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	<title>Mondofinanzablog.com &#187; Banche e Mutui</title>
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	<description>Il mondo della finanza a 360 gradi</description>
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		<title>Liquidazione coatta amministrativa per Banca Network</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 15:15:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone</dc:creator>
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<span id="more-10255"></span><br />
La spiegazione è comunque semplice, dato che <strong>la liquidazione coatta risulta essere una operazione molto più conveniente rispetto a una vera e propria liquidazione volontaria</strong>, con i soci che sono alle prese con i fornitori e i lavoratori da pagare e retribuire, oltre a tutti gli altri risarcimenti e le cause ancora in corso. <strong>In parole povere, la cifra totale sarebbe senza dubbio meno onerosa e senza alcun tipo di polemica o strascico giudiziario</strong>.</p>
<p>Tra l’altro, l’intera vicenda in questione comporta anche <strong>la cessione a titolo definitivo del ramo dei promotori finanziari</strong>, quindi il risparmio risulta essere maggiore. Perfino i soci di maggiore peso, come ad esempio il <strong><em>Banco Popolare, DeAgostini </em></strong>e<em></em><strong><em> Aviva</em></strong>, si sono detti d’accordo con una soluzione di questo tipo, pertanto il destino è praticamente segnato da questo punto di vista. In particolare, <strong>fa impressione la fuga di massa degli stessi promotori</strong>, uno dei cardini principali di <strong><em>Banca Network</em></strong>, ridotti ora al misero numero di 350 unità.</p>
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		<title>Mediolanum: Ennio Doris lascerà il Cda entro giugno</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 10:10:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nulla è eterno in questo mondo e ovviamente il discorso è più che mai valido anche per il settore finanziario: Banca Mediolanum dovrà fare i conti con un passaggio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondofinanzablog.com/2012/05/11/mediolanum-doris-lascera-cda-giugno/szwe/" rel="attachment wp-att-10209"><img class="alignleft size-full wp-image-10209" title="SZWE" src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2012/05/SZWE.jpg?9f281a" alt="" width="250" height="172" /></a>Nulla è eterno in questo mondo e ovviamente il discorso è più che mai valido anche per il settore finanziario: <a href="http://www.bancamediolanum.it">Banca Mediolanum</a> dovrà fare i conti con <strong>un passaggio di consegne davvero impegnativo</strong>, quello del proprio numero uno <strong><em>Ennio Doris</em></strong> all’interno del consiglio di amministrazione. Le dimissioni del presidente si sono rese necessarie alla luce di quanto disposto dal <a href="www.finanzalive.com/flash-news/novita-decreto-salva-italia">Decreto Salva Italia</a>, il quale ha di fatto proibito che i manager possano <strong>accumulare un numero eccessivo di cariche e ruoli</strong>. <strong><em>Doris</em></strong>, quindi, ha già provveduto a lasciare il cda di <a href="http://www.mediobanca.it">Mediobanca</a>, di cui aveva fatto parte sino ad ora e lo stesso dovrà fare per la sua creatura, Mediolanum appunto. Come ha affermato l’imprenditore lombardo, la <strong>sostituzione verrà perfezionata entro il prossimo mese di giugno</strong>, anche se non è noto chi verrà scelto in questo senso, visto che si stanno ancora vagliando i candidati più papabili.<br />
<span id="more-10208"></span><br />
La figura di <strong><em>Doris</em></strong> è fondamentale in questo istituto di credito. <strong>È grazie a lui, infatti, che è nata <em>Programma Italia</em> nel 1982, una società in grado di mettere a disposizione consulenza globale per quel che concerne il risparmio</strong>; la crescita di tale rete, poi, ha consentito di far sviluppare il progetto, tanto che <strong>nel 1995 è nato anche il <em>Gruppo Mediolanum</em></strong>, in cui è fondamentale la partecipazione da parte della<strong><em> Fininvest</em></strong>.</p>
<p>Già l’anno successivo è stato determinante per la quotazione a <strong><em>Piazza Affari</em></strong> della compagnia, da quel momento presenza stabile dell’indice <strong><em>Mib 30</em></strong>. Tra l’altro, gli ultimi risultati della banca, quelli del primo trimestre di questo 2012, sono stati nettamente positivi: in effetti, <strong>è stato registrato un utile da record, tanto che anche i restanti mesi dovrebbero riservare il medesimo scenario</strong>. Il picco massimo di <strong><em>Mediolanum</em></strong> per quel che concerne un intero anno è pari a 240 milioni di euro, una cifra non molto lontana da quella conseguita in appena tre mesi nel 2012 (<strong>178 milioni per la precisione</strong>).</p>
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		<title>Il Codacons propone un&#8217;azione risarcitoria per i clienti MPS</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 18:26:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I blitz nelle varie sedi del nostro paese di Monte dei Paschi non potevano scatenare cronache, discussioni e polemiche diffuse: i reati contestati all’istituto di credito senese sono piuttosto gravi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-10205" title="foto51" src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2012/05/foto51.jpg?9f281a" alt="" width="250" height="171" /><a href="http://www.finanzalive.com/borsa-italiana/indagine-per-aggiotaggio-su-mps/">I blitz nelle varie sedi del nostro paese di Monte dei Paschi</a> non potevano scatenare cronache, discussioni e polemiche diffuse: <strong>i reati contestati all’istituto di credito senese sono piuttosto gravi</strong>, aggiotaggio (quindi la manipolazione dei dati di mercato) e gli ostacoli posti alle attività di vigilanza della<strong><em> Banca d’Italia</em></strong> per quel che concerne la scalata ad <strong><em>Antonveneta</em></strong>. Ecco perché non deve stupire l’immediata reazione da parte di <strong>una delle associazioni dei consumatori più agguerrite del nostro paese</strong>, il <a href="http://www.codacons.it">Codacons </a>(<em>Coordinamento delle Associazioni per la Difesa dell&#8217;Ambiente e dei Diritti degli Utenti e dei Consumatori</em>).<br />
<span id="more-10204"></span><br />
In effetti, quest’ultimo ha già avviato la propria costituzione come <strong>parte offesa nell’ambito del procedimento</strong>: l’obiettivo principale è quello di proporre <strong>un’azione risarcitoria nei confronti del gruppo di <em>Rocca Salimbeni</em></strong>, in modo che gli azionisti e tutti i clienti coinvolti possano ottenere <strong>un rimborso importante per i danni arrecati</strong>. In effetti, non bisogna dimenticare che l’intera indagine ha provocato un vero e proprio tracollo del titolo a Piazza Affari (<a href="http://www.finanzalive.com/borsa-italiana/titolo-monte-paschi-picchiata/">quasi sette punti percentuali per la precisione</a>), ma soprattutto i due capi di accusa rappresentano <strong>uno svantaggio enorme per i correntisti e gli azionisti di <em>Monte dei Paschi</em></strong>, come ha voluto sottolineare il numero uno del <strong><em>Codacons</em></strong>, <strong><em>Carlo Rienzi</em></strong>. Quali rischi sono stati corsi e si corrono tuttora?</p>
<p>Lo scenario che spaventa maggiormente è quello che prevede <strong>un utilizzo illecito del denaro depositato dai correntisti stessi</strong>, i quali hanno affidato con fiducia le loro somme a una delle banche storiche d’<strong><em>Italia</em></strong> e che invece potrebbero scoprire che quelle stesse cifre sono state usate per finanziare l’acquisizione di <strong><em>Banca Antonveneta</em></strong> e la <strong><em>Fondazione Monte dei Paschi</em></strong>. Il timore nutrito dall’associazione è che tutte le vicende a cui si sta facendo riferimento abbiano inciso in maniera negativa sui servizi destinati all’utenza e sui <strong>costi che la clientela deve sostenere</strong>. L’adesione all’azione risarcitoria è già possibile attraverso un apposito modulo presente sul sito web del <strong><em>Codacons</em></strong>.</p>
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		<title>Arbitro Bancario Finanziario: l&#8217;utente ha ragione in caso di phishing</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 19:45:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il phishing è un fenomeno più diffuso di quanto si pensi: si tratta, infatti, della truffa informatica che consiste nel convincere la vittima a fornire dei dati e delle informazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondofinanzablog.com/2012/05/07/arbitro-bancario-finanziario-utente-ragione-phishing/phishing2/" rel="attachment wp-att-10161"><img class="alignleft size-full wp-image-10161" title="phishing2" src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2012/05/phishing2.jpg?9f281a" alt="" width="250" height="188" /></a>Il <strong><em>phishing</em></strong> è un fenomeno più diffuso di quanto si pensi: si tratta, infatti, della truffa informatica che consiste nel <strong>convincere la vittima a fornire dei dati e delle informazioni sensibili</strong>. Tale caso è più che mai evidente quando si ha a che fare con l’<em>home banking</em>. I clienti degli istituti di credito devono essere attenti come non mai quando vanno a utilizzare i codici di accesso, ma c’è anche un’altra realtà di cui bisogna tenere conto, <strong>vale a dire la presenza di strumenti e mezzi che consentano agli utenti stessi di non trovarsi di fronte a situazioni così spiacevoli</strong>. Per fortuna, l’<a href="http://www.arbitrobancariofinanziario.it">Arbitro Bancario Finanziario</a> ha preso la sua decisione nel pieno rispetto della<strong> tutela del consumatore</strong>.<br />
<span id="more-10160"></span><br />
In effetti, questo sistema così particolare di risoluzione delle controversie si è occupato di un caso in cui <strong>non si era concesso nessun tipo di rimborso o risarcimento alla persona coinvolta, nonostante l’accertamento della pirateria informatica</strong>. Il truffato si è rivolto quindi alla <a href="http://www.confconsumatori.it">Confconsumatori</a> e dunque si è arrivati a questo dibattito. In pratica, il cliente coinvolto è titolare di un conto corrente presso un istituto e <strong>un attacco di <em>phishing</em> lo ha messo letteralmente nei guai, visto che a causa di quest’ultimo tre importanti somme di denaro sono state sottratte al suo totale</strong>. Le sottrazioni sono poi state scoperte e l’immediata reazione del soggetto è consistita nel <strong>blocco della carta</strong> e nel non riconoscimento delle operazioni che erano avvenute in questa maniera.</p>
<p>L’intermediario finanziario non ha voluto però rimborsare il tutto, visto che <strong>le operazioni in questione erano state effettuate, a detta dello stesso, avvalendosi della password di sicurezza</strong>. L’<strong>Abf</strong> ha dato ragione proprio al cliente, ricordando come l’impegno della banca nel proteggere dalle truffe elettroniche sia stato molto scarso. L’arbitro non esiste da molto tempo, ma <strong>il primo anno è stato caratterizzato da diverse cause e una buona percentuale che si è risolta in favore dei consumatori (il 61% per la precisione).</strong></p>
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		<title>Prestiti.it: in aumento le cessioni del quinto</title>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 14:14:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I tagli allo stipendio da parte degli italiani sono divenuti sempre più una pratica dolorosa ma necessaria: ecco perché, come accertato da Prestiti.it, la cessione del quinto è aumentata in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondofinanzablog.com/2012/05/02/prestiti-it-aumento-cessioni-quinto/cessione-del-quinto/" rel="attachment wp-att-10094"><img class="alignleft size-full wp-image-10094" title="cessione-del-quinto" src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2012/05/cessione-del-quinto.jpg?9f281a" alt="" width="250" height="167" /></a>I<strong> tagli allo stipendio</strong> da parte degli italiani sono divenuti sempre più una pratica dolorosa ma necessaria: ecco perché, come accertato da <a href="http://www.prestiti.it">Prestiti.it</a>, la cessione del quinto è aumentata in maniera esponenziale nel nostro paese, <strong>con una percentuale di ben il 16% sul totale di prestiti che vengono richiesti</strong>. Il motivo è presto detto, i cittadini hanno <strong>bisogno di liquidità</strong> e il ricorso a questa misura viene visto come una sorta di “ultima spiaggia”. Vi sono poi altre caratteristiche che descrivono meglio tali comportamenti.<strong> In effetti, le cessioni del quinto sono un fenomeno relativo soprattutto alle regioni del Sud, con la <em>Calabria</em>, la <em>Campania</em>, la <em>Puglia</em> e la <em>Sicilia</em></strong> a farla da padrona. Inoltre, detto che l’età media del richiedente è pari a <strong>quarantaquattro anni</strong>, bisogna anche ricordare che il finanziamento richiesto in media non va oltre i ventimila euro.<br />
<span id="more-10093"></span><br />
Tutti questi dati e cifre sono stati ottenuti da <strong><em>Prestiti.it</em></strong> mediante un’attenta e dettagliata analisi di circa ventimila richieste di finanziamento che sono state avanzate <strong>negli ultimi tre mesi</strong>. Volendo essere ancora più precisi, poi, <a href="http://www.mondofinanzablog.com/2011/12/06/credem-nuovo-servizio-cessione-quinto/">la cessione del quinto viene sfruttata per rimborsare una parte dei debiti che vengono accumulati</a>. Si sta infatti parlando di uno strumento che è utile per <strong>ottenere nell’immediato denaro liquido</strong>, restituendo all’istituto di credito <a href="http://www.mondofinanzablog.com/2009/10/15/intermediazione-e-cessione-del-quinto-bankitalia-indaga-sulla-trasparenza/">una quota del proprio stipendio mensile</a>, fino a un massimo del 20% (<strong>appunto un quinto dell’importo complessivo</strong>).</p>
<p>L’aumento della percentuale non è pero casuale, dato che <strong>il tasso di inflazione ha fatto registrare rialzi su rialzi e non si poteva prospettare uno scenario diverso</strong>. Tra l’altro, chi cede questa porzione di salario è soprattutto di <strong>sesso maschile</strong> (il 74% del campione che è stato esaminato), mentre l’età media che è stata citata in precedenza supera di tre anni quella del richiedente tipo di un finanziamento. <strong>Gli importi più alti sono quelli della<em> Calabria</em> (22.500 euro), a differenza del <em>Trentino-Alto Adige</em> che ha fatto rilevare i più bassi (16.500)</strong>.</p>
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		<title>Banche europee a rischio</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Apr 2012 15:47:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto R</dc:creator>
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		<category><![CDATA[banca]]></category>
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		<description><![CDATA[Stando a quanto affermato dal Fondo Monetario Internazionale in un recentissimo approfondimento statistico, la fase più difficile della crisi dovrebbe finalmente essere alle spalle, ma i debiti rimarranno elevati ancora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-9941" title="erogazioni_mutui_2010_prestiti_banche-300x300" src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2012/04/erogazioni_mutui_2010_prestiti_banche-300x300.jpg?9f281a" alt="" width="300" height="300" />Stando a quanto affermato dal <strong>Fondo Monetario Internazionale</strong> in un recentissimo approfondimento statistico, la fase più difficile della crisi dovrebbe finalmente essere alle spalle, ma i debiti rimarranno elevati ancora a lungo, caratterizzando una “condizione cronica pericolosa”. Non solo. Sempre secondo quanto riferiscono le <strong>analisi del FMI</strong>, “in Irlanda e in Spagna il debito pubblico è bilanciato da <strong>solidi bilanci delle famiglie</strong>”.</p>
<p>In proposito dell’Italia, il FMI rivela come l’indebitamento delle famiglie italiane sia pari al 51% del Pil, per un dato inferiore alla <strong>media dell’area euro</strong>, pari al 70%. In maniera ancora più specifica, l’indebitamento rapportato al Pil risulterebbe essere significativamente minore di quanto riscontrato negli Stati Uniti (88%) e in Inghilterra (99%).<br />
<span id="more-9940"></span><br />
Ad ogni modo, a preoccupare gli analisti del Fondo è soprattutto la situazione dei principali istituti di credito, visto e considerato che in Europa 58 tra le principali <strong>grandi banche</strong> potrebbero essere costrette a <strong>ridurre i propri bilanci</strong> di circa 2.600 miliardi di dollari (2.000 miliardi di euro), per un controvalore equivalente al 7% degli asset totali, entro la fine del prossimo anno. Secondo quanto ribadito dal Fondo, un quarto del <strong>deleveraging</strong> arriverà da una riduzione del credito e la quota restante dalla vendita di titoli ed asset.</p>
<p>Ancora, il Fondo suggerisce come i miglioramenti riscontrati nel <strong>mercato</strong> non devono far dimenticare che l’eurozona dovrà ancora “affrontare molte sfide”. Sfide che riguarderanno anche e soprattutto l’Italia, titolare di un debito troppo elevato, che non potrà che interagire negativamente con gli alti <strong>costi di finanziamento</strong> collegati, e che avrà un tasso di interesse sul debito pari a 4,6 punti percentuali nel 2016 nello scenario migliore, o di 5,7 punti percentuali nello scenario peggiore.</p>
<p>Il Fondo si è poi soffermato sulla necessità di un firewall credibile, che possa rassicurare i mercati circa la volontà dei governi nazionali di affrontare di petto le attuali difficoltà congiunturali.</p>
<p>► <a href="http://www.mondofinanzablog.com/2012/04/19/lento-recupero-economia-usa/" target="_blank"><strong>LENTO RECUPERO ECONOMIA USA</strong></a></p>
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		<title>Il nuovo decreto legislativo sulla moneta elettronica</title>
		<link>http://www.mondofinanzablog.com/2012/04/06/nuovo-decreto-legislativo-moneta-elettronica/</link>
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		<pubDate>Fri, 06 Apr 2012 18:29:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La moneta elettronica si è diffusa in maniera rapida e decisiva un po’ in tutto il mondo: un discorso a parte, invece, deve essere fatto per il nostro paese, con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondofinanzablog.com/2012/04/06/nuovo-decreto-legislativo-moneta-elettronica/carte-di-credito/" rel="attachment wp-att-9769"><img class="alignleft size-full wp-image-9769" title="Carte-di-credito" src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2012/04/Carte-di-credito.jpg?9f281a" alt="" width="250" height="167" /></a>La <strong>moneta elettronica</strong> si è diffusa in maniera rapida e decisiva un po’ in tutto il mondo: <strong>un discorso a parte, invece, deve essere fatto per il nostro paese, con molti cittadini ancora intimoriti da questo mezzo di pagamento</strong>, con i rischi potenziali che prevalgono sui vantaggi. Può essere spiegata anche in questa maniera l’ultima decisione legislativa del <a href="http://www.governo.it">Consiglio dei Ministri</a>, il quale ha fornito la sua approvazione definitiva al decreto per <strong>l’attuazione di una specifica direttiva europea</strong>. Volendo essere ancora più precisi, quest’ultima prevede che si avvii, si eserciti e si vigili in maniera prudenziale sugli istituti attivi in questo senso. <strong>Si tratta dunque di un provvedimento piuttosto importante</strong>, anche perché si sta parlando di una misura che prende spunto da una proposta specifica di due ministeri, quello per gli <a href="http://www.esteri.it">Affari Esteri</a> e quello dell’<strong>Economia e delle Finanze</strong>.<br />
<span id="more-9767"></span><br />
Questo vuol dire che il celebre <strong>Testo Unico Bancario</strong> (il <a href="http://www.tuttocamere.it/files/dirsoc/1993_385.pdf">Decreto legislativo 385 del 1993</a>, conosciuto anche con l’acronimo Tub). Che cosa bisogna attendersi in questo senso? <strong>Tale testo ha introdotto una definizione molto più ampia e precisa per quel che concerne la prestazione dei servizi di pagamento</strong>; in questo modo, si ha la possibilità di agevolare l’innovazione dal punto di vista tecnologico attraverso<strong> l’introduzione di tutti i prodotti possibili di moneta elettronica che in questo momento si trovano sul mercato</strong>, senza dimenticare quelli che saranno sviluppati e resi disponibili in futuro.</p>
<p>In aggiunta, il decreto parla chiaramente anche dei soggetti a cui sarà riservata questa emissione: <strong>nel dettaglio, l’elenco in questione ricomprende la <em>Banca Centrale Europea</em></strong>, i vari istituti di credito centrali dei paesi dell’<strong><em>Ue</em></strong>, il gruppo <strong><em>Poste Italiane</em></strong>, il nostro stesso Stato e quelli della comunità, oltre agli enti locali come le Regioni e le pubbliche amministrazioni. In conclusione, si può dire che esistono delle <strong>forme di tutela del consumatore nuove di zecca</strong>, quali il rimborso dei versamenti o la tutela delle somme.</p>
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		<title>Decreto liberalizzazioni: parte oggi la novità sulle polizze dei mutui</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 21:06:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Banche e Mutui]]></category>
		<category><![CDATA[concorrenza]]></category>
		<category><![CDATA[contratti di mutuo]]></category>
		<category><![CDATA[decreto liberalizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[maggiori risparmi]]></category>
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		<description><![CDATA[Il testo normativo del cosiddetto Decreto Liberalizzazioni è noto da tempo, ma alcune novità stanno cominciando a subentrare da poco tempo: la giornata odierna è stata fondamentale in questo senso, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondofinanzablog.com/2012/04/02/decreto-liberalizzazioni-parte-oggi-polizze-mutui/isvap_adn-400x300_immagine_l/" rel="attachment wp-att-9726"><img class="alignleft size-full wp-image-9726" title="isvap_adn--400x300_immagine_l" src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2012/04/isvap_adn-400x300_immagine_l.jpg?9f281a" alt="" width="250" height="172" /></a>Il testo normativo del cosiddetto <strong>Decreto Liberalizzazioni</strong> è noto da tempo, ma alcune novità stanno cominciando a subentrare da poco tempo: la <strong>giornata odierna è stata fondamentale in questo senso</strong>, visto che proprio a partire da oggi l’istituto di credito che sarà chiamato ad erogare i prestiti finanziari non potrà più svolgere il tipico doppio ruolo. In pratica, <strong>si sono spesso verificati dei casi in cui le banche hanno ricoperto sia il ruolo di beneficiarie che di distributrici delle polizze assicurative</strong>, un conflitto di interessi che andava senza dubbio interrotto per i vari svantaggi che ha arrecato. <strong>Il riferimento non può che andare alle polizze che sono collegate ai contratti di mutuo</strong>.<br />
<span id="more-9725"></span><br />
In effetti, questo mercato ha generato un volume di affari piuttosto consistente, <strong>vale a dire oltre due miliardi di euro</strong>, ma ciò che ha indispettito i clienti sono state le numerose criticità: <strong>i consumatori sono stati praticamente obbligati a sottoscrivere una apposita polizza di assicurazione, in tutto in maniera contestuale all’erogazione di un contratto di mutuo</strong> o, per l’appunto, di un prestito finanziario. Gli effetti negativi sono stati di tutta evidenza, in primis la proposta delle polizze in questione da parte del già citato istituto erogante, <strong>a danno dei costi e della concorrenza</strong>. I cambiamenti dovranno essere rilevanti.</p>
<p>Con il decreto, infatti,<strong> le stesse banche e gli intermediari finanziari avranno l’obbligo di sottoporre ai clienti e ai risparmiatori almeno due preventivi distinti che fanno capo a due società assicuratrici diverse</strong>, ovviamente non riconducibili all’erogante. Come hanno sottolineato gli esperti, in questa maniera gli istituti non potranno che ridimensionare le provvigioni e, di conseguenza, le loro tariffe, <strong>tanto che per i consumatori si prospettano spese minori</strong>. A tal proposito l’<a href="http://www.isvap.it">Isvap</a> era intervenuto sulle polizze collegate ai mutui nel corso del 2010, stabilendo il rimborso della quota parte di premio unico e non goduto a causa della surroga del mutuo.</p>
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		<title>Banca Sella aderisce alla moratoria per le pmi</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Mar 2012 14:32:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Banche e Mutui]]></category>
		<category><![CDATA[Banca Sella]]></category>
		<category><![CDATA[contratti di leasing]]></category>
		<category><![CDATA[moratoria]]></category>
		<category><![CDATA[piccole e medie imprese]]></category>
		<category><![CDATA[sospensione di dodici mesi]]></category>

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		<description><![CDATA[Banca Sella, uno dei gruppi creditizi più famosi e duraturi del nostro paese, ha deciso di far parte integrante della moratoria realizzata congiuntamente dall’Abi (Associazione Bancaria Italiana), daò tesoro, dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-9701" title="Banca_sella_lavoro_giovani" src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2012/03/Banca_sella_lavoro_giovani.jpg?9f281a" alt="" width="250" height="180" /><a href="http://www.sella.it">Banca Sella</a>, uno dei gruppi creditizi più famosi e duraturi del nostro paese, ha deciso di far parte integrante della <strong>moratoria realizzata congiuntamente dall’Abi</strong> (Associazione Bancaria Italiana), daò tesoro, dal <a href="http://www.sviluppoeconomico.gov.it">Ministero dello Sviluppo Economico </a>e dalle principali associazioni rappresentative delle <strong>piccole e medie imprese</strong>: non è un caso, infatti, che questo stesso accordo rechi il nome di “<strong>Nuove misure per il credito alle pmi</strong>”. Che cosa significa questa adesione convinta da parte dell’istituto piemontese? Nello specifico, tale intesa prevede che <strong>tutte quelle aziende che sono state protagoniste della sottoscrizione di un contratto di mutuo o di un finanziamento e che si trovano al contempo in importanti difficoltà dal punto di vista economico</strong>, possono chiedere direttamente a <strong><em>Banca Sella</em></strong> di sospendere quanto acceso per un tempo non superiore ai dodici mesi.<br />
<span id="more-9699"></span><br />
Quindi, il pagamento viene di fatto bloccato per un anno e va a interessare <strong>sia le rate dei mutui che i contratti di leasing</strong>. In aggiunta, le stesse pmi possono scegliere di <strong>allungare ulteriormente la durata complessiva dei contratti stessi e in questo caso non potranno superare i 270 giorni nell’ipotesi delle anticipazioni sui crediti</strong>, mentre i giorni saranno <strong>centoventi</strong> per quel che concerne un’altra fattispecie, vale a dire il <strong>credito agrario di conduzione</strong>. A chi è destinata questa moratoria?</p>
<p>Le imprese coinvolte possono appartenere ai settori più diversi, <strong>ma è necessario anche che vengano rispettate delle dimensioni ben precise, quali quelle relative al totale dei dipendenti (meno di 250 per la precisione) e al fatturato (deve essere inferiore ai cinquanta milioni di euro)</strong>. Tra l’altro, anche nel caso di adesione a una precedente moratoria si può essere presi in considerazione da <strong><em>Banca Sella</em></strong>. Il gruppo in questione include altri istituti, come ad esempio <strong><em>Banca Patrimoni Sella </em></strong>e<em></em><strong><em> Banca Sella Nord Est Bovio Calderari</em></strong>, e anche essi fanno parte integrante del progetto, così come anche <a href="http://www.biellaleasing.it">Biella Leasing spa</a>.</p>
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		<title>Deutsche Bank al numero 1 in Europa</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Mar 2012 12:05:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto R</dc:creator>
				<category><![CDATA[Banche e Mutui]]></category>
		<category><![CDATA[Banche]]></category>
		<category><![CDATA[Deutsche Bank]]></category>

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		<description><![CDATA[Deutsche Bank diventa (nuovamente) la banca più importante d’Europa per volume di asset, superando la francese BNP Paribas nella corsa al ruolo di banca più grande del vecchio Continente. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-9677" title="carta-credito-deutsche-bank-confcommercio" src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2012/03/carta-credito-deutsche-bank-confcommercio.jpg?9f281a" alt="" width="300" height="300" /><strong>Deutsche Bank</strong> diventa (nuovamente) la banca più importante d’Europa per volume di asset, superando la francese BNP Paribas nella corsa al ruolo di banca più grande del vecchio Continente. La società, con sede a Francoforte, ha sviluppato il proprio patrimonio di 14 punti percentuali a 2,16 trilioni di euro (circa 2,88 trilioni di dollari) durante il 2011, rendendo l’istituto la più grande banca d’Europa per la prima volta nel corso degli ultimi cinque anni, stando a quanto rivelano le stime e le osservazioni compiute nel corso degli ultimi giorni da <strong>Bloomberg</strong>.</p>
<p>Attualmente, <strong>Deutsche Bank</strong> ha un capitalizzazione di mercato intorno ai 36 miliardi di euro, superando in tal modo concorrenti europei come HSBC, la spagnola Banco Santander, la francese – già ricordato – BNP Paribas, la svizzera UBS e la scozzese Royal Bank of Scotland. La crescita degli asset tedeschi è stata pressochè continua nel corso degli ultimi anni, con un unico rallentamento e un lieve declino nel corso del 2009, a principale conseguenza del collasso della Lehman Brothers. In ognuno degli ultimi anni, inoltre, con la sola e già ricordata eccezione del 2009 (- 3,7%), il volume degli <strong>impieghi dell’azienda</strong> è sempre cresciuto con un buon ritmo.<span id="more-9676"></span></p>
<p>Non sorprende, considerando la solidità della banca, riscontrare come l’istituto di credito abbia potuto incrementare i propri asset anche nel pieno della recente e attuale <strong>crisi finanziaria</strong>. Sorprende, invece, osservare il declino della transalpina BNP Paribas, il più importante istituto di credito nel vecchio Continente, che ha subito una contrazione di 1,7 punti percentuali a 1,97 trilioni di euro, per il più basso livello dal 2007 ad oggi. HSBC, la principale <strong>banca di mercato</strong> per capitalizzazione, ha invece subito un incremento di 4 punti percentuali, scavalcando i rivali francesi al secondo posto.</p>
<p>► <a href="http://www.mondofinanzablog.com/2012/02/06/deutsche-bank-declassa-due-volte-il-titolo-autogrill/" target="_blank"><strong>DEUTSCHE BANK DECLASSA DUE VOLTE IL TITOLO AUTOGRILL</strong></a></p>
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