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	<title>Mondofinanzablog.com &#187; Economia e Lavoro</title>
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	<description>Il mondo della finanza a 360 gradi</description>
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		<title>A Treviso il decimo convegno sulla materia antitrust</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 11:22:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e Lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[La città di Treviso è pronta ad accogliere domani e dopodomani la due giorni della decima edizione del convegno “Antitrust fra diritto nazionale e diritto dell’Unione Europea”: si tratta di [...]]]></description>
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</script><p><a href="http://www.mondofinanzablog.com/2012/05/16/treviso-decimo-convegno-materia-antitrust/locandina-convegno-di-treviso-eng/" rel="attachment wp-att-10270"><img class="alignleft size-full wp-image-10270" title="Locandina-Convegno-di-Treviso-ENG" src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2012/05/Locandina-Convegno-di-Treviso-ENG.jpg?9f281a" alt="" width="250" height="190" /></a>La città di <strong><em>Treviso</em></strong> è pronta ad accogliere domani e dopodomani <strong>la due giorni della decima edizione del convegno “Antitrust fra diritto nazionale e diritto dell’Unione Europea”</strong>: si tratta di un appuntamento ormai immancabile e che ormai esiste da ben due decenni, con l’intero universo antitrust che ha l’occasione di fare il punto sulla <strong>situazione interna e su quella internazionale</strong>. La prima organizzazione, infatti, risale al lontano 1992 e si tiene ogni due anni grazie allo <a href="http://www.rucellaieraffaelli.it">Studio Legale Rucellai e Raffaelli</a>, oltre ad altri importanti patrocini. Solo per citarne alcuni, si possono annoverare l’<strong>Associazione Italiana Giuristi d’Impresa</strong> (meglio nota con l’acronimo Aigi), l’<strong>Associazione Antitrust Italiana</strong> (Aai) e la <a href="http://www.fondazionecassamarca.it">Fondazione Cassamarca</a>.<br />
<span id="more-10269"></span><br />
L’intero convegno, inoltre, si tiene presso la <strong><em>Casa dei Carraresi</em></strong> del comune veneto. Il fatto che vi sia una ulteriore edizione testimonia come <strong>la comunità antitrust del nostro paese sia evoluta in maniera positiva ed esponenziale, con una buona stima da parte delle altre autorità</strong>. L’edizione del 2012 sarà improntata ancora una volta a vari momenti di confronto, incontro e discussione tra i più importanti rappresentati del settore, <strong>con degli argomenti che sono stati garantiti come attuali, senza dimenticare le alte qualifiche degli speaker</strong>.</p>
<p>I lavori non potranno cominciare che con le parole di <strong><em>Giovanni Pitruzzella</em></strong>, numero uno dell’<a href="http://www.agcm.it">Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato</a>: altre partecipazioni di spicco che vale la pena ricordare sono quelle di <strong><em>Paul Csiszar</em></strong> e <strong><em>Johannes Luebking</em></strong>, i quali andranno a rappresentare idealmente la <strong><em>Commissione Europea</em></strong>, oltre a <strong><em>Bruno Lasserre</em></strong>, presidente dell’authority francese, e <strong><em>Manuel Sebastiao</em></strong>, guida di quella portoghese, ma anche <strong><em>Giovanni Calabrò</em></strong>, direttore generale della direzione generale. Non mancheranno, poi, molti magistrati del nostro paese e del continente europeo. Infine, <strong>i lavori saranno impreziositi da professionisti esperti della materia a cui si sta facendo riferimento</strong>, diversi giuristi d’impresa e rappresentati di società importanti come <strong><em>Google, Microsoft </em></strong>e<em></em><strong><em> Johnson&amp;Johnson</em></strong>.</p>
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		<title>Nomisma smentisce la doppia velocità nei prezzi dei carburanti</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 19:01:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[divisione Energia]]></category>
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		<description><![CDATA[Nomisma, la società consulenza fondata nel 1981 e attiva nell’ambito dell’economia applicata, ha provveduto a esaminare anche il settore dei carburanti: in particolare, secondo gli studi effettuati a Bologna è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-10264" title="nomisma-240x119" src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2012/05/nomisma-240x119.jpg?9f281a" alt="" width="250" height="124" /><a href="http://www.nomisma.it">Nomisma</a>, la società consulenza fondata nel 1981 e attiva nell’ambito dell’<strong>economia applicata</strong>, ha provveduto a esaminare anche il settore dei carburanti: in particolare, secondo gli studi effettuati a <strong><em>Bologna</em></strong> è emerso come non esista affatto una doppia velocità per quel che riguarda <strong>le tariffe di benzina e gasolio</strong>. Che cosa vuol dire tutto questo? Tutto dipende dal collegamento che esiste tra le quotazioni a livello globale e i prezzi alla pompa, oltre a <strong>quello che percepiscono i consumatori e gli automobilisti</strong>. La ricerca in questione è stata condotta dalla divisione Energia di <strong><em>Nomisma</em></strong>, la quale ha smentito la doppia velocità, ma <strong>allo stesso tempo ha messo in luce come la tassazione sui carburanti sia difficilmente sopportabile</strong>, tanto che il prezzo medio di benzina e gasolio del nostro paes risulta essere il più alto del continente europeo.<br />
<span id="more-10262"></span><br />
L’argomento è senza dubbio molto attuale, visto che <strong>spesso ci si accorge che magari i prezzi dei carburanti tendono a salire in modo molto rapido</strong>, ma poi non scendono con lo stesso ritmo, <strong>anzi tutto avviene molto più lentamente</strong>. Ecco, la società emiliana ha smentito tale concezione e <strong>la presentazione dei risultati a cui si sta facendo riferimento è stata fatta dal numero uno di <em>Nomisma Energia</em>,<em> Davide Tabarelli</em></strong>: i dati e le cifre sono stati inoltre ascoltati da <strong><em>Rosario Trefiletti</em></strong>, presidente della <strong><em>Federconsumatori</em></strong>, <strong><em>Elio Lannutti</em></strong>, presidente dell’<a href="http://www.adusbef.it">Adusbef</a> nonché senatore dell’Italia dei Valori, e Pasquale De Vita, leader dell’<a href="http://www.unionepetrolifera.it">Unione Petrolifera</a>.</p>
<p><strong>Il differenziale tra le tariffe internazionali e quelle nostrane è stato giudicato stabile</strong>, non lontano dai quindici centesimi. L’andamento esaminato è partito da un anno ben preciso, <strong>vale a dire il 2005</strong>, fermandosi poi allo scorso mese di aprile: non è stato trascurato nessun elemento, <strong>nemmeno le variazioni che si sono verificate a cadenza settimanale in relazione alla benzina</strong>. Infine, è stata svelata la ripartizione del prezzo finale, con <strong>70,4 centesimi di accisa, quasi 31 di Iva e 62 di prezzo internazionale</strong>.</p>
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		<title>S&amp;P indica la via di uscita dalla crisi</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 11:10:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto R</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Standard & Poor's]]></category>

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		<description><![CDATA[Standard &#38; Poor&#8217;s ha diramato alcune importanti considerazioni su quanto potrebbe accadere in caso di mancato apporto di nuovi capitali alla finanza internazionale, prevedendo uno scenario estremamente negativo se nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-9334" title="standard-poor-s" src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2012/02/standard-poor-s-300x202.jpg?9f281a" alt="" width="300" height="202" />Standard &amp; Poor&#8217;s</strong> ha diramato alcune importanti considerazioni su quanto potrebbe accadere in caso di mancato apporto di nuovi capitali alla finanza internazionale, prevedendo uno scenario estremamente negativo se nel corso dei prossimi quattro anni non arriveranno almeno 46 trilioni di dollari, di cui 30 per <strong>rifinanziare</strong> <strong>i bond</strong> in scadenza e i prestiti erogati nel periodo pre crisi, e 13-16 trilioni di finanziamento della crescita.</p>
<p>Secondo l&#8217;agenzia di rating, pertanto, il peggio della crisi finanziaria potrebbe non essere ancora alle spalle, anzi. Entro i prossimi quattro anni la tanto temuta tempesta perfetta sui mercati finanziari potrebbe realmente avverarsi, spazzando via ogni minima certezza. A meno che, ovviamente, non si intervenga con l&#8217;unica cura che Standard &amp; Poor&#8217;s riesce a delineare: <strong>nuovi</strong> <strong>capitali</strong>, ripatrimonializzazione delle banche, <strong>crescita</strong> <strong>economica</strong> <strong>USA</strong> e in <strong>Eurozona</strong>.<span id="more-10247"></span></p>
<p>Più nel dettaglio, secondo Standard &amp; Poor&#8217;s le società avranno bisogno di almeno 30 trilioni di dollari nel breve termine, oltre ai già ricordati 13-16 trilioni di finanziamento e supporto alla crescita. Dei 46 trilioni di dollari totali, più di 8 serviranno agli <strong>Stati</strong> <strong>Uniti</strong> per i soli rifinanziamenti, cui aggiungere 3 trilioni per la crescita. In <strong>Europa</strong> per la crescita verranno invece spesi 2,3 trilioni di dollari, mentre in <strong>Giappone</strong> i fondi serviranno per i debiti in scadenza (5,5 trilioni di dollari).</p>
<p>► <span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="../2012/02/29/standard-poors-affonda-la-grecia/"><strong>STANDARD AND POOR&#8217;S AFFONDA LA GRECIA</strong></a></span></span></p>
<p>Brutte notizie anche per la <strong>Cina</strong>. Il gigante asiatico ha debiti in scadenza tollerabili per le sue dimensioni (7,5 trilioni di dollari), ma ha bisogno di quasi 10 trilioni di dollari per supportare la sua crescita. Le difficoltà stimate nel reperire tali nuovi capitali fanno pensare a Standard &amp; Poor&#8217;s che la crescita cinese subirà un nuovo rallentamento nel breve termine, ponendo a serio rischio le possibilità di ripresa dell&#8217;economia mondiale.</p>
<p>Banche e mercati dei capitali dovrebbero essere in grado di rifinanziare il debito. A preoccupare sono soprattutto i nuovi finanziamenti alla crescita.</p>
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		<title>Inail: prorogati i benefici per l&#8217;esposizione all&#8217;amianto</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 17:18:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[contribuzione obbligatoria]]></category>
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		<description><![CDATA[Tutti conoscono purtroppo la nocività e la pericolosità dell’amianto come minerale: è proprio per questo motivo che l’Inail (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) ha adottato un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondofinanzablog.com/2012/05/13/inail-prorogati-benefici-esposizione-amianto/pericolo_amianto-2/" rel="attachment wp-att-10240"><img class="alignleft size-full wp-image-10240" title="pericolo_amianto" src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2012/05/pericolo_amianto1.jpg?9f281a" alt="" width="250" height="188" /></a>Tutti conoscono purtroppo la nocività e la pericolosità dell’<strong>amianto</strong> come minerale: è proprio per questo motivo che l’<a href="http://www.inail.it">Inail (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro)</a> ha adottato <strong>un apposito provvedimento, prorogando dal punto di vista temporale quelli che sono i benefici relativi all’esposizione</strong> a cui si sta facendo riferimento. In effetti, le pensioni che sono state liquidate con delle misure adottate fino allo <strong>scorso 28 febbraio</strong> dovevano essere confermate da questo punto di vista e in effetti rimarranno ancora valide ed efficaci. <strong>La circolare in questione è la numero 61 per la precisione</strong>. Volendo essere ancora più precisi, c’è da dire che questa novità è stata espressamente prevista dal cosiddetto <strong>Decreto Milleproroghe</strong>: il secondo comma-undecies dell’articolo 6 stabilisce in maniera chiara i provvedimenti di cui si sta parlando, ragione per la quale la salvaguardia del <strong>diritto alle prestazioni pensionistiche che sono state liquidate con il riconoscimento dell’agevolazione</strong> prevista per i lavori svolti in tale maniera.<br />
<span id="more-10238"></span><br />
Come è noto, <strong>non sono pochi purtroppo quei lavori che implicano una esposizione diretta all’amianto, la quale causa delle malattie professionali molto gravi</strong>: in questo caso, si va a sfruttare un coefficiente moltiplicativo pari a 1,5, da sfruttare in relazione al <strong>numero di settimane che è coperto dalla contribuzione obbligatoria</strong>.</p>
<p>Un ulteriore chiarimento che non occorre tralasciare riguarda la <strong>tipologia di queste pensioni</strong>, visto che non vi sarà alcun tipo di distinzione per quel che concerne quelle che sono valide ed efficaci al momento dell’entrata in vigore di questa novità normativa, sia quelle che sono state sottoposte a una sospensione o a una revoca, quando ad esempio l’Inail provvede all’annullamento. <strong>Gli arretrati che fanno riferimento alle rate sospese della pensione non saranno corrisposti: pertanto, quando si provvede al ripristino del versamento bisogna prendere in esame soltanto gli importi arretrati</strong> e che sono stati maturati a partire dallo scorso 1° marzo.</p>
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		<title>Per Safilo si concretizzano mille nuovi esuberi</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 06:31:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[difficoltà economiche]]></category>
		<category><![CDATA[incontri con sindacati]]></category>
		<category><![CDATA[mille esuberi]]></category>
		<category><![CDATA[nuovo piano industriale]]></category>
		<category><![CDATA[Safilo]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono tempi davvero duri quelli che sta vivendo Safilo, azienda padovana nota per la sua produzione e distribuzione di occhiali da vista: la compagnia veneta si sta infatti apprestando a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondofinanzablog.com/2012/05/12/safilo-concretizzano-mille-nuovi-esuberi/safilo324x230/" rel="attachment wp-att-10227"><img class="alignleft size-full wp-image-10227" title="safilo324x230" src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2012/05/safilo324x230.jpg?9f281a" alt="" width="250" height="177" /></a>Sono tempi davvero duri quelli che sta vivendo <a href="http://www.safilo.com">Safilo</a>, azienda padovana nota per la sua <strong>produzione e distribuzione di occhiali da vista</strong>: la compagnia veneta si sta infatti apprestando a rendere concreti altri <strong>mille esuberi</strong>, un numero che fa paura soprattutto se si aggiunge agli altri 518 che sono stati dichiarati qualche mese fa per quel che concerne gli <strong>stabilimenti presenti in <em>Friuli</em></strong>. Per molti dipendenti vi sarà dunque la mobilità, come è emerso chiaramente dall’ultimo meeting che ha visto coinvolti <strong><em>Roberto Vedovotto</em></strong>, ad del gruppo, e i sindacati. Il motivo per una scelta simile e tanto dolorosa è presto detto, in effetti <strong>le difficoltà economiche e produttive che sono vissute ogni giorno si sono inasprite con la perdita della licenza <em>Armani</em></strong>, visto che quest’ultima è finita nelle mani di <a href="http://www.luxottica.com/it">Luxottica</a>.<br />
<span id="more-10226"></span><br />
In termini pratici, <strong>il passaggio di consegne è costato alla stessa <em>Safilo</em> la perdita di ben venti punti percentuali di fatturato</strong>. Le sigle sindacali sono invece di un altro parere e si sono dette convinte del fatto che <strong>tali esuberi non sono altro che il risultato delle ultime strategie aziendali</strong>. Le richieste sono specifiche e precise, vale a dire il blocco immediato di queste procedure di mobilità e l’istituzione e costituzione di <strong>un piano industriale ed economico che possa venire maggiormente incontro alle esigenze di tutti</strong>.</p>
<p>Gli stabilimenti di tutta <strong><em>Italia</em></strong> sono ovviamente in stato di agitazione, tanto che gli straordinari non sono più possibili e non viene dato spazio a nessuna forma di <strong>flessibilità per quel che riguarda gli orari di lavoro</strong>. Gli incontri tra le parti proseguiranno ora fino al prossimo <strong>28 maggio</strong>, ma l’obiettivo rimane soltanto quello di gestire nel migliore dei modi gli esuberi in questione. Intanto, però, il titolo è calato decisamente a <strong><em>Piazza Affari</em></strong>, cedendo <strong>0,41 punti percentuali</strong> e attestando la propria quota fino a <strong>4,85 euro</strong>, segno che la situazione è davvero delicata.</p>
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		<title>Risparmi Germania</title>
		<link>http://www.mondofinanzablog.com/2012/05/10/risparmi-germania/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 12:13:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto R</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[risparmi]]></category>

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		<description><![CDATA[La crisi economica finanziaria di inizio decennio (e fine della scorsa decade) non ha colpito tutti in ugual modo. A dimostrarlo è, ulteriormente, un recente studio della Bank of Scotland, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-9219" title="germania" src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2012/02/germania-300x180.jpg?9f281a" alt="" width="300" height="180" />La <strong>crisi</strong> <strong>economica</strong> <strong>finanziaria</strong> di inizio decennio (e fine della scorsa decade) non ha colpito tutti in ugual modo. A dimostrarlo è, ulteriormente, un recente studio della <strong>Bank</strong> <strong>of</strong> <strong>Scotland</strong>, secondo cui in <strong>Germania</strong> il numero delle famiglie che riescono a <strong>risparmiare</strong> qualcosa alla fine del mese sarebbe addirittura in aumento. La percentuale di coloro che al 30 o al 31 del mese hanno chiuso il mese in surplus sarebbe infatti salita al 57%, contro il 52% di un anno fa.</p>
<p>A ciò si aggiunga, sempre secondo la ricerca della Bank of Scotland, che un terzo di coloro che sono stati intervistati dagli analisti riesce a risparmiare in modo occasionale (33%, contro il 31% di un anno fa), mentre coloro che non riescono a risparmiare sono scesi al 9%, contro il 17% di un anno fa.<span id="more-10187"></span></p>
<p>Ma non solo. Più nel dettaglio, la <strong>somma</strong> <strong>accantonata</strong> <strong>ogni</strong> <strong>mese</strong> è tra i 50 e i 100 euro per il 25% dei risparmiatori e tra i 100 e i 200 euro per il 24%. Solamente il 9% ha invece dichiarato di poter accantonare oltre i 500 euro al mese. Il 63% degli interpellati nel campione (il 66% nel 2011) sostiene infine che la forma privilegiata per gli investimenti è il libretto di risparmio, seguito dalle polizze vita e dai fondi previdenziali (il 58% contro il 59% del 2011).</p>
<p>► <span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="../2012/04/27/tutti-numeri-salone-risparmio-2012/"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">TUTTI I NUMERI DEL SALONE DEL RISPARMIO 2012</span></a></span></span></p>
<p>E in <strong>Italia</strong>? Stando a quanto affermato dall’Istituto nazionale di Statistica, la propensione al risparmio delle famiglie italiane nel 2011 è stata la più bassa dal 1995, con una proporzione pari a 12 punti percentuali, in ribasso di 0,7 punti percentuali rispetto al precedente 2010. Un vero smacco per un popolo, quello italiano, che ha costruito le proprie alterne fortune sulla nomea di grandi risparmiatori.</p>
<p>Continueremo a monitorare l&#8217;evoluzione di questi dati, nel BelPaese, in Germania e negli altri partner internazionali, nel corso delle prossime settimane.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Movimento Consumatori: lo Stato saldi i debiti con le imprese</title>
		<link>http://www.mondofinanzablog.com/2012/05/08/movimento-consumatori-stato-saldi-i-debiti-imprese/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 13:18:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone</dc:creator>
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		<category><![CDATA[responsabilità Stato]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal Movimento Consumatori è giunta una indicazione piuttosto precisa nei confronti del governo: secondo il presidente dell’associazione, Lorenzo Miozzi, si stanno pagando ora le gravi conseguenze per i ritardi che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondofinanzablog.com/2012/05/08/movimento-consumatori-stato-saldi-i-debiti-imprese/ansicht-von-zahlreichen-euro-geldscheinen-verschiedener-wertigkeit-aufgenommen-am-18-10-2001-in-hamburg-ab-dem-1-januar-2002-sind-euro-banknoten-und-munzen-in-12-mitgliedstaaten-belgien-deutsch/" rel="attachment wp-att-10177"><img class="alignleft size-full wp-image-10177" title="Ansicht von zahlreichen Euro-Geldscheinen verschiedener Wertigkeit, aufgenommen am 18.10.2001 in Hamburg. Ab dem 1. Januar 2002 sind Euro- Banknoten und -Münzen in 12 Mitgliedstaaten (Belgien, Deutschland, Frankreich, Finnland, Irland, Italien, Luxemburg, Niederlande, Österreich, Portugal, Spanien und Griechenland) der Europäischen Union (EU) das offizielles Zahlungsmittel. Bis zum 28. Februar 2002 kann man allerdings noch in den Geschäften mit der Mark bezahlen. Ab dem 17. Dezember 2001 wird ein Starter-Kit von 20 Euro- und Cent-Münzen ausgegeben, um den Bürgern die Möglichkeit zu geben, sich mit der neuen Währung vertraut zu machen. Bereits seit dem 1.9. rollen hochgesicherte Transporte mit dem Euro durch Deutschland: Für die Erstausstattung von Banken und Handel mit dem neuen Geld müssen mehrere Milliarden Münzen und Scheine verteilt werden." src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2012/05/eur1.jpg?9f281a" alt="" width="250" height="167" /></a>Dal <a href="http://www.movimentoconsumatori.it">Movimento Consumatori</a> è giunta una indicazione piuttosto precisa nei confronti del governo: secondo il presidente dell’associazione, <strong><em>Lorenzo Miozzi</em></strong>, si stanno pagando ora le gravi conseguenze per i ritardi che si sono verificati nei versamenti per <strong>piccole e grandi transazioni finanziarie</strong>, quindi non ci si deve stupire più di tanto se <strong>la liquidità attuale è in una situazione critica</strong> e deve essere ritenuta una delle responsabili principali della crisi. Lo stesso <em>Miozzi</em> ha quindi invitato l’esecutivo<strong><em> Monti</em></strong> a provvedere finalmente allo sblocco dei crediti in questione, in modo da fornire <strong>un contributo più che adeguato per quel che riguarda il rilancio dell’economia italiana</strong>. Quali sono stati gli altri riferimenti importanti di questo discorso?<br />
<span id="more-10176"></span><br />
Anzitutto, c’è da sottolineare come <strong>i debiti che lo Stato stesso, insieme agli enti locali e alle aziende sanitarie vantano nei confronti delle imprese siano pari a ben settanta miliardi di euro</strong>; per questo motivo, se si avesse un finanziamento di questo debito da parte di chi deve saldarlo si potrebbe cominciare a <strong>far circolare di nuovo l’economia monetaria</strong>. In aggiunta, quest’ultimo effetto provocherebbe anche un circolo virtuoso, la spinta necessaria per l’intero sistema economico del nostro paese. Insomma, <strong>l’obiettivo è quello di modificare in maniera profonda una tendenza che non ha mai convinto del tutto</strong>.</p>
<p>In effetti, le aziende hanno un <strong>disperato bisogno di liquidità</strong> e questi sodi a cui si sta facendo riferimento sono loro dovuti; anche la pubblica amministrazione fa la sua parte, contribuendo quindi alla <strong>sopravvivenza di molte figure professionali</strong>. Tra l’altro, come ha spiegato il numero uno di <strong><em>Mc</em></strong>, gli istituti di credito avrebbero così la garanzia di ottenere quanto richiesto, prima di tutto dalle imprese (<strong>per un periodo di un anno</strong>) e poi dallo Stato, il quale può saldare le somme <a href="http://www.investisicuro.com/risultati-asta-bot-aprile-2012/">anche con Buoni Ordinari del Tesoro (Bot)</a>. L’<strong>economia fondata sul debito</strong>, infine, non ha più senso di esistere.</p>
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		<title>Cibus 2012: in crescita il Made in Italy alimentare nel mondo</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 09:25:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Brasile e Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Cibus 2012]]></category>
		<category><![CDATA[crescita all'estero]]></category>
		<category><![CDATA[integrazione filiera]]></category>
		<category><![CDATA[Made in Italy alimentare]]></category>

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		<description><![CDATA[La crisi finanziaria internazionale è un dato di fatto da diversi mesi, ma il nostro Made in Italy riesce ancora a resistere a questa violenta burrasca: in particolare, il comparto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondofinanzablog.com/2012/05/08/cibus-2012-crescita-made-in-italy-alimentare-mondo/cibus-2012/" rel="attachment wp-att-10169"><img class="alignleft size-full wp-image-10169" title="cibus-2012" src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2012/05/cibus-2012.jpg?9f281a" alt="" width="250" height="182" /></a>La <strong>crisi finanziaria internazionale</strong> è un dato di fatto da diversi mesi, ma il nostro <strong><em>Made in Italy</em></strong> riesce ancora a resistere a questa violenta burrasca: in particolare, il comparto alimentare è in grado di crescere a livello mondiale, <strong>con le importazioni che hanno cominciato a riguardare paesi come il <em>Brasile</em> e la <em>Russia</em></strong>, tra le due economie maggiormente in rampa di lancio. La constatazione è giunta direttamente dalla sedicesima edizione del “<strong>Salone Internazionale dell’alimentare italiano</strong>”, il cosiddetto <a href="http://www.cibus.it">Cibus</a>. L’apertura ufficiale si è avuta ieri nella città di <strong><em>Parma</em></strong>, mentre la conclusione è prevista tra due giorni esatti. Volendo essere ancora più precisi, bisogna sottolineare come in territorio brasiliano vi sia stato un incremento importante dei <strong>consumi di pasta, formaggi, pizza e salumi nei vari ristoranti</strong>, mentre la <strong><em>Russia</em></strong> ha focalizzato la propria attenzione sul Belpaese in quanto deve all’import ben il <strong>40%</strong> dell’intero fabbisogno di cibo.<br />
<span id="more-10167"></span><br />
In aggiunta, non bisogna dimenticare che <strong>le esportazioni dell’industria in questione sono aumentate nel corso del 2011</strong>, con le previsioni relative ai prossimi mesi che sono anch’esse improntate all’ottimismo. Resisterà davvero questa crescita? <strong>Come ha messo in luce <em>Cibus</em> con dei dati opportuni, vi sono vari elementi che possono determinare tale successo, in primis la coesione dell’intera filiera</strong>, ma anche l’integrazione tra le attività, il grado di internazionalizzazione all’estero e la capacità di portare con successo i prodotti del nostro paese nei <strong>mercati stranieri</strong>.</p>
<p>L’evento di quest’anno mette in mostra come di consueto i<strong> prodotti dei vari comparti, quello lattiero caseario, la carne, il pomodoro, la pasta, l’olio e i prodotti biologici</strong>, insomma tutto quello che può offrire la categoria del food. Inoltre, vi sono altre due fiere più piccole al suo interno: si tratta di <strong><em>Dolce Italia</em></strong>, organizzata dall’<a href="http://www.aidepi.it">Aidepi</a>, e di <strong><em>Pianeta Nutrizione</em></strong>, con <a href="http://www.akesios.it">Akesios</a> che ha dato vita a un forum relativo a un buon numero di discipline.</p>
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		<title>Adoc: in aumento i principali prezzi delle spiagge</title>
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		<pubDate>Sun, 06 May 2012 06:43:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Adoc]]></category>
		<category><![CDATA[lettini e ombrelloni]]></category>
		<category><![CDATA[prezzi 2012]]></category>
		<category><![CDATA[rincaro dal 2001]]></category>
		<category><![CDATA[spiagge italiane]]></category>

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		<description><![CDATA[Neanche un semplicemente spostamento in spiaggia per godersi un po’ di mare si salverà dai continui rincari che stanno interessando l’Italia: la conferma è giunta direttamente dall’ultima analisi condotta dall’Adoc [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondofinanzablog.com/2012/05/06/adoc-aumento-principali-prezzi-spiagge/spiaggia-serra-alimini/" rel="attachment wp-att-10147"><img class="alignleft size-full wp-image-10147" title="spiaggia-serra-alimini" src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2012/05/spiaggia-serra-alimini.jpg?9f281a" alt="" width="250" height="188" /></a>Neanche un semplicemente spostamento in <strong>spiaggia</strong> per godersi un po’ di mare si salverà dai continui <strong>rincari che stanno interessando l’<em>Italia</em></strong>: la conferma è giunta direttamente dall’ultima analisi condotta dall’<a href="http://www.adoc.org">Adoc (Associazione per la Difesa e l’Orientamento dei Consumatori)</a>, la quale ha voluto capire quali saranno i costi di una giornata al mare in questo 2012. Ebbene,<strong> i risultati non sono certo incoraggianti</strong>. Entrando maggiormente nel dettaglio, <strong>si scopre che la crisi economica non ha infatti impedito all’acqua marina di diventare ancora più salata</strong>, molto più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. In pratica, l’indagine dell’associazione dei consumatori si è focalizzata su una famiglia composta da quattro persone: <strong>il nucleo appena descritto sarà costretto a pagare in media ben cento euro, una somma che rappresenta un incremento di 2,3 punti percentuali rispetto a quanto calcolato nel 2011</strong>.<br />
<span id="more-10146"></span><br />
Se poi il confronto viene effettuato con<strong> i prezzi e le stime del 2001</strong>, allora ci si accorge davvero che i tempi sono cambiati in negativo. In effetti, <strong>una giornata al mare di undici anni fa prevedeva una spesa di appena quaranta euro</strong>, il che vuol dire che l’incremento complessivo è stato di ben 142 punti percentuali, <a href="http://www.finanzalive.com/flash-news/adiconsum-spiagge-italiane-care-europa/">un rincaro a dir poco spaventoso</a>. I numeri e le cifre sono stati ottenuti dall’<strong><em>Adoc</em></strong> prendendo in considerazione <strong>diverse voci di spesa e le varie località balneari che si trovano in <em>Italia</em></strong>.</p>
<p>In particolare, i rialzi principali hanno riguardato l’<strong>ombrellone</strong> (+6%), ma anche la <strong>sdraio</strong> (+9,5%) e la <strong>ristorazione</strong> (+4,1% per la precisione). <strong>Il cambiamento di moneta è stato inoltre determinante in questo senso, tanto che il raffronto 2001-2012 ha messo in luce un +262% per quel che concerne i costi di ingresso alle spiagge e un +127% in relazione ai lettini</strong>. Concedersi un momento di relax sotto al sole e respirando l’aria di mare sarà dunque impossibile, visto che molti bagnanti <strong>saranno alle prese con tante preoccupazioni finanziarie e di portafoglio</strong>.</p>
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		<title>Brusco calo nel 2012 per gli acquisti dei fiori</title>
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		<pubDate>Sat, 05 May 2012 20:01:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[acquisti fiori]]></category>
		<category><![CDATA[calo del 5%]]></category>
		<category><![CDATA[Coldiretti]]></category>
		<category><![CDATA[gennaio-febbraio 2012]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio consumatori]]></category>

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		<description><![CDATA[Come recita Massimo Ranieri nella celebre “Rose rosse”, i fiori sanno parlare di noi, ma chissà se questa canzone potrebbe essere attuale anche al giorno d’oggi: in effetti, la crisi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondofinanzablog.com/2012/05/05/brusco-calo-2012-acquisti-fiori/fiori11/" rel="attachment wp-att-10141"><img class="alignleft size-full wp-image-10141" title="fiori11" src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2012/05/fiori11.jpg?9f281a" alt="" width="250" height="188" /></a>Come recita <strong><em>Massimo Ranieri</em></strong> nella celebre “Rose rosse”, i fiori sanno parlare di noi, ma chissà se questa canzone potrebbe essere attuale anche al giorno d’oggi: <strong>in effetti, la crisi finanziaria è riuscita a stritolare qualsiasi settore ed è arrivata perfino a provocare la contrazione degli acquisti di fiori</strong>. Entrando maggiormente nel dettaglio statistico, queste compere sono <strong>calate di ben cinque punti percentuali nel corso del 2012</strong>, un declino che si ottiene dal confronto con lo stesso periodo dello scorso anno. I dati in questione sono stati messi in luce dalla <a href="http://www.coldiretti.it">Coldiretti</a>, la quale ha voluto capire c<strong>ome si sono evolute le vendite di fiori e piante nel nostro paese</strong>, prendendo spunto dalle rilevazioni dell’<a href="http://www.ismea.it">Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo)</a> per quel che riguarda i mesi di gennaio e febbraio.<br />
<span id="more-10140"></span><br />
Il commento della stessa associazione che raggruppa i <strong>coltivatori diretti d’<em>Italia</em></strong> è stato eloquente: l’opinione diffusa è che i cittadini e i consumatori vogliono assolutamente <strong>risparmiare su qualsiasi voce di spesa</strong>, visto che il potere di acquisto si è ridotto in modo progressivo e costante. Quindi, <strong>non si guarda in faccia a nulla quando si sceglie di conservare del denaro per altri utilizzi, nemmeno a un sentimento importante come l’amore</strong>, celebrato proprio con i fiori. Il Sud Italia riesce ancora a contenere queste perdite però.</p>
<p>Nello specifico, <strong>il 33% degli acquisti fa capo proprio al Mezzogiorno</strong>, mentre il romanticismo sembra essersi spento decisamente nelle regioni centrali (<strong>24% del totale per la precisione</strong>), lasciando al Nord appena un quinto dell’importo totale. <strong>Le rose rappresentano ancora il fiore maggiormente scelto dagli italiani, seguite a ruota dalle orchidee</strong>. Tra l’altro, bisogna anche sottolineare come le offerte speciali siano un’occasione unica per gli acquisti, mentre sta crescendo il numero di coloro che <strong>si affida ai vivai e ai mercati gestiti dagli agricoltori</strong> per un acquisto sicuro e che possa consentire di contenere i costi.</p>
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