Pmi, Cgia lancia l’allarme: nuova stangata

di Valentina Cervelli Commenta

Cattive notizie per le PMI: ed è la Cgia di Mestre a lanciare l’allarme. Le piccole aziende italiane infatti dovranno affrontare una nuova importante spesa. Scopriamo insieme cosa provocherà un rialzo dei costi per le nostre industrie.

A causa del’approvazione della legge delega su “La riforma della disciplina della crisi di impresa e dell’insolvenza”, saranno almeno 133mila le SRL, società a responsabilità limitata, che dovranno aggiungere alla propria struttura un organo di controllo collegiale od un revisore legale dei conti. Prima di questa “correzione”, per loro si trattava di un obbligo che scattava solo nel caso lo richiedesse il loro statuto o se occorrevano specifiche condizioni il superamento per due esercizi consecutivi un’attivo patrimoniale di 4,4 milioni di euro, il superamento degli 8,8 milioni di euro per i ricavi delle vendite e delle prestazioni e l’eccedere le 50 unità lavoratrici.

Con questa nuova legge delega basta il superamento di una di queste tre condizioni appena esposte per far scattare la necessità di un collegio o di un revisore, un problema per molte PMI dato che contestualmente scendono anche le soglie finanziarie a 2 milioni ed a 10 il numero dei dipendenti. Ha commentato la Cgia attraverso il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo:

Dopo aver deciso di rinviare di un anno sia l’entrata in vigore dell’Iri  sia l’abolizione degli studi di settore, arriva a sorpresa questo nuovo balzello che, mediamente, costerà a ciascuna impresa interessata almeno 3.500 euro circa ogni anno. Se, come pare, in questa legge di Bilancio non assisteremo nemmeno all’estensione della cedolare secca agli immobili a uso strumentale, non verrà completata l’attuazione del regime per cassa e non si procederà a confermare l’ecobonus al 65 per cento, ci apprestiamo a registrare l’ennesimo disinteresse dell’esecutivo e della maggioranza di governo nei confronti delle istanze sollevate dal mondo delle piccole e micro imprese.

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