della Merkel ha fatto eco il presidente dell&#8217;Eurogruppo, secondo cui le misure di austerità varate da Atene dovrebbero essere sufficienti a convincere i mercati finanziari che il paese sia in grado di lasciarsi alle spalle le difficoltà presenti.</p>
<p><strong>NIENTE SPECULAZIONI</strong><br />
Juncker ha però aggiunto che è necessario fare tutto il possibile per evitare che la speculazione colpisca il debito greco. La Merkel ha poi sottolineato che spetta alla Commissione europea decidere in merito a possibili misure per regolare i credit default swap.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Borse europee in calo, a Piazza Affari tiene Mondadori</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 14:59:57 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Finanza e Mercati]]></category>
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		<description><![CDATA[Piazza Affari peggiora un po&#8217; a fine mattina sulla scia dei mercati europei affidandosi a pochi spunti in acquisto, alcuni tra le bluechip, altri tra i titoli minori. Alle 12,45 l&#8217;Allshare perde lo 0,86%, l&#8217;FTSE MIb lo 0,92%, lo Star lo 0,34%. Volumi poco sopra il miliardo di euro.
QUOTAZIONI PIAZZA AFFARI
MONDADORI si fa forte del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2010/03/Borse-europee-in-calo-a-Piazza-Affari-tiene-Mondadori.jpeg" alt="Borse-europee-in-calo-a-Piazza-Affari-tiene-Mondadori" class="left"/>Piazza Affari peggiora un po&#8217; a fine mattina sulla scia dei mercati europei affidandosi a pochi spunti in acquisto, alcuni tra le bluechip, altri tra i titoli minori. Alle 12,45 l&#8217;Allshare perde lo 0,86%, l&#8217;FTSE MIb lo 0,92%, lo Star lo 0,34%. Volumi poco sopra il miliardo di euro.</p>
<p><strong>QUOTAZIONI PIAZZA AFFARI</strong><br />
MONDADORI si fa forte del BUY emesso da Ubs e sale dell&#8217;1,54%, spiccando in un settore dove invece comanda la lettera con perdite di pari entità per le rivali CIR e L&#8217;ESPRESSO. Le banche continuano a seguire la scia dello stoxx europeo e le vendite maggiori riguardano UNICREDIT, INTESA SP e BANCO POPOLARE.<br />
Qualche acquisto sull&#8217;energia con titoli come A2A o TERNA leggermente in territorio positivo. Più tonica ACEA che oggi ha lanciato un bond da 500 milioni con rendimento indicato dai lead in area 125 punti base sul midswap.<br />
<span id="more-4082"></span><br />
Si sgonfia l&#8217;entusiasmo iniziale di PIRELLI REAL ESTATE in vista dei risultati 2009 attesi per oggi. BANCA GENERALI mette a segno +1,24% grazie a risultati 2009 ritenuti da alcuni broker migliori delle attese, anche per ciò che riguarda la proposta di dividendo. Balza POLIGRAFICA SAN FAUSTINO dopo i risultati 2009 diffusi ieri.</p>
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		<title>Crisi: secondo le stime di Bankitalia le famiglie italiane sono sempre più indebitate</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 14:52:30 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Economia e Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[Famiglie sempre più indebitate, tassi sui mutui ai minimi storici e sofferenze in continuo aumento. E&#8217; la fotografia scattata dal supplemento al Bollettino statistico della Banca d&#8217;Italia. L&#8217;ammontare dei prestiti concessi alle famiglie era a fine gennaio pari a 498.999 milioni di euro, il 6,4% in più rispetto ai 468.918 dello stesso mese del 2009. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2010/03/Crisi-secondo-le-stime-di-Bankitalia-le-famiglie-italiane-sono-sempre-più-indebitate.jpg" alt="Crisi-secondo-le-stime-di-Bankitalia-le-famiglie-italiane-sono-sempre-più-indebitate" class="left"/>Famiglie sempre più indebitate, tassi sui mutui ai minimi storici e sofferenze in continuo aumento. E&#8217; la fotografia scattata dal supplemento al Bollettino statistico della Banca d&#8217;Italia. L&#8217;ammontare dei prestiti concessi alle famiglie era a fine gennaio pari a 498.999 milioni di euro, il 6,4% in più rispetto ai 468.918 dello stesso mese del 2009. A crescere sia il credito al consumo, a 57 mld rispetto ai 54 mld di gennaio 2009, che i mutui, 282 mld contro 264.<br />
<span id="more-4079"></span><br />
<strong>CALANO I TASSI DI INTERESSE</strong><br />
Proprio sul fronte dei mutui, si registra un ulteriore calo dei tassi di interesse. A gennaio, il Taeg (ovvero il tasso annuo effettivo globale) è sceso sotto il 3%, al 2,89% dal 3,01% di dicembre 2009. Scende anche il tasso nominale, al 2,75% a gennaio dal 2,88% di dicembre.<br />
Intanto, continuano a crescere le sofferenze. Perché sempre più famiglie e imprese hanno difficoltà a onorare le rate dei prestiti ottenuti. Le sofferenze di famiglie produttrici e società non finanziarie ammontano a gennaio scorso a 46,1 miliardi di euro contro i 45,4 di dicembre 2009. Le difficoltà maggiori si riscontrano nei settori più esposti alla crisi economica: il commercio (oltre 8,2 miliardi di sofferenza) e l&#8217;edilizia e opere pubbliche (7,6 miliardi).</p>
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		<title>Borsa: Piazza affari la migliore tra le Europee</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 14:03:46 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2010/03/Borsa-Piazza-affari-la-migliore-tra-le-Europee.jpg" alt="Borsa-Piazza-affari-la-migliore-tra-le-Europee" class="left"/>A metà seduta Milano è l&#8217;unica piazza positiva in Europa, dopo un avvio in rialzo per tutte le borse europee, sulla scia del buon andamento di Tokyo e Wall Street grazie al dato sulla disoccupazione Usa di venerdì. Euro in rialzo ma sotto i massimi, in una seduta che registra un fronte più sereno sui problemi finanziari greci. A metà seduta, la moneta unica quota 1,3646 dollari (1,3611) dopo un top a 1,3705. Quanto ai prezzi del petrolio consolidano i rialzi in avvio di settimana, con il barile che resta in prossimità degli 82 dollari.<br />
<span id="more-4076"></span><br />
<strong>INDICI BORSA</strong><br />
Il FTSE Mib segna +0,40% e il Ftse All Share +0,39%, con Italcementi (+2,16%) che guida gli acquisti sul paniere principale. La società, che venerdì ha annunciato un programma di prestiti obbligazionari da massimi 2 miliardi, oggi incontrerà la comunità finanziaria per la presentazione dei conti 2009. </p>
<p><strong>QUOTAZIONI PIAZZA AFFARI</strong><br />
Bene anche Saipem (+1,42%): che sale dell&#8217;1,30% in attesa dell&#8217;approvazione dei conti il 10 marzo e con il petrolio che quota sopra gli 82 dollari al barile, dopo il picco a 82,07 dollari toccato nella seduta di venerdì, livello più alto dal 12 gennaio scorso.<br />
Positive Tenaris (+1%) e Parmalat (+1,40%), in attesa quest&#8217;ultima di novità sulle future mosse dei fondi azionisti: secondo quanto riportato dalla stampa nel week-end, i fondi azionisti del gruppo di Collecchio, guidati da Mackenzie Cundill, si preparano a convocare un&#8217;assemblea straordinaria per cambiare lo statuto, con l&#8217;obiettivo di ridurre a 2-3 i consiglieri indipendenti e alzare sopra il 50% il tetto dei dividendi da distribuire.<br />
Scivola Geox (-3,16%) dopo i recenti rialzi, seguita da Autogrill (-2,84%), che giovedì scorso ha mostrato un utile netto più che dimezzato nel 2009 da 83,7 a 37 milioni e ha annunciato di non distribuire il dividendo. Parigi cede lo 0,13%, Francoforte lo 0,07% e Londra lo 0,28%.<br />
Bene ancora Fiat e Exor. Sabato scorso il Lingotto ha diffuso un comunicato sollecitato dalla Consob con il quale ha ribadito l&#8217;appuntamento del piano industriale per il prossimo 21 aprile, definendo «solo congetture» le ipotesi di scorporo della divisione auto. Oggi inoltre Barclays ha alzato il rating su Fiat da underweight a equalweight. </p>
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		<title>Sciopero generale Cgil: il 12 marzo fermi anche i trasporti in tutta Italia</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 22:10:54 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Economia e Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[sciopero trasporti]]></category>

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		<description><![CDATA[In occasione dello sciopero generale della Cgil, proclamato per venerdì 12 marzo sui temi del lavoro, del fisco e dell’immigrazione, si fermeranno anche gli addetti ai trasporti. A comunicarlo, in una nota, la Filt Cgil. Piloti, assistenti di volo e personale di terra di tutte le compagnie aeree e degli aeroporti sciopereranno per quattro ore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2010/03/Sciopero-generale-Cgil-il-12-marzo-fermi-anche-i-trasporti-in-tutta-Italia.jpg" alt="Sciopero-generale-Cgil-il-12-marzo-fermi-anche-i-trasporti-in-tutta-Italia" class="left"/>In occasione dello<strong> sciopero generale</strong> della Cgil, proclamato per venerdì 12 marzo sui temi del lavoro, del fisco e dell’immigrazione, si fermeranno anche gli addetti ai trasporti. A comunicarlo, in una nota, la Filt Cgil. Piloti, assistenti di volo e personale di terra di tutte le compagnie aeree e degli aeroporti sciopereranno per quattro ore dalle 10 alle 14. Sempre di quattro ore, dalle 14 alle 18, la protesta nel trasporto ferroviario. Bus, metro, tram e ferrovie concesse si fermeranno per quattro ore secondo modalità stabilite localmente e nel rispetto delle fasce di garanzia.<br />
<span id="more-4070"></span><br />
<strong>NAVI E TRAGHETTI</strong><br />
Interessati allo sciopero anche navi e traghetti che ritarderanno di 4 ore le partenze, i camion per tutto l&#8217;arco della giornata, gli addetti di porti e autostrade per 4 ore per ciascun turno di lavoro, e il personale dell&#8217;Anas per l&#8217;intera giornata. Lo sciopero infine, per l&#8217;intera giornata, interesserà anche l&#8217;autonoleggio, il soccorso autostradale, le autoscuole, i trasporti funebri e gli impianti a fune.</p>
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		<title>Usa, meno disoccupati in febbraio</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 22:10:28 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Economia e Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[statistiche conti pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[statistiche occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[statistiche produzione]]></category>

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		<description><![CDATA[Le imprese Usa hanno tagliato a febbraio 36.000 posti di lavoro, meno di quanto atteso, lasciando il tasso di disoccupazione invariato a 9,7%. Lo riporta il dipartimento del Lavoro, aggiugendo che rimangono dubbi sull&#8217;entità dell&#8217;impatto del clima sul mercato del lavoro nello scorso mese.
Il dipartimento, inoltre, ha rivisto in positivo i dati di dicembre e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2010/03/Usa-meno-disoccupati-in-febbraio.jpg" alt="Usa-meno-disoccupati-in-febbraio" class="left"/>Le imprese Usa hanno tagliato a febbraio 36.000 posti di lavoro, meno di quanto atteso, lasciando il tasso di disoccupazione invariato a 9,7%. Lo riporta il dipartimento del Lavoro, aggiugendo che rimangono dubbi sull&#8217;entità dell&#8217;impatto del clima sul mercato del lavoro nello scorso mese.<br />
Il dipartimento, inoltre, ha rivisto in positivo i dati di dicembre e gennaio, indicando che i posti di lavoro bruciati dei due mesi sono 35.000 in meno di quanto indicato in precedenza.<br />
<span id="more-4073"></span><br />
<strong>LE STIME USA</strong><br />
Gli analisti interpellati da Reuters avevano previsto un calo degli occupati di 50.000 unità, con un tasso di disoccupazione in rialzo a 9,8%. Gli esperti temevano che le pesanti nevicate registrate negli Usa nel mese scorso avrebbero avuto un forte impatto sul numero degli occupati. Il dipartimento del Lavoro, però, ha dichiarato che, sebbene il cattivo tempo può aver avuto un impatto, l&#8217;effetto netto non è di facile quantificazione.<br />
La manifattura in febbraio ha visto un aumento pari a 1.000 occupati, mentre le costruzioni hanno perso 64.000 posti. Gli occupati temporanei sono aumentati di 48.000 unità.<br />
La disoccupazione rimane la sfida più difficile per il presidente statunitense Barack Obama. Dall&#8217;inizio della recessione, gli Stati Uniti hanno perso 8,36 milioni di posti di lavoro, mentre gli ultimi mesi hanno mostrato un graduale miglioramento della situazione.</p>
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		<title>Investimenti internazionali: titoli francesi, tedeschi e italiani a confronto</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 13:55:01 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Fondi Investimento e Risparmio]]></category>
		<category><![CDATA[fondi investimento]]></category>
		<category><![CDATA[investimenti finanziari]]></category>
		<category><![CDATA[statistihe investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[titoli di stato]]></category>

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		<description><![CDATA[Il debito francese rischia di finire sotto pressione in un futuro prossimo: secondo alcuni investitori, scottati dalla crisi greca, è troppo caro e non riflette il crescente indebitamento del paese. Ne potrebbe risultare una spinta per altri titoli di stato della zona euro, ad esempio quelli tedeschi e, forse sorprendentemente, quelli italiani. La sostanza del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2010/03/Investimenti-internazionali-titoli-francesi-tedeschi-e-italiani-a-confronto.jpg" alt="Investimenti-internazionali-titoli-francesi-tedeschi-e-italiani-a-confronto" class="left"/>Il debito francese rischia di finire sotto pressione in un futuro prossimo: secondo alcuni investitori, scottati dalla crisi greca, è troppo caro e non riflette il crescente indebitamento del paese. Ne potrebbe risultare una spinta per altri <strong>titoli di stato</strong> della zona euro, ad esempio quelli tedeschi e, forse sorprendentemente, quelli italiani. La sostanza del problema non è che la Francia si trovi in una situazione di immediata difficoltà per un via di ipotesi di default, come nel caso della Grecia. Ma il costo dei suoi bond &#8211; e il costo di assicurarli &#8211; non riflette propriamente quelli che sono i veri problemi di questo momento.<br />
<span id="more-4067"></span><br />
<strong>L&#8217;ECONOMIA FRANCESE</strong><br />
Quest&#8217;anno il deficit francese è avviato a salire all&#8217;8,2% del Pil, il livello più alto in almeno mezzo secolo. Il debito pubblico è invece previsto all&#8217;82,2%: un incremento di 20 punti percentuali in soli die anni. &#8220;<em>La Francia viene considerata tra le economie &#8216;core&#8217; della zona euro, ma ai nostri occhi la sua situazione fiscale non è così buona come sembrano suggerire i prezzi di mercato</em>&#8220;, afferma il direttore investimenti di Standard Life Investments Richard Batty.<br />
&#8220;<em>Il mercato prezza il debito francese come se non ci fosse alcuni tipo di problema di bilancio</em>&#8220;. Nel suo ultimo report Standard Life Investments spiega di aver ridotto le posizioni sul debito francese, poiché i problemi fiscali del paese non sono del tutto scontati, così come il costo reale che le economie della zona euro potrebbero dover sostenere in caso di eventuale salvataggio di uno dei paesi membri.<br />
Commenti che fanno eco a quelli di Royal Bank of Canada che ha redatto una mappa del rischio sovrano, che individua a livello globale le 21 economie evolute più minacciate.</p>
<p><strong>DOVE INVESTIRE?</strong><br />
Sebbene venga generalmente trattata come economia &#8216;core&#8217;, la Francia risulta sesta in graduatoria: meno rischiosa solo di Irlanda, Grecia, Portogallo, Gran Bretagna e Italia.<br />
Lo spread tra decennale francese e tedesco mostra tuttavia un valore relativamente stretto, di circa 30 punti base. E il costo dei credit default Swap è di circa 43.400 euro per ongi 10 milioni di esposizione: meno di 10.000 euro sopra il costo dei cds tedeschi, e comunque più economici rispetto ai cds olandesi.<br />
Gli investitori ad ogni modo hanno iniziato a guardare al Bund tedesco, ma anche al Btp italiano come possibili alternativa ai governativi francesi, come conferma Standard Life Investments nel suo report.</p>
<p><strong>I TITOLI ITALIANI</strong><br />
I titoli italiani, ad alcuni, sembrano economici in relazione allo stato dell&#8217;economia del paese. I cds italiani quotano circa 2 volte e mezzo quelli francesi, ma diversi operatori spiegano come il mercato sia troppo pessimista sull&#8217;Italia.<br />
&#8220;<em>Gli spread sui Btp sono sì più ampi, ma il governo italiano è stato molto più attento di quello francese a tenere il deficit basso</em>&#8221; scrive in una nota Andrew Bosomworth di Pimco Europa. &#8220;<em>L&#8217;Italia ti garantisce un rendimento maggiore e una disciplina fiscale ragionevolmente rigida</em>&#8220;.</p>
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