Bce, Mario Draghi e FMI: servono ancora stimoli economia

di Valentina Cervelli Commenta

La crescita c’è ed è tangibile, ma gli stimoli sono necessari: è questo il succo del discorso depositato dal presidente della Bce Mario Draghi presso l’Imfc, il comitato allargato del Fondo Monetario Internazionale. Un testo dove viene eseguita una profonda analisi focalizzata sull’economia europea.

Per il governatore dell’istituto non vi sono dubbi al momento che la crescita sia robusta e che la fase positiva continuerà molto probabilmente ancora per un po’. Ciò non toglie che le economie degli Stati dell’Unione Europea non necessitino ancora del sostegno del quantitative easing gestendo la situazione con “pazienza, perseveranza e prudenza”. Questo significa per il momento che la Bce continuerà ad acquistare titoli per un controvalore di almeno 30 miliardi di euro fino a settembre e che in seguito, se necessario farà altrettanto, aiutata da un’inflazione ancora sotto il limite che la Banca Centrale si è imposta, ovvero il 2%. Spiega infatti Mario Draghi:

Malgrado gli ultimi indicatori economici, che suggeriscono che il ciclo di crescita possa avere raggiunto un picco, lo slancio della crescita è visto continuare. La volatilità dei tassi di cambio e le condizioni finanziarie rappresentano una fonte di incertezza che richiede un monitoraggio in merito alle loro possibili implicazioni per l’outlook di medio termine della stabilità dei prezzi nell’eurozona.

Insomma, niente di eccessivamente nuovo. Per ciò che riguarda l’Italia, il Fondo Monetario ha fiducia sulle riforme in materia economica che verranno prodotte dal nuovo Governo: non resta che attendere per comprendere in che modo la situazione si evolverà e con essa anche l’approccio della Bce e dell’Fmi.

 

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