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	<title>Mondofinanzablog.com &#187; Banche e Mutui</title>
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	<description>Il mondo della finanza a 360 gradi</description>
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		<title>A gennaio ottima raccolta per Banca Generali</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 11:46:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Banca Generali può affermare, senza timore di essere prontamente smentita, che il 2012 è iniziato in maniera positiva dal punto di vista finanziario: il mese di gennaio è appena terminato [...]]]></description>
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</script><p><a href="www.bancagenerali.it"><img class="alignleft size-full wp-image-9033" title="banca-generali1" src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2012/02/banca-generali1.jpg?9f281a" alt="" width="250" height="188" />Banca Generali</a> può affermare, senza timore di essere prontamente smentita, che<strong> il 2012 è iniziato in maniera positiva dal punto di vista finanziario</strong>: il mese di gennaio è appena terminato e l’istituto di credito dell’omonimo gruppo di <strong><em>Trieste</em></strong> può già vantare dei dati molto interessanti per quel che concerne la <strong>raccolta netta</strong>. Quest’ultima, infatti, si è attestata a quota <strong>245 milioni di euro</strong>, in netto rialzo rispetto a quanto registrato nel corso del mese di dicembre (in quella occasione si raccolsero appena <strong>177,6 milioni</strong>). Tale risultato è stato possibile grazie, in particolare, alle operazioni della rete della banca stessa (<strong>148 milioni di euro del totale in questione</strong>), ma non bisogna nemmeno dimenticare <strong>il contributo offerto dalla rete privata, con i suoi novantasette milioni complessivi</strong>.<br />
<span id="more-9030"></span><br />
In pratica, <strong>si tratta di dati che in pochi si aspettavano e che risultano essere ben superiori rispetto le attese</strong>; prima che il mese in questione si chiudesse, infatti, si era parlato di duecento milioni di euro come stima, ma tutto è andato per il meglio. <strong>Tra l’altro, bisogna anche sottolineare come questa raccolta sia la seconda migliore in assoluto da ben sei anni a questa parte, visto che nel gennaio del 2006 il dato si era attestato sui 289 milioni di euro</strong>, un record ancora ineguagliato.</p>
<p>Volendo essere ancora più precisi, bisogna aggiungere come <strong>i rialzi maggiori siano stati quelli della componente gestita</strong>, con le performance positive di <strong><em>Banca Generali Più Italia</em></strong> che hanno svolto un ruolo determinante: quest’ultimo prodotto è una polizza assicurativa che mette a disposizione <strong>una buona garanzia in merito al capitale</strong> e il suo contributo può essere quantificato in addirittura 124 milioni di euro sui 154 totali relativi alla produzione assicurativa di gennaio. Inoltre, <strong>si possono ricordare le gestioni patrimoniali a capitale protetto e la loro raccolta pari a undici milioni di euro</strong>, grazie soprattutto allo sviluppo dei nuovi clienti.</p>
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		<title>Intesa Sanpaolo è tra le aziende più sostenibili al mondo</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 19:28:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Intesa Sanpaolo può vantare un record che non è da tutti: in effetti, l’istituto di credito di Torino è riuscito a conquistare per il terzo anno consecutivo un posto nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="www.intesasanpaolo.com"><img class="size-full wp-image-8901 alignleft" title="Intesa-Sanpaolo-Posizioni-Aperte-in-Banca-" src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2012/01/Intesa-Sanpaolo-Posizioni-Aperte-in-Banca-.jpg?9f281a" alt="" width="250" height="188" />Intesa Sanpaolo</a> può vantare un record che non è da tutti: in effetti, l’istituto di credito di <strong><em>Torino</em></strong> è riuscito a conquistare per il terzo anno consecutivo un posto nella <strong>classifica delle aziende più sostenibili a livello internazionale</strong>. L’elenco ricomprende ben cento imprese di ogni settore, in base al giudizio che è stato espresso dalla compagnia <a href="www.corporateknights.ca">Corporate Knights</a>, una rivista che ha sede in <strong><em>Canada</em></strong> e che si occupa proprio di tematiche che sono strettamente legate all’ambiente (<strong>il cosiddetto capitalismo sostenibile per la precisione</strong>). Il riconoscimento è senza dubbio prestigioso, soprattutto per il fatto che è stato ottenuto in più occasioni, una sorta di testimonianza dell’impegno del gruppo in tale ambito. Tra l’altro, <strong>se si vuole essere ancora più dettagliati, bisogna precisare che <em>Intesa Sanpaolo</em> è una delle sei banche mondiali che sono presenti in questa classifica</strong>, oltre che l’unica azienda del nostro paese che è riuscita a entrarvi.<br />
<span id="more-8897"></span><br />
In pratica, in questa maniera si può comprendere chi ha realmente <strong>sviluppato e contribuito a creare delle strategie che sono volte a gestire nel migliore dei modi i rischi e le varie opportunità dal punto di vista ambientale</strong>, sociale e della governance interna. L’analisi di <strong><em>Corporate Knigths</em></strong> dura ormai da sette anni, quindi si può ben comprendere l’importanza di tali dati. <strong>Oltre quattromila aziende in tutto il mondo sono valutate in questo senso, con undici indicatori che poi danno vita alla classifica finale</strong>.</p>
<p>Qualche esempio? <strong>Le imprese sono giudicate in base al rispetto dell’ambiente, ma anche per le risorse umane, la politica che viene utilizzata per quel che concerne le retribuzioni e anche l’impegno dei manager nell’innovare e rendere le pratiche più trasparenti</strong>. Tra l’altro, le cento aziende sostenibili sono state rese note nel corso del <strong><em>World Economic Forum</em></strong> di <strong><em>Davos</em></strong>. Per <strong><em>Intesa</em></strong> si tratta di un nuovo traguardo di rilievo dopo la conquista di un posto nell’indice americano <strong><em>Dow Jones Sustainability</em></strong>.</p>
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		<title>Banca Leonardo annuncia la distribuzione dei dividendi</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 18:21:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I dividendi che verranno distribuiti da Banca Leonardo ammontano a ben 182 milioni di unità: l’operazione andrà ovviamente a coinvolgere i soci del gruppo in questione, ma bisogna ricordare che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondofinanzablog.com/2012/01/31/banca-leonardo-distribuzione-dividendi/12694017_gruppo-banca-leonardo-acquisita-la-sal-oppenheim-jr-cie-corporate-finance-switzerland-ltd-rich-0/" rel="attachment wp-att-8892"><img class="size-full wp-image-8892 alignleft" title="12694017_gruppo-banca-leonardo-acquisita-la-sal-oppenheim-jr-cie-corporate-finance-switzerland-ltd-rich-0" src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2012/01/12694017_gruppo-banca-leonardo-acquisita-la-sal-oppenheim-jr-cie-corporate-finance-switzerland-ltd-rich-0.jpg?9f281a" alt="" width="250" height="167" /></a>I <strong>dividendi</strong> che verranno distribuiti da <a href="www.bancaleonardo.com">Banca Leonardo</a> ammontano a ben 182 milioni di unità: l’operazione andrà ovviamente a coinvolgere i soci del gruppo in questione, ma<strong> bisogna ricordare che non ci si limiterà soltanto a questo, visto che vi sarà spazio anche per la distribuzione delle riserve</strong>. Tutti questi importi andranno ad aggiungersi ai novantatre milioni di acconto che si riferisco all’<strong>esercizio dello scorso anno</strong> e il cui stacco ha avuto luogo a novembre. Che cosa devono attendersi gli azionisti di <strong><em>Banca Leonardo</em></strong>? Come stanno riportando in maniera abbastanza diffusa le indiscrezioni di stampa, <strong>il consiglio di amministrazione è intenzionato a proporre all’assemblea un dividendo ben preciso</strong>, il cui ammontare finale sarà di <strong>quaranta centesimi di euro</strong> per ogni singolo titolo azionario di <strong>categoria A</strong>; soltanto per fare un esempio e un raffronto utile, c’è da dire che la distribuzione del 2010 aveva previsto un dividendo di appena <strong>dodici centesimi</strong>.<br />
<span id="more-8890"></span><br />
In questa maniera vi saranno <strong>altri trentuno milioni di euro che dovranno essere aggiunti all’acconto in questione</strong>. Ma non è tutto. L’assemblea straordinaria ha preso una decisione ulteriore, ovvero <strong>il taglio del capitale di ben 205 milioni di euro (da 305 a 100 per l’esattezza), tanto che poi è stata resa possibile una distribuzione ai soci di 151 milioni</strong>, mentre i milioni sono stati cinquantaquattro per quel che concerne il trasferimento a riserva.</p>
<p><strong><em>Banca Leonardo</em></strong>, celebre soprattutto per il suo impegno nell’ambito del <em>private banking</em>, può vantare attualmente un <strong>utile netto consolidato di settantatre milioni</strong>; un contributo fondamentale a quest’ultima somma è stato dato sicuramente dalle poste straordinarie, <strong>senza dimenticare però che i ricavi netti si sono attestati sui 157 milioni</strong>. La composizione sociale dell’istituto di credito è senz’altro strategica, visto che si possono annoverare Eurazeo, <a href="www.exor.com">Exor</a> e Torreal tra le compagnie con le quote più consistenti. Le altre quote, infine, sono detenute da <a href="www.allianz.it">Allianz</a>, <strong><em>Italmobiliare</em></strong> e dal gruppo <strong><em>Seragnoli</em></strong>.</p>
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		<title>La Corte Costituzionale si esprimerà sull&#8217;anatocismo bancario</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 10:34:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone</dc:creator>
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		<category><![CDATA[sentenza del 7 febbraio]]></category>

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		<description><![CDATA[Con il termine “anatocismo” si intende solitamente una pratica delle banche, volta a capitalizzare gli interessi su un capitale, in modo da produrre interessi su interessi: ebbene, finalmente si potrà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondofinanzablog.com/2012/01/29/corte-costituzionale-esprimera-anatocismo-bancario/anatocismo/" rel="attachment wp-att-8853"><img class="size-full wp-image-8853 alignleft" title="anatocismo" src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2012/01/anatocismo.jpg?9f281a" alt="" width="250" height="171" /></a>Con il termine “<strong>anatocismo</strong>” si intende solitamente una pratica delle banche, volta a <strong>capitalizzare gli interessi su un capitale</strong>, in modo da produrre interessi su interessi: ebbene, finalmente si potrà avere una maggiore tutela da questo istituto, visto che <strong>per il prossimo 7 febbraio è prevista una importante sentenza da parte della</strong> <a href="www.cortecostituzionale.it">Corte Costituzionale</a>. La Consulta dovrà esprimere il proprio parere in merito alla costituzionalità di un provvedimento che è inserito all’interno del <strong>Decreto Milleproroghe</strong>. In pratica, il testo normativo in questione, la cui approvazione risale alla fine del 2010, aveva eliminato in modo definitivo <strong>tutti gli effetti relativi a una sentenza della</strong> <a href="www.cortedicassazione.it">Corte di Cassazione</a> proprio sull’anatocismo. Che cosa era previsto nello specifico?<br />
<span id="more-8851"></span><br />
Tale prassi bancaria era stata definita incostituzionale a più riprese, ma <strong>il Milleproroghe è sembrato dimenticarsi di tutto questo</strong>. L’annuncio dell’udienza pubblica è stato fatto dall’<strong><em>Adusbef</em></strong>, la quale ha ricordato quali sono i soggetti coinvolti in questo caso. Protagonisti di casi emblematici sono stati tutti gli istituti di credito più famosi del nostro paese, tra cui possiamo ricordare <strong><em>Monte dei Paschi di Siena, Unicredit, Bnl, Intesa Sanpaolo </em></strong>e<strong><em> Antonveneta</em></strong>. La stessa associazione dei consumatori può vantare delle sentenze favorevoli agli anatomizzati, una delle quali è proprio quella della <strong>Suprema Corte</strong> di cui si tornerà a parlare fra pochi giorni.</p>
<p>Il senatore <strong><em>Elio Lannutti</em></strong>, il quale è anche il numero uno dell’<a href="www.adusbef.it">Adusbef</a>, ha ricordato come si tratti di una “battaglia a mani nude”, <strong>l’ennesima lotta da cui si spera di ottenere un po’ di giustizia</strong>. Bisogna comunque precisare che nessun rimborso sarà possibile, in quanto nel 2010 è subentrata la prescrizione, ma <strong>la sentenza sarà fondamentale per riconoscere che nessun diritto costituzionale deve essere violato</strong>: le pratiche illegali di anatocismo non sono più applicate dal lontano 1999, dopo varie pronunce in tal senso da parte dei giudici di <strong><em>Piazza Cavour</em></strong>, la speranza è che l’esito sia lo stesso anche tra nove giorni.</p>
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		<title>Ubi Banca nomina i nuovi direttori generali delle sue controllate</title>
		<link>http://www.mondofinanzablog.com/2012/01/24/ubi-banca-nuovi-direttori-generali-sue-controllate/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 10:58:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone</dc:creator>
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		<category><![CDATA[continuità aziendale]]></category>
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		<category><![CDATA[Ubi Banca]]></category>

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		<description><![CDATA[Ubi Banca dà il via alla propria riorganizzazione interna e lo fa comunicando i nomi dei nuovi direttori generali: il gruppo bergamasco ha infatti reso noto che questi ruoli verranno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="www.ubibanca.it"><img class="size-full wp-image-8765 alignleft" title="UBI-Banca" src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2012/01/UBI-Banca.jpg?9f281a" alt="" width="250" height="186" />Ubi Banca</a> dà il via alla propria <strong>riorganizzazione interna</strong> e lo fa comunicando i nomi dei nuovi direttori generali: <strong>il gruppo bergamasco ha infatti reso noto che questi ruoli verranno ricoperti a partire dal prossimo 1° febbraio</strong>, con una distinzione relativa ai vari istituti di credito che fanno capo al gruppo in questione. Nel dettaglio, <strong><em>Roberto Tonizzo</em></strong> sarà il nuovo direttore generale del <strong><em>Banco di Brescia</em></strong>, <strong><em>Marco Mandelli</em></strong> della <strong><em>Banca Popolare Commercio e Industria</em></strong> e <em><strong>Riccardo Barbarini</strong></em> della <a href="www.brebanca.it">Banca Regionale Europea</a>. Le scelte non sono certamente casuali, ma basate sull’esperienza che è stata maturata finora. In particolare, bisogna sottolineare come <strong><em>Tonizzo</em></strong> possa vantare lo stesso incarico presso la <strong><em>Banca Regionale Europea</em></strong>, mentre <strong><em>Barbarini</em></strong> si è occupato soprattutto dell’area commerciale all’interno dello stesso istituto. <strong><em>Mandelli</em></strong>, invece, proviene direttamente da <a href="www.centrobanca.it">Centrobanca</a>, la banca d’investimento del gruppo <strong><em>Ubi</em></strong>.<br />
<span id="more-8763"></span><br />
Gran parte delle attenzioni e delle congratulazioni sono state rivolte proprio a <strong><em>Barbarini</em></strong>, con il consiglio di amministrazione della <em><strong>Banca Regionale Europea</strong></em> che ha espresso la propria soddisfazione per la nomina. Il curriculum del manager parla anche di <strong>una esperienza importante all’interno del <em>Banco di Brescia</em></strong> (vice-direttore generale), un altro ente che fa parte del vasto universo dell’<strong>Unione delle Banche Italiane</strong>. La stessa Bre, tra l’altro, sta affrontando un periodo molto intenso per quel che concerne <strong>i cambiamenti delle proprie strutture e organizzazioni</strong>; volendo essere ancora più precisi, i maggiori sviluppi sono stati registrati in <strong><em>Piemonte</em></strong>, con un ottimo posizionamento e l’acquisto strategico di alcune filiali, senza dimenticare l’insediamento della direzione generale nella città di <strong><em>Torino</em></strong>.</p>
<p><strong>Le scelte di <em>Ubi Banca</em> sono state effettuate evidentemente nel segno della continuità</strong>, cercando sempre di offrire alla clientela un servizio di qualità ed eccellenza: inoltre, bisognerà puntare ancora su elementi essenziali, <strong>come i tempi rapidi di risposta a qualsiasi tipo di esigenza e il supporto dello sviluppo economico</strong>, in particolare quello a livello territoriale.</p>
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		<title>Una nuova sentenza incoraggiante sui bond Parmalat</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 14:30:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il caso dei bond Parmalat è una ferita ancora aperta e sanguinante, nonostante siano passati dieci anni, ma quando si apprendono determinate notizie, non può che tornare sul volto un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondofinanzablog.com/2012/01/21/nuova-sentenza-incoraggiante-bond-parmalat/parmalat/" rel="attachment wp-att-8729"><img class="size-full wp-image-8729 alignleft" title="parmalat" src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2012/01/parmalat.jpg?9f281a" alt="" width="250" height="172" /></a>Il caso dei bond <a href="www.parmalat.it">Parmalat</a> è una ferita ancora aperta e sanguinante, nonostante siano passati dieci anni, ma <strong>quando si apprendono determinate notizie, non può che tornare sul volto un accenno di sorriso</strong>: il <a href="http://www.google.it/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=tribunale%20parma&amp;source=web&amp;cd=2&amp;sqi=2&amp;ved=0CEcQFjAB&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.giustizia.it%2Fgiustizia%2Fit%2Fmg_4.wp%3Bjsessionid%3D26ED60F3C543896728226095147B7711.ajpAL01%3FfacetNode_1%3D2_7%26selectedNode%3D2_7_59_0026%26facetNode_2%3D2_7_59&amp;ei=EssaT87TC-iB4ATOkvnnDQ&amp;usg=AFQjCNGKaXlz0sbk69L_MjZCrrkDT0VNtw">Tribunale di Parma</a> ha infatti emesso una sentenza favorevole nei confronti di due associati della <a href="www.confconsumatori.it">Confconsumatori</a>, i quali potranno beneficiare di un importante diritto al risarcimento, <strong>grazie alla preziosa opera dell’associazione appena menzionata</strong>. I fatti sono presto detti. I due soggetti coinvolti nel crack dell’azienda di <strong><em>Collecchio</em></strong> avevano provveduto ad acquistare verso la fine del 2002 delle obbligazioni societarie per <strong>una cifra totale di 23mila euro</strong>. La giurisprudenza recente si sta finalmente spostando nella giusta direzione e <strong>il tribunale emiliano non ha potuto che uniformarsi in tal senso</strong>.<br />
<span id="more-8727"></span><br />
Volendo essere ancora più precisi, <strong>c’è da precisare che gli ultimi dettami prevedono che l’ordine finanziario rimane valido ed efficace</strong> e quindi non nullo per un difetto di forma nel momento in cui viene associato a un contratto generale di investimento: <strong>si tratta di un documento prezioso e fondamentale, visto che va a regolare la relazione tra l’istituto di credito e il risparmiatore ed è previsto anche dal Testo Unico sulla Finanza</strong>. In aggiunta, questo stesso contratto viene stipulato dal cliente in questione e dal legale rappresentante della banca o della compagnia. Ma non è tutto.</p>
<p><strong>Il tribunale in questione ha anche affermato come questo documento non debba essere necessariamente portato in giudizio dalla banca</strong>, visto che non si tratta di un elemento rilevante; lo stesso discorso vale anche per la tempistica con cui si presenta il contratto, dato che la nullità per difetto di forma viene solitamente chiesa all’inizio del giudizio. <strong>L’acquisto dei due risparmiatori è stato dunque considerato nullo e la banca ha dovuto risarcire l’intero capitale che formava l’investimento</strong>, oltre agli interessi e alle spese legali, <strong>un buon appiglio per tutti coloro che hanno sopportato le stesse ingiustizie</strong>.</p>
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		<title>Banca Etica si dimostra sempre più resistente alla crisi</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 11:23:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ventiquattro punti percentuali di incremento per quel che concerne l’erogazione dei crediti e altri dodici per la raccolta di risparmio rappresentato davvero due risultati importanti: si tratta delle stime che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondofinanzablog.com/2012/01/13/banca-etica-sempre-resistente-crisi/banca-etica-big-2/" rel="attachment wp-att-8624"><img class="size-full wp-image-8624 alignleft" title="banca-etica-big" src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2012/01/banca-etica-big.jpg?9f281a" alt="" width="250" height="131" /></a><strong>Ventiquattro punti percentuali di incremento per quel che concerne l’erogazione dei crediti</strong> e altri dodici per la raccolta di risparmio rappresentato davvero due risultati importanti: si tratta delle stime che <a href="www.bancaetica.com/Default.ep3">Banca Etica</a> ha fatto registrare nel <strong>2011</strong>, dodici mesi che hanno messo in luce come la finanza etica possa riservare <a href="http://www.mondofinanzablog.com/2011/12/22/banca-etica-critiche-decreto-monti/">soddisfazioni importanti nonostante la crisi economica</a> che attualmente infuria. Tra l’altro, si tratta anche del <strong>terzo anno consecutivo che tali affari sono contrassegnati da un segno più e dalla doppia cifra</strong>, un elemento non certo casuale. Entrando maggiormente nel dettaglio, c’è da precisare che la raccolta in questione è stata pari a<strong> 717 milioni di <em>euro</em></strong>, mentre i crediti si sono attestati poco distanti da quota 541 milioni.<br />
<span id="more-8619"></span><br />
A completare questo quadro così positivo ci ha poi pensato il <strong>capitale sociale</strong>, con i suoi quattordici punti percentuali di rialzo rispetto a un anno prima. <strong><em>Mario Crosta</em></strong>, direttore generale dell’istituto di credito in questione, non è riuscito a tenere a bada tutto il proprio entusiasmo: a suo parere, infatti, <strong>i risparmiatori sono soliti scegliere <em>Banca Etica</em> per i suoi valori, a fronte della continua sofferenza dell’economia e dei prestiti negati da diverso tempo a questa parte da molte altre banche</strong> (si tratta del cosiddetto “<em>credit crunch</em>”).</p>
<p>Inoltre, hanno riscosso molto successo anche alcune iniziative ed esperimenti; in particolare, <strong>lo stesso <em>Crosta</em> ha messo in risalto la cooperativa che si è venuta a formare grazie ai lavoratori di compagnie finite in fallimento</strong>, una vera e propria salvaguardia dell’occupazione che è stata garantita dagli ammortizzatori sociali e dai finanziamenti di <strong><em>Banca Etica</em></strong>. In conclusione, il numero uno del gruppo, <strong><em>Ugo Biggeri</em></strong>, ha anche aggiunto come i risparmiatori italiano stiano diventando sempre più consapevoli delle loro scelte, con scelte mirate e accurate per quel che concerne il tipo di economia da sostenere e <strong>cercando di mettere da parte quelle decisioni che possono dare nuova linfa alla speculazione</strong>.</p>
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		<title>Matteo Arpe viene reintegrato da Banca Profilo</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 15:57:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Banche e Mutui]]></category>
		<category><![CDATA[Banca Profilo]]></category>
		<category><![CDATA[bancarotta fraudolenta]]></category>
		<category><![CDATA[reintegro Matteo Arpe]]></category>
		<category><![CDATA[Tribunale di Parma]]></category>
		<category><![CDATA[vicenda Ciappazzi-Parmatour]]></category>

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		<description><![CDATA[Una volta tanto Matteo Arpe può fare affidamento su una notizia positiva: Banca Profilo ha infatti deciso di integrare nuovamente il banchiere milanese, noto per la sua carriera come dirigente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondofinanzablog.com/2012/01/06/matteo-arpe-reintegrato-banca-profilo/arpe_matteo_adn_220508-400x300/" rel="attachment wp-att-8501"><img class="size-full wp-image-8501 alignleft" title="arpe_matteo_adn_220508--400x300" src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2012/01/arpe_matteo_adn_220508-400x300.jpg?9f281a" alt="" width="250" height="188" /></a>Una volta tanto <strong><em>Matteo Arpe</em></strong> può fare affidamento su una notizia positiva: <a href="www.bancaprofilo.it">Banca Profilo</a> ha infatti deciso di integrare nuovamente il banchiere milanese, noto per la sua carriera come dirigente d’azienda, <strong>ma anche e soprattutto per il rinvio a giudizio a seguito del crack <em>Parmalat</em></strong>. L’istituto si è riunito ieri per il proprio meeting è la decisione in questione è stata adottata a maggioranza. In pratica, <strong>tale reintegro avrà luogo per quel che concerne la piena totalità delle funzioni di <em>Arpe</em></strong>, vale a dire quelle di presidente e di amministratore delegato del gruppo, ruoli da cui il membro del <strong>Comitato Permanente dell’Abi Banche e Società</strong> si era autosospeso a causa della vicenda <strong><em>Ciappazzi-Parmatour</em></strong>. Bisogna ricordare che a novembre <strong><em>Arpe</em></strong> è stato condannato in primo grado dalla magistratura di <strong><em>Parma</em></strong>; i capi imputati si riferiscono alle azioni compiute nel biennio compreso tra il 2002 e il 2003, quando il banchiere era direttore generale di <strong><em>Capitalia</em></strong>.<br />
<span id="more-8485"></span><br />
<strong>Il tribunale del capoluogo emiliano non è certo stato tenero</strong>, infliggendo ad <strong><em>Arpe</em></strong> tre anni e sette mesi, con la grave accusa di <strong>bancarotta fraudolenta</strong>, una delle più terribili a livello finanziario. La scelta d <strong><em>Banca Profilo</em></strong> è stata senz’altro coraggiosa, <strong>ma bisogna prenderne atto</strong>.</p>
<p><strong>L’istituto di credito in questione, il quale ha sede a Milano, viene attualmente controllato in maniera diretta da</strong> <a href="www.satorgroup.it ">Sator</a>, gruppo finanziario di rilievo europeo attivo in diversi business, mediante il contributo fondamentale della newco <strong><em>Arepo Bp</em></strong> (la quota detenuta è pari al 56,2%). Tra l’altro, bisogna anche ricordare che lo stesso <strong><em>Arpe</em></strong> è stato assolto da altri reati, come la <strong>bancarotta fraudolenta per distrazione</strong>, sempre in merito al versamento del prezzo di acquisto di <strong><em>Ciappazzi</em></strong>, una operazione che ha di fatto danneggiato <strong><em>Parmalat</em></strong> (il fatto non è stato commesso secondo i giudici parmensi). Il reintegro sta già facendo molto rumore e c’è grande attesa per il probabile discorso di <strong><em>Arpe</em></strong>.</p>
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		<title>Banco popolare rinuncia all&#8217;opzione sulla quota di Creberg</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 17:26:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Banche e Mutui]]></category>
		<category><![CDATA[Banco Popolare]]></category>
		<category><![CDATA[Creberg]]></category>
		<category><![CDATA[deficit di bilancio]]></category>
		<category><![CDATA[esercizio d'opzione]]></category>
		<category><![CDATA[rinuncia quota del 10%]]></category>

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		<description><![CDATA[La decisione potrebbe forse spiazzare gli addetti ai lavori e gli azionisti, ma è praticamente definitiva: il Banco Popolare ha deciso di non esercitare l’opzione per acquistare nuovamente la quota [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondofinanzablog.com/2012/01/04/banco-popolare-rinuncia-opzione-creberg/banco-popolare/" rel="attachment wp-att-8468"><img class="size-full wp-image-8468 alignleft" title="banco popolare" src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2012/01/banco-popolare.jpg?9f281a" alt="" width="250" height="161" /></a><strong>La decisione potrebbe forse spiazzare gli addetti ai lavori e gli azionisti</strong>, ma è praticamente definitiva: il <a href="www.bancopopolare.it">Banco Popolare</a> ha deciso di non esercitare l’opzione per acquistare nuovamente la <strong>quota del 10%</strong> relativa a un altro istituto di credito di stampo territoriale, il <a href="www.creberg.it">Credito Bergamasco</a>. Questa operazione, infatti, doveva essere portata a compimento <strong>entro la fine del mese attualmente in corso e appena cominciato</strong>, ma a quanto pare non se ne farà nulla. Le indiscrezioni più accreditate, inoltre, hanno messo in evidenza una scelta di cui si era parlato anche nei giorni scorsi; in pratica, <strong>chi aveva escluso il riacquisto in questione aveva motivato il tutto con le conseguenze più negative dello stesso</strong>, vale a dire gli oneri non certo indifferenti che avrebbero gravato sugli <strong>indici patrimoniali attesi</strong>.<br />
<span id="more-8465"></span><br />
Secondo gli analisti, inoltre,<strong> l’istituto di credito deve ora concentrarsi maggiormente su altri aspetti, quali ad esempio il potenziamento del capitale</strong>, più urgente che mai in questi ultimi tempi, visto che l’ultimo deficit di bilancio è stato a dir poco preoccupante (<strong>l’importo complessivo è di 2,7 miliardi di <em>euro</em></strong>). Le stime parlano con chiarezza di un <em><strong>Banco Popolare</strong></em> pronto a convertire il proprio titolo obbligazionario alla luce del capitale di dimensioni piuttosto ridotte. <strong>Il prezzo obiettivo, poi, dovrebbe ammontate a circa un <em>euro</em></strong>.</p>
<p>Questa vicenda finanziaria è la seconda che coinvolge, nel volgere di poco tempo, il gruppo veronese: circa <strong>una settimana fa, infatti, era stata resa nota la produzione degli effetti civilistici delle fusioni per incorporazione presso i registri delle imprese</strong>. In quel caso, le altre banche coinvolte erano diverse, vale a dire la <em><strong>Banca Popolare di Verona</strong></em>, quella di <strong><em>Novara</em></strong>, la <strong><em>Cassa di Risparmio di Lucca, Pisa e Livorno</em></strong>, la <strong><em>Banca Popolare di Cremona</em></strong> e la <strong><em>Banca Popolare di Crema</em></strong>. Nel caso dell’istituto cremonese, inoltre, è stato riconosciuto anche il diritto di vendita, cioè l’acquisto delle azioni dall’incorporante.</p>
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		<title>Banco Desio: il cda approva il piano per il 2012 e il 2013</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Dec 2011 11:54:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Banche e Mutui]]></category>
		<category><![CDATA[apertura dodici filiali]]></category>
		<category><![CDATA[approvazione cda]]></category>
		<category><![CDATA[Banco Desio]]></category>
		<category><![CDATA[piano 2012-2013]]></category>
		<category><![CDATA[proventi operativi]]></category>

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		<description><![CDATA[Non si sente parlare molto spesso del Banco di Desio e della Brianza, spa con oltre cento anni di storia e che nel corso di quest’anno è risultato essere il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondofinanzablog.com/2011/12/25/banco-desio-cda-piano-2012-2013/banco-desio/" rel="attachment wp-att-8302"><img class="size-full wp-image-8302 alignleft" title="banco-desio" src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2011/12/banco-desio.jpg?9f281a" alt="" width="250" height="96" /></a>Non si sente parlare molto spesso del <a href="www.bancodesio.it">Banco di Desio e della Brianza</a>, spa con oltre <strong>cento anni di storia</strong> e che nel corso di quest’anno è risultato essere il quindicesimo gruppo creditizio del nostro paese: <strong>uno spunto importante è però venuto pochi giorni fa, quando l’istituto lombardo ha provveduto a rendere note le conclusioni a cui è giunto il suo consiglio di amministrazione</strong>. Nel dettaglio, i punti salienti sono sostanzialmente due, vale a dire l’apertura di ben <strong>dodici filiali</strong> e il mantenimento del <strong><em>Tier 1</em></strong> (la componente primaria del capitale) al di sopra dei dieci punti percentuali. Ma vi sono anche altri dati e informazioni che sono degni di nota; in particolare, <strong>i proventi operativi sono previsti in aumento del 6,6%</strong>, mentre l’utile operativo della banca in questione dovrebbe sfiorare i nove punti percentuali di crescita (<strong>+8,8% per la precisione</strong>).<br />
<span id="more-8298"></span><br />
In aggiunta, bisogna sottolineare <strong>il +5% del margine di interesse e il +5,8% delle commissioni nette e degli altri proventi che fanno riferimento alla gestione</strong>. Si dovrà dunque partire da questi importanti presupposti per dar concretezza al piano strategico relativo al <strong>biennio 2012-2013</strong>, il quale ha ricevuto’ok definitivo da parte dello stesso cda. Per il resto, si possono citare la provvista da clientela (<strong>+10,4%</strong>), i crediti verso i clienti (<strong>+7,9%</strong>) e la raccolta proveniente dalla clientela ordinaria (<strong>+10%</strong>), con un filo conduttore complessivamente positivo come si può intuire in modo piuttosto agevole.</p>
<p>Il comunicato del <strong><em>Banco Desio</em></strong>, poi, ha messo in luce la ferma volontà di proseguire nella <strong>strategia di fiducia nei confronti di un modello ben preciso</strong>, ovvero quello dell’istituto retail, in grado di mettere a disposizione del cliente qualsiasi tipo di servizio. <strong>Una testimonianza evidente è data proprio dall’apertura delle filiali citata in precedenza</strong>, una operazione che consentirà alla banca di contare su qualcosa come ben <strong>197 sportelli complessivi</strong>, una rete che potrebbe espandersi anche oltre il 2013.</p>
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